COMPLEANNI


soffiate sulle candeline…

(dio quanto mi piace essere così bastardo)

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LET THE RIGHT ONE IN


"Let the Right One In" è il titolo inglese del film svedese "Låt den rätte komma in", uscito in italia con il titolo "Lasciami entrare". Per la trama, gli attori e il regista vi rimando all’apposita scheda su Mymovies , l’ho visto (in streaming, a pezzi) è devo dire che mi è piaciuto. È una specie di favola dark, non un horror di quelli che ti fa saltare sulla sedia, ma un film anche morboso, a tratti disturbante, più affascinante che terrificante, a suo modo "lieve" e romantico, insomma, ve lo consiglio.

Letteralmente "let the right one in" significa "lascia entrare quello giusto", nel film inteso in chiave appunto romantica, ma la coincidenza con un altra "entrata" di questi giorni è troppo gustosa per non sfruttarla.
No, brutti maiali, non parlo della tettona del Grande Fratello…..
Ovviamente mi riferisco ad Obama, giusto in questi giorni entrato alla Casa Bianca. Beh, ha inaugurato la sua presidenza sospendendo i processi per i detenuti di Guantanamo, probabile preludio a un’imminente chiusura del carcere speciale che ha rappresentato un’autentica vergogna per tutto quello che pretende di essere "l’Occidente libero e civile", ma che ogni giorno dimostra che civile non è per niente e sotto molti aspetti nemmeno tanto libero.
L’intenzione è meritevole, resta da vedere come sarà possibile attuarla, perchè dal punto di vista giuridico chiudere Guantanamo è un’impresa decisamente complicata. Per capire meglio vi invito a leggere l’articolo sul manifesto di oggi (domani lo trovate nell’edizione online  ). In due parole la cosa è resa complicata dal fatto che i "prigionieri" non possono essere processati da un tribunale "normale" dato che sono stati sottoposti ad interrogatori in cui sono stati utilizzati metodi "non ortodossi" e le prove raccolte non sarebbero utilizzabili, non possono in molti casi essere rimpatriati perchè nei loro paesi rischiano di subire altre torture o la morte, non possono avere asilo politico negli USA per ovvi motivi e anche l’asilo o la detenzione in altri Paesi è un’opzione complicata. Un bel casino insomma, vedremo come la risolveranno.
Vedremo se Obama sarà veramente "the right one", quello giusto, per rimettere a posto un po’di casini e magari per cambiare veramente la politica USA, magari levando l’embargo a Cuba e normalizzando i rapporti con Paesi come il Venezuela e la Bolivia, anche se a questo ci credo poco.
Certo è che peggio di Bush non potrà essere: per fare peggio di lui avrebbero dovuto eleggere almeno Charles Manson  (candidato che tra l’altro avrebbe avuto il mio totale e incondizionato appoggio).

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Sempre dagli States, vi segnalo un uomo, un mito, una leggenda che sta spopolando nel circuito musicale indipendente, una perla che le major cercano di nasconderci per i loro biechi interessi commerciali, ma la cui arte non può essere sottratta al mondo: il grande, l’immenso Mark Gormley.

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Un genio. Ringraziamo Uncharted Zone per avercelo fatto conoscere, è indubbiamente bravo, e se lo dice Tommy Robinetti….

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Ma torniamo ad Obama. Lo so che anche voi state pensando a quello che penso io. Non proprio tutto, intendo, mi riferisco a una cosa legale e moderatamente accettabile dal punto di vista morale: quando il nostro giullare di corte farà la prossima gaffe con il neo-eletto Presidente?
La prima l’ha già fatta, non ha perso occasione, subito dopo l’elezione, ma tutti vogliamo vedere cosa si inventerà al loro primo incontro. Si presenterà in tenuta coloniale stile "Etiopia ’36 chiamandolo scherzosamente "Negus"? Gli darà una pacca sulla schiena dicendogli "eh, se potessi risparmiare anche io sulle lampade…"? Dirà in conferenza stampa che in fondo Fede è più abbronzato? Gli organizzerà una piccola cerimonia allietata dalle note de "El Negro Zumbon"?

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Chiudo anche oggi con una cosa seria, volevo segnalarvi due articoli a proposito del caso Cesare Battisti (grazie al GoNpagno Grongo Smirnoff per la segnalazione).

