DISASTRI VARI




Innanzitutto cominciamo dall’ovvio: oggi 6 agosto è l’anniversario di uno dei più grandi crimini della storia, il bombardamento atomico su Hiroshima, inutile ai fini bellici dato che il Giappone stava per arrendersi ed aveva avuto distrutte quasi tutte le principali città dai bombardamenti convenzionali, a cui seguì il 9 quello su Nagasaki, ancora più inutile. Alla fine si trattò di un esperimento deciso dal Presidente Truman (Partito Democratico, sempre stati qualcuno nel campo dei danni, anche a livello internazionale) e più che l’ultimo atto della II Guerra Mondiale fu il primo della Guerra Fredda.

A me in fondo dispiace un po’, per un giorno non essere nato nell’anniversario di Hiroshima, veniva caruccio…

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Sempre a proposito di disastri e di Partiti Democratici, vorrei segnalarvi questo articolo del Senatore Pietro Ichino, noto economista del PD, quelli di sinistra, e notissima fossa biologica umana, che in buona sostanza dice che gli operai della INNSE dovrebbero accettare il licenziamento e non rompere troppo i coglioni, che il sindacato invece di lottare per mantenere i posti di lavoro dovrebbe collaborare con gli imprenditori ai quali lo stato dovrebbe permettere/chiedere di occuparsi in prima persona del “ricollocamento” degli operai licenziati, il tutto in un tripudio di violini, petali di rosa e miominipony a volare tutto intorno.

Qualcuno dei dirigenti del PD, invece di tacciare noi di sinistra di settarismo e di voler favorire Berlusconi, perché non li votiamo , si faccia qualche domanda.

Io intanto continuo a pensare alle bastonate.

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Per concludere un po’di roccherrollo: il Sig. George Sodini si è reso protagonista dell’ennesima strage negli USA, facendo irruzione armato di una mitraglietta in una palestra di Pittsburgh (e già vivere a Pittsburgh deve essere sufficiente per dare di matto e fare una strage) durante una lezione di aereobica, sparando contro le donne che vi partecipavano, fra le quali c’era la sua ex, uccidendone 5 e ferendone 15, per poi suicidarsi. Questo dopo mesi in cui andava lì a pomparsi.

La cosa particolare è che Georgie stava dando di matto già da tempo, come testimoniano i deliri che pubblicava da mesi sul suo sito, che, morbosità da malati di mente quale io sono a parte, è un documento interessantissimo sulla mente di un disperato alienato e sul processo che porta una persona “normale” a fare una cosa del genere.

Comunque, in sintesi, il problema di George, oltre al fatto che un nero era diventato presidente e che quindi secondo lui ora ogni nero avrebbe avuto una schiavetta sessuale bianca per ripagare la schiavitù e l’apartheid degli anni passati (…), era che non scopava dal 1982.
Aveva fatto anche calcoli astrusi su come negli USA ci fossero circa 30.000 donne bombabili quindi era come se lui avesse ottenuto 30.000 rifiuti (…) e che siccome aveva letto su un forum un utente 16enne che diceva di scopare 3 volte al giorno con la ragazza il pischello aveva già scopato più volte di lui che ne aveva 49 di anni.
Considerazioni politico-filosofiche insomma.

Cosa ci insegna questa storia? Fondamentalmente tre cose.

La prima è che non è vero che il fitness fa bene, alle iscritte a quella palestra non ha fatto bene per nulla, e anche a lui non è che abbia giovato più di tanto.

La seconda è che non bisogna dare retta al Papa, bisogna scopare, o se proprio si vuole dar retta al Papa almeno ci si curi di concludere come ha fatto Georgie accoppando un po’di patiti del fitness, che ci sta sempre bene, per poi suicidarsi.

La terza è che occorre trovare al più presto il modo di convincere Ichino a iscriversi in palestra a Pittsburgh.

SOLIDARIET À AI LAVORATORI DELLA INNSE



Oggi post serio, una volta tanto, per esprimere solidarietà ai lavoratori della INNSE di Milano. La storia è riassumibile in poche parole, per gli approfondimenti vi invito a guardare Indymedia Lombardia le pagine 2 e 3 del Manifesto di oggi, da domani consultabili sul sito, e le pagine di Milano del sito di Repubblica.

La INNSE altro non è che la ex Innocenti, fabbrica di ecellenza della meccanica Italiana, quella dei tubi omonimi, materiale fondamentale per l’edilizia e per il dialogo con le istituzioni.

