LO STATO È SOTTO GIRO

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“NO AL COLPO DI STATO, SÌ ALLA RIVOLUZIONE

La Corte Costituzionale ha fatto la sua scelta e siccome il Presidente del consiglio non vuole dimettersi, noi diciamo basta. Questa volta però siamo intervenuti non per far esplodere bombe qua e là colpendo innocenti o uomini costretti con una pistola alla tempia a fare quello che hanno fatto, ma una vera e propria rivoluzione armata come quella di Cuba e soprattutto come hanno fatto i nostri partigiani dopo l’8 settembre del 1943. Ecco perché diciamo al Premier di preoccuparsi, perché non saremo i soliti quattro gatti ma un vero e proprio esercito nazionale di resistenza e di liberazione che rovescerà questo governo arrivato all’estremo dell’illegalità a costo della nostra setessa vita e fino alla vittoria finale.

Chiediamo agli ex compagni del Pd di non stare con le mani in mano e almeno di andare a manifestare in piazza con le altre forze politiche della sinistra parlamentare e non. Ai Compagni segretari dei vari partiti comunisti, vogliamo dire che sappiamo benissimo che il vostro lavoro è antagonista al nostro ma siamo pronti a seguire due strade parallele, chi con la lotta di piazza e chi con quella armata: non vi sorprendete se molti compagni hanno deciso la seconda via perché se l’abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo anche una seconda e questa non vuol dire che il vostro lavoro non serva.

Ai compagni del sud-italia dove avete un doppio nemico, non vi preoccupate questa volta la lorra s’intensificherà in tutto il paese. Signor Presidente Napolitano a lei non abbiamo nulla da dirle se non quello di fare lo stesso appello a colui che dirige la stanza dei bottoni per evitare stragi di civili inermi (e non certo da parte nostra).

Al Dottor Bertolaso vogliamo rassicurarlo che da parte nostra non saranno toccate nei combattimenti le zone della provincia dell’Aquila e di Messina e tutte quelle dove ci saranno zone ad allarme ambientale.

A tutti coloro che non sono comunisti ma neanche di destra o di centro che si sentono oppressi sfruttati e soprattutto all’estremo della sopportazione di questo governo, chiediamo di unirsi a noi in questa lotta che porterà finalmente un futuro migliore per le prossime generazioni, con più finanziamenti alla scuola pubblica, alla sanità e soprattutto per lo zeramento della disoccupazione, del razzismo e delle stragi sul lavoro e nell’ambiente.

Presidente Obama, questa lettera è anche per lei. Non intervenite questa volta perché ce la caveremo da soli. Per quanto riguarda le basi Nato, se i suoi soldati le lasceranno liberamente, non sarà fatto loro alcun male ma sarà dato loro un lascia-passare per la Svizzera. Perché vogliamo ricordarle che il prezzo che dovevamo pagare per la prima volta è stato coperto. Ora per noi sarete considerati forza di occupazione poiché con il crollo dell’URSS la Nato non ha bisogno di esistere e se un giorno riusciremo ad andare al potere la vogliamo avvisare che la nostra collaborazione cesserà e non solo per un fatto politico ma soprattutto economico che la maggior parte della nostra popolazione non può tollerare ma siamo sempre disposti al dialogo la porta è aperta per questo.

A colui che si definisce capo assoluto della chiesa, non chiediamo appelli né altro ma solo di preparare le valigie perché il Vaticano per noi è come Guantanamo: la breccia di Porta Pia potrebbe essere “riaperta”.

Infine signori Berluscioni, Fini e Bossi, che consideriamo capo delle nuove camicie nere, se volete evitare un nuovo 8 settembre entro le ore 23.59 di venerdì 16 ottobre dimettetevi, lasciate la politica e il primo si consegni alla giustizia comune, perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile.

 

Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente, Sezioni Giustizia e Rivoluzione”

 

Questo è il testo della lettera arrivata al quotidiano Il Riformista diretto da Antonio Polito, e citata da agenzie e telegiornali come comunicato di sedicenti neoterroristi.

Ora, se vogliamo parlarne seriamente non è roba né di brigatisti seri né dei servizi. Questo lo dico perché dal punto di vista “ideologico” nessun brigatista si rivolgerebbe in quel modo né alle forze politiche né alle cariche istituzionali, che non verrebbero riconosciute in quanto emissioni dello stato borghese, per non parlare di quanto ridicola suona in quest’ottica la richiesta di dimissioni per Berlusconi e l’appello a consegnarsi alla giustizia. E i servizi i comunicati finti li fanno credibili, cosa che questo non è.

