ANALISI SERISSIMA (?) DEI RISULTATI ELETTORALI


Il voto è passato, le urne sono chiuse, ora si può ragionare con calma sui risultati del referendum e delle amministrative.

Partiamo rapidamente dalle amministrative, i risultati andateveli a cercare su un qualsiasi giornale. Il dato interessante è che come al solito, a sentire i commenti degli interessati hanno vinto tutti. Il che significherebbe, a voler dare loro retta, che se si votava in 22 provincie e 99 comuni (mo’ non mi ricordo esattamente, è uguale) ora abbiamo almeno 44 provincie e 198 comuni, avendo in ogni posto in cui si votava vinto almeno sia il PD che il PdL. Secondo gli studiosi, calcolando che si vota per qualche amministrativa tutti gli anni, l’Italia dovrebbe raggiungere le 10.000 provincie prima del 2030, estendendo i propri confini fino a quello che oggi è il Laos e che fra una ventina d’anni sarà parte del Comune di Ceppaloni.
Preoccupazione è stata espressa dai governi di Slovenia, Croazia, Grecia e degli altri paesi limitrofi al nostro, mentre da Tripoli Gheddafi ha fatto sapere che per lui andrebbe bene, tanto il 10% se l’è già comprato, per il resto ha pronta l’OPA e una volta diventato legittimo proprietario del Paese non gli dispiacerà poter andare a troie nel sudest asiatico senza dover rinnovare il passaporto.

Il Referendum merita qualche parola in più, dato che è l’unico istituto veramente democratico che il nostro oridinamento prevede. Dico questo perchè è l’unico caso in cui si chiede ai cittadini di esprimersi su una data questione senza mediazioni dei politici, senza rappresentanti, ma direttamente si chiede la loro opinione.
Oltre al Referendum questo avviene con il televoto per l’Isola dei Famosi, quando ai bambini viene chiesto se vogliano più bene al papà o alla mamma e quando il salumiere chiede “so’ du’ etti e mezzo, che faccio signò, lascio?”.

Nonostante tutto ciò l’istituto referendario è in crisi da tempo, dato che è dal 1995 che non viene raggiunto il quorum, ovvero la soglia del 50% + 1 dei votanti, necessaria affinchè la consultazione sia valida. Questo porta spesso a discutere dell’eventualità di una riforma dell’istituto referendario, tramite l’annullamento del quorum o l’abbassamento di tale soglia.
Per fare questo ovviamente si aspetta che sia schiattato Pannella, altrimenti troveremmo più Radicali a elemosinare firme per i Referendum che partecipanti alle selezioni del Grande Fratello, con lo svantaggio che è reato uccidere sia gli uni che gli altri.

Dei quesiti dell’ultimo Referendum per cui siamo stati chiamati a votare ne ho parlato già qualche giorno fa, andiamo a vedere i risultati:

i primi due quesiti, relativi al premio di maggioranza alla Camera e al Senato, hanno raggiunto l’esorbitante affluenza del 23,3%, mentre il terzo quesito, relativo alle candidature in più circoscrizioni, è arrivato addirittura al 23,8%.

Cosa ci dicono questi dati? Innanzitutto che gli Italiani si sono rotti il cazzo dei referendum, soprattutto perchè preferiscono che altri decidano al loro posto. Doversi leggere i quesiti, farseli spiegare da qualcuno che comprende la nostra lingua, prendere una decisione in merito….no, dico, ma che ve sete messi in testa!?!?!?

Il secondo dato che emerge è che solo il 0,5% degli aventi diritto ha fatto come me la scelta di ritirare solo la scheda numero tre, il che mi pone al di sotto del PcdL di Ferrando, ma conto di rifarmi alle prossime politiche.

Il terzo dato che non può non sorprendere è quello relativo ai risultati, ininfluenti, della votazione.