(Non sono riuscito mai a ritrovarla, ma ricordo una foto che vidi in rete anni fa, non so relativa a quale episiodio degli anni ’70, in cui si vedeva una pischella, molto carina, con gonna da fricchettona e capello lungo con la riga in mezzo d’ordinanza, fronteggiare con un tubo innocenti un pulotto in tenuta antisommossa. Definitiva.)

La fabbrica venne acquistata nel 2006 fa grazie a una legge dell’allora governo Prodi dal “signor” Genta, uno speculatore edilizio amico dell’ex Ministro delle Infrastrutture del governo Berlusconi II Lunardi, per 700 milioni di Euro, prezzo stracciato che corrispondeva solo a una parte del valore dell’impianto, mentre il resto venne pagato dallo Stato con il vincolo imposto a Genta di investire nella fabbrica e non licenziare per almeno 2 anni. Incentivi allo sviluppo li chiamano.
E Genta ha fatto il suo lavoro, che non è l’imprenditore, ma lo speculatore, ha aspettato i due anni che gli venivano imposti, per poi annunciare la chiusura della fabbrica, 50 operai a spasso, e la vendita dei macchinari, per poi sfruttare il terreno per operazioni immobiliari, verosimilmente legate all’affarone dell’Expo 2015. Solo la vendita dei macchinari ha già fruttato al “signor” Genta 2 miliardi di Euro.

All’annuncio della chiusura gli operai hanno giustamente occupato la fabbrica e hanno iniziato un’autogestione dell’attività, che era in attivo, gli ordinativi arrivavano normalmente, dato che la INNSE come ho già detto era una fabbrica di eccellenza e la sua produzione era richiestissima in tutta Europa (per capirci, hanno prodotto alcune parti del razzo Ariane e del famoso accelleratore di particelle del CERN). Fatto sta che dopo mesi di autogestione, grazie a un provvedimento della Magistratura (che non me ne abbia Travaglio, ma oltre ai giudici solerti ci sono anche quelli un po’stronzi) Il “signor” Genta ha ottenuto un intervento della Prefettura che ha mandato un centinaio di agenti in tenuta antisommossa (e fra Prefettura e Polizia la percentuale di stronzi si impenna) a scortare i tecnici che hanno iniziato a smontare i macchinari e a picchiare gli operai che hanno cercato di opporsi e hanno protestato con un blocco della Tangenziale.

Mi pare una storiella edificante su come i vari poteri economici, politici, istituzionali e repressivi del nostro paese si sappiano intrecciare perfettamente in difesa di alcuni interessi e a scapito dell’interesse di tutti, a partire da quello degli operai della fabbrica fino a quello di tutto il territorio, privati di un’attività redditizia e prestigiosa a vantaggio di una speculazione che porterà solo un guadagno economico al “signor” Genta e a pochi altri.
Mi vengono in mente quando leggo queste cose gli operai bombaroli francesi, e in questo caso particolare mi viene in mente ancora di più il caro Sig. Guojun.
A voi no?

FEDELI ALLA LINEA



“820.916 ragioni per riflettere. Un responso netto. Un piccolo, grande, passo verso la politica per i cittadini. Il palazzo reale, quello del popolo chiede un cambiamento ed è nostro dovere darglielo.

La raccolta delle firme ha dato un risultato sorprendente. Un riconoscimento a quanti vi hanno creduto, al di là di ogni schieramento. L’Italia dei Valori ha avuto il coraggio di mettersi in gioco; non per suicidarsi, ma per crescere se ne avrà la forza e le capacità. Noi crediamo fermamente in una politica sempre e solo al servizio del cittadino, piuttosto che usata e sfruttata da oligarchie varie.

Ora, fatto il primo passo, c’è bisogno che il Parlamento ne prenda atto e, se ritiene, batta un colpo. C’è bisogno di una riforma della legge elettorale che assicuri al Paese governabilità, innanzitutto. Una riforma che deve assicurare: al cittadino la libertà di scegliere i propri candidati; una drastica riduzione dei tanti partitini che spesso tengono in scacco l’intero sistema; la non candidabilità di condannati.
O il Parlamento sarà in grado di varare una riforma credibile, oppure la parola passa ai cittadini con il referendum, come è normale in ogni democrazia.

