WE ARE OF PEACE. ALWAYS.



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Allora, siccome sono stanco, stressato e sfiduciato, deluso dalla vita, dal mondo, dalla politica, al punto che potrei fare una pazzia tipo leggere il libro di Casarini o iscrivermi al nuovo partito di Rutelli, questo blog si sta trasformand, diventando sempre meno politico e sempre più intimista, quindi ho deciso di mettervi a parte di tutta una pippa mentale che mi sono fatto, so che non vedete l’ora, eh? Eh? Eh?


Ho iniziato, dopo tanti anni, nuovamente a seguire delle serie, quelli che una volta si chiamavano telefilm. Avevo smesso perché mi ero rotto le scatole di dover avere l’appuntamento fisso per non perdere i passaggi della storia, parliamo dei tempi di Twin Peaks o del primo X Files, lo so, sono vecchio, non rompetemi i coglioni, ma ora, grazie allo streaming, mi posso vedere le puntate quando ho tempo.


La mia riflessione riguarda l’aspetto qualitativo, come vanno considerate alcune serie come Visitors o Flash Forward, che sto seguendo (ovviamente insieme al Mostro di Firenze, ma quello è più o meno un discorso fondamentale, un modello di riferimento…).


Parliamo ovviamente di Entertainement, intrattenimento, e non di Arte come il cinema “alto”, ok. Ma penso che possano essere considerate a un livello decisamente superiore rispetto all’intrattenimento in forma di lungometraggio, ovvero rispetto a roboanti stronzate (è una classificazione tecnica che adottano da poco i critici: i film si dividono nelle categorie “spacca”, “fico”, “caruccio”, “bah” e “roboante stronzata”) tipo 2012, Indipendence Day ecc. ecc. non tanto per gli aspetti tecnici, naturalmente chi produce queste serie non ha a disposizione il budget che ha Roland Emmerich per far cadere la cupola di San Pietro addosso a Berlusconi (a proposito, se lo vogliamo fare davvero sono pronto a lanciare la sottoscrizione, magari invece che San Pietro usiamo quella cacata della teca dell’Ara Pacis, va bene?)


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Diciamo che, come spesso accade, anche per quanto riguarda la produzione audiovisiva fra l’arte (se parliamo di televisione mi vengono in mente gli speciali di Pasolini o Blob) e il pattume (ad esempio Amici o Zelig) ci sono tante sfumature.


Esempio: se parliamo di comicità, non ci sono solo George Carlin (genio) o Checco Zalone (un imbecille che scrive roba che io scrivevo in seconda media), ma tante sfumature, mi viene in mente un Antonio Giuliani, o un Maurizio Battista, che fanno una satira di costume leggera, inoffensiva quanto Zalone, ma divertente e meno stupida, senza però arrivare alle vette di Carlin e Hicks. Anche la Gialappa’s, fa intrattenimento, non satira politica vera e propria, ma è di livello superiore rispetto a tanta altra merda che si vede sugli schermi.


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Parliamo sempre di prodotti commerciali, o comunque di prodotti pensati solo per il divertimento, non per dare chissà quale messaggio, ma ogni tanto bisogna anche distrarsi, non puoi sentire solo Bob Dylan e Joan Baez, sai che palle, ogni tanto serve anche zio Keith. It’s only rock ‘n’ roll, dio majale! (non sono certo fosse esattamente questo il testo, ma grosso modo il concetto è quello). E non significa che ti stai sentendo Lady GaGa (a proposito, ma chi cazzo è Lady GaGa???).


Ovviamente il fatto di dover durare per almeno una decina di puntate è un problema, purtroppo tutte le serie sono caratterizzate da riempitivi abbastanza pallosi, ma comunque limitati a pochi minuti nel corso della puntata. Rispetto alle fiction su padrepio di mamma rai, che sono tutto riempitivo, inframmezzato dalla pubblicità e delle quali la parte migliore sono i titoli di coda però siamo anni luce avanti.


Come ormai avrete capito c’è un motivo per cui scrivo tutto ciò, ed è molto semplice: sto puerilmente cercando una giustificazione al fatto che mi sono ingarellato con Flash Forward e V 2009 (il remake dei Vecchi Visitors), cosa dela quale non ho ancora deciso se vergognarmi o sbattermene. Ma vi credete sia facile campare così?


