PINK FLOYD – THE ENDLESS RIVER

Dovete sapere che io c’ho amici che sui Pink Floyd sono più integralisti di me, dal gilmouriano di ferro che è riuscito a farsi piacere pure The Division Bell al talebano barrettiano per il quale i Pink Floyd esistono solo fino al 1968 e comunque sono sopportabili fino al 1972, prima di The Dark Side of The Moon.

Personalmente amo molto il periodio Barrettiano e credo che il meglio lo abbiano dato nel periodo “collettivo” del gruppo. The Wall è un capolavoro assoluto, sebbene sia l’inizio della fine per quanto mi riguarda, l’inizio della megalomania Watersiana che ha portato poi all’addio e al periodo Gilmouriano recente.

The Final Cut è un gran bel disco di Waters, A Momentary Lapse of Reason è un buon disco di Gilmour, The Division Bell è un disco che Gilmour avrebbe fatto meglio a risparmiarci.

Alla notizia dell’uscita di The Endless River la mia reazione è stata un misto di disinteresse e terrore. Nel senso che non ero particolarmente eccitato all’idea di un nuovo disco dei Pink Floyd, anzi ero terrorizzato da quello che avevo letto, ovvero che fossero pezzi registrati nelle sessions di TDB che non sono stati inseriti nel disco. Gli scarti di TDB non je la potevo fa…

Però che fai, nun te lo senti?

Ok, per farla breve, dopo un primo ascolto di The Endless River, ecco la mia personale review.

traccia per traccia:

Things Left Unsaid

pezzo quasi ambient pare più brian eno che i pink floyd, non malissimo ma un po’ palloso

It’s What We Do

troppo troppo troppo ammiccante a Shine On You Crazy Diamond. Cioè sì, è un bel pezzo, ma stai tutto il tempo a pensare a Shine On, se l’avesse fatto un altro gruppo parlerei di plagio bello e buono

Ebb And Flow

Boh….un intermezzo, un po’ tipo I vari pezzetti di Alan Psichedelic Breakfast, anche questo molto ambient

Sum

Molto più da MLOR che da DIvision Bell, tastiera in sottofondo ripresa da the wall, non male

Skins

Poco floydiano, ma mi piace

Unsung

Altro intermezzo, niente de che

Anisina

Troppo Vangelis, decisamente, con il tappetino che richiama Confortably Numb che ogni tanto esce, ma decisamente bruttino

*The Lost Art of Conversation

Ok, abbiamo capito, fra un pezzo e l’altro ci sono degli intermezzi, cazzeggi di passaggio, magari improvvisati in studio…. 🙂 questo in particolare fa molto Dire Straits. Carino

*On Noodle Street

*Night Light

*Allons -Y (1)

Parte che sembra Run Like Hell, poi diventa la colonna sonora di un servizio di Gran Prix… no, nummepiace

*Autumn ’68

*Allons -Y (2)

No, davvero, perché?

*Talkin’ Hawkin’

Forse il pezzo migliore di questa parte del disco

*questa parte è come se fosse un pezzo unico, forse avrei fatto una traccia unica. Perché fare più tracce da un minuto e non una unica?

Calling

Se so ricordati i tempi di Sisyphus? Se so rifatti qualcosa dopo tanti anni? St’inizio drammatico…. però anche questa traccia non mi dispiace

Eyes to Pearls

Is there Anybody Out There è un’altra cosa, ma è bello che ci abbiate provato

Surfacing

Belle atmosfere, molto gilmouriane ma devo dire che si sente con piacere

Louder Than Words

Ecco, l’unico pezzo “commerciale” con le parole che è andato per radio, il singolo estratto, è la cosa peggiore del disco, un tonfo rispetto al resto. Sembra quello che è: uno scarto di Division Bell.

TBS9

Altro bell’intermezzo, forse era l’intro di qualcos altro?

TBS14

Bello il fade e il cambio di ritmo a metà pezzo, echi di Wish You Were Here (nel senso dell’album)

Nervana

Comincia e Suddenly ZZTop O_o poi va avanti e diventa nammerda… no, se lo potevano risparmià.

In generale, l’impressione è che molti pezzi siano delle jam session, non dico improvvisati, ma quasi. Al limite del cazzeggio, niente di troppo strutturato, però….

…però è decisamente la roba migliore che hanno prodotto ultimamente. Mi piace forse più di parecchia roba ancora di Momentary Lapse of Reason…cioè, potevate cazzeggià di più in questi anni invece de pubblicà Poles Apart o Take It Back?