Praticamente c’è una parte degli elettori, chiaramente schizofrenici e da sottoporre pertanto a un TSO, che è andata a votare per i referendum, quindi facendo fare un passetto verso il quorum, ma ha votato NO, quando anche i muri sanno che se sei contrario a un Referendum la cosa più conveniente è puntare al non raggiungimento del quorum.
Inoltre non ci sono, o non vengono citate schede nulle, il che mi dà un piccolo dolore. Ho infatti pensato, troppo tardi purtroppo, che l’atto più sgurz sarebbe stato ritirare solo la seconda scheda per annullarla. Attendo con ansia il prossimo referendum, scrutatori, se troverete una scheda annullata con la scritta “lo Sgurz o ce l’hai o non ce l’hai, e voi non ce l’avete”, sappiate che sono io.

REFERENDUM FOR DUMMIES



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E così ci siamo, Domenica si vota per ‘sto referendum sulla legge elettorale, in TV non se ne è parlato più di tanto, ma in rete un bel po’. I quesiti sono tre e sono estremamente semplici:

1 e 2 (schede viola e beige):abrogazione della norma che permette l’assegnazione del premio di maggioranza ad una coalizione invece che a una singola lista. Se vincessero i SI’ il singolo partito o lista che dovesse prendere più voti rispetto agli altri avrebbe la maggioranza dei seggi, il 55%. Il quesito 1 è relativo al premio alla Camera, il quesito 2 al Senato.

3 (scheda verde): abrogazione della norma che prevede che un candidato possa presentarsi in più di una circoscrizione elettorale. Se vincessero i SI’ un candidato non potrebbe più essere eletto in più collegi e scegliere successivamente in quale collegio prendere il suo seggio e in quali altri “scalare” al candidato successivo nella sua lista.

Questo è l’argomento del contendere. In due parole vediamo anche le principali regole del gioco:

Innanzitutto in Italia il Referendum è solo abrogativo, quindi può essere utilizzato solo per cancellare una legge o parte di una legge. Questo fa sì che ogni tanto si creino equivoci come fu con i famosi referendum per divorzio e aborto, per cui chi era favorevole alla legalizzazione doveva votare NO, mentre chi era contrario doveva votare SI’.

Il referendum passa se si verificano 2 condizioni: la prima è che il 50% + 1 degli aventi diritto ritirino la scheda per votare (il famoso Quorum), la seconda è che, una volta che il quorum sia stato raggiunto, vincano i SI’. Se si verificano queste due condizioni la norma oggetto della consultazione viene abrogata.

Dal punto di vista “tecnico/tatico”, gli schemi di gioco si sono evoluti nel tempo, passando dallo schieramento SI’/NO dei primi referendum, in cui il quorum veniva raggiunto per inerzia, ai referendum più recenti in cui puntando sull’astensionismo endemico, per cui mediamente una bella fetta degli aventi diritto non va a votare comunque, coloro che sono contrari alla consultazione suggeriscono di non ritirare le schede dei referendum che non si vuole far passare, perseguendo lo schema del non raggiungimento del quorum, un po’come passare dalla marcatura a uomo a quella a zona. Questa tattica negli ultimi anni ha avuto molto successo, anche grazie alla disaffezione nei confronti della politica che ha colpito il nostro Paese.

Così come recita una famosa battuta dell’ex centravanti inglese Gary Lineker “il calcio è uno sport che si gioca in 11 contro 11 e alla fine vince la Germania”, negli ultimi referendum che si sono svolti in Italia potremmo dire che si scontrano quelli che sono per il Si’ contro quelli che sono per il NO e alla fine vince chi va al mare. Può piacere o no, ma le regole lo permettono e quindi è lecito.

Ora se vi interessa vi dico come la penso io e cosa farò domenica, oltre a ingozzarmi di carne alla brace e vino.