Dal blog di Di Pietro, 24 Luglio 2007

“Il referendum del 21 giugno nasce destinato a fallire, questo lo sanno sia la Lega che il Pdl, che il Pd. Purtroppo il referendum non raggiungerà il quorum poiché il crollo dell’affluenza alle urne, dovuto dalle due date di voto vicine, volute dalla Lega, è quasi certo.”
Non possiamo dire sì ad un referendum abrogativo senza sapere come intendono poi rifare la legge elettorale. Per noi vige l’equazione: si al referendum = eliminazione dell’attuale legge elettorale che, ricordo, gli stessi autori hanno definito “porcellum”.”
Un sì al referendum senza una corretta revisione della legge elettorale consegnerebbe le chiavi del sistema Paese ad un partito unico di matrice fascista.
In soldoni, sì al referendum

Dal blog di Di Pietro, 7 Maggio 2009

“Se Franceschini vuole veramente bloccare la deriva autoritaria di questo governo deve ripensare a quel suo ‘si’ che consegna definitivamente al ducetto Berlusconi tutta l’Italia e tutte le istituzioni.
Se veramente il leader del Pd vuole fare una cosa utile per la democrazia di questo Paese, si impegni con noi al fine di impedire che Berlusconi si appropri anche del risultato referendario del 21 giugno.
Noi dell’Italia dei Valori, che pure abbiamo promosso quel referendum e raccolto le firme con lo scopo nobile di cambiare questa legge truffa, oggi abbiamo il coraggio di dire ai cittadini di votare ‘no’.“

Dal blog di DI Pietro, 11 Maggio 2009

“Chiara Geloni: E’ di destra o di sinistra?
Antonio Di Pietro: Ne l’uno ne l’altro.
Sono una persona che crede nella solidarietà cristiana, e quando un buon comunista è solidale, come sanno essere solidali nelle case del popolo, non gli chiedo se va a messa la domenica perché vuol dire che va a messa tutti i giorni. Non sono affatto fascista perché non lo sono di famiglia e non me lo immagino di essere, ma quando parlo di ordine e legalità non lo parlo perché sono un uomo di destra, perché ritengo che la legge deve essere uguale per tutti e tutti la devono rispettare”

 Intervento LUCIDISSIMO dell’On. Di Pietro a Otto e Mezzo del 25 febbraio 2009 citato testualmente nel suo blog

Questo perché sia chiaro che Antonio Di Pietro non solo non è un politico di Sinistra e uno sbirro analfabeta, ma è anche a capo di una formazione politica che non ha alcuno spessore né progetto e che ha come unico interesse quello di cavalcare l’emotività e l’indignazione per cercare visibilità. Quando è di moda raccogliere le firme si raccolgono, quando è di moda dire che quel referendum è un pericolo per la democrazia si strilla che bisogna votare no per fermare la deriva autoritaria (tra l’altro, se dici che non raggiungerà il quorum, perchè nel momento in cui ti dichiari contrario dici di andare a votare no, cosa che faciliterebbe la vittoria dei sì e il raggiungimento del quorum?). Ormai gli manca solo di mandare Donati all’Isola dei Famosi e Belisario a X Factor.

Ah, com’è che Grillo non ha detto nulla su questa contraddizione grossa come una casa? Mi sa che è impegnato, tipo che sta a fa la campagna elettorale per De Magistris e per la Alfano, candidate alle Europee nelle liste dell’IdV…

“Se il referendum per la nuova legge elettorale fosse tenuto con le elezioni europee il 6/7 giugno, come avverrebbe in qualunque Paese democratico, vincerebbe il si, il quorum sarebbe raggiunto. Lo sanno tutti i partiti. Per questo si terrà dopo. Dalla legge porcata al referendum porcata.
L’istituto del referendum, insieme alle leggi di iniziativa popolare, va abolito. E’ ormai solo una presa per i fondelli, una delle tante di questo governo e di questa opposizione di pagliacci. Se dovevamo vivere sotto una dittatura, allora era meglio il fascismo di questi marchettari della televisione e dei giornali. Di questi cialtroni in doppiopetto. Meglio Grandi, Bottai e Balbo di Gasparri, Cicchitto e Maroni. Il fascismo cacciò le mafie (o almeno ci provò). Le mafie hanno fatto dell’Italia la caricatura del fascismo e con i nostri referendum si puliscono il culo.”