Alla fine sono stato piacevolmente sorpreso, temevo la cacata invece non è il disco peggiore dell’era Gilmouriana, nonostante sia evidente che molte tracce nascevano come intro o come possibili pezzi di altre canzoni, che sono stati invece legati fra loro o “mischiati” dando vita, forse involontariamente a un disco più sperimentale dei due precedenti. Come struttura mi ricorda abbastanza “More” o la traccia “Alan’s Psychedelic Breakfast”, lo stile musicale ovviamente è diversissimo.

Due tre pezzi fanno schifo, va detto.

Poi vabbè, Meddle, Animals e Ummagumma ecc. ecc. so’ un altro sport, ma non si può pretendere quel livello.

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Wow, è vero che internet ti permette di esplorare nuovi territori e di avere contatti diretti con personaggi illustri e famosi la cui conoscenza era prima preclusa a noi comuni mortali, che invece ora possiamo essere informati direttamente via Twitter di ogni volta che Demi Moore fa una cacata, direttamente da lei.

In attesa di riuscire a rimediare un ciuccione da Megan Fox, posso fregiarmi per ora di un breve epistolario con Ezio Mauro, di uno scambio di mail con la segreteria di Veltroni al tempo della sua sindacanza della Capitale, del fatto che un mio collega ha chiesto su Linkedin l’amicizia a Barack Obama (non gli ha risposto, strano…) e recentemente di aver avuto un messaggio privato da parte di una delle persone facenti parte dello staff di “Welcome to the Machine – Il Musical”, almeno così si è presentato.

Non posso non rendervi partecipi come ho già fatto in passato, ergo:

Ciao hai vinto un beglietto per il musical Welcome to the Machine!
No scherzo!!!
Ciao mi permetto di scriverti perchè casualmente ho trovato sul tuo blog il commento che hai fatto riguardo allo spettacolo.Preferisco chiamarlo così.Anche a me i musical fanno cagare generalmente. Io faccio parte dei 20 idioti cantanti "attori" di questo spettacolo.Volevo solo precisare ma assolutamente senza nessuna polemica, anzi mi sono piegato da ridere a sentire con quale cinismo e cattiveria contestavi questa idea, che comunque non è il classico musical del cazzo con i balletti e le varie minchiate in stile "amici" che odio con tutto me stesso per l’idiozia e la merda che propagandano in giro.E’ uno spettacolo teatrale molto sobrio e rispettoso anche perchè è stato ideato da cultori dei Pink Floyd prorpio come te.Quindi niente non so di dove sei ma ti invito a vederlo magari potresti darci degli sputi/spunti interessanti.E’ piaciuto a molti e considera che è una cosa nata prorpio dal niente con pochissimi soldi e bene o male siamo riusciti a girare gran parte dell’italia.Insomma non voglio impietosirti volevo solo precisare che non è la solita cagata.Credimi!E’ un tributo ai Pink Floyd!

 

Devo ammettere che è simpatico e molto molto sportivo, viste le cattiverie gratuite (perchè in finale non l’ho manco visto lo spet….ma che sto dicendo, grauite un cazzo!!!) che ho scritto, ma non ho resistito a mandargli una rispostaccia:

 

Ciao, devo dire che sono rimasto molto sorpreso dal tuo messaggio, ci ho messo un po’a realizzare, oddio, quello forse dipende dai postumi della sbornia, ma mi sono chiesto per un po’come avrei dovuto risponderti.

Facciamo così, io butto giù due-tre risposte,dalla più lunga alla più sintetica. Tu scegli quella che ti irrita di più e fammelo sapere, ci tengo.

Ah, naturalmente metterò tutto sul blog, perchè privato il messaggio? Un po’di sana rissa telematica, suvvia!

Risposta 1:

No, non ti scuso per “esserti permesso di scrivermi”, guarda un po’ questa gioventù senza rispetto che si permette ecco, insomma, di scriverti SOLO perchè hai gettato una tonnellata di merda su un loro lavoro, che immagino sudatissimo, in maniera assolutamente pregiudiziale e senza averlo visto… (fermo restando che mi sento in dovere di esprimere giudizi radicali in maniera assolutamente pregiudiziale e senza avere conoscienza di ciò di cui sto parlando, è la rete, bellezza).