Ammetto che mi sono visto anche Lost, e che almeno due serie mi sono piaciute. Oh, poi Star Trek sì e le altre no? E Boris? Che gli volete dire a Boris?


Quello che è certo è che se venissero davvero gli alieni a distruggere il genere umano non potrei che essere d’accordo e passare dalla loro parte. Soprattutto se il loro capo si presentasse davvero così.


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Voglio dire, è intelligente, è bellissima, è carismatica, vuole sterminare la razza umana, come si fa a non amarla? Posso anche passare sopra al fatto che è una lucertola, possiamo trovare un compromesso, in quei momenti lei si rimette le sembianze umane e io mi travesto da lucertola.



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We are of Peace. Always.

 

(Sì, lo so, il primo che dice qualcosa lo sgozzo. Per mia mogliA: tranquilla, lo sai che non ti tradirei mai con una lucertola)


A’ LIVELLA

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Diceva Totò che la morte è una livella, che dopo morti siamo tutti uguali, principi e monnezzari.
Beh, magari fosse davvero così: purtroppo, nella società dello spettacolo, dopo la morte resta il ricordo e la memoria, e la memoria e soprattutto il “peso” dei morti non sono uguali per tutti. Citando Orwell, così come per la legge anche per la morte qualcuno “è più uguale degli altri”. Ho pensato questo quando ho letto questa notizia: un detenuto in un carcere che ha attuato uno sciopero della fame e che alla fine è davvero morto, potremmo dire che è stato lasciato morire.
Curioso, in un paese in cui lasciarsi morire a tutti gli altri non viene riconosciuto, a pochi giorni dalla discussione alla Camera del disegno di legge sul Testamento Biologico…

La memoria, dicevo. Quando uno famoso muore viene automaticamente santificato, era successo a livello mondiale a Lady Diana, una stronza ricca e snob che fra un party a corte e una sgroppata con qualche aitante giovanotto era riuscita a diventare un’icona di bontà facendosi fare un paio di foto vicino a qualche negretto, è successo qui, nel nostro piccolo, anche col recentemente scomparso Mike Bongiorno.
Come al solito si sono sprecati i coccodrilli, lacrimosi ricordi di quanto era bellobuonobravoeumano ecc. ecc.

Beh, a me dispiace solo di una cosa: che non fosse crepato quando lo volevano fucilare i nazisti in quanto partigiano. Avrebbe fatto una figura migliore e meno danni.

No, perché Bongiorno è stato una colonna portante del processo di rincoglionimento della popolazione italiana, della trasformazione di due difetti come la stupidità e l’ignoranza in qualità necessarie per avere successo come persona, nella vita e nello spettacolo (che poi ormai è uguale). Umberto Eco in un famosissimo saggio lo aveva detto, e ho scoperto sul Manifesto di oggi (meno male che almeno loro si sono dati una regolata) che anche lo scrittore Luciano Bianciardi (se non avete mai letto “La Vita Agra” fatelo) aveva espresso un giudizio critico sul presentatore.
Grosso modo entrambi sostenevano che Mike Bongiorno fosse un campione di mediocrità: il migliore nel campo della mancanza di senso critico, del conformismo e dell’ignoranza, e che fosse proprio questa la radice del suo successo.

Mike Bongiorno era, parafrasando il film Zoolander, un modello di idiota, ed era diventato il veicolo dell’assunzione dell’idiozia a modello. Le famose gaffes invece di far dire al pubblico “ma guarda te questo imbecille” lo facevano diventare simpatico. Il non conoscere le risposte ai quiz venivano considerate “umiltà nel non volersi mettere al di sopra della gente” (questa l’ho letta davvero). Costanzo (altro bel personaggio) ieri al TG2, con l’occhio acquoso chiosava su come fosse bello che la gente che non sapeva le cose potesse riconoscersi in lui che era altrettanto ignorante, “normale” e “umano”.
Per non parlare del ruolo che ha avuto nella creazione del fenomeno Berlusconi (che però, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è la causa ma l’effetto dei problemi dell’Italia) e delle vergognose marchette che fece all’epoca della “discesa in campo” insieme ad altre cariatidi come la Zanicchi e Vianello (e mi sa che quella campagna elettorale se la ricordano tutti poco).