Il primo è una nota di Roberto Saviano, che chiede di ritirare la propria firma dall’appello del 2004 (prima dell’uscita di Gomorra) contro l’estradizione di Battisti dalla Francia. Se posso esprimere un commento, non è bella come cosa: o non firmi un appello se non ne sei convinto, oppure non ritiri la firma dopo 4 anni.
Se fossi uno che pensa male mi chiederei se non lo abbia fatto per timore della cattiva pubblicità che ora che è un personaggio sotto i riflettori gli avrebbe potuto portare un appello del genere.

Se allora ne era convinto magari ora poteva utilizzare la sua fama (meritata, sia chiaro) per riaprire il dibattito su una vicenda che non sembra poi così lineare come la presentano, e veniamo al secondo articolo.
Questo pezzo di Valerio Evangelisti presenta un punto di vista che non trovate nè sul Corriere nè nei servizi del TG1 sul caso Battisti. Io non mi esprimo, perchè non conosco a fondo i fatti, però mi sembra giusto presentare anche le ragioni di chi non si allinea alla deriva forcaiola che prendono sempre le discussioni su questi argomenti nei canali "ufficiali".

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Aggiornamento sul "film misterioso": ho scritto al sito gentilmente segnalatomi da fdf per chiedere aiuto. Beh, ho avuto qualche risposta, solo che una delle risposte citava un documentario di cui l’autore non ricordava il titolo….quindi in pratica dalla ricerca del mio titolo è nata la ricerca di un altro titolo….si sta espandendo….si sta evolvendo….nessuno è in salvo…..moriremo tutti.

NATALE COL BOTTO



È stato un Natale ben riuscito, un Natale col botto, come si suol dire.

L’Eroe del 2008, almeno fino a questo momento, è stato sicuramente Bruce Pardo, autore di una strage proprio nella notte di Natale, che ci ha donato un momento impagabile e un sorriso natalizio grazie anche all’intervento del Tg2 che ha titolato la notizia con un devastante "Babbo Natale Spara". Grazie. Veramente.

Se Babbo Natale fossi io, invece del caro vecchio nonnino pedofilo che tutti conosciamo e che potrebbe essere incriminato per numerosi reati, primo fra tutti la violazione di domicilio, oltre a sparare, naturalmente, mi curerei di rispondere personalmente alle varie letterine dei cari piccoli rompicoglioni, un po’come questo qui (sì lo so è in inglese, ma se non sapete l’inglese è ora che qualcuno ve lo IMPARA):

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Concludiamo con una nota seria, a proposito di botti. Benchè io non abbia la minima simpatia per gli integralisti di Hamas (la cui ascesa è stata comunque favorita anche dalle politiche Israeliane, oltre che dalla corruzione di Fatah) e benchè io sia per l’assoluta parità di trattamento per i fedeli di tutte le religioni (tutti al Colosseo con i leoni, ovviamente), non sopporto come viene trattato sui media e nelle dichiarazioni dei politici l’attacco israeliano contro Gaza.

Il conflitto fra Israele e Palestinesi non è un conflitto in cui si può essere equidistanti, è un conflitto combattuto da un Stato che ha uno degli eserciti più forti ed equipaggiati del mondo contro un popolo che non solo non ha un esercito tecnologicamente paragonabile, ma che non ha nemmeno uno Stato. È un conflitto combattuto contro i Palestinesi su territori che Israele occupa illegalmente, contro numerose risoluzioni ONU che non sono vincolanti solo per il veto posto ad ogni occasione dagli USA. È un conflitto che vede coinvolta l’unica potenza nucleare "illegale" ma "autorizzata", che compie rappresaglie violentissime contro la popolazione civile Palestinese già stremata da blocchi vari che fanno mancare da mesi energia e cibo nella Striscia.
Se l’Iran facesse solo un decimo di quello che fa Israele al posto di Teheran ora ci sarebbe un cratere.