Essendo ferocemente contrario al bipartitismo sono contrario a ogni tipo di spinta in questo senso, sia che venga dalla semplice legge modificata dal referendum che da una nuova legge “bipartitista” fatta dal parlamento dopo che il referendum fosse passato. Se un partito vuole la maggioranza dei seggi si deve guadagnare il voto della maggioranza degli elettori. Attribuirsi la maggioranza dei seggi facendo fuori i partiti più piccoli (4 milioni di voti, un italiano su 7, non sono rappresentati nell’attuale parlamento) e con un artificio contabile a casa mia si chiama TRUFFA. Per questo non ritirerò le schede dei primi due quesiti, sperando che non raggiungano il quorum.

Il terzo quesito invece mi vede assolutamente favorevole e voterò sì.

Detto questo, credo che sarebbe ora di decidersi a riformare questo cazzo di istituto del referendum e abolire il quorum. Se non ti interessa decido io, se permetti.

Naturalmente andrebbe fatta una riforma anche per evitare che i Radicali presentino 80 referendum al mese anche sul colore dei pali dei semafori, ma quello è facile. Basta sciogliere il Partito Radicale, nell’acido.

Previsioni? Mah, io vedo bene la Spagna, tanti piedi buoni e Torres è un’ira di dio.

FEDELI ALLA LINEA



“820.916 ragioni per riflettere. Un responso netto. Un piccolo, grande, passo verso la politica per i cittadini. Il palazzo reale, quello del popolo chiede un cambiamento ed è nostro dovere darglielo.

La raccolta delle firme ha dato un risultato sorprendente. Un riconoscimento a quanti vi hanno creduto, al di là di ogni schieramento. L’Italia dei Valori ha avuto il coraggio di mettersi in gioco; non per suicidarsi, ma per crescere se ne avrà la forza e le capacità. Noi crediamo fermamente in una politica sempre e solo al servizio del cittadino, piuttosto che usata e sfruttata da oligarchie varie.

Ora, fatto il primo passo, c’è bisogno che il Parlamento ne prenda atto e, se ritiene, batta un colpo. C’è bisogno di una riforma della legge elettorale che assicuri al Paese governabilità, innanzitutto. Una riforma che deve assicurare: al cittadino la libertà di scegliere i propri candidati; una drastica riduzione dei tanti partitini che spesso tengono in scacco l’intero sistema; la non candidabilità di condannati.
O il Parlamento sarà in grado di varare una riforma credibile, oppure la parola passa ai cittadini con il referendum, come è normale in ogni democrazia.

Dal blog di Di Pietro, 24 Luglio 2007

“Il referendum del 21 giugno nasce destinato a fallire, questo lo sanno sia la Lega che il Pdl, che il Pd. Purtroppo il referendum non raggiungerà il quorum poiché il crollo dell’affluenza alle urne, dovuto dalle due date di voto vicine, volute dalla Lega, è quasi certo.”
Non possiamo dire sì ad un referendum abrogativo senza sapere come intendono poi rifare la legge elettorale. Per noi vige l’equazione: si al referendum = eliminazione dell’attuale legge elettorale che, ricordo, gli stessi autori hanno definito “porcellum”.”
Un sì al referendum senza una corretta revisione della legge elettorale consegnerebbe le chiavi del sistema Paese ad un partito unico di matrice fascista.
In soldoni, sì al referendum

Dal blog di Di Pietro, 7 Maggio 2009

“Se Franceschini vuole veramente bloccare la deriva autoritaria di questo governo deve ripensare a quel suo ‘si’ che consegna definitivamente al ducetto Berlusconi tutta l’Italia e tutte le istituzioni.
Se veramente il leader del Pd vuole fare una cosa utile per la democrazia di questo Paese, si impegni con noi al fine di impedire che Berlusconi si appropri anche del risultato referendario del 21 giugno.
Noi dell’Italia dei Valori, che pure abbiamo promosso quel referendum e raccolto le firme con lo scopo nobile di cambiare questa legge truffa, oggi abbiamo il coraggio di dire ai cittadini di votare ‘no’.“

