ROSARNO, BANLIEUE ITALIA


In Calabria i negri si picchiano con i terroni, poi i terroni sparano ai negri. Inizialmente ho pensato fosse un nuovo canale porno del digitale terrestre per leghisti, poi ho visto che era il TG3 delle 19. Comunque immagino Cota e Calderoli che ce l’hanno più duro del solito a vedere ‘sta roba…
Saviano fa notare giustamente che i criminali i problemi con la ‘ndrangheta li discutono attorno ad un tavolo, questi sono gli unici che hanno avuto il coraggio di metterci la faccia (e il corpo) e di fare un po’ di casino, come a Castel Volturno, invece di baciarci le mani a Zu’ Tanu. Poi non resiste alla tentazione di dire una cazzata, gli capita, checchè ne dica Fazio.
"Certo, i metodi sono discutibili…"

Discutibili un cazzo.

Li sfruttano come schiavi, li trattano come bestie, li fanno vivere come topi nelle discariche e nelle fabbriche abbandonate. Per non fare loro mancare niente gli sparano anche addosso.
Alle spalle del bravo cronista che racconta la preoccupazione e la paura della Brava Gente del Paese si accalcano cialtroni sorridenti che si danno di gomito perchè sono in TV, ma la notizia che due clandestini sono stati gambizzati a colpi di lupara è ancora da verificare.
Intanto il Comune del Paese della Brava Gente del Paese rimane commissariato per le infiltrazioni ‘ndranghetiste nell’Amministrazione democraticamente eletta.

Dovrebbero farci le decorazioni natalizie con le budella della Brava Gente*.

Discutibili un cazzo.

* Non solo di Rosarno, a me la Brava Gente sta sul cazzo tutta. Meglio le cattive compagnie.

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CHI È STATO?


Da leggersi, “Chi è Stato?”, che vista la lucidità media dell’uditorio (e dell’autore) meglio essere chiari.


Ma Pert, il Lodo Alfano, lo avrebbe firmato?

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Da dove si comincia? No, seriamente, ci sarebbero talmente tanti insulti da vomitare a destra e a sinistra oggi, che sono sinceramente in difficoltà.

Ok, hanno bocciato il Lodo Alfano, il nano sta dando fuori di matto, gli ultimi colpi di coda del regime, si dirà, se avesse un minimo di dignità e senso dello Stato si dimetterebbe, ma se avesse dignità e senso dello Stato non sarebbe Berlusconi e si sarebbe dovuto dimettere almeno cento volte negli ultimi 15 anni.

Secondo me, e qui la sparo grossa, si dovrebbe dimettere soprattutto Napolitano. Perché il Lodo non lo poteva firmare. Occhio, non “non lo doveva” come qualcuno disse all’epoca e ripete oggi, non è un problema politico. Il Lodo è stato respinto per ragioni tecniche ENORMI: è una norma che va contro la Costituzione, ed è una norma che per essere introdotta dovrebbe seguire l’iter di legge appunto costituzionale e non ordinaria. Qua è come se un arbitro di calcio non conoscesse la regola del fuorigioco. Mo’ non lo so se Di Pietro si riferisce a questo, se parlasse italiano forse si capirebbe, ma a me sembra che tutti ne hanno fatto sempre una questione politica, mentre qua, ripeto parliamo proprio delle regole del gioco.