Io mi sono rotto il cazzo di sentire la lagna sui razzi Quassam. I razzi Quassam sono poco peggio di quello che spareranno a Napoli la sera del 31.
Gli F-16, i tank e la privazione di cibo ed energia sono violenze un pelo più pesanti. Israele avrà il diritto di lamentarsi dei mortaretti che gli tirano quando si ritirerà dai territori occupati, quando lascerà i Palestinesi vivere normalmente e quando avrà dismesso il suo arsenale nucleare illegale. E non mi si dica che Hamas colpisce i civili, perchè anche Israele lo fa, non dovrebbe farlo nessuno dei due, ma resta sempre la differenza che è Israele a tenere sotto occupazione e ad affamare i Palestinesi. E invece tocca sentire le stronzate "politically correct" di Fassino o quelle smaccatamente filoisraeliane di quella merda di Capezzone e persino del nuovo Salvatore dell’Universo Obama, che si è detto preventivamente favorevole ad un attacco in un discorso di qualche mese fa.
Che piaccia o no, Hamas ha vinto delle elezioni nei territori, non è che la Democrazia vale solo quando vince chi ci piace, quindi è con Hamas che bisogna trattare e non ci si può lamentare se Hamas si incazza quando anche nei periodi di tregua Israele si riserva il diritto di continuare le esecuzioni "mirate" dei dirigenti di quel movimento.

Detto questo, cerchiamo di essere costruttivi, io ho tre proposte per risolvere l’annosa questione Israelo-Palestinese:

1) La Comunità Internazionale, che fu responsabile del casino fatto a suo tempo con la creazione dello Stato Israeliano, impone A CANNONATE una soluzione alle due parti, o due Stati (50% del territorio e delle risorse naturali a testa, Tel Aviv e Ramallah capitali e Gerusalemme città aperta sotto controllo ONU) o uno Stato unico, non confessionale e non etnico, tipo "Repubblica di Israele e Palestina" con Gerusalemme capitale. E il primo che fiata son nocchini.

2) Si prendono i rappresentanti politici di Israeliani e Palestinesi e come si faceva una volta per eleggere il Papa, li si chiude a chiave in una stanza, senza cibo acqua o servizi igienici, in ginocchio sui ceci e con tutta la discografia di Jovanotti in filodiffusione fino a quando non trovano un accordo. Se non lo trovano, morti questi se ne eleggono altri e si ricominciano le trattative. In ogni caso prima o poi finirebbero sia gli Israeliani che i Palestinesi, a quel punto potremmo usare l’area per rinchiuderci Jovanotti e Fiamma Nierestein e poi testarci armi chimiche.

3) Si danno alle due parti armi pari, si recinta la zona e se proprio ci tengono che si scannino a vicenda, basta che l’ultimo poi spenga la luce. Già che ci siamo prima di dare il via al Rock’n’Roll mandiamo la dirigenza del PD a tentare una mediazione, fosse la volta buona che qualcuno li ammazza davvero.

Cmq resta il fatto che se avessero fatto tutti come Erode a quest’ora non ci sarebbe nessuno che litiga da quelle parti…

Per approfondimenti, Indymedia e una selezione di filmati da laprospektiva, in entrambi trovate anche link a siti con informazioni in tempo reale.

RISORSE RINNOVABILI



Benchè se ne parli poco, ora che ci sono cose più importanti di cui parlare come la separazione delle carriere dei Magistrati o meglio ancora la questione morale nel PD, la crisi continua ad avanzare, si prevede per l’anno prossimo una caterva di licenziamenti, crollo dei consumi, lacrime e sangue, insomma volendo usare una fine metafora ci sarà un bel mazzetto di cazzi per il culo per ognuno di noi, e la vasella, come sempre, è a carico nostro.

I rappresentanti del nostro Governo, oltre alla solita elargizione di elemosine utili più per il marketing che per risolvere i problemi di chi fatica ad arrivare alla fine del mese, si stanno anche battendo in Europa per frenare sugli impegni presi per contrastare il cambiamento climatico, in controtendenza ad esempio con quanto promesso dal neoeletto Presidente USA, quello abbronzato per capirci (ovvio, lui è già abbronzato, non gli serve un innalzamento del clima, mentre Silvio risparmierebbe un sacco di soldi di lampade), che ha annunciato un cambio di rotta rispetto al suo predecessore sul clima e non si è lanciato in improbabili collette per pagare un cappuccino al giorno a qualche pensionato (con la Social Card di Tremonti, 40 euro al mese, questo ti ci compri).

