LAVORARE STANCA

Sarà che ho letto da poco “Caino” di Saramago (non il suo miglior libro, devo dire), ma mai come in questi giorni caldi e appiccicosi mi appare in tutta la sua tragicità l’inganno che subiamo da secoli, che ci fa accettare quasi passivamente la nostra condizione di schiavi più o meno salariati, tappati in un ufficio a perdere tempo dietro a questioni inutili e di nessuna importanza, quando invece in una splendida giornata come questa dovremmo impegnarci in attività molto più appaganti, come sparare ai passanti, versare l’arsenico negli impastatori di granite o anche solo affogare i micini.

Che c’entra Caino? C’entra, perchè è da lì che nasce tutto, dalla Genesi. La femmina stronza (figurarsi) mangia la mela (che poi era il frutto della conoscenza), Dio si incazza (è già qui uno un minimo sveglio comincia a capire che è una sòla: volere la conoscenza è male) e la butta là, con nonchalance “Ah, beh, avete mangiato la mela, mo’sono cazzi vostri: lavorerete col sudore, partorirete col dolore (o col dottore, come dice Don Zauker) e tutto per colpa vostra”. Quindi da un certo punto in poi ci hanno insegnato che la nostra vita deve fare schifo, tutta o quasi impegnata in un qualche tipo di lavoro, perchè per colpa di due allucinati che parlavano coi serpenti Dio si è incazzato e non ci ha più permesso di campare tranquilli, vivendo di raccolta e caccia, e ha preteso che diventassimo coltivatori, allevatori, agenti assicurativi e adescatori di gonzi sotto la metro per conto di Fastweb, tutto per far arricchire e prosperare quelle società e quei gruppi di persone che lo amministravano, il culto di ‘sto Dio, e che all’epoca erano anche gli stessi che in virtù del loro incarico di ministri del culto si dichiaravano Re, Faraoni, Cesari, Eminenze e quant’altro. Guarda te alle volte le coincidenze…

Poi, niente da dire, sono stati bravi, talmente bravi che la maggior parte delle persone ormai il lavoro lo considerano importante davvero, talmente bravi che manco serve più la favoletta dei due fricchettoni mangiamele per convincere un quarantenne brianzolo iperteso e mutuomunito a controllarsi la posta elettronica del lavoro (1200€ al mese quando va bene) la domenica mattina da casa, metti che qualche cliente gli ha chiesto il prezzo di un antivirus da 40 euro.

Dove voglio arrivare? Al fatto che fa un caldo boia, io sono qui in ufficio e mi rode il culo, tanto per cambiare.

Ma siam qui, e già che ci sono voglio esprimere un paio di considerazioni su argomenti di vario genere.
Primo: la polemica fra Philippe Daverio e un gruppo di senzatetto palermitani.

* *

Non entro nel merito della fondatezza o meno della protesta, perchè non conosco la situazione, ma la cosa che mi interessa la dice a un certo punto Daverio: “Se fai 13 figli sei una delinquente”. Ecco, questa cosa secondo me andrebbe messa, visto che tanto è periodo e fra un po’ci metteranno anche preziosi consigli sull’abbinamento di cravatte e calzini, nella Costituzione.

Siamo nel 21mo secolo, i figli non “arrivano”, i figli o scegli di farli o evidentemente non sei in grado di evitarlo, e a questo punto dovremmo aprire tanti discorsi (primo fra tutto quello del controllo delle nascite alla cinese o direttamente col metodo Alessi/Franzoni). Lo so che faccio un discorso impopolare, ma è ora di iniziare a combattere il modello di famiglia “operaio cassaintegrato con moglie e 4 figli da mantenere”, non perchè sia giusto che le aziende buttino i loro dipendenti in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma perchè non possiamo giustificare modelli da paese sottosviluppato A PRESCINDERE dal fatto che il “capofamiglia” abbia un lavoro o meno. Per questo dovremmo iniziare, come ho già avuto modo di segnalare un paio di mesi fa, una campagna educativa nelle scuole per spingere i giovani a praticarsi delle simpatiche vasectomie (repetita iuvant), sperando che riescano a non figliare o addirittura, a Dio piacendo, a morire.