E di gioco si tratta, perché a sfogliare le altre pagine del giornale ti rendi conto che questa è una parte della realtà, una dimensione che scorre parallela, fatta di concetti come “legalità”, “democrazia”, “libertà di informazione”, “uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”, “Stato”… Scorre parallela ad altri fiumi, fiumi di merda, ovviamente, nei quali gli stessi concetti affogano, ignorati anche e soprattutto da coloro che li difendono di là, nell’altra dimensione. Mi riferisco agli intoccabili bipartisan come Di Gennaro, che non hanno nemmeno bisogno di Lodi strani perché lo Stato quando li giudica e si giudica li assolve in automatico e il primo a telefonare a Di Gennaro per complimentarsi pare sia stato Minniti, della cosiddetta “opposizione”, PD. Non ricordo se l’IDV si oppose alla promozione di Di Gennaro, ma ricordo che si opposero alla commissione di inchiesta sul G8 di Genova (sono sempre convinto, ancora di più dopo l’assoluzione di Di Gennaro che sia sul piano politico che vadano accertate le responsabilità di quel macello, non su quello giudiziario, che in questi casi si sa benissimo da che parte stanno i giudici, per usare un’espressione in voga in questi giorni: stanno dalla stessa parte di Napolitano e Di Gennaro, dala parte di chi è Stato). Chissà se diventerà quindi vero e giusto che Colucci abbia falsificato la sua testimonianza sulla Diaz non su imbeccata di Di Gennaro come racconta a Mortola in un’intercettazione, ma per ispirazione divina, che a ‘sto punto è l’unica spiegazione. Chissà se diventerà vero e giusto quello che altri giudici hanno scritto in un’altra sentenza di assoluzione di altre guardie, quella relativa al pestaggio dei pacifisti della Rete Lilliput, del WWF e della “Associazione Giovanni XXIII”, giuro, che secondo i giudici “opponendosi con le mani alzate dipinte di bianco ostacolavano l’azione delle forze dell’ordine” e quindi, implicitamente perché i picchiatori sono stati assolti, era giusto pestarli (salvo poi doverli risarcire, secondo altri giudici). Chissà se diventerà vero e giusto quello che il giudice che ha emesso la sentenza di primo grado sulla morte di Gabriele Sandri ha scritto su Spaccarotella, ovvero che “mai avrebbe coscientemente accettato il rischio di poter ferire qualcuno” sparando da un lato all’altro dell’autostrada su una macchina in corsa…

Quindi dove voglio arrivare alla fine di tutto ‘sto delirio?

Non lo so, non so nemmeno se essere contento per la bocciatura del Lodo Alfano e conseguenti crisi isteriche di Berlusconi (che spero si tramutino in infarto o ictus quanto prima, pensate che belle che sarebbero le cene del Lunedì ad Arcore, con Bossi convinto di star parlando con Rutger Hauer e Berlusconi che tocca il culo alla badante) o incazzato perché tanto al di là di quel teatrino vedo che certe cose non mutano mai il proprio Stato.

Mi vengono solo immente immagini truci, di fiaccole e forconi e ghigliottine…

WE CAN BE HEROES, JUST FOR ONE DAY

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Mi piacerebbe avere un po’ più di tempo, ma come vi avevo anticipato qui ho avuto un incremento di lavoro, a fronte di una giusta riduzione di stipendio, ergo sarò sintetico e sporadico, come la stitichezza.

Mi hanno segnalato che uno degli “eroi” a cui abbiamo fatto il funerale di Stato, con tanto di Alte Cariche Istituzionali, stavolta non di tritolo, aveva come quasi tutti gli Italiani un profilo su Facebook, il che già basterebbe per meritare la morte a mio avviso, ma vabbè…

Era anche iscritto a due gruppi, e qui sta la particolarità del caso, il primo era “Grazie a dio non sono comunista” (peccato, non era manco ignifugo), il secondo “Partito Nazionale Fascista



Chissà se come molti colleghi militari e delle FFOO aveva anche “Faccetta Nera” come suoneria… Sono un pericoloso sovversivo anti patriota se continuo a dire che è sempre più necessario effettuare una bonifica nelle forze armate e dell’ordine?

*****




Altro bel soggettino, “eroina” della Libertà, è l’Onorevole Daniela Santanchè, che ha denunciato un’aggressione (che nessuno ha visto e che nessuno, nonostante ci fossero un fottio di fotografi e cameraman, è riuscito ad immortalare) da parte di alcuni musulmani durante una loro “protesta pacifica”.
La “protesta pacifica” consisteva in un picchetto fatto davanti a un luogo dove la comunità islamica milanese festeggiava la fine del Ramadan.
La Santanchè si è presentata con una ventina di militanti del suo “movimento” per invocare l’applicazione della legge CONTRO le donne che indossavano veli che coprivano il volto, fino a tentare, pare, di strappare il velo ad alcune di loro. A casa mia questa è la provocazione di una stronza a cui non importa nulla dei diritti delle donne islamiche (non credo che arrestandole o respingendole in mare sia facile tutelarne i diritti…) e che voleva farsi un po’di pubblicità, per di più sfruttando la tragedia di quella poveraccia ammazzata dal padre perché era scappata con un italiano.