Dal blog di DI Pietro, 11 Maggio 2009

“Chiara Geloni: E’ di destra o di sinistra?
Antonio Di Pietro: Ne l’uno ne l’altro.
Sono una persona che crede nella solidarietà cristiana, e quando un buon comunista è solidale, come sanno essere solidali nelle case del popolo, non gli chiedo se va a messa la domenica perché vuol dire che va a messa tutti i giorni. Non sono affatto fascista perché non lo sono di famiglia e non me lo immagino di essere, ma quando parlo di ordine e legalità non lo parlo perché sono un uomo di destra, perché ritengo che la legge deve essere uguale per tutti e tutti la devono rispettare”

 Intervento LUCIDISSIMO dell’On. Di Pietro a Otto e Mezzo del 25 febbraio 2009 citato testualmente nel suo blog

Questo perché sia chiaro che Antonio Di Pietro non solo non è un politico di Sinistra e uno sbirro analfabeta, ma è anche a capo di una formazione politica che non ha alcuno spessore né progetto e che ha come unico interesse quello di cavalcare l’emotività e l’indignazione per cercare visibilità. Quando è di moda raccogliere le firme si raccolgono, quando è di moda dire che quel referendum è un pericolo per la democrazia si strilla che bisogna votare no per fermare la deriva autoritaria (tra l’altro, se dici che non raggiungerà il quorum, perchè nel momento in cui ti dichiari contrario dici di andare a votare no, cosa che faciliterebbe la vittoria dei sì e il raggiungimento del quorum?). Ormai gli manca solo di mandare Donati all’Isola dei Famosi e Belisario a X Factor.

Ah, com’è che Grillo non ha detto nulla su questa contraddizione grossa come una casa? Mi sa che è impegnato, tipo che sta a fa la campagna elettorale per De Magistris e per la Alfano, candidate alle Europee nelle liste dell’IdV…

“Se il referendum per la nuova legge elettorale fosse tenuto con le elezioni europee il 6/7 giugno, come avverrebbe in qualunque Paese democratico, vincerebbe il si, il quorum sarebbe raggiunto. Lo sanno tutti i partiti. Per questo si terrà dopo. Dalla legge porcata al referendum porcata.
L’istituto del referendum, insieme alle leggi di iniziativa popolare, va abolito. E’ ormai solo una presa per i fondelli, una delle tante di questo governo e di questa opposizione di pagliacci. Se dovevamo vivere sotto una dittatura, allora era meglio il fascismo di questi marchettari della televisione e dei giornali. Di questi cialtroni in doppiopetto. Meglio Grandi, Bottai e Balbo di Gasparri, Cicchitto e Maroni. Il fascismo cacciò le mafie (o almeno ci provò). Le mafie hanno fatto dell’Italia la caricatura del fascismo e con i nostri referendum si puliscono il culo.”

Dal blog di Beppe Grillo, 12 Aprile 2009

Il fascismo cacciò le mafie…oh, sì, e i treni arrivavano anche in orario…

Per restare in argomento, ecco un paio di stralci di un intervento di un altro paladino della Sinistra, uno dei salvatori della Patria e della Sinistra italiana, che già ci aveva deliziato ai tempi dei bombardamenti israeliani a Gaza assumendo la stessa posizione di un luminare come Frattini. Parlo di Marco Travaglio, ospite fisso di Santoro e dei blog di Grilo e Di Pietro, leggete qua:

“Il Commissario Calabresi fu indicato come il colpevole dell’assassinio di Pino Pinelli, fu indicato da molti intellettuali in un famoso appello, alcuni dei quali poi hanno chiesto scusa per avere ingiustamente criminalizzato il commissario Calabresi definendolo l’assassinio di Pinelli, il defenestratore di Pinelli e fu proprio lo stesso Gerardo d’Ambrosio a trattare quella vicenda e alla fine a scagionare Calabresi che era stato criminalizzato da una campagna lanciata da Lotta Continua e ripresa da molti intellettuali molto famosi anche di sinistra, che in buona o in cattiva fede, avevano individuato in lui il mostro, colui che aveva individuato la pista anarchica e colui che aveva defenestrato l’anarchico Pinelli. In realtà si è scoperto non solo che Calabresi e Pinelli erano amici, anche perché Pinelli veniva spesso sentito, gli anarchici in quel periodo qualche bomba dimostrativa l’avevano piazzata anche se Pinelli non c’entrava direttamente, quindi si regalavano addirittura dei libri a Natale il Commissario e l’anarchico, ma soprattutto si accertò e lo accertò Gerardo d’Ambrosio, grazie a testimonianze assortite, persino di giornalisti che erano presenti quella sera e quella notte in Questura, sapevano benissimo che nel momento in cui cadde Pinelli dall’ufficio dal Commissario Calabresi, quest’ultimo non era presente nell’ufficio, anzi era in un’altra area del Palazzo, dall’altra parte, molto lontano, quindi non poteva essere minimamente responsabile di quella caduta, caduta che poi fu attribuiti dal Giudice d’Ambrosio a un malore che aveva colto Pinelli che poi era precipitato da una specie di piccolo ballatoio nel quale era andato a fumare, a prendere un po’ d’aria aprendo la porta – finestra dello studio di Calabresi.

Ora ho capito che non si può mai dare contro ai giudici, specie se sono “amici” come D’Ambrosio, ma difendere la teoria del “malore attivo”, è roba al livello di Belpietro e Giordano.

“E’ vero che il Partito Comunista per molti anni è stato un partito non democratico, un partito legato all’Unione Sovietica, ma è anche vero che le regole democratiche, purtroppo, devono valere per tutti e quindi è strano che ci fossero accordi internazionali per impedire che anche per via democratica il Partito Comunista potesse entrare nel novero dei partiti di governo.”

Questa è semplicemente fantastica, si parte da una frase detta mille volte dallo stesso Berlusconi, peccato che Travaglio non aveva l’Unità con il titolo “Stalin è Morto”, per arrivare a dire che “purtroppo” le regole democratiche devono valere per tutti.*

E io dovrei votare ‘sta gente? Io dovrei considerare ‘sta gente “di Sinistra” o affidarmi a loro per porre un freno, quale poi, alla deriva dell’Italia? Col cazzo.

Io chiedo asilo politico al Myanmar, altroche…

* Precisazione: quando scrivo qualcosa contro Grillo e Travaglio, non lo faccio per partito preso o perché voglio difendere chissà chi. Lo faccio perché mi fa incazzare come una faina il fatto che sono diventati dei profeti, con masse adoranti che pendono dalle loro labbra e che non si rendono conto che ogni tanto dicono cose giuste, ogni tanto banalità, ma spesso dicono stronzate inimmaginabili (Di Pietro invece deve andare a pascolare le pecore). Un po’come tutti. Persino Bondi ogni tanto dirà qualcosa di condivisibile….oddio, no. Bondi proprio no.

Quasi quasi lancio un concorso “Anche loro ogni tanto ne dicono una giusta – (Brevissimo) Catalogo di dichiarazioni condivisibili rilasciate da Bondi, Gasparri, Cota ecc. ecc.”


MARCHETTARI

Bella prova, compagni!

Sarebbe ora di finirla con il luogo comune che la tenuta del Governo dell’Unione è messa in pericolo dall’ala Sinistra della coalizione. Ormai è diventato come dire che gli strianieri ci rubano il lavoro o che gli autobus non passano mai e poi ne passano due insieme.

Quello che è successo ieri con l’elezione a Presidente della Commissione Difesa del Senato di Sergio De Gregorio al posto di Lidia Menapace, è l’ennesima dimostrazione di come sia altrove il problema della coalizione. Infatti lo scaltro De Gregorio, senatore dell’IDV di Di Pietro, si è fatto eleggere alla Presidenza della commissione con 13 voti contro 11, ovvero i 12 voti della CdL più il suo, salvo poi precisare che non ha intenzione di cambiare schieramento, che intende restare nell’Italia dei Valori (e sarebbe interessante capire quali e soprattutto quanti di questi "valori" sono stati smossi per indurre il buon Sergio a fare questa infamata) e che l’ha fatto solo per tutelare le forze armate (sostenendo di aver avito anche pressioni dai vertici) in quanto la Menapace sarebbe troppo antimilitarista e pacifista per presiedere la Commissione Difesa.