Ma io voglio credere che non sia una bufala orchestrata da qualcuno, chiaramente di destra, che voleva o divertirsi o alzare la tensione. Io voglio credere che questi fenomeni siano veri.

Veramente, qui parliamo di puro genio, il terrorismo come l’avrebbe fatto Woody Allen ai tempi di “Prendi i soldi e scappa”. Innanzitutto l’italiano con cui è scritto è delirante, credo che persino Di Pietro o Bossi dopo l’ictus riuscirebbero a scrivere meglio, direi che bastano le frasi “Al Dottor Bertolaso vogliamo rassicurarlo” e “Presidente Napolitano a lei non abbiamo nulla da dirle“ per mostrare come questo gruppo abbia deciso di sferrare un attacco al cuore della grammatica italiana. Non voglio commentare poi il passaggio dedicato a Obama, perché non credo di aver capito, parlo solo italiano e un po’ di inglese, e perché mi sfugge il motivo per il quale le truppe Nato dall’Italia dovrebbero fuggire in Svizzera, paese neutrale e non facente parte dell’alleanza, piuttosto che in uno qualsiasi degli altri paesi Nato…

Me li immagino, questi pericolosi rivoluzionari, tutti vestiti come il Compagno Folagra del primo Fantozzi, tramare in cantine fumose, incontrarsi di notte, come Totò e Peppino ne “La Banda degli Onesti”, a delineare la strategia che porterà ad instaurare la dittatura del Proletariato in tutto il paese, tranne che nelle province dell’Aquila e Messina (con lo scopo poi di dare finanziamenti alla scuola pubblica…). Vorrei magari aiutarli, non solo nell’utilizzo corretto della lingua italiana, ma anche nel capire che quello che si definisce il capo della chiesa è veramente il capo della chiesa, o non ho capito io a quale chiesa si riferiscono. Vorrei anche capire perché alle 23.59 e non magari alle 00.01 (penso di intuire che facendo scadere l’ultimatum a mezzanotte non sarebbero riusciti a mettersi d’accordo su quale data sarebbe stata, se il 16 o il 17, quindi per non rischiare una scissione hanno optato per le 23.59).

Non infierisco sullo “zeramento” della disoccupazione, vorrei solo capire esattamente cosa sia il “Comunismo Combattente”, mi viene in mente una dottrina economica che si incontra nell’ultimo quadro di Tekken.

La cosa più bella è che la lettera è stata spedita l’8 ottobre, ma la notizia è stata data solo Sabato, ad ultimatum scaduto. Non so se il “ritardo” sia dipeso dalla redazione del Riformista o se la missiva sia proprio arrivata Venerdì al giornale, ma il fatto che l’ultimatum sia arrivato il giorno dopo la scadenza è semplicemente fantastico. Chissà come avranno reagito. “Cazzo, compagni è ora? Diamo un’altra settimana?”. Quello che è certo è che una volta preso il potere le Poste verranno fucilate come nemiche del Popolo.

Veramente, spero che non sia una bufala, esigo che ora, scaduto l’ultimatum, entrino in azione, magari sparandosi su un piede. Lo Stato è sotto giro, apite con calma.

 



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MERITOCRAZIA




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Siamo un paese talmente meritocratico che:

Manco i kamikaze so’ capaci.

Il Ministro delle Pari Opportunità, in un turbine di zoccole e corpi femminili esposti in TV, giornali e cartelloni come prosciutti alla GS e di aggressioni omofobe in tutto il Paese, nonché di fronte all’imperare di una cultura di massa che propone il meretricio mediatico come modello di realizzazione a tutte le ragazzine d’Italia, si preoccupa di vietare il burka nelle scuole pubbliche. Bene, quanti casi si sono registrati in Italia, facciamo dal 2001 ad oggi? No, perché immagino sia un fenomeno dilagante, centinaia e centinaia di casi, che i media tacciono….no?

Gli “eredi del PC” non so’ manco boni a fa’ le care vecchie purghe di una volta.

Il miglior giornale d’Italia, secondo chi lo scrive e chi lo legge, ma soprattutto secondo chi lo scrive, ma soprattutto secondo uno di quelli che ci scrivono, pubblica cervellotiche analisi socio-culturali su una notizia falsa e non verificata, facendo una figura di merda degna di Feltri.

