#Sanremo2016 la fondamentale recensione della seconda serata.

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Ok, andata anche la seconda serata. Paradossalmente le canzoni sono persino più inutili e nulle della prima serata. I soliti afoni Zero Assoluto, col piacione che a sto giro nemmeno fa finta di cantare. Dolcenera che fa finta di essere Alicia Keys, Neffa che fa finta di essere Mannarino, Annalisa che si fa venire una crisi isterica, altra gente inutile salita a caso sul palco, un salumiere di Acerra che porta un pezzo fatto con i classici 4 accordi di successo.

Francesca Michielin vestita come Julie Andrews in Tutti Insieme Appassionatamente o che comunque ti aspetti che inizi a passare lo straccio da un momento all’altro, che fa finta di essere Noemi (che a sua volta facendo finta di essere la Mannoia mostra che se non altro si pone obiettivi più ambiziosi) e che le rime in “ione” le ha quasi fatte tutte.

Patty Pravo c’ha un problema simile al mutuo degli Stadio, lei però evidentemente c’ha ancora tanti buffi fra coca e chirurghi.

Un livello bassissimo, diciamo che potresti prendere come metro di paragone Kill Bill vol. 1 e Kill Bill vol. 2, il primo film è clamoroso, il secondo molto meno. Ecco: la prima serata faceva schifo, la seconda molto peggio.

Degni di nota come sempre gli Elii, tante spanne sopra a tutti e la Raffaele che ha detto “cazzo” tre volte sul palco di Sanremo e non è una cosa da poco. E Frassica, che è un genio incompreso da sempre.

Altre cose? Boh… Allevi che sta ad invecchià malissimo?*. I giovani vecchi che sono sempre peggio (l’unica decente era la tipa nera che hanno eliminato)? Nicole Kidman che se se tira un altro poco diventa Patty Pravo?

Ah, sì, Peppe Vessicchio. Peppe è vivo e lotta insieme a noi.

Comunque Richard Benson con “I Nani” sto festival lo vinceva a mani basse, Zampagliò, te che c’hai i contatti, nun se po’fa niente per portare il Maestro a Sanremo l’anno prossimo? Mo, vedo se Zampaglione c’ha twitter.

*(per questa so che merito peggio dell’inferno, però lavoro da anni sulla Tiburtina quindi ho già dato)

#Sanremo2016 la fondamentale recensione della prima serata.

– DISCLAIMER – Ovviamente niente e nessuno garantisce che io faccia lo stesso con la seconda e le altre serate. O picchiami.

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Vado speditamente, come se avessi Carlo Conti che mi incalza con un pungolo elettrico da bestiame per non sforare (l’ho notato solo io? ero preoccupatissimo per il vecchio, secondo me ha rischiato grosso).

La mia dolce metà dice che Carlo Conti e un Nexus6, come Roy Batty. Non posso che essere d’accordo.

La Raffaele a me fa ridere tanto, sembrava che non je ne fregasse un cazzo, un po’come a tutti noi.

Gabriel Garko c’ha i capelli tinti col pennarello come Danny di “e morì con un felafel in mano” ed era più truccato di Moira Orfei.

Della Madalina Ghenea si potrebbe pensare che è topa e inutile come tutte le vallette di Sanremo, peccato che parla 5 lingue, tra cui l’italiano sicuramente meglio di Garko.

Elton John invece è diventato Lino Banfi.

Ma parliamo dei concorrenti, in ordine di uscita.

Lorenzo Fragola – L’unica cosa degna di nota è l’imbarazzante somiglianza della strofa della sua canzone di merda con l’essenziale di Mengoni, altra canzone di merda.

Noemi – Non sei la Mannoia, zia, fattene na ragione. Al massimo pare che te la sei magnata la Mannoia.

Dear Jack – Vanno nel compost, no? E’ organico…

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato – Erano meglio Felice Caccamo e Luca Giurato. Almeno se facevamo du risate.

Stadio – Ancora sto mutuo?

Arisa – Ma perchè Rick Astley nun ce fa Never Gonna Give You Up?

Enrico Ruggeri – Ormai se non c’è almeno un Chupacabra o un UFO non me dà più soddisfazione.

Bluvertigo – Una delle prove di come in Italia avendo tanta spocchia e poco talento si può fare tanta strada. Poi morgan ormai c’ha meno fiato di Darth Vader.