Dal blog di Beppe Grillo, 12 Aprile 2009

Il fascismo cacciò le mafie…oh, sì, e i treni arrivavano anche in orario…

Per restare in argomento, ecco un paio di stralci di un intervento di un altro paladino della Sinistra, uno dei salvatori della Patria e della Sinistra italiana, che già ci aveva deliziato ai tempi dei bombardamenti israeliani a Gaza assumendo la stessa posizione di un luminare come Frattini. Parlo di Marco Travaglio, ospite fisso di Santoro e dei blog di Grilo e Di Pietro, leggete qua:

“Il Commissario Calabresi fu indicato come il colpevole dell’assassinio di Pino Pinelli, fu indicato da molti intellettuali in un famoso appello, alcuni dei quali poi hanno chiesto scusa per avere ingiustamente criminalizzato il commissario Calabresi definendolo l’assassinio di Pinelli, il defenestratore di Pinelli e fu proprio lo stesso Gerardo d’Ambrosio a trattare quella vicenda e alla fine a scagionare Calabresi che era stato criminalizzato da una campagna lanciata da Lotta Continua e ripresa da molti intellettuali molto famosi anche di sinistra, che in buona o in cattiva fede, avevano individuato in lui il mostro, colui che aveva individuato la pista anarchica e colui che aveva defenestrato l’anarchico Pinelli. In realtà si è scoperto non solo che Calabresi e Pinelli erano amici, anche perché Pinelli veniva spesso sentito, gli anarchici in quel periodo qualche bomba dimostrativa l’avevano piazzata anche se Pinelli non c’entrava direttamente, quindi si regalavano addirittura dei libri a Natale il Commissario e l’anarchico, ma soprattutto si accertò e lo accertò Gerardo d’Ambrosio, grazie a testimonianze assortite, persino di giornalisti che erano presenti quella sera e quella notte in Questura, sapevano benissimo che nel momento in cui cadde Pinelli dall’ufficio dal Commissario Calabresi, quest’ultimo non era presente nell’ufficio, anzi era in un’altra area del Palazzo, dall’altra parte, molto lontano, quindi non poteva essere minimamente responsabile di quella caduta, caduta che poi fu attribuiti dal Giudice d’Ambrosio a un malore che aveva colto Pinelli che poi era precipitato da una specie di piccolo ballatoio nel quale era andato a fumare, a prendere un po’ d’aria aprendo la porta – finestra dello studio di Calabresi.

Ora ho capito che non si può mai dare contro ai giudici, specie se sono “amici” come D’Ambrosio, ma difendere la teoria del “malore attivo”, è roba al livello di Belpietro e Giordano.

“E’ vero che il Partito Comunista per molti anni è stato un partito non democratico, un partito legato all’Unione Sovietica, ma è anche vero che le regole democratiche, purtroppo, devono valere per tutti e quindi è strano che ci fossero accordi internazionali per impedire che anche per via democratica il Partito Comunista potesse entrare nel novero dei partiti di governo.”

Questa è semplicemente fantastica, si parte da una frase detta mille volte dallo stesso Berlusconi, peccato che Travaglio non aveva l’Unità con il titolo “Stalin è Morto”, per arrivare a dire che “purtroppo” le regole democratiche devono valere per tutti.*

E io dovrei votare ‘sta gente? Io dovrei considerare ‘sta gente “di Sinistra” o affidarmi a loro per porre un freno, quale poi, alla deriva dell’Italia? Col cazzo.

Io chiedo asilo politico al Myanmar, altroche…

* Precisazione: quando scrivo qualcosa contro Grillo e Travaglio, non lo faccio per partito preso o perché voglio difendere chissà chi. Lo faccio perché mi fa incazzare come una faina il fatto che sono diventati dei profeti, con masse adoranti che pendono dalle loro labbra e che non si rendono conto che ogni tanto dicono cose giuste, ogni tanto banalità, ma spesso dicono stronzate inimmaginabili (Di Pietro invece deve andare a pascolare le pecore). Un po’come tutti. Persino Bondi ogni tanto dirà qualcosa di condivisibile….oddio, no. Bondi proprio no.

Quasi quasi lancio un concorso “Anche loro ogni tanto ne dicono una giusta – (Brevissimo) Catalogo di dichiarazioni condivisibili rilasciate da Bondi, Gasparri, Cota ecc. ecc.”


LE COSE CHE NON SOPPORTO – Prima (e forse unica) parte



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 – Non sopporto la gente che ostruisce i passaggi. Quelli che si imbambolano davanti agli scaffali dei supermercati, che si abbioccano davanti alle porte della metro, che camminano in mezzo al marciapiede con la velocità della Montalcini con le caviglie legate cercando di occupare più spazio possibile.

 – Non sopporto di non poter girare con un machete e una maschera da hockey sulla faccia.