Il prossimo Segretario del maggior partito di opposizione ha fra i suoi sostenitori Antonio Bassolino. Roba che lo frega giusto Polanski col Ministro pedofilo.

A rappresentare il Paese, come se fosse vero che le coincidenze non esistono, arriva giusto giusto un discusso spot in cui scorre un’esposizione di cosce con l’inno di mameli cambiato in “Sorelle d’Italia”, trovato in rete con il logo di Canale 5 (discusso ovviamente nell’ottica dell’offesa al sacro simbolo della Nazione, quando invece, come spesso capita, chi ha fatto lo spot non si sarà nemmeno reso conto di quanto c’abbia preso):

‘’ ”

*****

P.S. non è che pensi meno cazzate di prima, tranquilli, è che ho solo meno tempo per scriverle…

 P.P.S. che c’entra la foto di Gelli? Gelli c’entra SEMPRE.


CHI È STATO?


Da leggersi, “Chi è Stato?”, che vista la lucidità media dell’uditorio (e dell’autore) meglio essere chiari.


Ma Pert, il Lodo Alfano, lo avrebbe firmato?

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Da dove si comincia? No, seriamente, ci sarebbero talmente tanti insulti da vomitare a destra e a sinistra oggi, che sono sinceramente in difficoltà.

Ok, hanno bocciato il Lodo Alfano, il nano sta dando fuori di matto, gli ultimi colpi di coda del regime, si dirà, se avesse un minimo di dignità e senso dello Stato si dimetterebbe, ma se avesse dignità e senso dello Stato non sarebbe Berlusconi e si sarebbe dovuto dimettere almeno cento volte negli ultimi 15 anni.

Secondo me, e qui la sparo grossa, si dovrebbe dimettere soprattutto Napolitano. Perché il Lodo non lo poteva firmare. Occhio, non “non lo doveva” come qualcuno disse all’epoca e ripete oggi, non è un problema politico. Il Lodo è stato respinto per ragioni tecniche ENORMI: è una norma che va contro la Costituzione, ed è una norma che per essere introdotta dovrebbe seguire l’iter di legge appunto costituzionale e non ordinaria. Qua è come se un arbitro di calcio non conoscesse la regola del fuorigioco. Mo’ non lo so se Di Pietro si riferisce a questo, se parlasse italiano forse si capirebbe, ma a me sembra che tutti ne hanno fatto sempre una questione politica, mentre qua, ripeto parliamo proprio delle regole del gioco.

E di gioco si tratta, perché a sfogliare le altre pagine del giornale ti rendi conto che questa è una parte della realtà, una dimensione che scorre parallela, fatta di concetti come “legalità”, “democrazia”, “libertà di informazione”, “uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”, “Stato”… Scorre parallela ad altri fiumi, fiumi di merda, ovviamente, nei quali gli stessi concetti affogano, ignorati anche e soprattutto da coloro che li difendono di là, nell’altra dimensione. Mi riferisco agli intoccabili bipartisan come Di Gennaro, che non hanno nemmeno bisogno di Lodi strani perché lo Stato quando li giudica e si giudica li assolve in automatico e il primo a telefonare a Di Gennaro per complimentarsi pare sia stato Minniti, della cosiddetta “opposizione”, PD. Non ricordo se l’IDV si oppose alla promozione di Di Gennaro, ma ricordo che si opposero alla commissione di inchiesta sul G8 di Genova (sono sempre convinto, ancora di più dopo l’assoluzione di Di Gennaro che sia sul piano politico che vadano accertate le responsabilità di quel macello, non su quello giudiziario, che in questi casi si sa benissimo da che parte stanno i giudici, per usare un’espressione in voga in questi giorni: stanno dalla stessa parte di Napolitano e Di Gennaro, dala parte di chi è Stato). Chissà se diventerà quindi vero e giusto che Colucci abbia falsificato la sua testimonianza sulla Diaz non su imbeccata di Di Gennaro come racconta a Mortola in un’intercettazione, ma per ispirazione divina, che a ‘sto punto è l’unica spiegazione. Chissà se diventerà vero e giusto quello che altri giudici hanno scritto in un’altra sentenza di assoluzione di altre guardie, quella relativa al pestaggio dei pacifisti della Rete Lilliput, del WWF e della “Associazione Giovanni XXIII”, giuro, che secondo i giudici “opponendosi con le mani alzate dipinte di bianco ostacolavano l’azione delle forze dell’ordine” e quindi, implicitamente perché i picchiatori sono stati assolti, era giusto pestarli (salvo poi doverli risarcire, secondo altri giudici). Chissà se diventerà vero e giusto quello che il giudice che ha emesso la sentenza di primo grado sulla morte di Gabriele Sandri ha scritto su Spaccarotella, ovvero che “mai avrebbe coscientemente accettato il rischio di poter ferire qualcuno” sparando da un lato all’altro dell’autostrada su una macchina in corsa…