Rocco Hunt – Qui devo fare un discorso un po’ più ampio sulla scena hip hop italiana. Prendete i Public Enemy, i Run DMC, gli Arrested Developement, insomma quei bei gruppi old school, togliete loro l’originalità, il talento, l’impegno politico, lo spirito di innovazione e otterrete le LoriMeri. Ora fate leggere loro un libro di cui non capiranno un cazzo e otterrete Rocco Hunt e Fedez.

Irene Fornaciari – Co un altro padre stavi a fa la cassiera all’Esselunga. Stacce.

Ho scordato qualcosa?

PINK FLOYD – THE ENDLESS RIVER

Dovete sapere che io c’ho amici che sui Pink Floyd sono più integralisti di me, dal gilmouriano di ferro che è riuscito a farsi piacere pure The Division Bell al talebano barrettiano per il quale i Pink Floyd esistono solo fino al 1968 e comunque sono sopportabili fino al 1972, prima di The Dark Side of The Moon.

Personalmente amo molto il periodio Barrettiano e credo che il meglio lo abbiano dato nel periodo “collettivo” del gruppo. The Wall è un capolavoro assoluto, sebbene sia l’inizio della fine per quanto mi riguarda, l’inizio della megalomania Watersiana che ha portato poi all’addio e al periodo Gilmouriano recente.

The Final Cut è un gran bel disco di Waters, A Momentary Lapse of Reason è un buon disco di Gilmour, The Division Bell è un disco che Gilmour avrebbe fatto meglio a risparmiarci.

Alla notizia dell’uscita di The Endless River la mia reazione è stata un misto di disinteresse e terrore. Nel senso che non ero particolarmente eccitato all’idea di un nuovo disco dei Pink Floyd, anzi ero terrorizzato da quello che avevo letto, ovvero che fossero pezzi registrati nelle sessions di TDB che non sono stati inseriti nel disco. Gli scarti di TDB non je la potevo fa…

Però che fai, nun te lo senti?

Ok, per farla breve, dopo un primo ascolto di The Endless River, ecco la mia personale review.

traccia per traccia:

Things Left Unsaid

pezzo quasi ambient pare più brian eno che i pink floyd, non malissimo ma un po’ palloso

It’s What We Do

troppo troppo troppo ammiccante a Shine On You Crazy Diamond. Cioè sì, è un bel pezzo, ma stai tutto il tempo a pensare a Shine On, se l’avesse fatto un altro gruppo parlerei di plagio bello e buono

Ebb And Flow

Boh….un intermezzo, un po’ tipo I vari pezzetti di Alan Psichedelic Breakfast, anche questo molto ambient

Sum

Molto più da MLOR che da DIvision Bell, tastiera in sottofondo ripresa da the wall, non male

Skins

Poco floydiano, ma mi piace

Unsung

Altro intermezzo, niente de che

Anisina

Troppo Vangelis, decisamente, con il tappetino che richiama Confortably Numb che ogni tanto esce, ma decisamente bruttino

*The Lost Art of Conversation

Ok, abbiamo capito, fra un pezzo e l’altro ci sono degli intermezzi, cazzeggi di passaggio, magari improvvisati in studio…. 🙂 questo in particolare fa molto Dire Straits. Carino

*On Noodle Street

*Night Light

*Allons -Y (1)

Parte che sembra Run Like Hell, poi diventa la colonna sonora di un servizio di Gran Prix… no, nummepiace

*Autumn ’68

*Allons -Y (2)

No, davvero, perché?

*Talkin’ Hawkin’

Forse il pezzo migliore di questa parte del disco

*questa parte è come se fosse un pezzo unico, forse avrei fatto una traccia unica. Perché fare più tracce da un minuto e non una unica?

Calling

Se so ricordati i tempi di Sisyphus? Se so rifatti qualcosa dopo tanti anni? St’inizio drammatico…. però anche questa traccia non mi dispiace

Eyes to Pearls

Is there Anybody Out There è un’altra cosa, ma è bello che ci abbiate provato

Surfacing

Belle atmosfere, molto gilmouriane ma devo dire che si sente con piacere

Louder Than Words

Ecco, l’unico pezzo “commerciale” con le parole che è andato per radio, il singolo estratto, è la cosa peggiore del disco, un tonfo rispetto al resto. Sembra quello che è: uno scarto di Division Bell.

