SCIAKALLAGGIO E FEDE




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Per avere successo nella vita ci vuole un cervello sveglio, una botta di culo e saper trasformare in opportunità gli eventi e le situazioni che ti capitano. E’ quello che ha fatto ad esempio Jerry Zuckenberg, fondatore di Facebook, che ha sfruttato il fatto di essere un nerd con serissimi problemi a procurarsi della pheega in maniera tradizionale e ha ideato un sistema per permettere anche ai peggiori alienati di rimediare qualche maniglione o nel migliore dei casi persino, che ne so, un ciuccione di quelli seri.

E’ per questo che vi annuncio (non)ufficialmente che dopo aver visto il pellegrinaggio di curiosi sui luoghi in cui si è consumata la tragedia di Sarah Scazzi e sfruttando il fatto che Avetrana è in Puglia, quindi non lontanissimo da San Giovanni Rotondo, ho fondato la “Siakallaggio e Fede Snc” (prego notare la k per attirare la clientela under 30). Si pensava di organizzare dei pellegrinaggi/gite di uno o più giorni con la convenientissima formula “Padre Pio e Sarah Scazzi: due cadaveri al prezzo di uno”. Partenza classica in pullman alle 4 di mattina dai luoghi peggio frequentati delle vostre città, ci si immette nell’autostrada e si fa anche la garetta con il primo camionista rumeno ubriaco che si incontra (abbiamo la convenzione con mio cognato che vende macchinette fotografiche usa e getta sui luoghi degli incidenti stradali, abbiate pazienza). Durante il viaggio verranno proiettati simpatici filmati di lapidazioni commentate dai comici di Zelig.

Una volta arrivati ad Avetrana dice c’è da sgomitare un po’ per arrivare al “Garage degli Orrori®”, ma ho un ex collega nella protezione civile e ci fa fare il giro lui da dietro. In loco sarà possibile acquistare delle simpatiche riproduzioni della corda con cui è stata strangolata Sarah e fare delle foto con i bambini insieme all’altra figlia di Misseri per l’occasione vestita da pagliaccio Pogo.

La seconda tappa del viaggio sarà al cimitero dove verrà effettuata appositamente per voi una simpatica riesumazione del corpo. Purtroppo non sarà possibile abusare del cadavere, ma se il custode è distratto una palpatina si riesce a dare.

Dopo aver visto la salma pausa pranzo e si riparte per San Giovanni Rotondo, non prima di aver fatto una visita al “Pozzo degli Orrori®”. Lì c’è un chioschetto dove hanno delle deliziose bamboline di Sarah gonfia livida dalla permanenza in acqua con la cordicella che la tiri e si sente la vocetta “Nooo Ziooo cosa mi faiiii” con la voce di Topo Gigio.

Pernottamento a San Giovanni Rotondo e il mattino seguente visita alla tomba di Padre Pio, con ostensione del cadavere. Per abusare di questo di cadavere ci vuole il permesso della Curia, non ce l’hanno dato ma ci stiamo lavorando.

Ripartenza dopo pranzo e viaggio di ritorno con simpatico spettacolino di Barbara D’Urso e Federica Sciarelli che si producono nel famoso numero della sparizione del femore umano.

 


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SOLIDARIET À AI LAVORATORI DELLA INNSE



Oggi post serio, una volta tanto, per esprimere solidarietà ai lavoratori della INNSE di Milano. La storia è riassumibile in poche parole, per gli approfondimenti vi invito a guardare Indymedia Lombardia le pagine 2 e 3 del Manifesto di oggi, da domani consultabili sul sito, e le pagine di Milano del sito di Repubblica.

La INNSE altro non è che la ex Innocenti, fabbrica di ecellenza della meccanica Italiana, quella dei tubi omonimi, materiale fondamentale per l’edilizia e per il dialogo con le istituzioni.

(Non sono riuscito mai a ritrovarla, ma ricordo una foto che vidi in rete anni fa, non so relativa a quale episiodio degli anni ’70, in cui si vedeva una pischella, molto carina, con gonna da fricchettona e capello lungo con la riga in mezzo d’ordinanza, fronteggiare con un tubo innocenti un pulotto in tenuta antisommossa. Definitiva.)