Allora, che ti devo dire? Lo so che sicuramente siete dei cultori dei Pink Floyd, se foste stati cultori dei Teletubbies avreste fatto “Teletubbies, il musical”, ma sinceramente il poco che ho visto su youtube è bastato per formarmi il giudizio che hai letto e che, sebbene sia espresso in maniera ironica, rispecchia ESATTAMENTE quello che io penso (anzi, non a formarlo, ma a confermarlo, dato che il giudizio me lo sono fatto ovviamente prima di aver visto anche solo un secondo dello “show”). Il mondo fa schifo perchè è vario, evidentemente abbiamo concetti diversi su cosa sia “un tributo” o “un insulto”. Che ne so, per me un regista o uno scrittore che citano Shakespeare in un’ “opera” stile Federico Moccia (storiella di quindicenni lobotomizzati in cui i protagonisti, fra un’eiaculazione precoce e l’altra, prolungano inutilmente il percorso che li porta, giustamente, all’incidente mortale con la macchinetta del cazzo), non fanno un tributo, ma un insulto.

La forma è importante. Non posso mettere Cristina del Basso in posa su un guscio di cozza, circondarla di richhioni seminudi e volteggianti e dire che è un tributo alla Venere del Botticelli. E’ una cacata e basta.

Scusami, anzi, no, scusami un cazzo, ma non sono una persona tollerante e aperta, nè democratica, non me ne frega un cazzo del fatto che le persone possono avere opinioni e gusti diversi, dipendesse da me il pubblico della prossima rappresentazione di “Welcome to the Machine” dovrebbero essere miliziani janjaweed. Ma è un problema mio, tranquillo, anzi, grazie per la pacatezza del tuo messaggio, io sarei stato e sono più pesante.

Se ti può consolare nella lista delle persone che odio e che vorrei morte, che comprende grosso modo cinque-sei miliardi di persone e un’altra milionata di personaggi immaginari tipo Babbo Natale, Dio, Amelie, Buddha e Simona Ventura, non siete nemmeno fra i primi cento. Fra i primi centocinquanta sì, pero.

 

Risposta 2:

No, dai, non ci posso credere!!!!!! Io in realtà vi adoro! Il mio era solo un tentativo di conoscervi, ho pensato che dei geni come voi avessero talmente tanti commenti positivi che avreste notato l’unico negativo! Pensa che io e mia moglie abbiamo visto lo spettacolo quindici volte e abbiamo deciso che nostro figlio si chiamerà “Uelcomtudemascinilmiusicol”, che poi è il secondogenito, se aveste fatto qualche anno fa lo spettacolo vi sareste beccati il primogenito, invece lo abbiamo dovuto chiamare “Sandeibladisandei”.

Risposta 3:

Ammazzati.

 

Sì, sono stronzo e me ne compiaccio, che devo fare?

Se volesse mandarmi insulti vari in risposta spero di averli qui, che è più divertente, facciamo una vita così triste…

A questo punto direi che è il caso di mettere un po’di Musica, pensavo a qualcosa da Cats o qualche altro musical…gh gh gh

**

BREVEMENTE

 

Visto che non ho più tanto tempo per scrivere sul blog, mi vedo costretto a inondarvi delle cazzate che avrei voluto scrivere in settimana in un’unica somministrazione, un po’ come assumere un medicinale in un’unica, enorme suppostona da un paio di etti, che poi è un po’ la metafora del nascere in Italia, quindi siamo anche tutti abituati.

 

 

Cominciamo da questo bell’uomo qui sopra, al secolo Gaspare Spatuzza, pentito di mafia che oggi deporrà al processo d’appello contro la condanna in primo grado a 9 anni di Marcello Dell’Utri per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa. C’è chi attende con ansia questo giorno, perchè Spatuzza dirà che Berlusconi e Dell’Utri erano in contatto con Cosa Nostra negli anni ’90, fino ad esserne referenti politici dopo la nascita di Forza Italia.

E allora? Voglio dire, non è la prima volta che salta fuori questa storia, Dell’Utri è stato anche già condannato in primo grado. Mi pare evidente, sarò pessimista, che questi non si levano dalle palle nemmeno se li trovano in giro per Via del Corso passeggiando mentre sgranocchiano uno stinco di bambino. Temo che ormai il problema non è più mandare in galera Berlusconi, se penso al fatto che metà degli Italiani lo continuano a votare (e l’altra metà vota gente che a livello locale non è meno ammanicata di lui con Camorra e Ndrangheta), mi viene in mente Pol Pot e il suo piano di controllo demografico in Cambogia…guarda che strane associazioni che fa il cervello a volte…

*****

 

 

 

Si va? Certo che si va…non che si speri veramente di farlo dimettere, ma, lo dico sempre, fa bene ogni tanto guardarsi intorno e potersi sentire un po’meglio di tutti gli altri giorni in cui sei nella tua città, guardi chi ti sta intorno e ti domandi se quella signora intenta a farsi una cultura (su come avere i glutei di Belen, giuro ho visto un articolo del genere su Leggo, credo) vada o meno a votare, se è una di quelle che vota Berlusconi, o Fini perchè è tanto un bell’uomo….