**

E lo volevano fare pure Senatore a vita! Quindi, no, non mi dispiace che sia morto, anzi, direi “avanti il prossimo”, voglio Vianello, Costanzo, Baudo, la Zanicchi ecc. ecc. Sempre in attesa di gustare il boccone più gustoso…

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LE COSE CHE NON SOPPORTO – Prima (e forse unica) parte



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 – Non sopporto la gente che ostruisce i passaggi. Quelli che si imbambolano davanti agli scaffali dei supermercati, che si abbioccano davanti alle porte della metro, che camminano in mezzo al marciapiede con la velocità della Montalcini con le caviglie legate cercando di occupare più spazio possibile.

 – Non sopporto di non poter girare con un machete e una maschera da hockey sulla faccia.

 – Non sopporto chi fa troppo lo snob nei confronti della televisione. Per ora, finchè non legalizzano l’omicidio seriale, non mi viene in mente un hobby migliore.

 – Non sopporto i medici. Al centro per le dislipidemie ereditarie mi hanno detto che non dovrei mangiare una serie di cose, al centro per l’ipertensione mi hanno detto che non dovrei mangiare tutte le altre, entrambi mi hanno detto che non devo bere né fumare. Ma andate in culo.

 – Non sopporto di non essere Keith Richards. La mia vita sarebbe decisamente migliore, e se non lo fosse sarei troppo sconvolto per accorgermene.

 – Non sopporto Albano. È più forte di me, il solo pensiero della sua esistenza rende le mie giornate insopportabili.

 – Non sopporto che Syd Barrett, Keith Moon, John Bohnam, Jimi Hendrix, Janis Joplin siano morti mentre Baglioni è ancora in giro.

 – Non sopporto chi pensa che sia colpa di Berlusconi se l’Italia è un Paese di merda.

 – Non sopporto i bambini, non per altro, ma perché salvo (auspicabili) imprevisti crescono.

 – Non sopporto le mamme, non per altro, ma perché oltre ad avere bambini non fanno altro che rompere i coglioni al mondo intero in virtù di questo. Signora che mi siede davanti sul treno con il suo pupo a fianco che gioca sul sedile, al prossimo calcio che mi arriva glielo sgozzo il suo nano del cazzo.

 – Non sopporto i cori russi, la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese. Neanche la nera africana.

 – Non sopporto il mio lavoro, e nemmeno quello degli altri.

 – Non sopporto i miei colleghi, e nemmeno quelli degli altri.

 – Non sopporto di essere io quello strano quando non do importanza a certe cose, tipo la stiratura dei polsini della mia camicia o il fatto che i miei pantaloni li ho comprati a 20€ da Oviesse invece che a 120€ in un negozio più “cool”.

 – Non sopporto il politically correct, io posso dire o scrivere “negri” e “ricchioni” o “finocchi” o dare della “zoccola” a qualcuno, che ne so, alla Carfagna, una a caso, perché io non sono né razzista né omofobo né sessista. Andate a rompere il cazzo a chi dice “omosessuali” e “persone di colore” e poi vota AN, Lega o peggio.

 – Non sopporto chi fa discorsi che cominciano con "Io non sono razzista ma…" e "Io sono di Sinistra ma…" ecc. ecc.

 – Non sopporto che anche sul Manifesto di oggi ci si lamenti del fatto che Berlusconi non ha risposto alle 10 domande che Repubblica gli pone sul “caso Noemi” e del fatto che l’opposizione liquidi la cosa come faccenda privata. Certo, quello è un ex piduista con presunte frequentazioni mafiose in passato, è proprietario di metà dei mezzi di informazione e in pratica controlla l’altra metà in quanto Capo del Governo, ha riportato i fascisti al Governo dopo sessant’anni, ha fatto votare al Parlamento una serie di leggi per risolvere i suoi carichi pendenti e per favorire economicamente il suo impero economico, sta introducendo una serie di leggi da far invidia alle leggi razziali del 1938, ha fatto diventare famoso Fiorello, sta cercando di stravolgere la Costituzione, ma il Paese deve sapere se si è scopato o no quella zoccoletta. Ci deve delle risposte. Certo…

 – Non sopporto i discorsi di sociopolitica che si sentono nei bar, negli uffici, per strada. Gente che legge al massimo Leggo e che si informa tramite Libero News che pretende di avere un’opinione su qualcosa che non sia Amici.

 – Non sopporto la Democrazia. Il Governo della maggioranza in un mondo in cui la maggioranza delle persone andrebbe usata per concimare i campi.