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Altro bell’intermezzo, forse era l’intro di qualcos altro?

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Bello il fade e il cambio di ritmo a metà pezzo, echi di Wish You Were Here (nel senso dell’album)

Nervana

Comincia e Suddenly ZZTop O_o poi va avanti e diventa nammerda… no, se lo potevano risparmià.

In generale, l’impressione è che molti pezzi siano delle jam session, non dico improvvisati, ma quasi. Al limite del cazzeggio, niente di troppo strutturato, però….

…però è decisamente la roba migliore che hanno prodotto ultimamente. Mi piace forse più di parecchia roba ancora di Momentary Lapse of Reason…cioè, potevate cazzeggià di più in questi anni invece de pubblicà Poles Apart o Take It Back?

Alla fine sono stato piacevolmente sorpreso, temevo la cacata invece non è il disco peggiore dell’era Gilmouriana, nonostante sia evidente che molte tracce nascevano come intro o come possibili pezzi di altre canzoni, che sono stati invece legati fra loro o “mischiati” dando vita, forse involontariamente a un disco più sperimentale dei due precedenti. Come struttura mi ricorda abbastanza “More” o la traccia “Alan’s Psychedelic Breakfast”, lo stile musicale ovviamente è diversissimo.

Due tre pezzi fanno schifo, va detto.

Poi vabbè, Meddle, Animals e Ummagumma ecc. ecc. so’ un altro sport, ma non si può pretendere quel livello.

L’ARTE DEL TENNIS ALLA VIGILIA DELLE FERIE

Fra i tanti sport che mi è capitato di seguire ovviamente senza averne mai praticato nessuno seriamente c’è, seppur in maniera marginale, anche il tennis.
 
L’ho seguito in maniera marginale in quanto come è noto ai più, per le sue caratteristiche, per le tecniche di gioco, per le strategie, per il ritmo e per lo svolgimento della maggior parte delle partite il tennis è, diciamocelo, una colossale rottura di coglioni.
Ovviamente ci sono delle eccezioni, come in tutte le cose. Alcuni campioni sono stati capaci di regalare anche emozioni fortissime, come John Mc Enroe, famosissimo per le sue sfuriate contro arbitri e giudici di linea, leggendario il suo "YOU CANNOT BE SERIOUS!!!!"

o come Monica Seles, famosa per essersi fatta dare una coltellata e per aver simulato per anni orgasmi multipli sui campi di tutto il mondo, un po’ come Jenna Haze.

Ma perché vi parlo di tennis? Semplice, se avete un po’ di pazienza ci sto arrivando. La figura più rappresentativa del tennis, soprattutto se pensiamo palla scuola italiana e spagnola, è il tipo di giocatore che viene detto “pallettaro”, specialista della terra rossa. Il pallettaro è quel giocatore che non prende mai nessun rischio, si pianta lì a fondo campo, sulla linea e ributta di là ogni palla, sperando nell’errore dell’avversario, o quanto meno nel fatto che l’altro si rompa il cazzo dopo diciassette scambi e cerchi di centrarlo con una pallata, regalandogli così il punto.
L’incontro fra due pallettari può regalare partite terrificanti, soprattutto alla luce del fatto che le partite di tennis, come per la pallavolo, non finiscono per un limite di tempo ma a un punteggio prestabilito, quindi due pallettari possono andare avanti anche a oltranza, per ore, giorni, generazioni. Per capirci, fra Roma e Cartagine hanno deciso per le Guerre Puniche perché a tennis ci avrebbero messo troppo.
 
E qui veniamo al punto. Io da domani a l’una sono un uomo in ferie. Il che significa che arrivati a questo punto l’obiettivo è resistere, resistere, resistere. Quindi applicare pedissequamente la tattica tennistica dei pallettari ed evitare qualsiasi rischio che possa complicare o peggio ancora allungare questa giornata lavorativa e mezzo.
 
Cliente: mi servirebbe un'offerta per….
Io: certo, mi mandi queste informazioni
 
Cliente: le ho mandato le informazioni per..
Io: sì, ma qui c’è un punto poco chiaro, riesce a farmi questa e quell’altra verifica?
 
Cliente: ho un problema con…
Io: mi può far avere i dettagli dell'ordine?
 
Collega: ci sarebbe da fare questa cosa…
Io: hai chiesto se Tizio e Caio hanno fatto quelle due cose che andavano fatte prima?
 
