TOPONOMASTICA


Non sono morto, eh….

E’ che ho molto da lavorare e sto leggendo dei libri in questo periodo, quindi, leggendo meno il giornale sono un po’ più fuori dal mondo, il che è un bene.
Devo dire che ogni tanto staccare e immergersi nei libri fa bene ai nervi, mette persino di buonumore. Ah, sto leggendo un libro su Beslan.

Detto questo e conquistatomi spero l’odio imperituro di qualche lettore di passaggio, mi rifaccio vivo giusto per un paio di considerazioni che so non vedete l’ora di leggere.

Ovviamente non posso non parlare della tragedia che ha sconvolto tutto il mondo con l’orrore di immagini che difficilmente la nostra mente riuscirà a cancellare:



No, vabè, l’uscita dell’ennesima stronzata ipertecnologica a base di effettoni speciali non è una tragedia così grande, la tragedia è che è un mese che ci frantumano i coglioni con ‘sta cosa, ma in realtà mi riferivo ovviamente al terremoto ad Haiti. Ci sarebbero da dire molte cose su quello che è accaduto e sta accadendo nel paese caraibico, qualcuno in parte le ha anche dette, in particolare sul fatto che il personale dell’ONU si è vergognosamente dato alla fuga, invece di prestare soccorso alla popolazione, per non parlare di come gli USA stanno gestendo gli aiuti.
Non so se sono io, ma lanciare pacchi fra la folla da un elicottero in un Paese dove normalmente, senza il terremoto, una delle attività principali è quella di massacrarsi a fucilate l’un l’altro non mi pare esattamente un’idea valida. Persino Obama deve aver avuto qualche perplessità se ha dichiarato: "Ci abbiamo mandato i Marines, dovete capirli, loro sono abituati così… già è stata dura spiegargli che quella roba che dovevano lanciare dagli Apache per una volta non doveva esplodere, mica pretenderete che scendano giù, fra la gente, in mezzo ai neg…. ehi, ma chi cazzo me li scrive ‘sti discorsi!?!?!?".

Il metodo di lanciare bottiglie agli sfollati dagli elicotteri è subito piaciuto anche al Governo Italiano, che per bocca del Ministro Calderoli ha annunciato che anche per i barconi di immigrati verrà fatto lo stesso: gli lancieranno bottiglie dagli elicotteri della Guardia Costiera. Bottiglie di vetro. Piene di benzina. Con uno straccio acceso sopra.

Sempre a proposito di Paesi devastati da qualche catastrofe, torniamo in Italia. Naturalmente non voglio che venga intitolata una strada o una piazza a Craxi, non solo per le condanne, ma per il fatto che era un pezzo di merda, a prescindere dalla fedina penale. Però non sarebbe l’unico criminale pezzo di merda a cui in Italia intitoliamo strade. Un esempio eclatante, che qualcuno in rete ha citato è via Bava Beccaris a Monforte d’Alba, in Piemonte.

Per chi non lo sapesse il Generale Fiorenzo Bava Beccaris fece aprire il fuoco a cannonate sulla folla che in quei giorni protestava, animatamente, anche violentemente, ma giustamente, per l’aumento del costo del grano, con conseguente raddoppio del prezzo del pane. Protesta nota come "Protesta dello stomaco".
I morti furono un centinaio, con oltre 400 feriti, fra i colpiti anche vecchi, donne e bambini che erano fra la folla o che semplicemente guardavano il roccherrollo dalle finestre. Per la sua "brillante azione militare" il Generale ricevette la Gran Croce dell’Ordine Militare di Savoia dal Re Umberto I, un Savoia, altra banda di criminali che si vedono intitolate strade e corsi in tutta Italia.
Personalmente sono contento che almeno ci siano anche strade intitolate a Gaetano Bresci, l’anarchico che uccise Umberto I proprio per vendicare i morti dell’insurrezione milanese.



Comunque, siamo un Paese governato da una joint-venture fra criminalità organizzata e massoni, con una storia piena di crimini e criminali, purtroppo non mi stupisce che ora si voglia celebrare un ex latitante con la riabilitazione politica e con l’intitolazione di una via.

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