Ora, la Menapace è stata Staffetta Partigiana, e il fatto che abbia giustamente dichiarato che in periodi di crisi economica come questo sarebbe meglio rinunciare alle costosissime e inutili parate militari così come alle altrettanto costose esibizioni delle Frecce Tricolori, non rende la sua figura meno meritevole di quella di De Gregorio, un autentico marchettaro della Politica, fulgido esempio di Mastellismo.

Cito un articolo di Repubblica, ma della carriera del "Senatore da Marciapiede" parlano ampiamente tutti i quotidiani: http://tinyurl.com/jdbg3

" L’anno scorso, alle regionali campane, nel giro di un mese, dovette pubblicare tre manifesti: il primo annunciava la sua candidatura come leader della associazione "Italiani nel mondo"; il secondo comunicò ai napoletani che quella candidatura avrebbe trovato spazio nella lista di Forza Italia; il terzo, preso atto che gli uomini di Berlusconi non ne volevano sapere, cambiò il simbolo tricolore con lo scudocrociato della Nuova Dc di Gianfranco Rotondi.  […]
Nel frattempo, da semplice cronista, De Gregorio è divenuto un imprenditore dell’informazione: è amministratore delegato della società che edita "Ideazione", il bimestrale di destra diretto da Domenico Mennitti, fonda una agenzia fotogiornalistica e produce programmi per reti locali, si spende per rimettere in piedi il Festival della canzone di Napoli che va poi in onda su Retequattro, è amministratore delegato della società che edita l’inserto campano del "Giornale" di Feltri, infine fa il direttore editoriale dell’"Avanti" e, in tempi recentissimi, approdato alla corte di Antonio Di Pietro, fa il direttore editoriale de "L’Italia dei valori", organo del partito omonimo dell’ex pm. Ma soprattutto nel frattempo mette in piedi la sua creatura. "Italiani nel mondo": una associazione che intende promuovere il "made in Italy" all’estero. De Gregorio organizza meeting e fiere, apre sedi da Londra a Buenos Aires, si guadagna un posto sulla Fifth avenue per la sfilata del Columbus Day a New York, apre "Italiani nel mondo Channel", la rete satellitare della associazione. "

Insomma il buon De Gregorio non è propriamente un uomo di Sinistra, e come lui ce n’è tanti nella variegata coalizione. Ora, il punto è: chi è che mette in pericolo la tenuta del governo?

Non è qualche esponente dell’ala Sinistra che mette il ritiro dall’Iraq nel programma e poi una volta Ministro si mette a traccheggiare. Non è la sinistra radicale ad aver minacciato per un mese di passare dall’altra parte se non gli davano il Ministero della Difesa. Non è la Sinistra Radicale ad aver silurato la lista unica per ragioni di visibiltà. Non è stata la Sinistra Radicale ad appoggiare la legge 40 prima con il voto e poi con l’astensione al referendum, votando insieme alla CdL. E potrei andare avanti.

Il problema del cosiddetto centrosinistra ha dei contorni ben chiari: sono le facce rotonde (e chiappiformi) dei vari Rutelli, Mastella e Di Pietro che stanno nell’Unione solo perchè dall’altra parte non li prendono (il forcaiolo Di Pietro starebbe bene nella Lega, anche in quanto insulto alla lingua italiana, peccato per Mani Pulite, sennò il posto di Castelli sarebbe stato suo… ), o perchè stavolta sentivano che avrebbe vinto Prodi (tranquilli che alle prossime politiche se tira aria di ritorno del Nano l’Udeur sarà lì pronta).