E via così fino a domani. Non mi avrete, io da questa linea non mi muovo.
 

*****

 
Saltando di palo in frasca, oggi su Radio Onda Rossa ho sentito un pezzo di questi malati di mente che rifanno i classici anni '80, punk e new wave, riarrangiati in versione bossanova…

EMULAZIONE

Devo dire che se c’è un motivo per cui l’invenzione e la diffusione di Internet tutto sommato può essere definita come uno degli ultimi colpi di coda del progresso umano è il fatto che permette di scovare, in mezzo comunque a un mare di stronzate, autentiche perle come questa.

* *

In meno di due minuti spiega meglio di un testo universitario il perchè di tante cose: perchè le religioni sono così diffuse, perchè perdurano certi pregiudizi, basta pensare all’ennesima polemica sui rom, perchè bene o male tutti seguono determinati modelli relativamente ai consumi e al proprio stile di vita.

Le uniche cose che non riesce a spiegare sono i Modà e come i cerebrolesi che guardano e partecipano a X Factor non si rendano conto di quanto Elio li stia pigliando per il culo.

LAVORARE STANCA

Sarà che ho letto da poco “Caino” di Saramago (non il suo miglior libro, devo dire), ma mai come in questi giorni caldi e appiccicosi mi appare in tutta la sua tragicità l’inganno che subiamo da secoli, che ci fa accettare quasi passivamente la nostra condizione di schiavi più o meno salariati, tappati in un ufficio a perdere tempo dietro a questioni inutili e di nessuna importanza, quando invece in una splendida giornata come questa dovremmo impegnarci in attività molto più appaganti, come sparare ai passanti, versare l’arsenico negli impastatori di granite o anche solo affogare i micini.

Che c’entra Caino? C’entra, perchè è da lì che nasce tutto, dalla Genesi. La femmina stronza (figurarsi) mangia la mela (che poi era il frutto della conoscenza), Dio si incazza (è già qui uno un minimo sveglio comincia a capire che è una sòla: volere la conoscenza è male) e la butta là, con nonchalance “Ah, beh, avete mangiato la mela, mo’sono cazzi vostri: lavorerete col sudore, partorirete col dolore (o col dottore, come dice Don Zauker) e tutto per colpa vostra”. Quindi da un certo punto in poi ci hanno insegnato che la nostra vita deve fare schifo, tutta o quasi impegnata in un qualche tipo di lavoro, perchè per colpa di due allucinati che parlavano coi serpenti Dio si è incazzato e non ci ha più permesso di campare tranquilli, vivendo di raccolta e caccia, e ha preteso che diventassimo coltivatori, allevatori, agenti assicurativi e adescatori di gonzi sotto la metro per conto di Fastweb, tutto per far arricchire e prosperare quelle società e quei gruppi di persone che lo amministravano, il culto di ‘sto Dio, e che all’epoca erano anche gli stessi che in virtù del loro incarico di ministri del culto si dichiaravano Re, Faraoni, Cesari, Eminenze e quant’altro. Guarda te alle volte le coincidenze…

Poi, niente da dire, sono stati bravi, talmente bravi che la maggior parte delle persone ormai il lavoro lo considerano importante davvero, talmente bravi che manco serve più la favoletta dei due fricchettoni mangiamele per convincere un quarantenne brianzolo iperteso e mutuomunito a controllarsi la posta elettronica del lavoro (1200€ al mese quando va bene) la domenica mattina da casa, metti che qualche cliente gli ha chiesto il prezzo di un antivirus da 40 euro.

Dove voglio arrivare? Al fatto che fa un caldo boia, io sono qui in ufficio e mi rode il culo, tanto per cambiare.

Ma siam qui, e già che ci sono voglio esprimere un paio di considerazioni su argomenti di vario genere.
Primo: la polemica fra Philippe Daverio e un gruppo di senzatetto palermitani.

* *

Non entro nel merito della fondatezza o meno della protesta, perchè non conosco la situazione, ma la cosa che mi interessa la dice a un certo punto Daverio: “Se fai 13 figli sei una delinquente”. Ecco, questa cosa secondo me andrebbe messa, visto che tanto è periodo e fra un po’ci metteranno anche preziosi consigli sull’abbinamento di cravatte e calzini, nella Costituzione.