La fabbrica venne acquistata nel 2006 fa grazie a una legge dell’allora governo Prodi dal “signor” Genta, uno speculatore edilizio amico dell’ex Ministro delle Infrastrutture del governo Berlusconi II Lunardi, per 700 milioni di Euro, prezzo stracciato che corrispondeva solo a una parte del valore dell’impianto, mentre il resto venne pagato dallo Stato con il vincolo imposto a Genta di investire nella fabbrica e non licenziare per almeno 2 anni. Incentivi allo sviluppo li chiamano.
E Genta ha fatto il suo lavoro, che non è l’imprenditore, ma lo speculatore, ha aspettato i due anni che gli venivano imposti, per poi annunciare la chiusura della fabbrica, 50 operai a spasso, e la vendita dei macchinari, per poi sfruttare il terreno per operazioni immobiliari, verosimilmente legate all’affarone dell’Expo 2015. Solo la vendita dei macchinari ha già fruttato al “signor” Genta 2 miliardi di Euro.

All’annuncio della chiusura gli operai hanno giustamente occupato la fabbrica e hanno iniziato un’autogestione dell’attività, che era in attivo, gli ordinativi arrivavano normalmente, dato che la INNSE come ho già detto era una fabbrica di eccellenza e la sua produzione era richiestissima in tutta Europa (per capirci, hanno prodotto alcune parti del razzo Ariane e del famoso accelleratore di particelle del CERN). Fatto sta che dopo mesi di autogestione, grazie a un provvedimento della Magistratura (che non me ne abbia Travaglio, ma oltre ai giudici solerti ci sono anche quelli un po’stronzi) Il “signor” Genta ha ottenuto un intervento della Prefettura che ha mandato un centinaio di agenti in tenuta antisommossa (e fra Prefettura e Polizia la percentuale di stronzi si impenna) a scortare i tecnici che hanno iniziato a smontare i macchinari e a picchiare gli operai che hanno cercato di opporsi e hanno protestato con un blocco della Tangenziale.

Mi pare una storiella edificante su come i vari poteri economici, politici, istituzionali e repressivi del nostro paese si sappiano intrecciare perfettamente in difesa di alcuni interessi e a scapito dell’interesse di tutti, a partire da quello degli operai della fabbrica fino a quello di tutto il territorio, privati di un’attività redditizia e prestigiosa a vantaggio di una speculazione che porterà solo un guadagno economico al “signor” Genta e a pochi altri.
Mi vengono in mente quando leggo queste cose gli operai bombaroli francesi, e in questo caso particolare mi viene in mente ancora di più il caro Sig. Guojun.
A voi no?

VERGOGNARSI



Vergognarsi è una virtù. Chi si sa vergognare è in grado di capire, bene o male, quando dovrebbe farlo. Io mi vergogno, spesso. Mi vergogno di vivere e di appartenere a un Paese che è in grado di partorire e ospitare, dare credito e amplificare spazzatura come questa, parlo delle persone, non delle loro parole, gente che non si vergogna mai e che soprattutto non sta mai zitta.

Monsignor Giuseppe Chiaretti, vice-presidente della CEI, arcivescovo di Perugia:
"La vita è il dono più grande anche quando si fa arduo perché si carica di sofferenza: il caso Englaro e tanti altri simili, pur con tutta la loro drammaticità, non ci esonerano dal rispettare il lucignolo fumigante ma ancora acceso, ancora in grado di farci strada. La forza della vita si trova anche nella sofferenza, La sofferenza appartiene al mistero dell’uomo e resta in parte impenetrabile e tuttavia la fede ci rimanda al crocifisso come estremo dell’amore del padre per gli uomini e dell’obbedienza del figlio al padre. Quel crocifisso per chi crede, diventa luce, forza, conforto, coraggio anche nel dolore e non legittima né eutanasia né accanimento terapeutico, né abbandono delle cure, né rifiuto dell’alimentazione.
La vita anche se sofferente, rimane pur sempre un bene indisponibile ed
inviolabile, che chiede solo d’essere amata e servita, non depauperata e
soppressa".

Cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia:
"Bisogna rispettare la vita dal concepimento fino al suo temine naturale anche dentro la sofferenza. Da questo grembo eucaristicamente nutrito, si accenderà in voi il fuoco di quella carità pastorale per i nostri fratelli uomini, spesso disorientati nel vivere affetti, lavoro e riposo a cui pure per l’impegno quotidiano, con l’esistenza, non possono sottrarsi".

L’agenzia della Cei: "Togliere la vita è una barbarie"
La Sir, l’agenzia della Conferenza episcopale italiana, scrive: "Il viaggio della morte è cominciato. Togliere la vita ad una persona totalmente indifesa è una barbarie"

Avvenire: "L’Italia non starà alla finestra"
L’Italia "non starà alla finestra" ad attendere la fine di Eluana Englaro, ma rifiuterà "un’agonia insopportabile", perchè "sa commuoversi, capire, battersi": lo scrive il quotidiano della Cei Avvenire

Cei: "E’ eutanasia ma siamo vicini alla famiglia"
I vescovi italiani ribadiscono che togliere l’idratazione e l’alimentazione ad Eluana è, "al di là delle intenzioni, eutanasia" e si affidano, in questo momento, alla forza della preghiera.
Tuttavia, affermano anche la loro vicinanza alla famiglia Englaro, "così duramente provata"

Mons. Mariano Crociata (segretario CEI): “Qualsiasi azione volta ad interrompere l’alimentazione e l’idratazione si configurerebbe – al di là delle intenzioni – come un atto di eutanasia. Per parte nostra osiamo ancora sperare nella forza della preghiera che vince le resistenze più nascoste”.

Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia:
"Cosa facciamo, mandiamo a morte queste persone? Eluana non ha lasciato una dichiarazione scritta, suo padre dice sicuramente il vero, ma so che altre amiche non hanno gli stessi ricordi, che sono stati presentati altri esposti. Stiamo parlando di vita e morte, perciò domando alla magistratura cose più chiare. C’è incertezza; meglio dieci colpevoli fuori che un innocente in galera, non si dice così? E allora meglio dieci casi incerti, che uno vivo mandato a morte. La gente sa che Eluana morirebbe con una lunghissima e dolorosa agonia? Morirebbe di fame e di sete, con dolori, crampi muscolari, generalizzati e dolorosi, le mucose si seccherebbero e ci sarebbero ulcere, il corpo subirebbe crisi convulsive generalizzate".

Maurizio Gasparri, capogruppo PDL al Senato:
"Ribellarsi al Parlamento è un attentato alla Costituzione. Il presidente della Corte di Appello di Milano è un eversivo. E’ una vergogna che ricopra quel ruolo. E’ un nemico del diritto e della democrazia. Le sue frasi sono da denuncia".
"E’ iniziato l’omicidio di Eluana, che rischia di avvenire impunemente e senza turbare convenzioni ed erogazioni di pubblico denaro"
"Di fronte al dramma di Eluana Englaro nessuno può rivolgersi con toni minacciosi intimando il silenzio. Chi segue questo dramma, che crediamo coinvolga tutti gli italiani, ha tutto il diritto di esprimersi non solo con iniziative legislative, che ci auguriamo il Parlamento potrà approvare, ma anche con altre valutazioni. Confermo che le cose più sagge le hanno dette le suore di Lecco offrendosi di poter continuare a occuparsi di Eluana. Si strepita se si recide un fiore, se si taglia un albero, ma si nega l’idratazione ad una persona viva"

