LO STATO È SOTTO GIRO

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“NO AL COLPO DI STATO, SÌ ALLA RIVOLUZIONE

La Corte Costituzionale ha fatto la sua scelta e siccome il Presidente del consiglio non vuole dimettersi, noi diciamo basta. Questa volta però siamo intervenuti non per far esplodere bombe qua e là colpendo innocenti o uomini costretti con una pistola alla tempia a fare quello che hanno fatto, ma una vera e propria rivoluzione armata come quella di Cuba e soprattutto come hanno fatto i nostri partigiani dopo l’8 settembre del 1943. Ecco perché diciamo al Premier di preoccuparsi, perché non saremo i soliti quattro gatti ma un vero e proprio esercito nazionale di resistenza e di liberazione che rovescerà questo governo arrivato all’estremo dell’illegalità a costo della nostra setessa vita e fino alla vittoria finale.

Chiediamo agli ex compagni del Pd di non stare con le mani in mano e almeno di andare a manifestare in piazza con le altre forze politiche della sinistra parlamentare e non. Ai Compagni segretari dei vari partiti comunisti, vogliamo dire che sappiamo benissimo che il vostro lavoro è antagonista al nostro ma siamo pronti a seguire due strade parallele, chi con la lotta di piazza e chi con quella armata: non vi sorprendete se molti compagni hanno deciso la seconda via perché se l’abbiamo fatto una volta, possiamo rifarlo anche una seconda e questa non vuol dire che il vostro lavoro non serva.

Ai compagni del sud-italia dove avete un doppio nemico, non vi preoccupate questa volta la lorra s’intensificherà in tutto il paese. Signor Presidente Napolitano a lei non abbiamo nulla da dirle se non quello di fare lo stesso appello a colui che dirige la stanza dei bottoni per evitare stragi di civili inermi (e non certo da parte nostra).

Al Dottor Bertolaso vogliamo rassicurarlo che da parte nostra non saranno toccate nei combattimenti le zone della provincia dell’Aquila e di Messina e tutte quelle dove ci saranno zone ad allarme ambientale.

A tutti coloro che non sono comunisti ma neanche di destra o di centro che si sentono oppressi sfruttati e soprattutto all’estremo della sopportazione di questo governo, chiediamo di unirsi a noi in questa lotta che porterà finalmente un futuro migliore per le prossime generazioni, con più finanziamenti alla scuola pubblica, alla sanità e soprattutto per lo zeramento della disoccupazione, del razzismo e delle stragi sul lavoro e nell’ambiente.

Presidente Obama, questa lettera è anche per lei. Non intervenite questa volta perché ce la caveremo da soli. Per quanto riguarda le basi Nato, se i suoi soldati le lasceranno liberamente, non sarà fatto loro alcun male ma sarà dato loro un lascia-passare per la Svizzera. Perché vogliamo ricordarle che il prezzo che dovevamo pagare per la prima volta è stato coperto. Ora per noi sarete considerati forza di occupazione poiché con il crollo dell’URSS la Nato non ha bisogno di esistere e se un giorno riusciremo ad andare al potere la vogliamo avvisare che la nostra collaborazione cesserà e non solo per un fatto politico ma soprattutto economico che la maggior parte della nostra popolazione non può tollerare ma siamo sempre disposti al dialogo la porta è aperta per questo.

A colui che si definisce capo assoluto della chiesa, non chiediamo appelli né altro ma solo di preparare le valigie perché il Vaticano per noi è come Guantanamo: la breccia di Porta Pia potrebbe essere “riaperta”.

Infine signori Berluscioni, Fini e Bossi, che consideriamo capo delle nuove camicie nere, se volete evitare un nuovo 8 settembre entro le ore 23.59 di venerdì 16 ottobre dimettetevi, lasciate la politica e il primo si consegni alla giustizia comune, perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile.

 

Brigate Rivoluzionarie per il Comunismo Combattente, Sezioni Giustizia e Rivoluzione”

 

Questo è il testo della lettera arrivata al quotidiano Il Riformista diretto da Antonio Polito, e citata da agenzie e telegiornali come comunicato di sedicenti neoterroristi.

Ora, se vogliamo parlarne seriamente non è roba né di brigatisti seri né dei servizi. Questo lo dico perché dal punto di vista “ideologico” nessun brigatista si rivolgerebbe in quel modo né alle forze politiche né alle cariche istituzionali, che non verrebbero riconosciute in quanto emissioni dello stato borghese, per non parlare di quanto ridicola suona in quest’ottica la richiesta di dimissioni per Berlusconi e l’appello a consegnarsi alla giustizia. E i servizi i comunicati finti li fanno credibili, cosa che questo non è.