 – Non sopporto chi fa troppo lo snob nei confronti della televisione. Per ora, finchè non legalizzano l’omicidio seriale, non mi viene in mente un hobby migliore.

 – Non sopporto i medici. Al centro per le dislipidemie ereditarie mi hanno detto che non dovrei mangiare una serie di cose, al centro per l’ipertensione mi hanno detto che non dovrei mangiare tutte le altre, entrambi mi hanno detto che non devo bere né fumare. Ma andate in culo.

 – Non sopporto di non essere Keith Richards. La mia vita sarebbe decisamente migliore, e se non lo fosse sarei troppo sconvolto per accorgermene.

 – Non sopporto Albano. È più forte di me, il solo pensiero della sua esistenza rende le mie giornate insopportabili.

 – Non sopporto che Syd Barrett, Keith Moon, John Bohnam, Jimi Hendrix, Janis Joplin siano morti mentre Baglioni è ancora in giro.

 – Non sopporto chi pensa che sia colpa di Berlusconi se l’Italia è un Paese di merda.

 – Non sopporto i bambini, non per altro, ma perché salvo (auspicabili) imprevisti crescono.

 – Non sopporto le mamme, non per altro, ma perché oltre ad avere bambini non fanno altro che rompere i coglioni al mondo intero in virtù di questo. Signora che mi siede davanti sul treno con il suo pupo a fianco che gioca sul sedile, al prossimo calcio che mi arriva glielo sgozzo il suo nano del cazzo.

 – Non sopporto i cori russi, la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese. Neanche la nera africana.

 – Non sopporto il mio lavoro, e nemmeno quello degli altri.

 – Non sopporto i miei colleghi, e nemmeno quelli degli altri.

 – Non sopporto di essere io quello strano quando non do importanza a certe cose, tipo la stiratura dei polsini della mia camicia o il fatto che i miei pantaloni li ho comprati a 20€ da Oviesse invece che a 120€ in un negozio più “cool”.

 – Non sopporto il politically correct, io posso dire o scrivere “negri” e “ricchioni” o “finocchi” o dare della “zoccola” a qualcuno, che ne so, alla Carfagna, una a caso, perché io non sono né razzista né omofobo né sessista. Andate a rompere il cazzo a chi dice “omosessuali” e “persone di colore” e poi vota AN, Lega o peggio.

 – Non sopporto chi fa discorsi che cominciano con "Io non sono razzista ma…" e "Io sono di Sinistra ma…" ecc. ecc.

 – Non sopporto che anche sul Manifesto di oggi ci si lamenti del fatto che Berlusconi non ha risposto alle 10 domande che Repubblica gli pone sul “caso Noemi” e del fatto che l’opposizione liquidi la cosa come faccenda privata. Certo, quello è un ex piduista con presunte frequentazioni mafiose in passato, è proprietario di metà dei mezzi di informazione e in pratica controlla l’altra metà in quanto Capo del Governo, ha riportato i fascisti al Governo dopo sessant’anni, ha fatto votare al Parlamento una serie di leggi per risolvere i suoi carichi pendenti e per favorire economicamente il suo impero economico, sta introducendo una serie di leggi da far invidia alle leggi razziali del 1938, ha fatto diventare famoso Fiorello, sta cercando di stravolgere la Costituzione, ma il Paese deve sapere se si è scopato o no quella zoccoletta. Ci deve delle risposte. Certo…

 – Non sopporto i discorsi di sociopolitica che si sentono nei bar, negli uffici, per strada. Gente che legge al massimo Leggo e che si informa tramite Libero News che pretende di avere un’opinione su qualcosa che non sia Amici.

 – Non sopporto la Democrazia. Il Governo della maggioranza in un mondo in cui la maggioranza delle persone andrebbe usata per concimare i campi.

 – Non sopporto le religioni. Se gli esseri umani non avessero inventato gli Dei, se le religioni non esistessero il mondo sarebbe un posto migliore. Se non esistessero nemmeno gli esseri umani non ne parliamo.

 – Non sopporto che ci siano strade intitolate a Capi di Stato e personaggi storici che hanno fatto massacrare milioni di persone e nemmeno una intitolata ad Andrej Romanovic Cikatilo. Quasi quasi faccio una petizione…


STATO PENOSO


Ma c’erano quelli del Movimento per la Vita ieri davanti al loft con pane e acqua? Non lo fanno il decretone per non far staccare il sondino al PD?