Siamo nel 21mo secolo, i figli non “arrivano”, i figli o scegli di farli o evidentemente non sei in grado di evitarlo, e a questo punto dovremmo aprire tanti discorsi (primo fra tutto quello del controllo delle nascite alla cinese o direttamente col metodo Alessi/Franzoni). Lo so che faccio un discorso impopolare, ma è ora di iniziare a combattere il modello di famiglia “operaio cassaintegrato con moglie e 4 figli da mantenere”, non perchè sia giusto che le aziende buttino i loro dipendenti in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma perchè non possiamo giustificare modelli da paese sottosviluppato A PRESCINDERE dal fatto che il “capofamiglia” abbia un lavoro o meno. Per questo dovremmo iniziare, come ho già avuto modo di segnalare un paio di mesi fa, una campagna educativa nelle scuole per spingere i giovani a praticarsi delle simpatiche vasectomie (repetita iuvant), sperando che riescano a non figliare o addirittura, a Dio piacendo, a morire.

La seconda considerazione me la ispira una dichiarazione di Nichi Vendola che ho letto sul Corriere.it di oggi.
Se una persona si lanciasse estintore in mano contro una camionetta di carabinieri armati in una situazione normale, diciamo oggi pomeriggio alle quattro in via del corso, sarbbe sicuramente un po’ il mio eroe, non nel senso in cui credo volesse intendere Vendola, ma più un po’ come lui.

Di Carlo Giuliani, scherzi a parte, credo che sia un po’eccessivo dire che fosse un eroe, così come è demenziale parlarne come se fosse il mio eroe di via del corso con l’estintore. Quelli di Piazza Alimonda sono fatti che si sono svolti in un contesto talmente complesso che non capisco come si faccia ad essere così netti nel dare giudizi.
Certo è che Vendola a ‘sto giro non l’ho veramente capito. Oddio, non che quando ha fatto una scissione per andare col PD che lo voleva scaricare per allearsi con l’UDC l’avessi capito molto di più… C’è dello sgurz in Vendola, quasi quasi alle primarie lo voto. Sempre che non cambi schieramento e decida di candidarsi Zaccai.
 

E ora, musica:

* *

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Wow, è vero che internet ti permette di esplorare nuovi territori e di avere contatti diretti con personaggi illustri e famosi la cui conoscenza era prima preclusa a noi comuni mortali, che invece ora possiamo essere informati direttamente via Twitter di ogni volta che Demi Moore fa una cacata, direttamente da lei.

In attesa di riuscire a rimediare un ciuccione da Megan Fox, posso fregiarmi per ora di un breve epistolario con Ezio Mauro, di uno scambio di mail con la segreteria di Veltroni al tempo della sua sindacanza della Capitale, del fatto che un mio collega ha chiesto su Linkedin l’amicizia a Barack Obama (non gli ha risposto, strano…) e recentemente di aver avuto un messaggio privato da parte di una delle persone facenti parte dello staff di “Welcome to the Machine – Il Musical”, almeno così si è presentato.

Non posso non rendervi partecipi come ho già fatto in passato, ergo:

Ciao hai vinto un beglietto per il musical Welcome to the Machine!
No scherzo!!!
Ciao mi permetto di scriverti perchè casualmente ho trovato sul tuo blog il commento che hai fatto riguardo allo spettacolo.Preferisco chiamarlo così.Anche a me i musical fanno cagare generalmente. Io faccio parte dei 20 idioti cantanti "attori" di questo spettacolo.Volevo solo precisare ma assolutamente senza nessuna polemica, anzi mi sono piegato da ridere a sentire con quale cinismo e cattiveria contestavi questa idea, che comunque non è il classico musical del cazzo con i balletti e le varie minchiate in stile "amici" che odio con tutto me stesso per l’idiozia e la merda che propagandano in giro.E’ uno spettacolo teatrale molto sobrio e rispettoso anche perchè è stato ideato da cultori dei Pink Floyd prorpio come te.Quindi niente non so di dove sei ma ti invito a vederlo magari potresti darci degli sputi/spunti interessanti.E’ piaciuto a molti e considera che è una cosa nata prorpio dal niente con pochissimi soldi e bene o male siamo riusciti a girare gran parte dell’italia.Insomma non voglio impietosirti volevo solo precisare che non è la solita cagata.Credimi!E’ un tributo ai Pink Floyd!