Ma io voglio credere che non sia una bufala orchestrata da qualcuno, chiaramente di destra, che voleva o divertirsi o alzare la tensione. Io voglio credere che questi fenomeni siano veri.

Veramente, qui parliamo di puro genio, il terrorismo come l’avrebbe fatto Woody Allen ai tempi di “Prendi i soldi e scappa”. Innanzitutto l’italiano con cui è scritto è delirante, credo che persino Di Pietro o Bossi dopo l’ictus riuscirebbero a scrivere meglio, direi che bastano le frasi “Al Dottor Bertolaso vogliamo rassicurarlo” e “Presidente Napolitano a lei non abbiamo nulla da dirle“ per mostrare come questo gruppo abbia deciso di sferrare un attacco al cuore della grammatica italiana. Non voglio commentare poi il passaggio dedicato a Obama, perché non credo di aver capito, parlo solo italiano e un po’ di inglese, e perché mi sfugge il motivo per il quale le truppe Nato dall’Italia dovrebbero fuggire in Svizzera, paese neutrale e non facente parte dell’alleanza, piuttosto che in uno qualsiasi degli altri paesi Nato…

Me li immagino, questi pericolosi rivoluzionari, tutti vestiti come il Compagno Folagra del primo Fantozzi, tramare in cantine fumose, incontrarsi di notte, come Totò e Peppino ne “La Banda degli Onesti”, a delineare la strategia che porterà ad instaurare la dittatura del Proletariato in tutto il paese, tranne che nelle province dell’Aquila e Messina (con lo scopo poi di dare finanziamenti alla scuola pubblica…). Vorrei magari aiutarli, non solo nell’utilizzo corretto della lingua italiana, ma anche nel capire che quello che si definisce il capo della chiesa è veramente il capo della chiesa, o non ho capito io a quale chiesa si riferiscono. Vorrei anche capire perché alle 23.59 e non magari alle 00.01 (penso di intuire che facendo scadere l’ultimatum a mezzanotte non sarebbero riusciti a mettersi d’accordo su quale data sarebbe stata, se il 16 o il 17, quindi per non rischiare una scissione hanno optato per le 23.59).

Non infierisco sullo “zeramento” della disoccupazione, vorrei solo capire esattamente cosa sia il “Comunismo Combattente”, mi viene in mente una dottrina economica che si incontra nell’ultimo quadro di Tekken.

La cosa più bella è che la lettera è stata spedita l’8 ottobre, ma la notizia è stata data solo Sabato, ad ultimatum scaduto. Non so se il “ritardo” sia dipeso dalla redazione del Riformista o se la missiva sia proprio arrivata Venerdì al giornale, ma il fatto che l’ultimatum sia arrivato il giorno dopo la scadenza è semplicemente fantastico. Chissà come avranno reagito. “Cazzo, compagni è ora? Diamo un’altra settimana?”. Quello che è certo è che una volta preso il potere le Poste verranno fucilate come nemiche del Popolo.

Veramente, spero che non sia una bufala, esigo che ora, scaduto l’ultimatum, entrino in azione, magari sparandosi su un piede. Lo Stato è sotto giro, apite con calma.

 



INFORMAZIONE IN LIBERTÀ

Domenica al TG Regione di Rai 3 ho visto una delle scene più belle di sempre.
La “notizia” era che grazie ai controlli fatti su forum e community online si era sventata una serie di “risse fra bande” di giovani romani, che si sarebbero dati appuntamento per pestarsi. Ora, non parliamo di malavita o di bande di teppisti stile “Guerrieri della Notte”, ma di gruppi di “Emo” e di “Truzzi” (non ho idea di cosa possano essere, ma nel dubbio direi Zyklon B) che in nome di un odio atavico si scambiano insulti in rete e avrebbero deciso di passare dalle parole ai fatti.
Beh, c’era un maresciallo, un colonnello non so che dei carabinieri, in uniforme e tutto, che spiegava ad una giornalista abbastanza perplessa come ecco ,sì, fra gli Emo e i Truzzi non corre buon sangue e ci sono stati episodi anche violenti con Truzzi che pestavano Emo e viceversa. Surreale. La faccia dei due era fantastica, mi chiedo quante volte avranno dovuto girare l’intervista, io solo al pensiero di dover pronunciare la parola “Truzzi” davanti a una telecamera sarei colto da una crisi di riso irrefrenabile.
Sarà che sono di un’altra generazione e che sto diventando sempre più vecchio e astioso, ma se penso a questa cosa mi viene in mente il caro George Carlin e immagino che sì, questi fenomeni andrebbero incoraggiati e non fermati, che si esprimano, facciano i loro combattimenti rituali, la società dovrebbe agevolarli, con armi e anfetamine. Le armi per loro, le anfetamine per i Rottweiler a cui dovremmo affidare i superstiti.