Intanto i cittadini Statunitensi si sono dati da fare, non sono rimasti con le mani in mano ma si sono rimboccati le maniche, olio di gomito, e hanno iniziato a trovare modi di tirare avanti nonostante la crisi.
Cito testualmente da http://www.aduc.it, riportato anche dal Manifesto:

Stretti dalla tenaglia della crisi economica, sommersi di debiti e con prospettive nere per l’occupazione, gli americani mettono in vendita cio’ che hanno in dote da madre natura: fluidi organici come il liquido seminale, ovuli giovani e robusti per la fecondazione artificiale, plasma per le trasfusioni e persino trecce di capelli lucenti.
A rivelare l’aumento delle ‘offerte’ di questi ‘prodotti organici’ sono una serie di ricerche locali incrociate, i direttori delle principali cliniche e centri per la fecondazioni assistita nonche’ le banche dello sperma disseminate sul territorio dell’Unione.
Secondo gli ultimi dati – non ufficiali ma considerati statisticamente significativi – negli ultimi mesi autunnali, proprio mentre si acutizzava la crisi finanziaria, i donatori di sperma che hanno bussato alle porte delle ‘banche’ per offrire la propria merce sono triplicati. Nello stesso periodo le donatrici di ovuli sono aumentate del 30%, e i donatori di plasma si sono impennati del 50%.
In aumento anche le giovani che vendono i loro lunghi capelli ai negozi che creano parrucche,chignon e trecce e le ragazze che si offrono come madri-surrogate. L’incremento del numero di donne pronte a portare avanti la gravidanza di un figlio altrui si calcola sia addirittura del 20%.
I compensi medi per questo tipo di ‘donazioni’ di tessuti o fluidi organici sono in America i seguenti: tra i 60 e i 100 dollari per una fiala di sperma; 7.000 dollari per ovulo fertile; 200 dollari per una lunga coda di capelli; tra i 20 ed i 50 dollari per il plasma. In quest’ultimo caso – sottolineano le banche del sangue – none ‘ un vero e proprio pagamento ma il semplice compenso per i trasporti e il tempo investito dai donatori. Certo e’ che alcuni giovani donatori di sperma con 10 ‘sedute’ mensili si pagano l’affitto del dormitorio al college, e alcune ragazze offrendo i propri ovuli riescono addirittura a coprire la retta universitaria.

Sono queste le cose che ti fanno odiare l’Italia. No, perchè se penso alla mia adolescenza, a quella meravigliosa età in cui noi maschietti siamo spensierati, senza assilli della vita e soprattutto impegnati in un onanismo frenetico ed indefesso, mi viene in mente che a 60-100 dollari a fiala avrei potuto tirar su un bel gruzzoletto prima ancora di arrivare a 20 anni. Passare direttamente dalla scuola alla pensione. Ci pensate?

Che poi basterebbe che gli scienziati ragionassero in maniera un po’meno contorta per arrivare alla soluzione di tutti i problemi del pianeta: il motore a sperma.

Pensateci bene, ogni giorno milioni, decine di milioni di esseri umani di sesso maschile nel mondo producono ettolitri ed ettolitri di sperma. QUESTA sarebe una fonte di energia rinnovabile, altro che ecodiesel e biocarburanti. I vantaggi sono evidenti:

– Costi di estrazione praticamente nulli (inoltre attaccando una dinamo al gomito ci si tira su anche qualche altro kilowatt).

– Nessuna necessità di costruire centrali (basta un servizio di raccolta porta a porta o meglio ancora, promettendo porno gratis vengono direttamente loro da te).
 
– Assenza di problemi di scorie e altro, anzi, una gran parte degli ambientalisti saranno entusiasti di dare una mano.

Poi finalmente avremmo trovato un’utilità a quel cretino che ciondola stordito per casa e chiede soldi in continuazione: visto che sopprimerli una volta usciti è reato almeno così potremmo destinarli alla produzione di energia senza doverne bruciare il cadavere, quindi senza commettere due reati. Pensateci, papà (parlo con voi che le mamme queste cose non le voglio sentire).

Purtroppo però sappiamo che c’è chi proverebbe comunque a mettere i bastoni fra le ruote a chi si volesse impegnare in quella che potrebbe essere la più grande scoperta dell’Uomo (dopo la birra, ovviamente):

C'ABBIAMO LE PROVE!!!!



Ringrazio il GoNpagno gagarin di Siberiaonline.net per avermi portato a conoscenza di una notizia sconvolgente, un vero e proprio complotto che farebbe impallidire persino il più accanito seguace delle teorie di David Icke.
Una notizia che riguarda il neo eletto Presidente degli USA, Barack Hussein Obama.