 

Devo ammettere che è simpatico e molto molto sportivo, viste le cattiverie gratuite (perchè in finale non l’ho manco visto lo spet….ma che sto dicendo, grauite un cazzo!!!) che ho scritto, ma non ho resistito a mandargli una rispostaccia:

 

Ciao, devo dire che sono rimasto molto sorpreso dal tuo messaggio, ci ho messo un po’a realizzare, oddio, quello forse dipende dai postumi della sbornia, ma mi sono chiesto per un po’come avrei dovuto risponderti.

Facciamo così, io butto giù due-tre risposte,dalla più lunga alla più sintetica. Tu scegli quella che ti irrita di più e fammelo sapere, ci tengo.

Ah, naturalmente metterò tutto sul blog, perchè privato il messaggio? Un po’di sana rissa telematica, suvvia!

Risposta 1:

No, non ti scuso per “esserti permesso di scrivermi”, guarda un po’ questa gioventù senza rispetto che si permette ecco, insomma, di scriverti SOLO perchè hai gettato una tonnellata di merda su un loro lavoro, che immagino sudatissimo, in maniera assolutamente pregiudiziale e senza averlo visto… (fermo restando che mi sento in dovere di esprimere giudizi radicali in maniera assolutamente pregiudiziale e senza avere conoscienza di ciò di cui sto parlando, è la rete, bellezza).

Allora, che ti devo dire? Lo so che sicuramente siete dei cultori dei Pink Floyd, se foste stati cultori dei Teletubbies avreste fatto “Teletubbies, il musical”, ma sinceramente il poco che ho visto su youtube è bastato per formarmi il giudizio che hai letto e che, sebbene sia espresso in maniera ironica, rispecchia ESATTAMENTE quello che io penso (anzi, non a formarlo, ma a confermarlo, dato che il giudizio me lo sono fatto ovviamente prima di aver visto anche solo un secondo dello “show”). Il mondo fa schifo perchè è vario, evidentemente abbiamo concetti diversi su cosa sia “un tributo” o “un insulto”. Che ne so, per me un regista o uno scrittore che citano Shakespeare in un’ “opera” stile Federico Moccia (storiella di quindicenni lobotomizzati in cui i protagonisti, fra un’eiaculazione precoce e l’altra, prolungano inutilmente il percorso che li porta, giustamente, all’incidente mortale con la macchinetta del cazzo), non fanno un tributo, ma un insulto.

La forma è importante. Non posso mettere Cristina del Basso in posa su un guscio di cozza, circondarla di richhioni seminudi e volteggianti e dire che è un tributo alla Venere del Botticelli. E’ una cacata e basta.

Scusami, anzi, no, scusami un cazzo, ma non sono una persona tollerante e aperta, nè democratica, non me ne frega un cazzo del fatto che le persone possono avere opinioni e gusti diversi, dipendesse da me il pubblico della prossima rappresentazione di “Welcome to the Machine” dovrebbero essere miliziani janjaweed. Ma è un problema mio, tranquillo, anzi, grazie per la pacatezza del tuo messaggio, io sarei stato e sono più pesante.

Se ti può consolare nella lista delle persone che odio e che vorrei morte, che comprende grosso modo cinque-sei miliardi di persone e un’altra milionata di personaggi immaginari tipo Babbo Natale, Dio, Amelie, Buddha e Simona Ventura, non siete nemmeno fra i primi cento. Fra i primi centocinquanta sì, pero.

 

Risposta 2:

No, dai, non ci posso credere!!!!!! Io in realtà vi adoro! Il mio era solo un tentativo di conoscervi, ho pensato che dei geni come voi avessero talmente tanti commenti positivi che avreste notato l’unico negativo! Pensa che io e mia moglie abbiamo visto lo spettacolo quindici volte e abbiamo deciso che nostro figlio si chiamerà “Uelcomtudemascinilmiusicol”, che poi è il secondogenito, se aveste fatto qualche anno fa lo spettacolo vi sareste beccati il primogenito, invece lo abbiamo dovuto chiamare “Sandeibladisandei”.

Risposta 3:

Ammazzati.

 

Sì, sono stronzo e me ne compiaccio, che devo fare?

Se volesse mandarmi insulti vari in risposta spero di averli qui, che è più divertente, facciamo una vita così triste…

A questo punto direi che è il caso di mettere un po’di Musica, pensavo a qualcosa da Cats o qualche altro musical…gh gh gh

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