Ma la notizia del giorno è la cancellazione della prima puntata di Ballarò, in programma stasera su Raitre, motivata dalla Rai con lo spostamento in prima serata di uno speciale di Porta a Porta con ospite Berlusconi in cui si sarebbero mostrate le immagini della “consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi”. Praticamente uno spottone osceno, la solita marchetta di Vespa (altro che la D’Addario, in confronto a Vespa quelle sulla salaria sono frati cappuccini) sempre prono e pronto a scattare ogni volta che il Capo (chiunque sia in quel momento) schiocca le dita.
La ciliegina sulla torta è che anche Matrix, trasmissione di approfondimento di Canale 5, non andrà in onda. “Motivi tecnici”, dicono da Mediaset, che incidentalmente è di proprietà del Presidente del Consiglio che sarebbe dovuto andare in contemporanea su Raiuno.
Poi c’è la storia di Report a cui vogliono togliere la copertura legale, e c’è l’ostruzionismo contro Annozero…

Non so voi, ma io il 19 alla manifestazione ci vado.

La mia fissazione con la TV e con l’informazione televisiva non dipende dal fatto che sono un teledipendente e che mio malgrado anche io ho il cervello fottuto dalla televisione (ok, non è solo la televisione…andate un po’a fare in culo…), ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, dal fatto che anche se fa tanto radical chic snobbare la televisione e fa tanto ggiovane dire “tanto c’è la rete”, l’Italia è un paese dove l’80% della popolazione ha come unico mezzo di informazione, e conseguentemente di creazione delle proprie opinioni, la televisione. Questo significa che dieci minuti di Vespa in prima serata “pesano” quanto mille beppegrilli.
Tra l’altro ancora una volta Grillo conferma di non capire un cazzo, quando invece di schierarsi contro la delirante pretesa di Berlusconi di poter denunciare i giornali che scrivono cose che non gli garbano e di aderire alla manifestazione del 19 che è sacrosanta continua a delirare sulla fine della stampa e della televisione…non tutti hanno la fortuna di vendere tanti DVD e libri come lui e Travaglio e la Galbanelli, con tutto il bene che le voglio non credo possa riempire i teatri come lui, se chiudessero Report glieli paga lui gli stipendi alla redazione e ai giornalisti? O glieli pagano i bannerini di GoogleAds?

Ah, e se ce la faccio forse faccio un salto anche qui.

LE COSE CHE NON SOPPORTO – Seconda parte



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Non sopporto i panini tagliati solo fino a un certo punto. Ho capito che in un bar ha un senso, per far sembrare che dal lato dal quale lo vedi sembri imbottito il doppio, ma se porcaccioiddio vado al forno, e gli chiedo di darmi una rosetta aperta sarà mica perché IO la devo riempire e quindi ci metto quanta imbottitura mi pare senza dover far finta che ce ne sia il doppio? E allora che cazzo lo tagli solo a metà il panino?

Non sopporto chi prova ad entrare in metropolitana passando attraverso la gente che cerca di scendere dal vagone. Gomito alto, direzione sterno. Tipo blocco in area sul calcio d’angolo.

Non sopporto quelli che vogliono chiacchierare del più e del meno, in virtù del fatto che magari siamo colleghi e manca la luce quindi non possiamo lavorare, o in virtù del fatto che non ci conosciamo ma siamo nello stesso posto con del tempo da perdere, che ne so, in fila alla posta o dal medico. Ho le cuffie, sto leggendo, se vorrò sapere qualcosa della tua vita di merda o se sarò improvvisamente e immotivatamente curioso di conoscere la tua opinione su un qualsivoglia argomento te lo chiederò.

Non sopporto questa afa del cazzo.

Non sopporto di vedermi circondato da gente che legge i giornali gratuiti

Non sopporto di vedere tanta gente leggere l’ultimo caso letterario, per non parlare di quelli che leggono libri di merda, vecchi, ma di merda. E nessuno di questi ha mai letto “Per chi suona la campana” o “I fratelli Karamazov”.