La seconda considerazione me la ispira una dichiarazione di Nichi Vendola che ho letto sul Corriere.it di oggi.
Se una persona si lanciasse estintore in mano contro una camionetta di carabinieri armati in una situazione normale, diciamo oggi pomeriggio alle quattro in via del corso, sarbbe sicuramente un po’ il mio eroe, non nel senso in cui credo volesse intendere Vendola, ma più un po’ come lui.

Di Carlo Giuliani, scherzi a parte, credo che sia un po’eccessivo dire che fosse un eroe, così come è demenziale parlarne come se fosse il mio eroe di via del corso con l’estintore. Quelli di Piazza Alimonda sono fatti che si sono svolti in un contesto talmente complesso che non capisco come si faccia ad essere così netti nel dare giudizi.
Certo è che Vendola a ‘sto giro non l’ho veramente capito. Oddio, non che quando ha fatto una scissione per andare col PD che lo voleva scaricare per allearsi con l’UDC l’avessi capito molto di più… C’è dello sgurz in Vendola, quasi quasi alle primarie lo voto. Sempre che non cambi schieramento e decida di candidarsi Zaccai.
 

E ora, musica:

* *

CANTO DI NATALE

* *

Ed eccoci ad un altro Natale. Tutti felici a comando. Praticamente il saggio di fine anno della Scuola per Bravi Consumatori. La tecnica del tormento avrà già dato i suoi frutti e i piccoli stronzetti avranno già ottenuto i loro videogiochi, i loro cellulari, i loro gormiti, qualsiasi cazzo di cosa siano i gormiti ed ora possono stare lì in venerante attesa del noto vecchietto, testimonial di una nota marca di bibite inventato per non far pensare alla recessione i consumatori americani. Gli stronzi un po’ più grandi si saranno levati qualche sfizio tecnologico inutile o si avranno regalato l’ultimo bestseller per far vedere che sono acculturati, come se i consigli letterari di TV Sorrisi e Canzoni fossero cultura. Le tredicesime, per chi ce l’ha e a me ancora non l’hanno pagata, sono state prontamente versate nelle casse dell’IKEA e degli altri padroni sfruttatori, praticamente potrebbero direttamente bonificarsele fra di loro ed evitarci un po’di traffico a fine anno.

Il Santo Padre ha tenuto a precisare che il Natale non è una favola per bambini, certo, è una delle favole su cui loro hanno fondato duemila anni di oppressione sull’uomo, zitto e soffri che Dio ti ama e ti darà la Salvezza, ma solo dopo che sarai crepato di fatica nei nostri campi, nelle nostre miniere e nelle nostre fabbriche e non rompere i coglioni e dai a Cesare quel che è di Cesare, beati gli umili e i miti, perché sulla loro fatica noi ci campiamo comodi.

Intanto c’è chi scende dalle stelle, c’è chi scende dal camino e c’è qualcuno che sale sui tetti, ma come dice Lui la crisi è finita: c’è il 3 x 2 sui tacchini, gli sconti da Acqua e Sapone e tanto è l’assenza di pensiero che conta.

O Signore, mi compreresti una Mercedes Benz?
I miei amici guidano tutti Porche, devo rimediare
Ho lavorato duro per tutta la vita, nessun amico mi ha aiutata
Perciò Signore, mi compreresti una Mercedes Benz?

O Signore, mi compreresti un televisore a colori?
"Dialing for Dollars" mi sta cercando
Aspetto la consegna ogni giorno fino alle tre
Perciò, Signore, mi compreresti un televisore a colori?

O Signore, mi compreresti una notte in città?
Conto su di te, Signore, ti prego non mi deludere
Dimostrami che mi ami e pagami il prossimo giro
O Signore, mi compreresti una notte in città?