 – Non sopporto le religioni. Se gli esseri umani non avessero inventato gli Dei, se le religioni non esistessero il mondo sarebbe un posto migliore. Se non esistessero nemmeno gli esseri umani non ne parliamo.

 – Non sopporto che ci siano strade intitolate a Capi di Stato e personaggi storici che hanno fatto massacrare milioni di persone e nemmeno una intitolata ad Andrej Romanovic Cikatilo. Quasi quasi faccio una petizione…


NESSUNO PENSA AI BAMBINI



Come avrete capito ho una particolare passione per i bambini, il che mi porta spesso a parlare nei miei post di questi piccoli stronzet…. no, vabè, giuro che è una coincidenza, ma uno dei miei siti spacciatori di stronzate mi ha dato modo di scoprire un artista davvero singolare, che non conoscevo nonostante una sua foto trovata per caso mi sia piaciuta molto, al punto di utilizzarla in messenger. Questa:



Sapete che sono un amante del genere horror, e non potevo non rimanere affascinato dall’opera di questo malato di mente che si chiama Joshua Hoffine, un fotografo che si diletta ad allestire dei piccoli set cinematografici in cui dà vita a dei veri e propri film horror di una sola immagine, in cui l’utilizzo di photoshop è praticamente nullo, solo per aggiustare un po’i toni e tutto è affidato al make up e agli effetti visivi del cinema di un tempo.
La rappresentazione dell’orrore tramite gli incubi dei bambini è in realtà la rappresentazione dell’orrore di tutti, infatti, secondo lo stesso Hoffine "l’orrore ci dice che la nostra fiducia nella sicurezza è deludente e che i mostri sono tutt’intorno a noi".

Pubblico qui le foto che mi sono piaciute di più, tratte dal suo sito, ovviamente sono le peggiori….

Se volete vedere le altre le trovate su http://www.joshuahoffine.com.

Fermo restando che le cose più terrificante che ho visto in questi giorni sono il Presidente del Consiglio che perora la sua causa di divorzio a reti unificate e l’iniziativa dei cantanti per i terremotati ("uiiar de uooord, uiiar de abbruzz").

Sempre a proposito del meraviglioso mondo dei nani macrocefali, come amabilmente li chiama il Sommo Maestro Federico Zorro "Spocchia" Maria Sardelli nei suoi scritti sul Vernacoliere, vi segnalo anche un fumettista italiano, Alessio Spataro, autore di vignette fumetti e strisce pubblicate da qualche giornale e rivista, oltre che del gustosissimo blog della Ministronza Giorgia Mecojoni e di uno dei fumetti contenuti nella raccolta GE vs. G8, pubblicata dal collettivo che segue il supporto legale per i processi per il G8 di Genova del 2001.

In particolare ha realizzato queste strisce intitolate "Serial Kids" che trovo molto carine, metto i link perchè sennò non si legge una mazza:

http://www.pazzia.org/immagini/strisce/INGRANDIMENTI/SERIALKIDS01.jpg

http://www.pazzia.org/immagini/strisce/INGRANDIMENTI/SERIALKIDS03.jpg


http://www.pazzia.org/immagini/strisce/INGRANDIMENTI/SERIALKIDS04.jpg


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Beh? che c’è? si avvicina la festa della mamma…

IL GRANDE MACELLO


Fino a pochi anni fa nella macellazione degli animali, manzi in particolare, si utilizzavano tecniche che ora vengono considerate crudeli e disumane per i poveri animali. Esse vengono descritte anche nel capolavoro di Tobe Hooper “The Texas Chainsaw Massacre”, conosciuto in Italia come “Non Aprite quella Porta”. La cosa è semplice: avrete visto che i capi destinati alla macellazione vengono fatti passare in uno stretto recinto uno dopo l’altro, uccisi con una specie di pistola elettrica, con uno spuntone che trapassa il cranio della bestia provocando una morte rapida e presumo relativamente poco dolorosa (dico presumo perché sinceramente non ho mai provato, se mi dovesse capitare ve lo farò sapere, ammesso che il manzo o il cristiano a cui sparerò un chiodo nella testa riesca a raccontarmelo…) e poi fatti a pezzi. Il vecchio metodo prevedeva l’utilizzo di un grosso martello al posto della pistola e l’utilizzo di una classica motosega per la macellazione della bestia.