Io sono dell’idea che in questi casi andrebbero applicati gli stessi metodi che applicherei con gli ultras: si prendono i fanatici teste di cazzo di una parte e dell’altra, li si chiude in un recinto e poi si liberano gli orsi perché si occupino degli (eventuali) superstiti.

Poi se vogliono gli facciamo i funerali di Stato anche a loro…

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Concludo con una segnalazione arrivatami dai compagni de La Prospektiva, relativamente alla vicenda dell’ex scuola occupata dai movimenti per la casa e recentemente sgomberata alla Magliana, con annessa campagna stampa (orchestrata dai giornali del palazzinaro Caltagirone e dei suoi colleghi interessati alle speculazioni edilizie nella Capitale) diffamatoria:


ROMA Lunedì 14 Settembre,

Al termine di una delirante campagna stampa portata avanti anzitutto dal Messaggero e dopo gli sgomberi dei giorni precedenti, i carabinieri – con una operazione da territorio occupato, con elicotteri e strade chiuse – hanno eseguito cinque arresti all’interno della occupazione "8 Marzo" alla magliana, secondo un delirante e ridicolo teorema che vorrebbe gli attivisti dei movimenti di lotta per la casa in realtà a capo di una associazione a delinquere finalizzata all’estorsione.

Tv e giornali,quelli di sinistra compresi,non hanno detto nulla su questa campagna diffamatoria attuata da "Il Tempo" e portata avanti da "Il Messaggero" proprieta’ del "palazzinaro" Caltagirone. Stampa che appoggia il sindaco Alemanno nel reprimere quei movimenti che quotidianamente si battono per il diritto alla casa organizzando un’alternativa abitativa per chi non ha un tetto.

http://www.laprospektiva.com

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ah, un’ultimissima cosa, che ho sentito troppe cazzate nei tg: gli attentati contro i covi fascisti non sono "intolleranza", al massimo è "derattizzazione"…

INFORMAZIONE IN LIBERTÀ

Domenica al TG Regione di Rai 3 ho visto una delle scene più belle di sempre.
La “notizia” era che grazie ai controlli fatti su forum e community online si era sventata una serie di “risse fra bande” di giovani romani, che si sarebbero dati appuntamento per pestarsi. Ora, non parliamo di malavita o di bande di teppisti stile “Guerrieri della Notte”, ma di gruppi di “Emo” e di “Truzzi” (non ho idea di cosa possano essere, ma nel dubbio direi Zyklon B) che in nome di un odio atavico si scambiano insulti in rete e avrebbero deciso di passare dalle parole ai fatti.
Beh, c’era un maresciallo, un colonnello non so che dei carabinieri, in uniforme e tutto, che spiegava ad una giornalista abbastanza perplessa come ecco ,sì, fra gli Emo e i Truzzi non corre buon sangue e ci sono stati episodi anche violenti con Truzzi che pestavano Emo e viceversa. Surreale. La faccia dei due era fantastica, mi chiedo quante volte avranno dovuto girare l’intervista, io solo al pensiero di dover pronunciare la parola “Truzzi” davanti a una telecamera sarei colto da una crisi di riso irrefrenabile.
Sarà che sono di un’altra generazione e che sto diventando sempre più vecchio e astioso, ma se penso a questa cosa mi viene in mente il caro George Carlin e immagino che sì, questi fenomeni andrebbero incoraggiati e non fermati, che si esprimano, facciano i loro combattimenti rituali, la società dovrebbe agevolarli, con armi e anfetamine. Le armi per loro, le anfetamine per i Rottweiler a cui dovremmo affidare i superstiti.