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IL LAVORO AI TEMPI DI LINKEDIN

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Nell’era dei social network, strumento del demonio deprecabile e condannabile, in particolare Facebook che odio, non poteva essere esente da questo modello plastic oso, commerciale e imposto di socializzazione il mondo del lavoro e in particolare quella parte che è trasversale a tutti i settori produttivi ed economico: la vendita, il famigerato “Commerciale”, settore di cui ho la sfortuna di far parte, anche se potrei dire, senza scendere nei dettagli, di sfuggita.

La cosa più allucinante del lavoro del Commerciale vero, duro e puro, è che quello che conta non è né la validità dell’offerta né la professionalità dell’azienda, quanto l’ammanicamento e la rete di rapporti personali che si hanno con clienti, fornitori, potenziali clienti, colleghi ed ex colleghi, amici, parenti ecc. ecc. Tutto un mondo di relazioni che ruota intorno all’attività lavorativa delle persone, esasperato in certi casi all’inverosimile, tipo andare a giocare a calcetto ogni tot o in vacanza con Tizio perché quando gli servirà qualcosa lo verrà a chiedere a me e io farò la vendita. Occhio che questo non è né illegale né considerata una stortura, ma è esattamente quello che viene detto di fare a chi lavora nei settori commerciali, quello che viene insegnato dai professionisti della PNL.

Ovviamente il boom dei social network ha portato i geni dell’economia, quelli che per capirci hanno praticamente fottuto tre generazioni di persone con le loro cazzate, a pensare che il modello possa essere applicato con successo anche ai rapporti lavorativi, ed ecco qua LinkedIn, che letteralmente significa “collegato”.

Il concetto è lo stesso di Facebook, solo che invece di cercare i tuoi ex compagni delle medie per verificare se i tuoi auspici affinchè si ammalassero di Sclerosi Multipla hanno funzionato o meno e di sperare che qualcuna si beva che quello delle foto sei tu e soprattutto che la foto non sia di dieci anni fa, LinkedIn ti permette di seguire le tracce “professionali” di questo o quel contatto (perché ora ti insegnano che tu devi seguire il contatto, la persona, appunto), di stabilire relazioni tramite un vecchio contatto con una nuova azienda o di trovare nuovi contatti tramite segnalazione di altri utenti. Non è meraviglioso tutto ciò?

Non vi immaginate la mia faccia quando il mio capoufficio, mentre controllava il profilo di uno a cui stavamo levando dei soldi, mi ha detto per l’ennesima volta “Ma perché tu non ce l’hai? E’ utilissimo”?

secondo voi quanto danno in Italia se uno ammazza diciamo un’ottantina di colleghi con uno di questi? (suvvia, basta un po’di fantasia…)


DISASTRI VARI




Innanzitutto cominciamo dall’ovvio: oggi 6 agosto è l’anniversario di uno dei più grandi crimini della storia, il bombardamento atomico su Hiroshima, inutile ai fini bellici dato che il Giappone stava per arrendersi ed aveva avuto distrutte quasi tutte le principali città dai bombardamenti convenzionali, a cui seguì il 9 quello su Nagasaki, ancora più inutile. Alla fine si trattò di un esperimento deciso dal Presidente Truman (Partito Democratico, sempre stati qualcuno nel campo dei danni, anche a livello internazionale) e più che l’ultimo atto della II Guerra Mondiale fu il primo della Guerra Fredda.

A me in fondo dispiace un po’, per un giorno non essere nato nell’anniversario di Hiroshima, veniva caruccio…

*****




Sempre a proposito di disastri e di Partiti Democratici, vorrei segnalarvi questo articolo del Senatore Pietro Ichino, noto economista del PD, quelli di sinistra, e notissima fossa biologica umana, che in buona sostanza dice che gli operai della INNSE dovrebbero accettare il licenziamento e non rompere troppo i coglioni, che il sindacato invece di lottare per mantenere i posti di lavoro dovrebbe collaborare con gli imprenditori ai quali lo stato dovrebbe permettere/chiedere di occuparsi in prima persona del “ricollocamento” degli operai licenziati, il tutto in un tripudio di violini, petali di rosa e miominipony a volare tutto intorno.