Non sopporto questa moda del cazzo di portare i pantaloni abbassati fino al buco del culo e il cavallo che arriva alle ginocchia. Ma ce la fai a camminare? E a correre? Ringrazia il tuo dio (del gel, immagino) che non ho un toro da liberare perché ti rincorra, testa di cazzo.

Non sopporto la consapevolezza che questa lista potrebbe durare all’infinito. Non credo di poterne uscire vivo.

Non sopporto di avere cose in comune con Calderoli, anche se parliamo di una piccola parte del codice genetico, credo meno di quella che ho in comune con la scimmia del 1240 o quello che è.

Non sopporto Capezzone.

Non sopporto che abbiano messo tutti quegli schermi nelle stazioni della metro, sui quali scorrono pubbilicità e cazzate, alternate a cazzate e pubblicità, con l’audio a un volume talmente alto da riuscire a disturbarmi anche se ho le cuffiette.

Non sopporto gli stupidi. Quindi nessuno si senta escluso.

Non sopporto chi vuole mettere bavagli, a meno che non sia per far tacere Gasparri una volta per tutte.

Non sopporto l’esaltazione della mediocrità che viene fatta da un po’di tempo a questa parte nel mondo della cultura e dello spettacolo. Forrest Gump andava abortito. Arisa…ma che è ritardata? Autisica? O solo deficiente? Moccia andrebbe affogato sotto a Ponte Milvio, tenuto sul fondo dai suoi lucchetti del cazzo.

Non sopporto di dover essere informato su ogni cazzata che dice il Papa. Se volessi sapere cosa ne pensa un vecchio ricchione su un qualsiasi argomento telefonerei a Zeffirelli.

Non sopporto chi dice che “gli Italiani danno il meglio di loro stessi nei momenti di crisi. Sì, come no…

Non sopporto l’andazzo che ha preso il ciclismo negli ultimi anni. Vorrei facessero una regola per cui i corridori fossero obbligati a non aspettare l’ultimo strappo facendo lavorare solo le squadre, ma ad attaccare già dalla seconda salita. Altrimenti liberiamo gli orsi.


EVOLUZIONE

Come diceva Bill Hicks buonanima in un suo spettacolo, è curioso come in certe parti del mondo ci siano persone che protestano al grido di “Revolution, Revolution” e “We want our rights” (“Rivoluzione” e “Vogliamo i nostri diritti”), mentre in altre zone, quelle più rurali, meno sviluppate lo facciano al grido di “Evolution, Evolution”“We want our thumbs” (“Evoluzione” e “Noi vogliamo i nostri pollici”). Per chi non lo sapesse il pollice opponibile è una delle caratteristiche che distinguono dai primati l’homo sapiens, se non sapete di che parlo potrete trovare in Tennessee il vostro luogo ideale per vivere.

Una delle cose che differenzia un posto culturalmente sottosviluppato come l’Italia da un posto culturalmente sottosviluppato come il Tennessee è la diffusione e il mito delle armi. Perché si può essere sottosviluppati allo stesso livello ma non allo stesso modo, che ne so, cannibalismo in un’area e incesto diffuso nell’altra. Chiedere una società di cannibali incestuosi sarebbe troppo, anche se secondo me da qualche parte in Tennessee…
Fortunatamente il nostro Governo, che in tema di sottosviluppati ha da insegnare persino ai quadrumani della Truchia sta compiendo passi per avvicinarci a quel tipo di sottosviluppo, che manca nel panorama del degrado culturale italiano. Mi riferisco alle norme sulla caccia che la Lega ha riproposto a sorpresa dopo che erano state cassate dalla stessa maggioranza e che verranno votate oggi al Parlamento. Io sono assolutamente d’accordo con la norma che permette ai sedicenni di avere un fucile. Anzi, credo che dovrebbe essere obbligatorio per i minorenni, dai 13 anni in su avere un’arma. Immaginate solo quanti idioti ci leveremmo di torno calcolando quelli che riuscirebbero a spararsi da soli, aggiungeteci quelli che si sparerebbero a vicenda… Certo, magari ci andrebe di mezzo anche qualche innocente, ma anche fra quelli la quota di idioti fatti fuori giustificherebbe ampiamente le perdite fra gli altri. Poi attendiamo con ansia le norme per favorire il cannibalismo, visto che anche sull’incesto ci si sta già organizzando, mentre su razzismo e pulizia etnica stiamo già un pezzo avanti con il lavoro.