Ma la notizia del giorno è la cancellazione della prima puntata di Ballarò, in programma stasera su Raitre, motivata dalla Rai con lo spostamento in prima serata di uno speciale di Porta a Porta con ospite Berlusconi in cui si sarebbero mostrate le immagini della “consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi”. Praticamente uno spottone osceno, la solita marchetta di Vespa (altro che la D’Addario, in confronto a Vespa quelle sulla salaria sono frati cappuccini) sempre prono e pronto a scattare ogni volta che il Capo (chiunque sia in quel momento) schiocca le dita.
La ciliegina sulla torta è che anche Matrix, trasmissione di approfondimento di Canale 5, non andrà in onda. “Motivi tecnici”, dicono da Mediaset, che incidentalmente è di proprietà del Presidente del Consiglio che sarebbe dovuto andare in contemporanea su Raiuno.
Poi c’è la storia di Report a cui vogliono togliere la copertura legale, e c’è l’ostruzionismo contro Annozero…

Non so voi, ma io il 19 alla manifestazione ci vado.

La mia fissazione con la TV e con l’informazione televisiva non dipende dal fatto che sono un teledipendente e che mio malgrado anche io ho il cervello fottuto dalla televisione (ok, non è solo la televisione…andate un po’a fare in culo…), ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, dal fatto che anche se fa tanto radical chic snobbare la televisione e fa tanto ggiovane dire “tanto c’è la rete”, l’Italia è un paese dove l’80% della popolazione ha come unico mezzo di informazione, e conseguentemente di creazione delle proprie opinioni, la televisione. Questo significa che dieci minuti di Vespa in prima serata “pesano” quanto mille beppegrilli.
Tra l’altro ancora una volta Grillo conferma di non capire un cazzo, quando invece di schierarsi contro la delirante pretesa di Berlusconi di poter denunciare i giornali che scrivono cose che non gli garbano e di aderire alla manifestazione del 19 che è sacrosanta continua a delirare sulla fine della stampa e della televisione…non tutti hanno la fortuna di vendere tanti DVD e libri come lui e Travaglio e la Galbanelli, con tutto il bene che le voglio non credo possa riempire i teatri come lui, se chiudessero Report glieli paga lui gli stipendi alla redazione e ai giornalisti? O glieli pagano i bannerini di GoogleAds?

Ah, e se ce la faccio forse faccio un salto anche qui.

A’ LIVELLA

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Diceva Totò che la morte è una livella, che dopo morti siamo tutti uguali, principi e monnezzari.
Beh, magari fosse davvero così: purtroppo, nella società dello spettacolo, dopo la morte resta il ricordo e la memoria, e la memoria e soprattutto il “peso” dei morti non sono uguali per tutti. Citando Orwell, così come per la legge anche per la morte qualcuno “è più uguale degli altri”. Ho pensato questo quando ho letto questa notizia: un detenuto in un carcere che ha attuato uno sciopero della fame e che alla fine è davvero morto, potremmo dire che è stato lasciato morire.
Curioso, in un paese in cui lasciarsi morire a tutti gli altri non viene riconosciuto, a pochi giorni dalla discussione alla Camera del disegno di legge sul Testamento Biologico…

La memoria, dicevo. Quando uno famoso muore viene automaticamente santificato, era successo a livello mondiale a Lady Diana, una stronza ricca e snob che fra un party a corte e una sgroppata con qualche aitante giovanotto era riuscita a diventare un’icona di bontà facendosi fare un paio di foto vicino a qualche negretto, è successo qui, nel nostro piccolo, anche col recentemente scomparso Mike Bongiorno.
Come al solito si sono sprecati i coccodrilli, lacrimosi ricordi di quanto era bellobuonobravoeumano ecc. ecc.

Beh, a me dispiace solo di una cosa: che non fosse crepato quando lo volevano fucilare i nazisti in quanto partigiano. Avrebbe fatto una figura migliore e meno danni.

No, perché Bongiorno è stato una colonna portante del processo di rincoglionimento della popolazione italiana, della trasformazione di due difetti come la stupidità e l’ignoranza in qualità necessarie per avere successo come persona, nella vita e nello spettacolo (che poi ormai è uguale). Umberto Eco in un famosissimo saggio lo aveva detto, e ho scoperto sul Manifesto di oggi (meno male che almeno loro si sono dati una regolata) che anche lo scrittore Luciano Bianciardi (se non avete mai letto “La Vita Agra” fatelo) aveva espresso un giudizio critico sul presentatore.
Grosso modo entrambi sostenevano che Mike Bongiorno fosse un campione di mediocrità: il migliore nel campo della mancanza di senso critico, del conformismo e dell’ignoranza, e che fosse proprio questa la radice del suo successo.