Qualcuno dei dirigenti del PD, invece di tacciare noi di sinistra di settarismo e di voler favorire Berlusconi, perché non li votiamo , si faccia qualche domanda.

Io intanto continuo a pensare alle bastonate.

*****




Per concludere un po’di roccherrollo: il Sig. George Sodini si è reso protagonista dell’ennesima strage negli USA, facendo irruzione armato di una mitraglietta in una palestra di Pittsburgh (e già vivere a Pittsburgh deve essere sufficiente per dare di matto e fare una strage) durante una lezione di aereobica, sparando contro le donne che vi partecipavano, fra le quali c’era la sua ex, uccidendone 5 e ferendone 15, per poi suicidarsi. Questo dopo mesi in cui andava lì a pomparsi.

La cosa particolare è che Georgie stava dando di matto già da tempo, come testimoniano i deliri che pubblicava da mesi sul suo sito, che, morbosità da malati di mente quale io sono a parte, è un documento interessantissimo sulla mente di un disperato alienato e sul processo che porta una persona “normale” a fare una cosa del genere.

Comunque, in sintesi, il problema di George, oltre al fatto che un nero era diventato presidente e che quindi secondo lui ora ogni nero avrebbe avuto una schiavetta sessuale bianca per ripagare la schiavitù e l’apartheid degli anni passati (…), era che non scopava dal 1982.
Aveva fatto anche calcoli astrusi su come negli USA ci fossero circa 30.000 donne bombabili quindi era come se lui avesse ottenuto 30.000 rifiuti (…) e che siccome aveva letto su un forum un utente 16enne che diceva di scopare 3 volte al giorno con la ragazza il pischello aveva già scopato più volte di lui che ne aveva 49 di anni.
Considerazioni politico-filosofiche insomma.

Cosa ci insegna questa storia? Fondamentalmente tre cose.

La prima è che non è vero che il fitness fa bene, alle iscritte a quella palestra non ha fatto bene per nulla, e anche a lui non è che abbia giovato più di tanto.

La seconda è che non bisogna dare retta al Papa, bisogna scopare, o se proprio si vuole dar retta al Papa almeno ci si curi di concludere come ha fatto Georgie accoppando un po’di patiti del fitness, che ci sta sempre bene, per poi suicidarsi.

La terza è che occorre trovare al più presto il modo di convincere Ichino a iscriversi in palestra a Pittsburgh.

BELLE COSE

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Allora, dice c’è la crisi c’è la crisi, almeno in Italia sono duemila anni che c’è crisi, solo che dato che ora c’è dappertutto le cose in Italia vanno anche peggio del solito, le aziende italiane sono a pezzi e quello che succede in questi casi è che piano piano vanno in crisi i loro fornitori, poi i fornitori dei fornitori e via dicendo.

Insomma, sono cazzi per il culo, la novità è che il cazzo per il culo è arrivato anche per la società per cui lavoro io, qualche contratto non verrà rinnovato a Settembre, se le cose peggiorassero ancora qualche altro posto sarebbe a rischio. Verosimilmente il mio posto non è fra quelli, ma non è una bella sensazione, comunque uno si preoccupa e non è piacevole sapere che qualche tuo collega rischia e qualcun altro è già fottuto.

Per colpa di quegli stronzi io devo avere paura che l’equilibrio che faticosamente ho trovato nella mia vita vada a farsi fottere. Poi uno si lamenta, va bene, è un lavoro di merda, però per come sono fatto io è un equilibrio che mi serve, e anche se io non dovrei essere fra quelli a rischio il pensiero mi è passato nella testolina paranoica e forse un minimo ho potuto immaginare cosa possano provare ad esempio i ragazzi della INNSE o quelli della FIAT di Melfi. Oddio, almeno a me non mi hanno ancora menato.