Una volta c’era il Pentapartito da una parte, e la parte sana del Paese dall’altra. Sarebbe ora di fare un po’di pulizia anche nell’Unione, perchè al momento la parte sana del Paese o rischia botte e galera "bipartisan" (da Napoli 2000, Governo D’Alema a Genova 2001, Governo Berlusconi) o è già scappata all’estero.

PARTITO DEMOCRATICO?!?!?

Leggevo ieri un’interessante "lettera-articolo" di Francesco Cicciobello Rutelli su Repubblica. Il vicepremier dissertava sulla necessità di adoprarsi quanto prima per la nascita del Partito Democratico e ne parlava come una delle "priorità" della nuova maggioranza.

Mano a mano che mi addentravo non senza travaglio interiore nel Rutelli-pensiero, una domanda mi sorgeva spontanea dall’intimo: "Ma questo è solo cretino o è proprio così stronzo?"

L’interrogativo mi pare d’obbligo: voglio dire, abbiamo un’economia a pezzi, dopo manco due settimane dal giuramento già volano le prime coltellate fra ministri, non si sa ancora NULLA di quello che il Governo dovrebbe o vorrebbe fare, manovra sì manovra no, fra 20 giorni c’è un Referendum confermativo su una Riforma Costituzionale che massacra mezza Costituzione, stiamo ancora in Iraq ad appoggiare un’occupazione che giusto ieri ci ha regalato un altro morto e questo considera "priorità" il Partito Democratico?!??! Un bell’esempio di come questo neo-democristiano idiota pensi sempre ai giochini di potere interni alla coalizione, trovando un’entusiasta sponda nei DS, come quando a due mesi dalle elezioni si mise a litigare con Prodi e Fassino sulle liste uniche.

Io ce l’avrei una priorità per il Paese, voglio dare un suggerimento a Prodi e agli altri fenomeni del Governo: perchè non diamo a Rutelli un incarico di responsabilità all’estero, lontano dall’Italia e dai microfoni dei giornalisti? Potremmo ad esempio mandarlo in Iraq al posto del contingente militare, lo si piglia lo si lascia a un incrocio a Nassirya e gli si dice "va’ sicuro"…..

ELECTION YEAR

La manovra (fallita) del governo della CdL di evitare la sconfitta alle Politiche separandole dalle Amministrative, dove storicamente il CS va meglio, e dal Referendum ha prodotto un fenomeno di moltiplicazione elettorale che ci sta sfuggendo di mano.

Dovevamo fermarci alle Politiche il 9 e 10 Aprile, alle Amministrative il 28 e 29 Maggio e al Referendum il 25 e 26 Giugno, ma il fenomeno elettorale è dilagato, e ormai le Elezioni sono diventate un’entità autonoma, che si produce e si riproduce fuori controllo chiamandoci al voto ormai più di una volta al mese. Vediamo i prossimi appuntamente elettorali:

25 e 26 Giugno:
Referendum Confermativo della Riforma Costituzionale (NO!). Si vota Domenica dalle 8 alle 22 e Lunedì dalle 7 alle 15 in tutti i Seggi Elettorali.

9 e 10 Luglio:
Elezione del C.A.Z.Z. (Comitato Autorizzazioni Zoofilia e Zinconature), si vota in tutta Italia Domenica dalle 8 alle 22 e Lunedì dalle 7 alle 15 presso le tolette per cani e presso le agenzie di pompe funebri.

23 e 24 Luglio:
Elezioni dell’Ammininstratore del Condominio di Via dei Cessati Spiriti 666 in Roma, si vota Domenica dalle 8 alle 22 e Lunedì dalle 7 alle 15 presso le portinerie del Lazio, dell’Abruzzo e della Val d’Aosta

6, 7 e 8 Agosto:
Elezioni dei candidati Beati per le prossime canonizzazioni che eseguirà Ratzinger, si vota Domenica dalle 8 alle 22, Lunedì dalle 7 alle 15 e Martedì dalle 11.30 alle 12.45 presso le sedi del M.I.N.C.H.I.A. (Movimento Italiano Nostalgici Cattolici Hitleriani Irriducibili Ariani)

13, 14, 15 e 16 Agosto:
Elezione di Miss Maglietta Bagnata, si vota Domenica dalle 8 alle 22, Lunedì dalle 7 alle 15, Martedì dalle 12.30 alle 13.52 e Mercoledì dalle 9 alle 9.02 presso le gli stabilimenti balneari e presso le sedi del Mo.I.Ge. di tutta Italia.