Mike Bongiorno era, parafrasando il film Zoolander, un modello di idiota, ed era diventato il veicolo dell’assunzione dell’idiozia a modello. Le famose gaffes invece di far dire al pubblico “ma guarda te questo imbecille” lo facevano diventare simpatico. Il non conoscere le risposte ai quiz venivano considerate “umiltà nel non volersi mettere al di sopra della gente” (questa l’ho letta davvero). Costanzo (altro bel personaggio) ieri al TG2, con l’occhio acquoso chiosava su come fosse bello che la gente che non sapeva le cose potesse riconoscersi in lui che era altrettanto ignorante, “normale” e “umano”.
Per non parlare del ruolo che ha avuto nella creazione del fenomeno Berlusconi (che però, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è la causa ma l’effetto dei problemi dell’Italia) e delle vergognose marchette che fece all’epoca della “discesa in campo” insieme ad altre cariatidi come la Zanicchi e Vianello (e mi sa che quella campagna elettorale se la ricordano tutti poco).

**

E lo volevano fare pure Senatore a vita! Quindi, no, non mi dispiace che sia morto, anzi, direi “avanti il prossimo”, voglio Vianello, Costanzo, Baudo, la Zanicchi ecc. ecc. Sempre in attesa di gustare il boccone più gustoso…

**

QUESTIONE DI BRAGHE



La gente ha delle pretese assurde ogni tanto…

No, dico, già mi dovrebbero ringraziare che vengo qui tutti i giorni, vestito in maniera più o meno presentabile e più o meno lucido e sobrio (più o meno) e questi addirittura pretendono che io LAVORI!!! No, dico vi rendete conto!?!?!? Lo stipendio che mi danno per quanto mi riguarda sarebbe già meritato per la puntualità e per il fatto che non mi presento in ufficio armato e determinato a fare una strage. Almeno per ora.

Comunque, devo dire che se c’è una cosa che non manca al Presidente del Consiglio è il senso dell’umorismo quando dice che sarebbe una barzelletta dei “cattocomunisti” il fatto che in Italia è in pericolo la libertà di informazione.
Già solo questa affermazione, fatta ieri mattina, contiene almeno due battute paradossali e devastanti: la prima è che in Italia ci sarebbe mai stata una libertà di informazione da poter mettere in pericolo (no, perché mo’pare che i telegiornali degli anni ’70 non fossero delle vergognose veline solo un pelo meno spudorate dell’Istituto Luce del ventennio…); la seconda battuta è che ha dato dei “comunisti” ai vescovi della CEI (talmente tanto progressisti da far rimpiangere Diocleziano ogni volta che aprono bocca), a giornali di proprietà di alcuni dei principali esponenti del capitalismo e della finanza italiana e mondiale (no, seriamente, glielo hanno spiegato a quelli del Financial Times e del Wall Street Journal che sono comunisti? Hai visto mai…) e soprattutto continua a dare dei comunisti agli esponenti del PD e dell’IDV, il che è anche peggio che ridicolo.
Lui possiede tre delle principali 7 televisioni in chiaro che trasmettono nell’etere del Belpaese (sì, bel paese demmerda…), altre tre le controlla in quanto capo del Governo, la settima tutto è tranne che un covo di comunisti, le tv via satellite sono un fenomeno meno che marginale (SKY ha 4 milioni di abbonati, in Italia siamo 60 milioni….basta fare due conti). In Italia l’80% delle persone ha come principale e spesso unico mezzo di informazione la televisione, e già questo basterebbe.