Al rientro dalle ferie troverò il mio bel pomello da lucidare (col culo) in forma di nuova organizzazione del lavoro, ideata, studiata e pensata per darci meno soldi senza farcelo troppo capire e facendoci lavorare di più (io che sono una persona ragionevole glielo ho detto “vabè, tanto se le cose stanno così di merda direi che c’è poco da discutere e lo capisco che le provvigioni non ce le potete dare”, e il mio boss “ma no, non è per quello…è che….” È che un cazzo, se le favolette vanno bene per qualche collega cretino usatele con loro, io le capisco un po’le cose.)  Io mi chiedo come si faccia a detestare il Capitalismo, è così bello.

Poi dice che uno beve troppo e bestemmia e si incazza…poi dice che uno pensa alle bastonate…meno male che Venerdì è l’ultimo giorno…

Ah, e fatemi gli auguri, stronzi, che faccio 33 anni.


SOLIDARIET À AI LAVORATORI DELLA INNSE



Oggi post serio, una volta tanto, per esprimere solidarietà ai lavoratori della INNSE di Milano. La storia è riassumibile in poche parole, per gli approfondimenti vi invito a guardare Indymedia Lombardia le pagine 2 e 3 del Manifesto di oggi, da domani consultabili sul sito, e le pagine di Milano del sito di Repubblica.

La INNSE altro non è che la ex Innocenti, fabbrica di ecellenza della meccanica Italiana, quella dei tubi omonimi, materiale fondamentale per l’edilizia e per il dialogo con le istituzioni.

(Non sono riuscito mai a ritrovarla, ma ricordo una foto che vidi in rete anni fa, non so relativa a quale episiodio degli anni ’70, in cui si vedeva una pischella, molto carina, con gonna da fricchettona e capello lungo con la riga in mezzo d’ordinanza, fronteggiare con un tubo innocenti un pulotto in tenuta antisommossa. Definitiva.)

La fabbrica venne acquistata nel 2006 fa grazie a una legge dell’allora governo Prodi dal “signor” Genta, uno speculatore edilizio amico dell’ex Ministro delle Infrastrutture del governo Berlusconi II Lunardi, per 700 milioni di Euro, prezzo stracciato che corrispondeva solo a una parte del valore dell’impianto, mentre il resto venne pagato dallo Stato con il vincolo imposto a Genta di investire nella fabbrica e non licenziare per almeno 2 anni. Incentivi allo sviluppo li chiamano.
E Genta ha fatto il suo lavoro, che non è l’imprenditore, ma lo speculatore, ha aspettato i due anni che gli venivano imposti, per poi annunciare la chiusura della fabbrica, 50 operai a spasso, e la vendita dei macchinari, per poi sfruttare il terreno per operazioni immobiliari, verosimilmente legate all’affarone dell’Expo 2015. Solo la vendita dei macchinari ha già fruttato al “signor” Genta 2 miliardi di Euro.

All’annuncio della chiusura gli operai hanno giustamente occupato la fabbrica e hanno iniziato un’autogestione dell’attività, che era in attivo, gli ordinativi arrivavano normalmente, dato che la INNSE come ho già detto era una fabbrica di eccellenza e la sua produzione era richiestissima in tutta Europa (per capirci, hanno prodotto alcune parti del razzo Ariane e del famoso accelleratore di particelle del CERN). Fatto sta che dopo mesi di autogestione, grazie a un provvedimento della Magistratura (che non me ne abbia Travaglio, ma oltre ai giudici solerti ci sono anche quelli un po’stronzi) Il “signor” Genta ha ottenuto un intervento della Prefettura che ha mandato un centinaio di agenti in tenuta antisommossa (e fra Prefettura e Polizia la percentuale di stronzi si impenna) a scortare i tecnici che hanno iniziato a smontare i macchinari e a picchiare gli operai che hanno cercato di opporsi e hanno protestato con un blocco della Tangenziale.