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A questo punto della storia due delle mie anime (non sono concesse battutacce) si trovano in conflitto, perché da un lato sono animalista, nel senso che ritengo che gli animali debbano avere gli stessi diritti degli umani, avendo la maggior parte delle persone in circolazione lo stesso livello di intelligenza e alfabetizzazione di un vitellone. Ma sono anche una persona per la quale le tradizioni non vanno necessariamente buttate nel cesso solo perché vecchie o superate, almeno non tutte.
E qui viene in mio soccorso la televisione.
Ci pensavo ieri sera, guardando la Gialappa’s (sebbene in crollo verticale rispetto a qualche anno fa, mi fanno ancora ridere) che manda i provini degli scartati alle selezione del Grande Fratello, roba veramente allucinante. Già vedere quelli che vengono selezionati ti fa capire come l’estinzione della razza umana sia quanto meno auspicabile, ma gli scarti sono la prova provata di come dietro l’universo non ci sia un Disegno Intelligente, al massimo uno Idiota.
E allora io secendo in campo, mi offro volontario. Voglio fare il selezionatore per il Grande Fratello. Il martello e la motosega ce li metto io. Voglio dire, mica vorremo che gli antichi metodi di macellazione dei nostri nonni vadano perse per sempre? E soprattutto, fra i metodi di macellazione e questa gente, cosa vale la pena di preservare?

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* *

*****


A proposito di animali da macellare, ci aspetta una campagna elettorale fantastica, con i media già pronti a dare all’elettorato tutti gli elementi necessari a prendere una decisione ponderata su chi ha torto e chi ha ragione. Dico sul divorzio di Berlusconi, che avete capito?
Che poi l’Italia è talmente un paese ridicolo e da operetta che a questo punto io ESIGO che la Lario sia la candidata del PD alle prossime politiche, ed ESIGO che i dibattiti elettorali vengano sostituiti da feroci lanci di piatti, che tanto il livello della discussione non ne risentirebbe se non in meglio.


Il Presidente del Consiglio spiega alla ormai ex-moglie in che consiste veramente il suo progetto politico. La signora mostra di condividerne i punti programmatici.


*****


Ma anche l’Italia sta cercando di diventare un paese serio, di dimostrare che non è da meno dei suoi partnerS, primi fra tutti gli USA: abbiamo iniziato anche noi a sparare alle Toyota Corolla. L’episodio dell’uccisione della ragazzina ad Herat ha ovviamente suscitato un certo imbarazzo, specie per la curiosa coincidenza con il caso Calipari. Infatti anche l’auto su cui è stato ucciso l’agente del SISMI che aveva appena recuperato Giiuliana Sgrena era una Toyota Corolla.
Nell’esprimere il proprio rincrescimento per il danno di immagine subito, dalla casa automobilistica nipponica, il Ministro degli Esteri Frattini ha dichiarato che a Monza si farà in modo che vinca Trulli, della Toyota appunto, che è pure abruzzese e torna sempre buono.


ESAGERAZIONI


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Il filmato qui sopra molto probabilmente lo avrete già visto, è stato ripreso da tantissimi siti e sta girando parecchio per la rete. È una reazione evidentemente esagerata della conduttrice di Domenica In, Lorena Bianchetti, a una battuta del Mago Silvan (Eroe del Popolo al pari di Mario Merola, Little Tony e Daniele Piombi) su una delle uscite di Berlusconi che ha detto ai terremotati d’Abruzzo che la ricostruzione sarà rapida ma che non ha la bacchetta magica.  Oddio, manco una battuta, l’ha solo nominato in fondo, ma la Bianchetti si è scatenata come se le avesse dato della zoccola…

Tutti quelli che hanno fatto girare il filmato, agghiacciante per quanto mi riguarda, si sono giustamente scagliati contro il servilismo persino eccessivo della conduttrice, che ha alle spalle una lunga gavetta di lecchinaggio avendo condotto per anni “A Sua Immagine”, trasmissione di propaganda vaticana seconda solo alla diretta della messa, alle fiction su santi e madonne e al TG1.