Di quel 20% che rimane una piccola parte legge i giornali, ammesso che capisca quello che c’è scritto. Il Capocomico sempre ieri ha detto che il 90% dei giornali sono in mano all’opposizione, anche qui umorismo a palate, dato che così a braccio mi vengono in mente il Giornale, il Messaggero, il Tempo, la Nazione/il Mattino/il Resto del Carlino, la Padiania, Libero, il Secolo d’Italia e spesso e volentieri anche il Corriere della Sera, che tutto sono tranne che antigovernativi (il Corriere della Sera è filogovernativo A PRESCINDERE).
Ora, sarebbe troppo pretendere che i giornalisti a cui vengono rilascate certe dichiarazioni si peritassero di far notare al Presidente del Consiglio che sta citando un dato non propriamente corretto, ad esempio con un garbato “MA CHE CAZZO STAI A DI’?”. Mi immagino che se a una conferenza stampa che ne so, per la presentazione del nuovo modello della FIAT, Marchionne si mettesse a dire che producono sci e che sperano molto nella Ceccarelli per il mondiale di SuperG qualcuno gli farebbe notare che sta dicendo cazzate, no?

Secondo me c’entra il fatto che questa ridda di cazzate mostruose (è un termine tecnico) le sia andate a dire, a Maurizio Belpietro, che casualmente è un suo dipendente e ha accettato con entusiasmo di ospitare la telefonata di Berlusconi a Mattino Cinque, trasmissione che sempre casualmente va in onda su una rete di cui il Presidente del Consiglio è (mero) proprietario.

Alla luce di quanto scritto sopra, appare normale anche il fatto che c’è il rischio concreto che il prossimo direttore di Raitre, l’unica televisione pubblica dove, garbatamente e sempre entro certi limiti, si sente qualche critica al Governo, sarà Giovanni Minoli, che chi ha almeno la mia età ricorda con terrore ai tempi di Craxi. E normale appare quanto mi ha fatto notare ieri Derek che ringrazio, ovvero che la Rai starebbe per togliere la copertura legale a Report, il che significa che eventuali spese legali per cause intentate contro la trasmissione dovrebbero essere sostenute dalla redazione o dai singoli giornalisti (ovvero: “se rompete i coglioni a qualcuno sono cazzi vostri, noi il culo non ve lo pariamo più, quindi vedete un po’che dovete fare”). Come barzelletta non c’è male, vero?

A migliorare la situazione c’è l’interesse suscitato dall’intervista della improbabile giornalista Daphne Barak (sembra Paris Hilton con trenta kg e 20 pasticche di Roipnol in più) a una  storditissima Noemi Letizia, la trovate su you tube, è un po’come guardare filmati di scimpanzé che se lo succhiano da soli, però con il logo SKYNews da una parte.

Insomma, l’informazione in Italia sta messa malissimo, però ci possiamo consolare col pensiero che almeno da noi i giornalisti una libertà ce l’hanno: quella di portare i pantaloni, a patto che siano sempre pronti a calarseli.

L’INDIGNAZIONE


Fra le cose che non sopporto, e come avrete capito non sono poche, non posso non annoverare l’ipocrita e qualunquista indignazione che traspare dai titoli, dagli articoli e dai servizi che parlano di qualche condanna inflitta o di qualche condannato che dopo aver scontato, come la legge prevede, una parte della pena viene messo ai domiciliari o affidato ai servizi sociali.

Avrete capito di cosa parlo, quel tono di condanna che sentiamo in chi ci parla dell’assassino che dopo essersi fatto dieci o quindici anni di galera viene messo ai domiciliari, o in chi ci riferisce di una condanna data a qualcuno che viene definita troppo mite. Allora, il punto è questo: se la legge prevede quanto sopra c’è poco da indignarsi se i magistrati la applicano. Ci sarebbe da prendersela con chi la legge la fa o non la modifica, e naturalmente non è quello l’interesse di chi vuole solo sparare a zero su certi giudici. Detto questo io non mi indigno quando un assassino esce di galera dopo 20 anni, perché è la Costituzione che prevede una funzione riabilitativa della pena. Se vogliamo solo la punizione allora fanno bene i Cinesi: colpo in testa per praticamente qualsiasi reato e pallottola a carico della famiglia del condannato.

Io mi indigno quando sento che quattro poliziotti che hanno ammazzato per noia, o solo per fare i coatti, un ragazzino diciottenne vengono processati per il reato di “eccesso colposo in omicidio colposo”, che pare una supercazzola e farebbe ridere se non fosse tragico.