Seriamente, se Veltroni confermasse la sua decisione di farsi da parte anche per il futuro sarebbe una cosa che gli farebbe onore, sarebbe una conferma della sua buona fede, oltre che del suo essere un fesso, perchè non poteva pensare davvero che gli squali che lo circondavano non se lo sarebbero pappato prima o poi…
Io dico che non se ne doveva andare lui, ma doveva esigere e prima che se ne andassero tutti gli altri: Rutelli, Letta, D’Alema, Fassino, la Binetti, Fioroni ecc. ecc.
Ora l’unico modo per salvare il PD sarebbe fare fuori tutta la dirigenza, fino all’ultimo segretario provinciale, e dare il partito in mano agli iscritti veri, una bella tabula rasa. Il bello è che invece magari fanno un’altra scissione…. Il che obbligherebbe il movimento di Vendola a farne una a sua volta…mica se possono fa fregà er record della scissione più veloce nella storia della Sinistra…e che cazzo…
Ah, poi qualcuno mi spiegasse pure che cazzo c’ha Di Pietro da esse contento…."la vera opposizione siamo noi"….ah, beh, bella soddisfazione, se non sbaglio l’ultimo a cui l’ho sentito dire è Bertinotti…

Ma basta, non infieriamo più, sono contro l’accanimento terapeutico, vorrei piuttosto fare una rapida menzione d’onore per l’avvocato di Mills, che dopo la condanna per corruzione si lamentava dell’assenza de "l’altro imputato" nel processo, che non avrebbe garantito serenità sul giudizio. Diciamo che ha dato una nuova definizione di "avere la faccia come il culo".
A chiudere il cerchio la consapevolezza del fatto che Berlusconi non è stato processato grazie al Lodo Alfano e gli atti di questo processo non potranno essere usati nemmeno qualcora non fosse più coperto da tale scudo, quindi la sentenza in cui viene appurato che Mills fu corrotto non potrebbe essere "usata" come prova che Berlusconi compì un atto di corruzione nei suoi confronti. Alla fine i soldi glieli avrà dati Veltroni, guarda se non se lo bevono pure…. (Ok, avevo detto che non infierivo più, basta).

Un rapido commento, sempre a proposito di cose ridotte in uno stato penoso, su un altro personaggio a cui andrebbe staccato il sondino. Io rivoglio il vecchio Beningni, quello vero, quello di Berlinguer ti voglio bene. Se non è possibile farlo tornare come prima è meglio farlo smettere di soffrire, anche perchè secondo me non può manco avere più figli (a parte un paio di battute, carina quella su Mina che ormai manda i video come Bin Laden, ieri sera è stato banale, irritante, penoso appunto. Se avesse fatto solo gli ultimi 5 minuti del pezzo, quelli in cui citava la lettera di Oscar Wilde avrebbe fatto un figurone, tutta la mezz’ora da Bagaglino di prima invece se la poteva risparmiare).

Per concludere, sempre relativamente a Sanremo (lo so che sono cazzate, ma io mica faccio informazione, c’ho solo un blog, io posso parlare di cazzate, DEVO parlare di cazzate) devo dire che gli Aftterhours non mi sono dispiaciuti affatto: dopo la loro canzone è calato il gelo sull’Ariston, e non capita tutti i giorni di sentir dire "e adesso fa’ qualcosa che serva, che è anche per te se il tuo paese è una merda" a Sanremo.
Certo, hanno fatto pezzi molto migliori, ve ne posto un paio, giusto per tirarci su il morale (…oddio…insomma….)

* *

* *

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http://abruzzo.indymedia.org/article/6047

intanto qua fra un po’diventiamo peggio della Cina…

REALITY



(Il set de "Il Confessionale" il nuovo reality di Maldicenze, Indimidazioni ed Abusi su Minori in onda su Telepace nella prossima stagione televisiva)

Aveva ragione George Carlin, dovrebbero iniziare a fare dei Reality diversi, più calzanti con il gusto del pubblico, di sicuro successo. Lui pensava a dei recinti in cui rinchiudere tutti i criminali dopo averli imbottiti di PCP e filmarli h24 per sostituire il braccio della morte, più civile ma soprattutto più divertente. Pensava anche a un reality per suicidi, salti di massa nel Gran Canyon, magari con una "Jump Cam" e iniziative specifiche per gruppi, tipo "Jump for Jesus" dedicata agli estremisti Evangelici, sempre in diretta.

E come ci ha raccontato l’amico mazzetta ormai la realtà supera la fantasia, il reale è più ridicolo di come la satira lo dipinge sbeffeggiandolo, ormai tutto è reality.