Quindi dove voglio arrivare alla fine di tutto ‘sto delirio?

Non lo so, non so nemmeno se essere contento per la bocciatura del Lodo Alfano e conseguenti crisi isteriche di Berlusconi (che spero si tramutino in infarto o ictus quanto prima, pensate che belle che sarebbero le cene del Lunedì ad Arcore, con Bossi convinto di star parlando con Rutger Hauer e Berlusconi che tocca il culo alla badante) o incazzato perché tanto al di là di quel teatrino vedo che certe cose non mutano mai il proprio Stato.

Mi vengono solo immente immagini truci, di fiaccole e forconi e ghigliottine…

MILITANZA


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No, perché siccome siamo persone serie quando c’è da andare si va. Mozione d’ordine, compagni. Sabato si doveva andare, puntuali, compagni, alle 3 a Piazzale Flaminio, giusto il tempo di rendersi conto che è come darsi la punta per il concerto del Primo Maggio davanti a Coin a San Giovanni (per chi non è di Roma o non lo sa, il primo maggio c’è più gente che si cerca davanti a Coin che dentro Piazza San Giovanni a sentire il concerto).

Minchia, non pensavamo ci sarebbe stata davvero così tanta gente, cerchiamo di aprirci un varco fra la folla, arriviamo in un punto dove si sta un po’ più larghi, ma dura poco, cerchiamo di passare da dietro, proviamo a raggiungere l’altro lato della piazza, magari se arrivano tutti da Piazzale Flaminio dall’altra parte non sembra di stare dentro al 913 alle 8 di mattina. Macchè…è anche peggio, un pezzo ce lo siamo persi, noi riusciamo ad arrivare a via del Corso, davanti al cinema Metropolitan, che è l’unico punto dove riesci a stare staccato da chi ti è vicino, davanti e dietro. “Oh, deve essere un bel film, guarda che fila…”, Cerco di sdrammatizzare, finchè ci rendiamo conto che ci abbiamo messo due cazzo di ore a passare da una parte all’altra della piazza, siamo distrutti e ancora non ha iniziato a parlare nessuno. A questo punto si impone una scelta politica. Birra.

C’è un supermercato qui vicino, lo so, non sia mai che regalo 4 euro a birra a questi strozzini che poi votano pure tutti a destra, tutto sta a ricordarsi dove cazzo è il supermercato. Ci viene in aiuto un coatto, pare uscito da un film di Verdone, che ci dà indicazioni del tutto opposte a quello che ci stavamo dicendo da venti minuti, ma noi siamo rincoglioniti, lui peggio di noi più di tanto non può stare, quindi ci fidiamo e in effetti troviamo un supermercato, dietro alla vecchia sede del PSI, la politica che ritorna, i corsi e i ricorsi a via del Corso…

E insomma la serietà e lo spessore della nostra azione politica trovano il giusto compimento davanti al supermercato dei bimbiminkia a via del corso, a bere canadesi di birra fresca a un euro l’una, prezzo politico, ovvio, mentre oratori che non sentiamo e dei quali, diciamocelo, dopo un paio di birre non ce ne frega niente, arringano una folla schiacciata e stremata.

In tutto questo all’improvviso un’apparizione. Etereo, come lo spettro del padre di Amleto, si staglia davanti a noi Piero Fassino, che andava a fare la sua inutile comparsata alla manifestazione. Prima che possiamo lanciargli una bottiglia viene avvicinato da un paio di ragazzini con magliettina dell’Unità d’ordinanza, meglio lasciar perdere. Però che impressione Fassino dal vivo. E io una volta dal vivo ho visto Cossiga, agli spettacoli agghiaccianti ci dovrei essere abituato.