Ah, a proposito, ma come stiamo messi male se Gianfranco Fini è la persona che sembra dire le cose più sensate di tutto il panorama istituzionale? Fini, quello di "Mussolini è lo statista più grande del secolo", del "non vorrei che un gay fosse l’insegnante di mio figlio", è lo stesso Fini della Bossi-FIni e della Fini-Giovanardi. Cazzo, non è quello dei tortellini, è QUEL Fini, Il Fascista diocane, possibile che non se lo ricordi nessuno? Quello dovrebbe stare appeso a un palo, non a fare il Presidente della Camera. La Iotti era Presidente della Camera, Nilde Iotti, non un ex fascista ripulito che da quando scopa ha capito che se fa un po’ più il finto progressista si becca il 60% dei voti una volta che il Nano si sarà levato dai coglioni…e c’ha 73 anni Berlusconi, prima o poi succederà…

*****

 

Ma veniamo a cose più piacevoli.

Ho appena finito Altai, dei Wuminghi, il "seguito" anche se è improprio definirlo così, di Q, uno dei libri che mi ha intrippato di più.

I Wuminghi, ex Luther Blissett, sono delle carogne. Nel senso che scrivono veramente da Dio, sono bravi, al di là di quello che scrivono ti pigliano e ti sbattono dentro alla loro storia senza che tu riesca ad uscirne, sono libri, almeno quelli che scrivono insieme (quelli dei singoli appartenenti al collettivo sono decisamente inferiori), che potresti leggere tutti di un fiato senza nemmeno accorgertene.

Insomma, non si avvicina a Q, ma credo che in Italia ci vorranno trent’anni prima che qualcuno riesca a scrivere qualcosa del livello di Q, ma Altai è un buon libro, una bella storia scritta bene, un romanzo storico che ti porta dalla Venezia del ‘500 fino a dentro la battaglia di Lepanto, passando per il sanguinoso assedio di Famagosta e per la morte terribile di Marcantonio "Conbipel" Bragadin.

Insomma, leggetevelo che merita.

*****

Concludo ricordandovi a fine 2009 che quest’anno sono trent’anni dall’uscita di The Wall e quaranta dall’uscita di A Saucerful of Secret e Ummagumma, tre album fantastici e fondamentali per un amante dei Pink Floyd come me. Ergo… 

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CIAO ZIO RICHARD



PINK FLOYD, MORTO IL TASTIERISTA RICHARD WRIGHT

LONDRA, 15 SET – Richard Wright, tastierista dei Pink Floyd già al momento della creazione del leggendario gruppo rock a metà degli Anni Sessanta a Cambridge, è morto oggi a 65 anni d’età "dopo una breve lotta con il cancro". Il decesso è stato annunciato dalla famiglia del musicista, che ha avuto un ruolo importante – sotto il profilo creativo ed esecutivo – in una serie di grandi album della band, come ‘The Dark Side on the Moon’ e ‘Wish you were here”.

E dopo Syd Barrett ci ha lasciato anche Richard Wright, un altro pezzo di Storia del Rock, un altro pezzo di Storia dei Pink Floyd, che per chi come me li ha sempre considerati La Band è un pezzo della propria Storia.

Non sapevo stesse male, sinceramente ho sempre pensato che sarebbe stato l’ultimo ad andarsene, voglio dire, rispetto a Syd, o rispetto a Roger Waters e a quei fattoni di David Gilmour e Nick Mason sembrava quasi una persona seria….. più o meno….

Ci piace ricordarlo così, mentre tiene il microfono al suo cane in Live at Pompei:

 

Scherzi a parte, è stata veramente una mazzata, ieri torno a casa bestemmiando in aramaico, dopo aver preso tutta l’acqua del mondo, dopo gli stronzi che porcodio mica rallentano sulle pozzanghere, zuppo come un turista su un barcone della senna, accendo il tg1 e mi danno pure ‘sta notizia….mi dispiace più che se fosse morto un mio zio…

….fanculo, vita di merda….

Ciao zio Richard.



"And I am not frightened of dying, any time will do, I don’t mind.
Why should I be frightened of dying?
There’s no reason for it, you’ve gotta go sometime."

"Non ho paura di morire, quando sarà, non mi importa.
Perchè dovrei avere paura di morire?
Non ce n’è motivo, a volte devi andare."

Richard William Wright (1943 – 2008)

 

questi sono i siti di Gilmour e Waters le parole di Gilmour sono molto toccanti, ma devo dire che il sito di Waters è incommentabile (in senso buono).