Mi pare una storiella edificante su come i vari poteri economici, politici, istituzionali e repressivi del nostro paese si sappiano intrecciare perfettamente in difesa di alcuni interessi e a scapito dell’interesse di tutti, a partire da quello degli operai della fabbrica fino a quello di tutto il territorio, privati di un’attività redditizia e prestigiosa a vantaggio di una speculazione che porterà solo un guadagno economico al “signor” Genta e a pochi altri.
Mi vengono in mente quando leggo queste cose gli operai bombaroli francesi, e in questo caso particolare mi viene in mente ancora di più il caro Sig. Guojun.
A voi no?

NOUS VOULONS LE ROCCHERROLLO!

Ah, che bello essere italiani e potersi interessare all’evento politico del decennio: la discesa in campo di Beppe Grillo, che vorrebbe candidarsi alle primarie del PD(meno elle, come dice lui)!
È in realtà la mossa vincente, che potrebbe finalmente dare una possibilità al PD di andare al Governo, visto che ormai è chiaro che il modello di Politica che piace agli italiani è quello Berlusconiano. E Grillo, uomo di spettacolo trasferitosi nell’agone politico, è proprio quello che manca loro, visto che il maniaco sessuale ce l’hanno e per il trapianto di capelli Zingaretti dovrebbe organizzarsi presto. Per la fica la Melandri, con una aggiustatina volendo è ancora bombabile, altrimenti possono sempre far rifare le tette alla Serracchiani…
Scherzi a parte, mi pare ovvio che tutta la questione è una montatura mediatica, è una provocazione come sempre, sa che non lo faranno partecipare mai, e se ne gioverà alzando il polverone, se anche lo facessero partecipare lo farebbe solo per alzare un polverone sapendo che non ha UNA possibilità di vincere.
Grillo è seguito da professionisti della comunicazione che sanno benissimo che per mantenere vivo il personaggio devono inventarsi un evento mediatico ogni tot mesi, infatti se vedi le scadenze sono abbastanza regolari: ogni tre-quattro mesi o una manifestazione di piazza o una sparata mediatica tipo l’audizione in senato o l’intervento all’assemblea telecom.
Dal punto di vista della comunicazione Grillo è il Berlusconi "di sinistra" (e Di Pietro il suo Gasparri).
Anche se c’è chi parla di questa buffonata, destinata ovviamente a fallire perchè figurati se Grillo può diventare segretario del PD, come un possibile trampolino per la vera discesa in campo e la creazione di un IDV 2.0. Oppure se fossi complottista potrei pensare a una manovra per far guadagnare altri voti all’IDV a scapito del PD.
Quello che è certo è che i dirigenti del PD con la solita lungimiranza ci si sono buttati a pesce, sapendo che la bagarre scatenata ad arte da Grilo gli avrebbe garantito un po’di spazio per la campagnetta elettorale delle primarie.
La cosa più divertente era sentire Travaglio, Mister Precisino e Rispettoso delle Regole, ieri sera a Linea Notte attaccare il PD perché pretende di applicare lo statuto (che vieta chiaramente l’iscrizione a chi fa parte o promuove liste e movimenti politici contrapposti al PD) invece di permettere a Grillo di fare un po’come cazzo gli pare, facendo anche lo spiritoso parlando di “articolucci e commi”.

Se fossimo inglesi invece potremmo discutere di una splendida news data dal TG2 mi sembra Sabato. Praticamente a Buckingham Palace stanno cercando di limare un po’ di spese, dato che i sudditi di Sua Maestà iniziano, stranamente, ad avere le palle piene di mantenere quella simpatica famigliola di rincoglioniti alcoolisti e le loro costose stravaganze.
Si è quindi deciso di affittare le “tende” che utilizzano per i loro ricevimenti all’aperto le care teste (di cazzo) coronate, che devono essere tipo quella di Gheddafi, anche per altri eventi. In particolare mi ha colpito, fra le varie puttanate che raccontava il pettinatissimo inviato Giorgio Masotti, una lista di esempi delle spese di questi ricevimenti, in particolare si faceva riferimento ai tramezzini, e si diceva che IN MEDIA gli ospiti dei ricevimenti della regina ne mangiavano 14 a testa. In media, quindi magari uno ne mangia 4 e un altro 24. Cioè, io non credo di essere in grado di mangiare 14 tramezzini se non in un paio di giorni… E non nominavano i cocktails!