Non mi riferisco ovviamente a quelle voci, devo dire di cattivo gusto e senza alcun fondamento che vorrebbero il Presidente Obbama addirittura NEGRO, qua parliamo di roba grossa e seria.

La fonte è autorevole, il sito ufficiale del Silvio Berlusconi Fans Club: www.silvioberlusconifansclub.org.

Avrete sentito le dichiarazioni prima del Presidente del Consiglio, poi del nostro Ministro degli Esteri (Frattini, quello che pare una pubblicità dell’Oviesse) che avvicinavano Obama, elemento nuovo e di rottura, almeno a livello di immagine, della Politica Statunitense proprio al Nano più odiato d’Italia dopo Brunetta, il tutto ovviamente quando si iniziava a delineare la sconfitta per il cavallo repubblicano McCain. Evidentemente non tutti la pensano così, anzi, probabilmente qualcuno non è stato avvertito del cambio di linea, del fatto che ora Obama era amico.

Leggete infatti cosa pubblica il suddetto sito, le perle migliori le ho evidenziate:

Barack Obama è un infiltrato?     

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

E’ sempre stato possibile votare prima del 4 novembre per chi era all’estero (absentee vote) o altrimenti impossibilitato. Ma adesso i Democratici ne stanno facendo una questione di urgenza. Perché sarebbe così urgente votare? Qualcuno dice che vogliono che voti il maggior numero di persone possibili prima che un tribunale accerti che Obama …. non è nato in territorio USA. Perché rimuoverlo una volta eletto sarebbe davvero esplosivo, ne farebbero una vittima razziale, non uno che ha cercato di violare la costituzione.
La questione è questa: secondo la Costituzione non può diventare presidente uno che non è cittadino dalla nascita. Ad esempio, Henry Kissinger e Arnold Schwarzenegger, figure politiche rinomate, non hanno diritto di candidarsi perché sono cittadini naturalizzati, non cittadini dalla nascita.
Ora, secondo la nonna keniota (paterna) di Obama, egli è nato in Africa, non ad Honolulu, nello stato americano delle Hawaii. Ha detto proprio di essere stata presente in sala parto, in Kenya, quando è nato. Lui si è sempre rifiutato di produrre il certificato di nascita e anche qualsiasi altro documento, come diplomi o atti di iscrizione, che riportino il luogo di nascita.
L’avvocato Philip J. Berg, ex sottosegretario alla Giustizia dello stato della Pennsylvania, peraltro appartenente al Partito Democratico, lo ha chiamato in tribunale a produrre un estratto autenticato del suo atto di nascita, che provi che ha titolo a candidarsi alla presidenze degli USA. Ma il 24 settembre il Consiglio nazionale del Partito Democratico ha depositato in tribunale istanza di archiviazione di questa pratica.
Non si capisce perché, se il certificato esiste, debbano darsi tanto da fare per impedirne la richiesta. Non sarebbe più semplice produrlo e festa finita? Hanno messo su un sito internet un certificato di nascita di Honolulu intestato a Barack Hussein Obama Jr, con uno spazio annerito dove dovrebbe esserci il numero di serie. Perché, se questo certificato è autentico, non portarlo trionfalmente in tribunale e mettere fine a tutti i sospetti?
Qui sotto alcune considerazioni di buon senso sulla montagna di soldi messi insieme da Obama per la sua campagna elettorale, che assommerebbero a quanto spesero i miliardari Kerry e Bush messi insieme. Soldi che parrebbero arrivare dal Medio Oriente.

Alex

http://rense.com/general83/was.htm

Barack Obama è un infiltrato?