8 Settembre:
Referendum per l’abolizione delle Festività del 25/04 e del 01/05 e per la loro sostituzione con la "Festa della Topa" e della "Giornata Nazionale del Pompino" (presentato da FI, Lega, An, Udc, Udeur, AssoParroci e Opus Dei – Prima Firmataria On. Mara Carfagna)

19 e 20 Novembre:
Inizio delle Primarie per l’Elezione di Babbo Natale, si pigliano 10 vecchi per ogni appartenenza politica, gli si fa tracannare 15 litri di Tavernello a testa, li si mette in strada al freddo e li si passa a ripigliare dopo un mesetto scarso, quello ridotto peggio per ogni schieramento va alla competizione elettorale.

17 Dicembre:
Elezione di Babbo Natale.

Per quest’anno basta, per il 2007 qualcosa ci si inventerà…

———————

Sparata Militare, le iniziative del 2 Giugno:
http://italy.indymedia.org/archives/display_by_id.php?feature_id=1697

SENZA TREGUA

Avere una coscienza politica è diventata una fatica di Sisifo (per chi non sa che vuol dire: http://it.wikipedia.org/wiki/Sisifo ), ce n’è sempre una nuova….. Allora ricordiamo gli ultimi due sforzi che ci aspettano e che la nostra coscienza appunto dovrebbe rendere un dovere.

1) La Festa della Repubblica.
Grazie al caro Carlo Alzheimer Ciampi si è tornati alle parate militari del 02/06, cosa incomprensibile innanzitutto perchè i militari, come i cani addestrati, obbediscono al padrone a prescindere (c’è anche chi se ne vanta "Usi ad Obbedir Tacendo"), quindi perchè festeggiare la Repubblica con una parata di burattini che obbedirebbero anche al Re, al Duce, al Papa Re, ai marziani e a chiunque gli indicihino come "capo"? Non sono stati mica i militari a fare la Repubblica, l’Esercito c’era anche prima della Repubblica, sono i cittadini che hanno votato e scelto, CIVILI.

Quindi mi sembra giusto segnalare l’iniziativa che si terrà a Roma (ce ne sono in tutta Italia, informatevi che trovate sicuramente qualcosa dalle vostre parti): http://tinyurl.com/oy9pj (da Indymedia).

E’importante anche perchè è la prima manifestazione di Movimento con il governo Prodi, al quale è importante far da subito presente che c’è tanta gente che li ha votati solo per cacciare Berlusconi e che PRETENDE che ci sia una discontinuità con il precedente Governo a cominciare proprio dalla Guerra.

2) Il Referendum Costituzionale
Come se non fossero bastate le politiche e le amministrative a seguire, ci aspetta un altro appuntamento importante: il Referendum Confermativo sulla Riforma Costituzionale (la famigerata Devloution degli analfabeti del Carroccio).

Inutile dire che spero che i NO vincano e di brutto, così otterremmo vari risultati positivi:
– la costituzione sarebbe salva e non avremmo il premier padrone, la scuola e la sanità differenziate fra regioni ricche e povere ecc. ecc.
– a Bossi verrebbe un altro ictus speriamo stavolta definitivo
– a Berlusconi verrebbe un’infarto speriamo peggiore dell’ictus di Bossi
– la CdL andrebbe in pezzi

qui trovate materiale a sostegno del NO, diffondete e fate diffondere! 

http://www.referendumcostituzionale.org/index3.asp

http://noalladevolution.splinder.com/