Io invece sono rimasto colpito soprattutto da un’altra cosa: a chi stava facendo dei cenni eloquenti (“sì, sì, ci penso io dopo”) la pia e prona conduttrice? Se vedete il filmato sembra come se qualcuno in studio le avesse detto di fare qualcosa, di intervenire. Lei raccoglie con entusiasmo l’invito e ok, ma sembra come se l’input non sia partito dal suo servile cervellino. Ci sono i commissari politici in RAI? Cioè, vorrei capire: nelle varie trasmissioni c’è qualcuno in studio che vigila che non si nomini il nome di Silvio invano? E che magari “suggerisce” altre cose, che ne so, gli auguri al Papa (“Benedetto ti vogliamo bene”) fatti Sabato ne La Prova del Cuoco, o tutte le altre lecchinate che vengono a piene mani sparse nell’etere dai conduttori televisivi?

Se così fosse non sarebbe una bella cosa, anche se devo dire che non mi stupirebbe, visto il clima generale del Paese.

 

*****

 

Persino Travaglio, personaggio che come sapete non amo particolarmente, è riuscito a meritarsi il mio apprezzamento Giovedì scorso ad Annozero per aver pescato, sempre a proposito di Berlusconi e dell’Abruzzo, degli articoli di alcuni giornali che sembravano presi dai cinegiornali dell’Istituto Luce ai tempi del fascismo. E non erano di Libero o de Il Giornale, ma del Corriere e de La Stampa, quindi in teoria di giornali “indipendenti”, il primo persino fra quelli accusati dal Presidente del Consiglio di essere fra quelli “comunisti che gli danno contro”…

Anche qui direi che i toni di quegli articoli sono quanto meno esagerati, mancava soltanto che guarisse qualche storpio e che iniziasse ogni frase con “in verità vi dico”.

* *


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(chiedo scusa, so che 6 minuti di Travaglio normalmente sarebbero passibili di processo al tribunale de L’Aja, ma stavolta ci ha preso e devo dargliene atto, soprattutto per il tono appunto da cinegiornale che è perfetto per quegli articoli)

 

*****

 

Sempre in campo di esagerazioni, c’è da registrare la solita crisi isterica che prende alla maggior parte dei politici e diplomatici occidentali ogni volta che qualcuno nomina la parola “Israele” senza che nella frase ci siano anche le parole “siamo vicini a”, “siamo con”, “ha sempre ragione” o “ha il diritto di difendersi”.





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Mi riferisco a quello che è successo a Durban, alla conferenza contro il Razzismo dell’ONU, dove il Presidente iraniano Ahmadinejad, comico di fama internazionale e indiscusso talento, per una volta è riuscito a regolarsi con i suoi deliri e ha semplicemente fatto notare come Israele sia uno stato che persegue politiche razziste nei confronti dei Palestinesi. Gli europei hanno lasciato l’aula, Israele ha ritirato l’ambasciatore dalla Svizzera solo perché il delegato svizzero aveva osato incontrare Ahmadinejad, tra l’altro per dirgli proprio di darsi una regolata, mentre gli yanquis, come li chiama amorevolmente Huguito Chavez, hanno direttamente boicottato la conferenza.

Dove è lo scandalo? Come al solito chiunque può accusare paesi come Iran o Corea del Nord o Pakistan di ogni nefandezza, spesso a ragione, utilizzando anche toni minacciosi e offensivi, mentre non si può criticare Israele senza essere tacciati di antisemitismo.

E dire che si era anche impegnato stavolta a non tirare i soliti sfondoni, tipici di chi non conta un cazzo e vuole solo attirare l’attenzione, poverino…

 

*****




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Ora un’esagerazione mia, una piccola considerazione, magari un pelo sopra le righe, tornando in Italia, sulle parole del Ministro La Russa a proposito dei Partigiani “Rossi”: ma perché non muore questa testa di cazzo? Lui, quelli come lui, quelli come Pansa e Vespa e quelli che continuano a dire che non sarebbe ora e non sarebbe stato all’epoca giusto fucilarli tutti i fascisti di merda.

E ora musica, va, che per oggi me so’ incazzato abbastanza e poi me sale la pressione.