Sempre parlando di Evoluzione e Rivoluzione, sono solo io a ricordarmi che quando ero pischello e andavo alle manifestazioni del movimento studentesco il mandato delle guardie era di “Non rispondere alle provocazioni”? C’era da una parte qualcuno che tirava un paio di bocce, innocue visto che i celerino hanno casco, tute imbottite, scudi e quant’altro, al massimo qualche guardia ritirava indietro quelle che non si erano rotte, ci si fronteggiava e non c’era nessuna carica a meno che non si provasse a forzare il blocco. Io non mi ricordo, ma magari sono io, il sistematico ricorso alle cariche che da qualche anno a questa parte si sta facendo anche in assenza di vere azioni di forza da parte dei manifestanti. Non parlo solo degli studenti, vi ricordate anche gli operai a Melfi e altrove? Qua fra un po’caricheranno anche le processioni della via crucis del Venrdì Santo perché intralciano il traffico… Ora che ci penso DOVREBBERO caricare le processioni…

(se volete vedere gli spettacoli di Bill Hicks o di altri stand-up comedians statunitensi scaricateli da Comedysubs
e o guardateli su Youtube, ve li consiglio caldamente)

LE COSE CHE NON SOPPORTO – Prima (e forse unica) parte



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 – Non sopporto la gente che ostruisce i passaggi. Quelli che si imbambolano davanti agli scaffali dei supermercati, che si abbioccano davanti alle porte della metro, che camminano in mezzo al marciapiede con la velocità della Montalcini con le caviglie legate cercando di occupare più spazio possibile.

 – Non sopporto di non poter girare con un machete e una maschera da hockey sulla faccia.

 – Non sopporto chi fa troppo lo snob nei confronti della televisione. Per ora, finchè non legalizzano l’omicidio seriale, non mi viene in mente un hobby migliore.

 – Non sopporto i medici. Al centro per le dislipidemie ereditarie mi hanno detto che non dovrei mangiare una serie di cose, al centro per l’ipertensione mi hanno detto che non dovrei mangiare tutte le altre, entrambi mi hanno detto che non devo bere né fumare. Ma andate in culo.

 – Non sopporto di non essere Keith Richards. La mia vita sarebbe decisamente migliore, e se non lo fosse sarei troppo sconvolto per accorgermene.

 – Non sopporto Albano. È più forte di me, il solo pensiero della sua esistenza rende le mie giornate insopportabili.

 – Non sopporto che Syd Barrett, Keith Moon, John Bohnam, Jimi Hendrix, Janis Joplin siano morti mentre Baglioni è ancora in giro.

 – Non sopporto chi pensa che sia colpa di Berlusconi se l’Italia è un Paese di merda.

 – Non sopporto i bambini, non per altro, ma perché salvo (auspicabili) imprevisti crescono.

 – Non sopporto le mamme, non per altro, ma perché oltre ad avere bambini non fanno altro che rompere i coglioni al mondo intero in virtù di questo. Signora che mi siede davanti sul treno con il suo pupo a fianco che gioca sul sedile, al prossimo calcio che mi arriva glielo sgozzo il suo nano del cazzo.

 – Non sopporto i cori russi, la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese. Neanche la nera africana.

 – Non sopporto il mio lavoro, e nemmeno quello degli altri.

 – Non sopporto i miei colleghi, e nemmeno quelli degli altri.

 – Non sopporto di essere io quello strano quando non do importanza a certe cose, tipo la stiratura dei polsini della mia camicia o il fatto che i miei pantaloni li ho comprati a 20€ da Oviesse invece che a 120€ in un negozio più “cool”.

 – Non sopporto il politically correct, io posso dire o scrivere “negri” e “ricchioni” o “finocchi” o dare della “zoccola” a qualcuno, che ne so, alla Carfagna, una a caso, perché io non sono né razzista né omofobo né sessista. Andate a rompere il cazzo a chi dice “omosessuali” e “persone di colore” e poi vota AN, Lega o peggio.

 – Non sopporto chi fa discorsi che cominciano con "Io non sono razzista ma…" e "Io sono di Sinistra ma…" ecc. ecc.