di J. Hansen
10-9-8

[…….] Da dove viene tutto quel denaro per Obama? Io ho quattro figlie che sono andate all’università e noi eravamo ceto medio, ce la facevamo a malapena. Noi (le mie figlie comprese) abbiamo lavorato sodo e abbiamo preso molti prestiti per studenti.
Ho cominciato a guardare la vita di Obama. Verso il 1979 Obama iniziò l’università Occidental in California. Ne parla molto apertamente: provò ogni genere di droga e perdeva molto tempo, ma, benché avesse una mente brillante, non si impegnava nello studio.
"Barry" (così si è sempre fatto chiamare) in questo periodo aveva due compagni di camera: Muhammad Hasan Chandoo e Wahid Hamid, entrambi del Pakistan.
Nell’estate del 1981, dopo il secondo anno di università, fece un "viaggio intorno al mondo". Fermandosi a trovare sua madre in Indonesia, poi a Hyderabad in India, tre settimane a Karachi, Pakistan dove alloggiò presso la famiglia del suo compagno di camera, poi in Africa a trovare la famiglia di suo padre.
Mi domando – Dove ha trovato i soldi per questo viaggio? Né io, ne alcuno delle mie figlie avremmo avuto il denaro necessario per un viaggio come questo nel periodo in cui erano all’università. Quando tornò andò alla Columbia University a New York. E’ allora che cominciò a farsi chiamare non con il nome americano Barry ma Barack.

Sapete quanto costa andare alla Columbia? Non è a buon mercato! A dir poco. Dove ha trovato i soldi per la retta? Prestiti per studenti? Forse. Dopo la Columbia, è andato a Chicago a lavorare come Community Organizer (attivista politico) per $12.000. all’anno. Perché Chicago? Perché non New York? Già ci viveva a New York.
"Per caso" a Chicago incontrò Antoin "Tony" Rezko, immobiliarista nato ad Aleppo, Siria. Rezko quest’anno è stato condannato per corruzione e frode. Rezko è stato premiato come "Imprenditore del Decennio" dalla "Associazione di affari e professionale arabo-americana".
Circa due anni dopo, Obama entrò alla facoltà di giurisprudenza di Harvard. Avete idea di quanto costi la retta per andare a Harvard? Dove ha trovato i soldi per andare a Harvard? Altri prestiti per studenti? Dopo giurisprudenza, tornò a Chicago. Rezko gli offrì un impiego, che egli rifiutò.
Ma andò a lavorare da Davis, Miner, Barnhill & Galland. Indovinate un pò? Questi rappresentavano "Rezar" che è la ditta di Rezko. Rezko fu uno dei principali contribuenti di Obama quando si candidò a Chicago. Nel 2003, Rezko tenne una delle prime serate di raccolta fondi per Obama, che secondo il giornalista del Chicago Tribune David Mendelland permise ad Obama di raccogliere "denaro seminale" per la corsa al Senato.
Nel 2005, Obama acquistò una nuova casa nel Distretto di Kenwood di Chicago per $1,65 milioni (meno di quanto richiesto). Con TUTTI quei prestiti per studenti da rimborsare — Dove ha trovato i soldi per questo acquisto? Lo stesso giorno la moglie di Rezko, Rita, acquistò il terreno adiacente a prezzo pieno. Il London Times scrisse che Nadhmi Auchi, un miliardario nato in Iraq, aveva prestato a Rezko $3,5 milioni tre settimane prima che Obama acquistasse la sua nuova casa. Obama incontrò Nadhmi Auchi molte volte insieme a Rezko.
Ora abbiamo Obama che si candida a Presidente. Valerie Jarrett era stata capo di Michelle Obama. Adesso è la capo-consigliera di Obama ed egli non prende mai una decisione senza prima parlarne con lei. Dove è nata la Jarrett? A Shiraz, in Iran. Esagero, o c’è una certa qual tendenza qui?
Il 10 maggio 2008 il Times scrive che Robert Malley, consigliere di Obama, viene licenziato dopo che la stampa aveva scoperto che aveva contatti regolari con "Hamas ", che controlla Gaza ed è collegata all’Iran. La settimana scorsa, nelle ultime pagine dei giornali, la stampa irachena ha riferito che durante la visita di Obama all’Iraq egli ha chiesto ai loro leader di non fare niente riguardo alla guerra fino a dopo le elezioni, quando "ci penserà lui".
E a proposito, ricordate i compagni di camera nati in Pakistan? Sono loro che gestiscono tutti quei "piccoli" contributi Internet per Obama. Da dove viene quel denaro? Dai poveri e dal ceto medio di questo paese? O magari dal Medio Oriente?
E l’ultima notiziola: il 7 settembre 2008, The Washington Times pubblica un lapsus verbale fatto da Obama durante il programma "This Week" con George Stephanapoulos. Parlando della sua religione Obama dice "la mia fede musulmana". Agli interrogativi risponde di "essersi sbagliato". Un bello sbaglio, non cè che dire.
Tutte queste informazioni le ho trovate su Internet. Se volete controllare – Wikipedia, Encyclopedia, Barack Obama; Tony Rezko; Valerie Jarrett: Daily Times – Obama visitò il Pakistan nel 1981; The Washington Times – 7 settembre, 2008; The Times 10 maggio, 2008.
E ora la domanda più importante di tutte – Se l’ho trovate io tutte queste informazioni, perché non ce ne hanno parlato tutti i nostri "intelligenti" esponenti della stampa ?