Innanzitutto dal vivo è peggio. È più verde, pare appena scappato dal museo egizio di Torino. No, veramente, è verde. Poi è alto alto alto e magro magro magro, in realtà sembrano solo i vestiti vuoti che se ne vanno in giro da soli. E soprattutto è trasparente. Non solo politicamente, dico proprio fisicamente, quando si è fermato a salutare i pischelli sono sicuro di essere riuscito a vedergli attraverso. Che poi immaginatevi la scena, Fassino che si volta e sorride. ODDIO NOOOOOOOOOO. Peggio de Taddei…


IL VIAGRA DÀ ALLA TESTA (specie a quelle di c…)


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Ieri, al Lido di Milano, si è conclusa la festa del PdL, con il comizio finale di un sempre lucidissimo Berlusconi, che in totale overdose da Viagra ha tirato fuori il peggio di sé, o almeno, il peggio che può tirare fuori in pubblico.

Particolarmente gustoso è stato l’attacco contro l’opposizione che “brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a meno sei, che brucia la bandiera americana, che brucia la bandiera di Israele…”.
Giuro su dio che se vedo Franceschini bruciare una bandiera degli USA mi faccio la tessera. E credo che in vita sua Rutelli abbia bruciato al massimo una bandiera del PD…

Berlusconi ha anche sentito il bisogno di ribadire una delle sue uscitacce più vergognose, portando di ritorno dagli USA a una platea adorante, che come ci ha mostrato il Tg2 era ricca di vecchie eccitate come zitelle a una festa di addio al nubilato, i saluti di “uno abbronzato e della moglie, che non ci crederete, è abbronzata anche lei”. Perché per lui continua a non esserci nulla di male nel dire questa cosa.

Ora sappiamo che se Obama un giorno nominerà “un nano maniaco sessuale” non starà parlando di Roman Polanski.

(Comunque Polanski ha già fatto sapere che ha incontrato la minorenne sempre in presenza dei genitori di Noemi Letizia.)

Ah, breve chiosa cinica per Polanski, tanto per meritarmi qualche altro metro quadro di inferno.
Un Tg iniziava il servizio sul recente arresto del regista dicendo: “Brutta sorpresa per Roman Polanski”. Beh, c’è da dire che, poveraccio, ha avuto sorprese ben peggiori


*****


Vabè, basta cazzate e cattiverie, oggi per concludere vi dono due pezzi grandiosi, e non dite che non sono buono:

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ME LA POSSO TIRÀ?



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(non so chi sia l’autore di questo disegno, ma merita il premio Nobel in qualsiasi specialità, compreso il Pentathlon)

 

Me la posso tirà? E io me la tiro.

Sul Manifesto di oggi titaneggia (fra le lettere, a pagina 10) una mia missiva che riporto di seguito e che potrete leggere sul giornale oggi se lo comprate in edicola, sul sito se siete abbonati o domani sul sito aggratise:

“Cari compagni,
vi scrivo perchè ho trovato in rete una notizia che secondo me va segnalata e merita una riflessione: Giandomenico Pistonami, uno dei parà della Folgore uccisi recentemente da un attacco a Kabul, era iscritto a un gruppo di Facebook chiamato "Partito Nazional Fascista". Leggendolo mi sono tornati in mente i racconti di Genova, sulle suonerie fasciste dei cellulari dei poliziotti e il caso simile della bandiera della RSI fotografata nella caserma di Nassyria dopo l’attacco.
Quello che mi chiedo è: quando verrà posto con forza il problema di una necessaria "bonifica" delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate da soggetti e atteggiamenti non solo fastidiosi o condannabili, ma illegali e pericolosi? Quanti altri "eroi" si dichiarano fascisti e simpatizzano per gruppi di estrema destra spesso anche al limite dell’eversione?
Non scordiamoci che sono queste persone che in caso di tentativo di colpo di stato dovrebbero difendere lo Stato e la Costituzione. Dovremmo fidarci di chi canta "Un, Due, Tre, viva Pinochet"? Non è forse interesse innanzitutto dello Stato e di questi corpi stessi liberarsi di chi assume e soprattutto di chi permette (perchè non è possibile che nessuno degli ufficiali avesse visto la bandiera della RSI di Nassirya) certi atteggiamenti?
Credo che la cosiddetta "sinistra radicale", partiti, movimenti, giornali e individui, dovrebbe con forza denunciare questo problema a mio avviso gravissimo, partendo proprio dal caso di Giandomenico Pistonami, prima che l’attenzione scemi e i media di regime possano far passare sotto silenzio come sempre le voci fuori dal coro.”