 – Non sopporto che anche sul Manifesto di oggi ci si lamenti del fatto che Berlusconi non ha risposto alle 10 domande che Repubblica gli pone sul “caso Noemi” e del fatto che l’opposizione liquidi la cosa come faccenda privata. Certo, quello è un ex piduista con presunte frequentazioni mafiose in passato, è proprietario di metà dei mezzi di informazione e in pratica controlla l’altra metà in quanto Capo del Governo, ha riportato i fascisti al Governo dopo sessant’anni, ha fatto votare al Parlamento una serie di leggi per risolvere i suoi carichi pendenti e per favorire economicamente il suo impero economico, sta introducendo una serie di leggi da far invidia alle leggi razziali del 1938, ha fatto diventare famoso Fiorello, sta cercando di stravolgere la Costituzione, ma il Paese deve sapere se si è scopato o no quella zoccoletta. Ci deve delle risposte. Certo…

 – Non sopporto i discorsi di sociopolitica che si sentono nei bar, negli uffici, per strada. Gente che legge al massimo Leggo e che si informa tramite Libero News che pretende di avere un’opinione su qualcosa che non sia Amici.

 – Non sopporto la Democrazia. Il Governo della maggioranza in un mondo in cui la maggioranza delle persone andrebbe usata per concimare i campi.

 – Non sopporto le religioni. Se gli esseri umani non avessero inventato gli Dei, se le religioni non esistessero il mondo sarebbe un posto migliore. Se non esistessero nemmeno gli esseri umani non ne parliamo.

 – Non sopporto che ci siano strade intitolate a Capi di Stato e personaggi storici che hanno fatto massacrare milioni di persone e nemmeno una intitolata ad Andrej Romanovic Cikatilo. Quasi quasi faccio una petizione…


NON SIAMO NOI CHE SIAMO RAZZISTI, SONO LORO CHE SONO NEGRI

Notizie incoraggianti ci arrivano dalla nostra amata ItaGlia, ormai inondata di botulino e tinta per capelli dopo che le masse popolari hanno trovato la loro guida, il loro leader carismatico in una stronza borghese e, possiamo dirlo, cornuta.

La prima è la sparata del buon Matteo Salvini, consigliere comunale a Milano e Segretario Provinciale della Lega, che come avrete letto ha proposto di fare vagoni riservati ai Milanesi su tram e metropolitane. O meglio, ha detto che fra 10 anni sarà necessario farlo se non migliorerà la sicurezza sui mezzi pubblici. Sul Manifesto di oggi chiosavano giustamente che per gli immigrati sarebbe sicuramente garanzia di maggiore sicurezza, visto che a Milano gira gentaccia come Salvini. Posso dire che per me queste sparate rientrano nella strategia comunicativa che la Lega in particolare e la maggioranza in generale hanno utilizzato spesso in questi anni: spararne ogni tanto qualcuna veramente troppo grossa per far sembrare “normali” le altre.

Un’altra notizia preoccupante, non come i presunti ciuccioni che il Presidente del Consiglio si sarebbe fatto fare da una zoccoletta minorenne, ovvio, è quella del respingimento di tre barconi di immigrati da parte di alcune motovedette italiane. Al di là della crudeltà che in sé rappresenta l’atto, va sottolineato che fino a quando non fosse accertato il diritto da parte di queste persone (sebbene neGre) di richiedere asilo, non possiamo neppure parlare di “clandestini”, dato che un rifugiato non è clandestino nemmeno per la legge di un paese di merda come il nostro, e leggevo che degli immigrati sbarcati a Lampedusa, di cui si parla sempre come clandestini, una bella fetta, più della metà, sono richiedenti asilo e la maggioranza delle richieste è stata poi accettata. Quindi l’Italia ha di fatto consegnato un numero di persone che sarebbero potuti essere rifugiati politici ai loro aguzzini, il che oltre a non essere carino non sono nemmeno sicuro sia legale…
Per farvi un’idea delle condizioni di questi poveracci e dei loro compagni di sventura, vi invito a leggere questo blog: http://fortresseurope.blogspot.com