Alfredo Mantovano, sottosegretario all’Interno:
"Secondo il Presidente della Corte d’Appello di Milano Giuseppe Grechi, quando la sentenza o il provvedimento come quello su Eluana è definitivo, si impone a tutti. Dunque Eluana va soppressa, e anzi, si evince dalla presa di posizione dell’alto magistrato: come mai la condanna a morte non è stata ancora eseguita? E come mai c’è ancora qualcuno che osa criticarla? Al dottor Grechi va ricordato che il decreto della Corte di Appello di Milano del 25 giugno 2008 che autorizza l’interruzione del sostegno vitale artificiale di Eluana, realizzato mediante alimentazione ed idratazione con sondino naso-gastrico, è un decreto di ‘volontaria giurisdizione’. Ora nella volontaria giurisdizione non si forma un vero e proprio giudicato, intenso come statuizione definitiva su un diritto o un interesse; si forma solo una valutazione definitiva in base agli elementi dedotti e presi in considerazione dal giudice. Ciò vuol dire che se muta la situazione di fatto, l’autorizzazione perde valore e il comportamento autorizzato, cioè la non alimentazione della donna, riassume tutti i caratteri di antigiuridicità che gli sono propri. Se quindi fosse dimostrato – e nessuno ha svolto il relativo accertamento – che Eluana potrebbe essere ancora in grado di nutrirsi senza sondino, come ha affermato uno specialista che l’ha avuta in cura, commetterebbe un omicidio chi desse esecuzione ad un atto giudiziari emesso su presupposti venuti meno. Manifestare, come fa il dottor Grechi, fastidio per chi solleva fondate riserve sull’intera vicenda giudiziaria è l’ennesima dimostrazione della sindrome di onnipotenza che attraversa fasce anche autorevoli della magistratura".
"Sarà la prima condanna a morte dopo il 1948"

Eugenia Roccella, sottosegretario al Welfare:
"Sono toni dittatoriali, poco comprensibili in democrazia. Intanto, in democrazia, le sentenze si possono commentare e giudicare, visto che vige il libero gioco delle opinioni. Poi vorrei ricordare che il decreto della Corte di Appello di Milano con cui si danno disposizioni per la morte di Eluana non è definitivo, né può esserlo. Lo è la sentenza della Cassazione, ma non il decreto, visto che le condizioni sono sempre variabili, ed Eluana, ad esempio, potrebbe vedere modificato il suo stato clinico. I sostenitori della morte di Eluana giocano sull’equivoco in modo ambiguo, ma un decreto è rivedibile sempre".

Luca Volonté, deputato UDC:
"Il Presidente della Corte di Cassazione, nella sua annuale inaugurazione dell’anno giudiziario, sui temi biopolitici ha usato termini e proposto idee lontane dall’altissima tradizione giuridica del nostro paese. Difendendo le fughe schizofreniche ed eutanasiche della Cassazione, Carbone si è posto al di sopra della legge, mettendo a serio rischio i diritti fondamentali dei cittadini italiani. Il capo dello Stato non può rimanere inerte. E’ indispensabile una ferma e decisa azione verso questa lobby aristocratica e privilegiata di pericolosi magistrati che pensano di incarnare, cento anni dopo, la medesima missione leninista, una punta di diamante al di sopra di tutto e di tutti. Nessuna riforma della giustizia sarà efficace se non comprenderà durissime sazioni per magistrati fuori della legge. L’elenco di bizzarre decisioni della Cassazione è lungo chilometri".
”Eluana non può essere assassinata, nemmeno col consenso dei Magistrati di Milano e Roma. L’eutanasia non è ne potrà essere inrodotta in Italia con inique e surrettizie manovre di taluni giudici radicali”.Lo dice Luca Volontè dell’Udc in una nota stampa.”C’è ancora una possibilità, l’ipotesi di un decreto urgente del CdM per impedire l’assassinio di Eluana. Non c’è nulla di più urgente della vita umana”.

La Loggia: A Udine si compie vero e proprio omicidio
"A Udine contro Eluana si sta per compiere un vero e proprio omicidio. Si fermino, hanno ancora il tempo per riflettere e valutare le conseguenze della loro azione. Nessuno ha il diritto di interrompere una vita privandola dell’alimentazione e dell’idratazione". Lo ha detto il vice Presidente del Gruppo del Pdl alla Camera Enrico La Loggia.