Ercolina Milanesi

Ndr: Grazie cara Ercolina, davvero inquietante. Come mai nessuno ne parla?
27.10.2008 – 21:22

aoh, c’abbiamo le prove!!!!!

Speriamo che non riescano a riformare davvero la giustizia, perchè se vogliono farli così i processi i berlusconiani….

Sempre a proposito di stronzate, anche questa che riporto dal sito di Beppe Grillo non è male:

Nel frattempo Obama vince le elezioni grazie alla Rete, ai fondi raccolti on line direttamente dagli elettori, Un miliardo di dollari con 100 dollari medi di donazione. Risponderà agli americani, non alle lobby delle armi e del petrolio che hanno finanziato Bush. Non alla Fiat, a Mediaset o a Benetton.

certo, come no, ma nemmeno li ha raccolti via internet, li ha trovati, erano in una busta di plastica davanti casa sua….nessuna Banca, Università o Corporation di nessun tipo finanzia il Candidato Democratico alle elezioni USA….

UN MODELLO DA SEGUIRE

—– Disclaimer —–

ATTENZIONE: Il seguente post è dettato da un processo mentale che si ripete saltuariamente (le personalità schizofreniche sono soggette ad alterazione della personalità, spesso a seguito di abuso di alcool e stupefacenti, o in seguito alla loro mancata assunzione) e che io definisco "Deriva Polpottiana" e che mi porta a:

– considerare necessario rieducare gli Italiani tramite reclusione per almeno 15 anni in un Laogai

– considerare necessario uccidere 3/4 della popolazione italiana a prescindere e a mia totale discrezione iniziando da Lapo Elkann, Del Piero e Cossiga

– considerare necessario uscire dalla NATO e chiedere l’annessione dell’Italia al Venezuela, oltre a dichiarare guerra al Belgio (o a quello che ne rimane) come contributo alla Causa Invincibile, oltre all’invasione via terra di San Marino e Città del Vaticano.

Il post potrebbe risultare offensivo per gli Statunitensi e per chi sostiene il Modello Statunitense. Se rientrate in queste categorie e siete permalosi non leggetelo (e andate in culo, gentilmente).

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Il modello di riferimento del nostro Paese sono sempre più gli Stati Uniti, non solo dal punto di vista sociale (il virus del modello USA di società/supermarket per consumatori lobotomizzati ormai è dilagante), ma anche dal punto di vista del Marketing Politico.

Con Marketing Politico io intendo quel meccanismo di Propaganda che fa sì che i cittadini siano convinti di scegliere qualcosa quando mettono una croce su un pezzo di carta e che porta quindi il livello dibattito politico alla profondità di una disquisizione sulle pratiche onanistiche degli oranghi (quindi ad un livello accessibile per la comprensione dello spettatore medio di Vespa).

Anche l’evoluzione del Sistema Partitico sta tendendo alla realizzazione di un Bipartitismo all’americana, con Democratici e Repubblicani, primarie per scegliere quale buffone mandare alle elezioni e trasformazione inevitabile della Politica ufficiale in un teatrino abbastanza stupido e totalmente privo di significato, mentre le decisioni vengono prese altrove.
Tanto per farvi capire a cosa ci vuol portare Ueltroni e chi come lui si ispira agli USA come modello di Democrazia (mentre sarebbero perfetti come modello di allevamento industriale di pollame), questo è uno spot di uno dei candidati Repubblicani alle primarie per le prossime Presidenziali.


Cioè, non parliamo di qualche folkloristico spot per le circoscrizionali di Pizzo Calabro su una rete locale, parliamo di un prodotto pubblicitario pensato per convincere gli Statunitensi a mandare quella persona alla Casa Bianca (e chiaramente l’intento è di far credere che il candidato sia in realtà Chuck Norris, che ovviamente non avrebbe bisogno di candidarsi per andare alla Casa Bianca perchè quando lui vuole è la Casa Bianca che va da Lui).

Addavenì….