La terza notizia è quella che ha ovviamente avuto meno risalto, dato che non riguarda un crimine commesso da uno straniero, un rom, ma da un crimine che lo Stato Italiano sta perpetrando ai danni di una giovane, per di più minorenne. Parlo di Angelica, la sedicenne accusata di aver tentato di sequestrare un bambino a Ponticelli a Napoli, fatto a cui poi seguì il vergognoso pogrom che permise di liberare l’ultimo terreno ancora non disponibile dell’area destinata ad essere oggetto di una speculazione edilizia quantomeno “cicciotta”, diciamo come Giuliano Ferrara dopo che s’è magnato Platinette.
Ieri Angelica è stata condannata in appello a tre anni e otto mesi. Tale condanna sarebbe storica, dato che sarebbe il primo caso accertato di tentato rapimento di minore da parte di un Rom nella storia della Repubblica Italiana (perché tutte le altre storie di zingare che rapiscono i bambini denunciate dai media nel corso degli anni si sono rivelate false). Mica cazzi.
Peccato che innanzitutto Angelica non è di etnia Rom ma è slava, viveva solo in uno dei tanti campi in cui povertà e disperazione costringono tanti immigrati irregolari a rifugiarsi. Poi la condanna è basata unicamente sulle dichiarazioni della signora Flora Martinelli, la madre della bambina che ha raccontato di aver trovato Angelica in casa con la bambina in braccio, di aver gridato aiuto e di essere riuscita a riprendere la piccola dopo l’intervento del padre che ha inseguito la ragazza fino in strada picchiandola e aizzandole contro una piccola folla inferocita fino all’intervento della polizia.
Oltre al racconto della sig.ra Martinelli, pare che non ci siano altre prove a carico di Angelica, il che non fa pensare propriamente a un processo equo, soprattutto alla luce del fatto che la sig.ra Martinelli era stata condannata anni fa per falsa testimonianza e che il padre pare avesse, come tante persone da quelle parti, qualche contatto con esponenti della Camorra, che era ovviamente interessata a sbloccare gli appalti legati al terreno su cui sorgeva il campo nomadi di Ponticelli.

Insomma un bel quadretto, vero?

*****


Meno male che ogni tanto arriva anche qualche buona notizia.



Brindiamo con Papi, sperando arrivi presto anche il suo momento.

*****

Concludo questo post particolarmente prolisso con la segnalazione che l’UAAR ha lanciato una nuova campagna informativa sull’otto per mille, il furto che la CCAR (Chiesa Cattolica Apostolica Romana) compie ogni anno ai danni degli Italiani, vi invito a diffondere il più possibile:

NON È IL MOMENTO DELLE POLEMICHE

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È il mantra che tutte le persone responsabili e moderate ripetono in questi casi, quando ci sono i morti da piangere per qualche tragedia (evitabile). Non è il momento di fare polemiche.

Un par di coglioni.

Certo che è il momento di fare le polemiche, quando le vuoi fare sennò? In un paese che ha la memoria corta come il nostro se vuoi sollevare un problema, e in questo caso è doveroso sollevare una serie di problemi visto che questi morti erano non dico evitabili ma quanto meno si potevano limitare i danni, devi farlo quando i morti sono ancora caldi e l’attenzione viva, altrimenti fra pallone, chiappe e cazzate varie non ti si fila più nessuno.

Sono crollati edifici che non avrebbero dovuto subire danni rilevanti, dato che erano stati costruiti dopo il 1974, anno in cui è stata varata la prima normativa antisismica che stabiliva i criteri secondo i quali avrebbero essere stati costruiti gli edifici.

L’Ospedale, danneggiato gravemente ed evacuato nella notte è stato iniziato a costruire circa 15 anni fa e inaugurato nel 2000 ed è stato quasi distrutto, hanno dovuto portare fuori i malati a braccia (in questo devo dire che sono stati dei grossi i giocatori della squadra di rugby dell’aquila, sfruttando la mole hanno potuto portare fuori anche due o tre vecchie per volta, e ovviamente i piloni della squadra saranno stati molto utili per tenere su la struttura…). Posso dire che chi ha costruito l’ospedale e chi gli ha approvato il progetto (non mi frega un cazzo di che partito sono, PD, PDL, P2, è uguale) andrebbero appesi per i coglioni con dei ganci da macellaio fuori dal pronto soccorso inagibile? Cioè cazzo, l’ospedale!!! Se c’è UN posto che deve resistere a un terremoto in una zona sismica, beh, mi vengono in mente….l’ospedale…l’ospedale…e poi….direi l’ospedale, no? Ma non è il momento di fare polemiche, lo ha detto anche Franceschini, meglio aspettare qualche mese, quando magari Berlusconi avrà dato una pacca sul culo a Michelle Obama e quindi ci sarà altro di cui parlare, ora meglio focalizzarci sulle toccanti storie di puerpere che sgravano nel piazzale e gridano al Miracolo (imbecille, se volevano farti un Miracolo, magari non veniva un terremoto del genere nel mezzo del travaglio, no?) e parlare al massimo di “beffa” come fa qualcuno.

Beffa un cazzo. Sono 400 anni che quella zona è periodicamente devastata da terremoti, l’ultimo nel 1984, 16 anni prima dell’inaugurazione di quel cazzo di ospedale. Non è una “beffa”, c’è qualche pezzo di merda che non ha fatto in modo che non succedesse.