Alemanno, sindaco di Roma: "La vita è sacra"
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha detto: "Ritengo che la vita umana sia sempre sacra. Non credo che un parente, un padre possa disporre di una vita umana in questa maniera. Sono d’accordo con il ministro Sacconi"

Ballaman: "Togliere patria potestà a padre di Eluana"
Per il Presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Edouard Ballaman, a questo punto della vicenda di Eluana Englaro "un giudice dovrebbe prendere in considerazione l’ipotesi di togliere la patria podestà a una persona che non ce la fa più, evidentemente, a sopportare questa situazione". "Premesso che farei di tutto per convincere il padre a cambiare la sua decisione – ha detto Ballaman – ritengo tuttavia che ci sono comunque persone che si potrebbero prendere cura della figlia".

Cossiga: Un decreto per salvare Eluana
Un decreto per salvare Eluana. Lo chiede il Presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga che con un’ interpellanza al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia e al Ministro del Welfare chiede che con decreto definiscano reato il suicidio assistito, l’eutanasia o ogni altra forma di forzata cessazione della vita.

Paola Binetti (deputato PD): “E’ un’aberrazione, serva la massima vigilanza perché casi del genere non si ripetano più”.

Rocco Buttiglione (deputato UDC): “Berlusconi convochi subito un consiglio dei ministri per fare una legge per il testamento biologico”.

Gabriella Carlucci (deputato PDL): “”Bisogna a tutti i costi fermare il boia”.

Bruno Vespa dà in diretta la notizia dicendo che "Eluana andrà ad Udine a morire di fama e di sete"

Rosari e striscioni davanti alla clinica
In attesa che arrivi l’ambulanza per trasferire Eluana, un gruppo di aderenti al Centro di Aiuto alla Vita di Lecco ha recitato un rosario fuori dalla clinica Beato Luigi Talamoni ed esposto alcuni striscioni contro l’eutanasia. "Quella di stasera è stata un’iniziativa assolutamente spontanea – ha detto Paolo Gulisano, presidente del Centro Aiuto alla Vita di Lecco -. La nostra presenza qui è per dare una testimonianza di solidarietà ad Eluana visto che questa sera sta iniziando una fase terribile di una vicenda surreale". Al gruppo di aderenti del Cav di Lecco si è unita, oltre all’assessore regionale alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Giulio Boscagli, anche l’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Lecco, Angela Fortino
Alla partenza dell’ambulanza che da Lecco ha portato Eluana a Udine, si sono verificati momenti di tensione, con i manifestanti che urlavano "Eluana svegliati" e portavano simbolicamente pezzi di pane e acqua.

Urla e slogan al passaggio del mezzo sanitario
Dietro l’ambulanza è partito anche papà Beppino Englaro.
Al suo passaggio si sono levate numerose urla: "Non la uccidere", "Eluana è viva". L’ambulanza, prima di riuscire a lasciare la rampa di accesso alla clinica, è rimasta bloccata per alcuni secondi a causa delle proteste degli esponenti delle associazioni, che hanno tentato di impedirne il passaggio. L’ambulanza è riuscita a partire – preceduta da un’auto civetta – perchè alcuni agenti di polizia, sul posto da ore, hanno fatto spostare i manifestanti. Uno di coloro che si erano sdraiati sul cofano è stato poi identificato. Si tratta di un consigliere comunale lecchese del Pdl, Giacomo Zamperini.

Carlo Casini (Movimento per la Vita): “E’ ormai evidente che per evitare la morte per fame e per sete di Eluana Englaro e di molte altre persone in condizioni simili non c’è altro strumento che quello di un decreto legge”.

Associazione Scienza & Vita: “Invochiamo una vera e propria ingerenza umanitaria, in nome di un sacrosanto principio di precauzione che solo per lei non si vuole applicare”.

Franco Balzaretti (presidente associazione medici cattolici): “Lasciar morire di fame e sete un essere umano sarebbe un chiaro caso di eutanasia, nella sua forma peggiore”.

fate schifo. Voi e quelli come voi.

(fonti Repubblica.it, sito e forum UAAR)