*****


Partiamo quindi dal caso più eclatante, l’avrete letto nei giorni scorsi (no, lo so non l’avete letto, come è giusto vi dedicate anima e soprattutto corpo alla pornografia online, sono io che non sono normale), un diciannovenne, Abraham K. Biggs, si è suicidato in diretta su internet, in streaming davanti a circa 1500 spettatori. Biggs aveva annunciato che si sarebbe uccisio su un forum di Body Building, e aveva dato appuntamento ai suoi "spettatori" che hanno impiegato "alcune ore", così recitano i lanci di agenzia, per rendersi conto che si era ammazzato davvero. Ora, questa storia, che sollazza per vari motivi il mio spirito cinico di carogna senza alcuna sensibilità, impone alcune riflessioni:

1) Ogni appassionato di Body Building dovrebbe seguire il suo esempio. Tanto prima o poi ci pensano gli steroidi.

2) "Alcune ore"…. Gente, voi state male. Veramente. Quante ore siete stati a guardare il cadavere di quel tipo prima di chiamare qualcuno? 3? 4? Mi immagino i commenti fra gli spettatori online "si è mosso?" "no" "però finge bene" "ecco, si è mosso!" "no, no, che cazzo dici" e via dicendo….

3) 1500 spettatori sono un po’ pochini a dirla tutta, almeno rispetto agli sforzi fatti, sicuramente se non si fosse suicidato non sarebbe diventato responsabile marketing di Mediaset.

Un reality di suicidi, come quello pensato da zio George, se fatto bene avrebbe un buon successo, ma mai come uno con linciaggi e stragi a sfondo religioso, tipo quello avvenuto in India pochi giorni fa: un ragazzino di 15 anni, della casta degli Intoccabili, ha scritto una lettera a una ragazza di una casta superiore per "corteggiarla". Beh, gli abitanti del villaggio lo hanno rasato, picchiato per le strade per poi buttarlo sotto a un treno… non oso immaginare che gli avrebbero fatto se invece di scriverle glielo avesse messo in mano…. poi dice che sono i musulmani ad avere un carattere di merda…

Comunque anche di questo il format è già pronto, lo manderà in onda Raiuno, si ispirerà all’Inquisizione e lo condurranno Antonio Socci e Aldo Maria Valli. Forse lo mandano al posto dei Pacchi, il titolo dovrebbe essere "So’ Cazzi Vostri…"


*****


Apriamo la sezione pedagogica "Mamma e Papà, state facendo un ottimo lavoro!".

Andiamo a Rimini, che oltre ad essere una canzone di De Andrè è anche una ridente cittadina della riviera romagnola, ridente però solo qualche mese l’anno. Perchè a Rimini, d’inverno, ci si fa due palle così. E per noia un gruppo di ragazzotti locali, figli di buona famiglia (oltre che evidentemente di buona donna), hanno pensato di dare fuoco a un barbone, un tizio di Taranto pacifico e benvoluto (non che se fosse stato stronzo e molesto sarebbe cambiato qualcosa), che dormiva su una panchina e che ora è ricoverato con varie ustioni, fortunatamente non è particolarmente grave.

Non c’è che dire, per ammazzare il tempo niente di meglio che provare ad ammazzare qualcuno.

Ma c’è di più, c’è il reality! I ragazzi sono stati individuati perchè sono stati sentiti scherzare sul fatto e vantarsi dell’interesse suscitato, del buon successo mediatico, al che i loro telefoni sono stati intercettati e dopo che li hanno arrestati hanno confessato. Ora si deve solo scoprire chi è la Talpa.

Sempre in questi giorni avrete letto della babygang del Trullo, un gruppo di simpatici ragazzotti che minacciavano e derubavano immigrati, imponendo anche una specie di "pedaggio" ai malcapitati per passare sul marciapiede dove "se la commannavano". Anche qui è scattato subito il reality, con l’aggressione della troupe del TG1 da parte di due individui, ripresa dalla telecamera e mandata in onda dal telegiornale del Lumacone (alias Riotta):

Notevole la tipa: "nun te avvicinà ar barre mio che te ammazzo, te levo dar monno, nun ce l’hai i figli, bastarda? nun te azzardà manco a passà sul marciapiede che te levo dar monno". Beh certo che se la mamma è così….