* *

PERCHÈ NON DOVREMMO SBATTERCENE



Allora, inizio con due righe di cazzi miei che non c’entrano nulla con l’argomento del post. Sono entrato nell’era digitale: ho un PC portatile e un modem ADSL, ci ho combattuto e ho quasi vinto.
Ho tentato di scaricare un film che cerco da secoli, "L’Ultima Casa a Sinistra" di Wes Craven (1972), ma ho dovuto accannare perchè evidentemente su Bit Torrent non era possibile scaricarlo in tempi decenti (ho accannato dopo che era in download da 10 ore e mi dava come tempo previsto 3 settimane….). Diventerò pazzo anche per questo.
Ho scaricato due film con successo, avevo scaricato anche tre canzoni ma non so come ho fatto le ho cancellate subito dopo. Ah, naturalmente scaricare da internet è illegale, immorale, Gesù piange e non fatelo, mi raccomando. E bevete responsabilmente.
La cosa grave è che sembra che la scheda Wireless del mio computer NUOVO non funzioni. Se sabato devo riportarlo al negozio, mi leggerete sul giornale, una cosa tipo "cliente sovrappeso e abbastanza alticcio prende in ostaggio negozio di elettronica a roma, tra le richieste dello squilibrato un portatile che funzioni, un DVD del film "l’ultima casa a sinistra" e una cassa di ceres, pare abbia già iniziato a giustiziare gli ostaggi".

Ma veniamo a noi. Avrete notato che parlo spesso di televisione. Il fatto che mi interessino le puttanate che passano in TV non dipende solo dal fatto che sono un teledipendente cronico, ma c’è una considerazione anche seria dietro. Ok, no, è perchè sono un teledipendente del cazzo, però penso sul serio che l’atteggiamento "no, io la tv non la guardo e non mi interessa" sia sbagliato se ad averlo sono persone che si interessano alla politica o in qualche modo sono impegnati in quel campo.
Il problema è che nonostante internet, nonostante le chiacchiere, è ancora la TV, insieme ai giornali di maggiore diffusione, a formare, plasmare l’opinione pubblica. Se leggete in giro gli studi del Censis e dell’Eurisko, sono citati in rete da più parti, ad usare internet abitualmente in Italia sono circa una 15na di milioni di persone, in maggioranza fra i 14 a e 44 anni. Ora, se iniziamo a "sfrondare" e a levare

a) quelli che lo usano solo per cazzate tipo giochi, chat, Facebook ecc. ecc.
b) quelli che lo usano solo per il porno o per la somma di a e b
c) quelli che oltre alle cazzate e al porno lo usano magari anche per cose serie, di lavoro ma non per informarsi
d) quelli che finalmente usano internet anche per informarsi, ma utilizzano comunque canali "mainstream", quindi i siti dei vari quotidiani Repubblica.it, Corriere.it o addirittura peggio Tgcom.it, comunque agganciati alle logiche e alle "scalette" dettate dall’informazione televisiva

vediamo che la cifra di quelli che grazie alla rete possono accedere a un tipo di informazione diversa da quella propinata dai TG e dalla TV in generale cala parecchio. Molti, molti meno di chi guarda il TG1 di Riotta o Studio Aperto.

Tra Tg1 e Tg5 ogni sera fanno circa 11 milioni di telespettatori, poi ci sono tutti gli altri tg e i giornalacci tipo Metro e Leggo che danno gratis sulla metropolitana di molte città. Aggiungiamo che Sky ha solo 4 milioni di abbonati, che non vuol dire comunque che 4 milioni di persone grazie a Sky hanno accesso a un’informazione diversa da quella delle 7 reti nazionali principali.
Sono loro, i 7 tg nazionali, le vere 7 sorelle che abbiamo in Italia, a creare l’opinione pubblica. Loro insieme ai messaggi più o meno subliminali mandati in tutte le altre trasmissioni, i talk show, gli approfondimenti ecc. ecc.
I giornali commentano quello che passa il tg la sera prima, i politici commentano la notizia del giorno e si fanno pubblicità in tv, la gente ha paura se il tg parla di reati ed è preoccupata se il tg parla di crisi. E le altre trasmissioni parlano dei temi di cui sopra in tutte le salse, spesso in maniera semplificata quando si tratta di arrivare a un pubblico particolarmente ignorante, anziano o semplicemente poco abituato all’analisi dei fatti.
Per rendersi conto poi del meccanismo nella sua interezza, basta vedere come nelle varie reti si pubblicizzano le trasmissioni "regine" per aumentare l’interesse del pubblico verso i programmi destinati alle fasce più fruttuose in termini di introiti pubblicitari. Quindi a Mediaset parlano spesso del Grande Fratello in altre trasmissioni, così come Rai parlano in continuazione dell’Isola dei Fallit…ehm, Famosi e di X Factor. Un capitolo a parte andrebbe dedicato dalla tendenza della Rai attuale, anno II del secondo governo Berlusconi, a pubblicizzare trasmissioni Mediaset, dagli ospiti a Quelli che il Calcio, passando per i prodotti di Amici al festival di Sanremo fino all’ultimo crossover definitivo con Fiorello, recentemente passato a Sky, che riceveva Valerio Staffelli di Striscia la Notizia (Canale 5) durante un collegamento in diretta su Raidue.