Ma non siamo inglesi, siamo italiani, e non siamo rappresentati da un’allegra famigliola di eccentrici ubriaconi fancazzisti, ma fra i tanti siamo rappresentati da un Uomo che non esito a definire un Gigante della Storia. L’Uomo che ha dato un nuovo significato all’espressione “avere la faccia come il culo”: Clemente Mastella, avvistato al Parlamento Europeo mentre si lamentava e agitava fogli e fogliacci, lagnandosi del fatto che da quest’anno la paga per i deputati è stata uniformata, quindi gli italiani non prendono più come prima un sacco di soldi più dei colleghi di tutti gli altri paesi, ma hanno lo stesso stipendio (circa 7000€ al mese) e “solo” 260€ al giorno come rimborso spese per vitto e alloggio quando sono a Strasburgo. Una vitaccia…

Se fossimo francesi invece, e arrivo al motivo per cui ho titolato “Nous voulons le roccherrollo! – Noi vogliamo il roccherrollo!“ potremmo andare orgogliosi del fatto che lì gli operai sanno ancora incazzarsi, essere solidali almeno fra di loro, trovare l’appoggio dell’opinione pubblica e dei sindacati anche quando sono costretti ad atti estremi, come erano i “sequestri” dei dirigenti nei loro uffici di qualche tempo da e come è quello che stanno mettendo in atto i dipendenti della New Fabris di Chatellerault.
Posto un estratto dall’articolo del Manifesto di ieri, perché non c’è niente altro da aggiungere, se non che sono assolutamente solidale con loro, che fanno benissimo a fare così, e che se avessimo un minimo di coglioni qui in Italia dovremmo fare molto di peggio.

“I 336 operai della New Fabris di Chatellerault, vicino a Poitiers, nel centro della Francia, minacciano di far saltare in aria la fabbrica se non riceveranno una indennità di 30mila euro a testa. L’ultimatum, in un primo tempo stabilito per il 15 luglio, è stato spostato al 31. «Le bottiglie di gas sono già tutte piazzate in vari posti della fabbrica – ha affermato Guy Eyermann, della Cgt – e sono collegate tra loro». Secondo la Cgt, tutti i dipendenti sono d’accordo su questa azione. La New Fabris è occupata, giorno e notte, dal 16 giugno, quando è stata messa in fallimento. La New Fabris produce componentistica auto (fonderia di alluminio per carrozzerie) e il 90% della produzione viene venduta alle due case automobilistiche francesi, Peugeot-Citroen e Renault. È a queste due società che si rivolgono gli operai con la loro minaccia e non al proprietario, che dal 2007 è la società italiana Zen, di Florindo Garro, che ha la sede principale vicino a Padova (produce meccanica di precisione, con 600 dipendenti e 100 milioni di euro l’anno di fatturato). In Francia la Zen ha anche altri stabilimenti, tutti in cattive acque.
La direzione di Peugeot ha già ricevuto una delegazione di operai della New Fabris, la settimana scorsa, ma ha rifiutato di versare l’indennità richiesta. Giovedì prossimo gli operai hanno appuntamento con Renault. Il 20 verranno ricevuti dal ministro dell’industria, Christian Estrosi. Ma la decisione di minacciare di far saltare tutto in aria è arrivata quando gli operai si sono resi conto che nessuno vuole pagare e che tutti si scaricano le responsabilità uno sull’altro. «Non lasceremo Peugeot e Renault recuperare gli stocks e i macchinari», avvertono alla Cgt.”


Che dire, spero ottengano quello che gli spetta, altrimenti spero che il botto si senta bene e forte in tutti i CDA del mondo, dove ricchi bastardi ingrassano alle spalle dei lavoratori.