*****


Concludiamo con un pensiero a Rifondazione Comunista, che in questi mesi ci sta dando una perfetta rappresentazione del detto "una volta toccato il fondo possiamo sempre scavare". Questa è la prima pagina di oggi di Liberazione:


l’ultimo spenga la luce…

FASCINOROSI



(la tristezza di uno con la maglietta degli Zetazeroalfa con megafono davanti a un gruppo con lo striscione con una Stella Rossa)


Sto cercando di informarmi meglio su quello che è successo ieri al corteo degli Studenti a Roma, ma il resoconto che ne dà il Manifesto è abbastanza sconcertante. Praticamente il Blocco Studentesco, organizzazione giovanile di estrema destra vicina alla Fiamma Tricolore, ha provato, purtroppo con successo, a strumentalizzare il corteo, prendendosi "a forza" la testa e portandosi dietro anche tanti ragazzi e ragazze che, all’insegna del "noi siamo un Movimento apolitico", hanno sfilato "guidati" da un Movimento che invece politico è, nel senso peggiore del termine, come potevano far intuire i cori "Duce Duce". Inoltre sull’articolo del Manifesto si legge di improbabili appelli dei rappresentanti del Blocco all’unità di destra e Sinistra contro la Gelmini, improbabili perchè fino a poco fa capitavano episodi molto poco "unitari", come pestaggi a studenti di Sinistra ed altre amenità del genere.
Il tutto, pare, ripeto, sto cercando di documentarmi meglio, senza che nessuno facesse nulla per impedirlo, ci sarebbe stata solo una parte del corteo, quella dei collettivi di Sinistra, che si è dissociata separandosi dallo spezzone "contaminato".

Ora, ovviamente non dico che dovevano prendersi a pizze, cosa che in un paio di casi è già successa e che a questo punto temo possa succedere alla prossima occasione, ma questa cosa deve far riflettere sulla "qualità" dell’essere "apolitici".
Mi spiego: troppo spesso negli ultimi tempi si dipinge l’essere "apolitici" come una caratteristica positiva di certi movimenti, i lavoratori dell’Alitalia, i precari del pubblico impiego, gli sudenti. Si dice "questo è un Movimento trasversale, che supera le separazioni Destra/Sinistra" e via dicendo.

Ma non è che questo è un limite?

Non che non sia positiva l’unità dei lavoratori o degli studenti, ma se dietro a questa unità non c’è un progetto politico, un’idea più generale e condivisa su quale sia l’obiettivo da raggiungere, si rischia di fermarsi alla difesa, sacrosanta sia chiaro, di alcuni diritti che vengono messi in discussione, senza cercare nè un avanzamento di questi diritti, nè un’opposizione organica a ciò che determina questa messa in discussione.

Perchè il problema è che gli attacchi alla Scuola Pubblica, ai Diritti dei lavoratori, alla proprietà pubblica dei servizi essenziali come Acqua e Sanità, non possono essere visti come eventi slegati gli uni dagli altri.
Se il sistema economico/politico attuale richiede che il Lavoro sia precario e sotto pagato in tutti i settori, perchè i Ricercatori dovrebbero fare eccezione? A che serve mettere una "pezza" a questo buco, per poi trovarsene altri 10 a cui mettere altre pezze, ognuno per conto suo?

Oltre a questo, e qui torno a quello che è successo ieri a Roma, avere un progetto, o un’impostazione politica fa sì che si possa evitare che i più sprovveduti vengano "sedotti" da operazioni strumentali (se non eterodirette), come quella del Blocco Studentesco, e finire per scivolare verso posizioni e ideologie che invece andrebbero, al limite a picconate, sradicate, specie di questi tempi di revisionismo e di "fascismo di ritorno". Essere caratterizzati politicamente significa innanzitutto avere ben presente quali sono i "paletti", i confini oltre i quali non si è disposti ad andare, le discriminanti non negoziabili, fra le quali deve esserci l’Antifascismo, così come l’Antirazzismo ecc. ecc.
A che serve tutelare la Cultura se non la si tutela anche da "infiltrazioni" fasciste, razziste, omofobe, sessiste ecc. ecc.?

Io non vorrei che questo voler essere apolitici (che poi chissà che stanno facendo se non politica) non diventasse un ulteriore spinta per la crescita di certi movimenti che stanno facendo, mortacci loro, un lavoro di reclutamento molto efficace nelle scuole e nelle curve.
Qua per non fare gli "estremisti ideologizzati", si rischia di consegnare migliaia di giovani ai neofascisti, come se già non avessero abbastanza "stimoli" in quel senso…