* *

Perchè tutta ‘sta pippa vi chiederete voi? Perchè mi rode il culo che non sono riuscito a scaricare "L’Ultima Casa a Sinistra", ecco perchè, che domande…
No, scherzi a parte (oddio, ho fatto pubblicità anche io a Mediaset….è contagioso…moriremo tutti….), il problema è che se si vuole cambiare l’Italia si deve partire dalla televisione. Non basta dire che la TV basta spegnerla, è come dire che per risolvere il problema della corruzione basta non rubare, se si fa politica non si può prescindere dalla televisione.

La TV italiana è ovviamente uno strumento di propaganda, per di più per metà di proprietà di Berlusconi Silvio, imprenditore, e l’altra metà controllata da Silvio Berlusconi, Presidente del Coniglio. È uno strumento che arriva ancora alla maggior parte degli elettori, di quelli che decidono chi governa il Paese, ed è lo strumento che ha fatto sì che gli Italiani siano diventati probabilmente il popolo più provinciale, ignorante, razzista, disonesto e manipolabile d’Europa.
Ed è successo perchè conveniva non solo a Berlusconi, bisognoso di un elettorato del genere, ma anche alla sua "opposizione", di livello talmente basso da riuscire sia ad aver bisogno di un elettorato altrettanto rincoglionito (da non averli ancora fatti fuori con roncole e forconi), che a non rendersi conto che assecondando questo processo potevano giusto tirare a campare qualche anno in più, ma avrebbero inesorabilmente perso la Guerra.

Non so se l’aumento della diffusione di Internet potrà migliorare la situazione, alla fine oltre ai casi che citavo prima e che secondo me, ma è una mia supposizione, costituiscono la grande maggioranza degli utilizzi che si fanno della rete, c’è anche un sacco di merda in rete spacciata come "controinformazione": fra fascisti, malati complottisti, alieni, psicopatici fondamentalisi, sociopatici maniaci ecc. ecc. forse come specchio della realtà Rai Due è anche meno desolante…

Checchè ne pensi Grillo attualmente non è possibile incidere "dal basso" su cosa e come pensano gli Italiani, e non è detto che ci si riesca nemmeno fra 20 anni, a meno che chi, di sinistra pseudo o post o ex che sia, ora ha accesso ai canali mainstream dell’informazione non riesca a sottrarsi alla (scarsa) rendita in termini di popolarità che ancora riesce ad avere partecipando al teatrino e inizi a tirare qualche picconata come si deve, ad esempio rifiutandosi di commentare ogni cazzata che dicono Berlusconi e Gasparri, magari per fare e spiegare una cazzo di proposta di legge sulle vere emergenze che colpiscono questo paese: la corruzione, il clientelismo e i 1200 morti all’anno sul lavoro.
Soprattutto, se uno schieramento politico volesse veramente fare del bene al Paese, dovrebbe mettere come primo punto, insieme ai tre citati sopra, del proprio programma politico, la ricostruzione, o la costruzione da zero, culturale dell’Italia, risolvendo una volta per tutte il conflitto di interessi (anche a badilate, se serve) e separando ad esempio la Rai dal sistema Auditel, riconsegnadola quindi al ruolo di Servizio pubblico che dovrebbe avere, e che invece non svolge per dover inseguire mediaset sugli ascolti e sul valore degli spazi pubblicitari, condannandosi quindi a correre appresso al rincoglionimento degli spettatori, peggiorandolo, invece di provare ad educarli e migliorarli.

Ma se ci fossero politici così non saremmo in Italia, meglio andare a ballare al Bagaglino, o a farsi intervistare da Vespa sui miracoli della Madonna di Lourdes…e magari lasciare che Berlusconi metta le mani anche su Rai Tre….

Vabè, consoliamoci con un po’di musica:

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(eh eh eh, scommetto che queste almeno una volta le avete sentite in televisione…)