 

No, dico, sono soddisfazioni.

Lo dico sempre io sono sprecato qui, si ero meno fregnone a quest’ora stavo già in galera…


 


(a ‘sto punto famo pubblicità, vendono le magliette con la vignetta di Vauro, io un pensierino…)

 


WE CAN BE HEROES, JUST FOR ONE DAY

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Mi piacerebbe avere un po’ più di tempo, ma come vi avevo anticipato qui ho avuto un incremento di lavoro, a fronte di una giusta riduzione di stipendio, ergo sarò sintetico e sporadico, come la stitichezza.

Mi hanno segnalato che uno degli “eroi” a cui abbiamo fatto il funerale di Stato, con tanto di Alte Cariche Istituzionali, stavolta non di tritolo, aveva come quasi tutti gli Italiani un profilo su Facebook, il che già basterebbe per meritare la morte a mio avviso, ma vabbè…

Era anche iscritto a due gruppi, e qui sta la particolarità del caso, il primo era “Grazie a dio non sono comunista” (peccato, non era manco ignifugo), il secondo “Partito Nazionale Fascista



Chissà se come molti colleghi militari e delle FFOO aveva anche “Faccetta Nera” come suoneria… Sono un pericoloso sovversivo anti patriota se continuo a dire che è sempre più necessario effettuare una bonifica nelle forze armate e dell’ordine?

*****




Altro bel soggettino, “eroina” della Libertà, è l’Onorevole Daniela Santanchè, che ha denunciato un’aggressione (che nessuno ha visto e che nessuno, nonostante ci fossero un fottio di fotografi e cameraman, è riuscito ad immortalare) da parte di alcuni musulmani durante una loro “protesta pacifica”.
La “protesta pacifica” consisteva in un picchetto fatto davanti a un luogo dove la comunità islamica milanese festeggiava la fine del Ramadan.
La Santanchè si è presentata con una ventina di militanti del suo “movimento” per invocare l’applicazione della legge CONTRO le donne che indossavano veli che coprivano il volto, fino a tentare, pare, di strappare il velo ad alcune di loro. A casa mia questa è la provocazione di una stronza a cui non importa nulla dei diritti delle donne islamiche (non credo che arrestandole o respingendole in mare sia facile tutelarne i diritti…) e che voleva farsi un po’di pubblicità, per di più sfruttando la tragedia di quella poveraccia ammazzata dal padre perché era scappata con un italiano.

Io sono dell’idea che in questi casi andrebbero applicati gli stessi metodi che applicherei con gli ultras: si prendono i fanatici teste di cazzo di una parte e dell’altra, li si chiude in un recinto e poi si liberano gli orsi perché si occupino degli (eventuali) superstiti.

Poi se vogliono gli facciamo i funerali di Stato anche a loro…

*****


Concludo con una segnalazione arrivatami dai compagni de La Prospektiva, relativamente alla vicenda dell’ex scuola occupata dai movimenti per la casa e recentemente sgomberata alla Magliana, con annessa campagna stampa (orchestrata dai giornali del palazzinaro Caltagirone e dei suoi colleghi interessati alle speculazioni edilizie nella Capitale) diffamatoria:


ROMA Lunedì 14 Settembre,

Al termine di una delirante campagna stampa portata avanti anzitutto dal Messaggero e dopo gli sgomberi dei giorni precedenti, i carabinieri – con una operazione da territorio occupato, con elicotteri e strade chiuse – hanno eseguito cinque arresti all’interno della occupazione "8 Marzo" alla magliana, secondo un delirante e ridicolo teorema che vorrebbe gli attivisti dei movimenti di lotta per la casa in realtà a capo di una associazione a delinquere finalizzata all’estorsione.

Tv e giornali,quelli di sinistra compresi,non hanno detto nulla su questa campagna diffamatoria attuata da "Il Tempo" e portata avanti da "Il Messaggero" proprieta’ del "palazzinaro" Caltagirone. Stampa che appoggia il sindaco Alemanno nel reprimere quei movimenti che quotidianamente si battono per il diritto alla casa organizzando un’alternativa abitativa per chi non ha un tetto.

http://www.laprospektiva.com

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ah, un’ultimissima cosa, che ho sentito troppe cazzate nei tg: gli attentati contro i covi fascisti non sono "intolleranza", al massimo è "derattizzazione"…