Ma non è il momento di fare polemiche, ora non ci devono essere divisioni politiche, tutti uniti attorno al Governo che sta gestendo l’emergenza, senza maggioranza e opposizione. Per le polemiche meglio aspettare qualche mese, quando il piano casa concordato fra Governo e Regioni avrà permesso di aumentare del 20% il volume delle abitazioni private sarà già operativo, permettendo ad esempio di chiudere un balcone costruendoci una veranda, aumentando il peso sulle strutture portanti, magari di una casa abusiva, condonata e non rispondente alle norme antisismiche. Ma sì, che magari fra un mesetto o due si può ricominciare a parlare dei rumeni e sai chi se ne fotte di ‘ste cose, almeno fino al prossimo Terremoto. Lo posso dire che un piano del genere, qualora non prevedesse il divieto tassativo di eseguire lavori su strutture non antisismiche e tanto meno condonate e non prevedesse un controllo preventivo sui progetti di ristrutturazione, sarebbe di fatto una tentata strage colposa? Per dirne una, la Casa dello Studente dell’Aquila era stata costruita una ventina di anni fa, sempre dopo la legge del ’74. La parte che è crollata pare fosse stata recentemente oggetto di ristrutturazione, nello specifico avevano allargato degli ambienti nei piani inferiori, quelli che sono crollati. L’altra parte della costruzione, identica ma non modificata nel tempo, non è crollata. Ma non vorremo mica metterci a fare polemiche ora? Ci sono i morti, ci sono le vittime.

Già, le vittime… Leggevo sul Manifesto di oggi che nel 1984, dopo il terremoto che colpì la Marsica, la Regione Abruzzo diede la possibilità ai residenti in quella zona di sottoscrivere mutui a tassi zero, quindi particolarmente agevolati, per ristrutturare le loro abitazioni adeguandole alle norme antisismiche. Il numero delle richieste raggiunse l’esorbitante cifra di zero, nisba, nada.

Ora, se fossi cattivo direi che, verificato quanto sopra, chi in quella zona dal 1984 ad oggi magari ha fatto rate per cambiarsi la macchina o ha sottoscritto un mutuo “classico”, di quelli con interessi da usura, per comprarsi una casa magari condonata, non dovrebbe avere una lira per la ricostruzione ma solo badilate. Se fossi buono direi che la colpa in fondo non è solo loro, ma anche e soprattutto di chi non ha fatto in modo che gli adeguamenti venissero fatti comunque in qualche modo, anche a badilate. Lascio a voi il giudizio, ora non è il momento di fare polemiche, nel dubbio badilate per tutti, però fra qualche giorno che ora i badili servono ad altro. Certo è che in questo cazzo di paese nemmeno con i morti ancora caldi fumanti riesci a spaventare talmente tanto la gente da spingerla a preoccuparsi in tempo di certe cose, figuriamoci una volta che li hai sepolti e per lo più dimenticati…

Le uniche polemiche che sono venute fuori sono quelle inutili, sulle previsioni di Giuliani, anche noto come “il Mago della Marsica”, il ricercatore che prevede i terremoti, solo nel giorno e nel luogo sbagliato (aveva parlato di Sulmona e in un’intervista al Corriere del 01/04 aveva detto che non c’era più pericolo). Magari sarebbe stato carino, a prescindere dalle previsioni, fare delle verifiche sulla stabilità delle strutture visto che erano DUE  MESI che si susseguivano scosse e che avevano persino deciso di chiudere le scuole per precauzione. Ma non voglio fare polemiche, ci sono i morti.

Concludo dicendo che mentre scrivevo c’è stata un’altra scossa, si è sentita anche qui da Roma, io particolarmente forte perché sto al 10mo piano di un palazzo che mi dicono antisismico, quindi molto elastico e si è ballato parecchio, ma parecchio. Se così non dovesse essere e dovesse succedermi qualcosa lascio vergate qui le mie ultime parole, da dedicare a voi e da mettere sulla mia tomba: “Andate tutti a fare in culo.”.

 

P.S. dalle news in diretta di Repubblica.it apprendo che il Premier Berlusconi è atterrato all’Aquila praticamente in contemporanea con le nuove scosse. Poi dice che non è vero che è lui che porta merda…

 

P.P.S. Che poi basta co’ sto cazzo de teremoto, è ora che la smette che io avevo in programma un altro argomento sul quale rendervi edotti che so vi avrebbe reso immensamente felici….vabè, ormai domani.


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Vabè, dai, un po’di musica così non ci pensiamo:

(gh… lo sapete che sono una carogna…poi amo questa donna, se mi è venuta in mente mica è colpa mia…)