Mi riferisco alla condanna in primo grado (poi vediamo se la confermano…) dei 4 delinquenti in divisa che hanno assassinato Federico Aldrovandi. 3 anni e 6 mesi per aver pestato fino ad ammazzarlo un ragazzino di 18 anni, per aver raccontato in aula e nel rapporto di averlo dovuto “immobilizzare” (beh, immobile ora è immobile, a parte il processo di decomposizione) perché li aveva aggrediti (come è noto i monaci shaolin ai diciottenni di Ferrara je fanno una pippa), per aver indotto verosimilmente dei loro colleghi a falsificare atti ufficiali e a far sparire prove (e nessuno dei colleghi è stato processato).

Fatemi capire, che cazzo deve fare uno sbirro in questo Paese di merda per farsi 15 anni di galera?

Capisco che per i genitori fosse importante il principio e che possano essere soddisfatti, ma io da cittadino mi faccio rodere il culo, perché se io e tre miei amici ammazzassimo di botte uno e poi raccontassimo che era strafatto e ci aveva aggredito non credo ci darebbero solo tre anni e sei mesi.

Ora inizia il G8, quello di Genova ancora ce lo ricordiamo, le manette già hanno cominciato a scattare, speriamo non ci siano altri eccessi, colposi, ovvio, non sia mai che pensiate che qualche esponente delle FFOO potrebbe volontariamente e senza motivo usare violenza contro chicchessia, sono tanto buoni…

*****


Ma veniamo ad altre forme di indignazione. Matteo Salvini, eurodeputato della Lega, quindi uno che è stato eletto per rappresentare il nostro Paese nel Parlamento Europeo, è un figuro che se non ci desse sue notizie periodicamente non sarebbe possibile nemmeno immaginarselo, specie nelle vesti di capogruppo di un partito della maggioranza al Comune di Milano e poi Eurodeputato.
Per capirci, è il fenomeno che voleva fare i posti riservati ai milanesi in metrò.
Beh, ci si è indignati per delle immagini che lo ritraggono al raduno di Pontida (fosse per me ci passerei il Napalm, dico napalm così quello dello Zyklon non si incazza), verosimilmente alticcio e bicchiere di birra in mano (non si possono avere solo difetti), ornato con una magliettina che è tutta un programma, “+ RUM – ROM”, dirigere un coro di militanti in un coretto simpaticissimo:

* *

Se l’indignazione magari è giustificata, lo è un po’meno la sorpresa, visto che la Lega la si conosce, non è da ora che hanno certi atteggiamenti, ci sono arrivati al Governo a forza di urlare “terroni, terroni” calcolando che “tutti sono terroni a qualcuno”. I Napoletani non mi sembravano diversi quando hanno bruciato il campo rom a Ponticelli, i Romani di Donna Olimpia non mi sembrano tanto più solidali col poveraccio che hanno menato l’altro giorno perché da negro si permetteva di suonare ai citofoni per dare i volantini. Siamo il Paese più razzista d’europa e ci stupiamo che un razzista sia eletto europarlamentare in un partito che del razzismo ha fatto il cardine del suo programma?

Che poi a voler fare la punta al cazzo quel coro lo cantano tutte le domeniche che il Napoli è in trasferta…

*****


Concludiamo con l’ultimo tipo di indignazione di cui vi volevo parlare, che è quella contro i videogiochi, i film e le canzoni che contengono scene o parole “che incitano alla violenza”. Gente come le amebe del Mo.I.Ge. che vorrebbero poter disinteressarsi dei propri figli e lasciarli ore davanti alla TV o alla PS2 tanto non c’è nulla che li potrebbe turbare. Fanculo.

Io ieri sera mi sono visto un film MOLTO violento, un vero bagno di sangue, con omicidi, torture e scene di violenza inflitta e autoinflitta MOLTO pesanti. Il primo film horror francese da non so quanti anni ad essere, anche se solo in un primo momento, vietato ai minori di 18 anni.

E ve lo consiglio!

Si chiama Martyrs, è del 2008 e spacca di brutto, anche se non vi sentirete tanto bene dopo averlo visto.



* *