Scienze Occulte

Se rinasco voglio diventare uno di quei ricercatori della stocazzo uniiversity che fanno le ricerche assurde, quelle che leggi l’articolo sul giornale e pensi “ma che cazz….”.

Tipo che ne so, quanti colpi di mandarino servirebbero per abbattere la torre Eiffel? E’ possibile montare lo zabaione a gravità zero? Incrociando il DNA di Klaus Davi con quello di oloturia verrebbe fuori Jabba the Hutt?

Ho capito questa cosa durante una conversazione avuta guardando i mondiali di atletica con la mia compagna , in cui si ragionava sulla possibilità che nell’emisfero australe i lanciatori di disco e martello non avessero peggioramenti nella loro prestazione per la cosa che l’acqua negli scarichi girerebbe nell’altro senso (per la cronaca, no, ho controllato, non è nemmeno vera sta cosa dell’acqua).

Sì, avevamo bevuto.

Comunque, se nella vostra prossima vita leggerete di un team di ricercatori che sta cercando di creare che ne so, un motore a insulti o di scoprire se puzzano di più i calzini destri o sinistri, sappiate che è roba mia.

Annunci

L’ARTE DEL TENNIS ALLA VIGILIA DELLE FERIE

Fra i tanti sport che mi è capitato di seguire ovviamente senza averne mai praticato nessuno seriamente c’è, seppur in maniera marginale, anche il tennis.
 
L’ho seguito in maniera marginale in quanto come è noto ai più, per le sue caratteristiche, per le tecniche di gioco, per le strategie, per il ritmo e per lo svolgimento della maggior parte delle partite il tennis è, diciamocelo, una colossale rottura di coglioni.
Ovviamente ci sono delle eccezioni, come in tutte le cose. Alcuni campioni sono stati capaci di regalare anche emozioni fortissime, come John Mc Enroe, famosissimo per le sue sfuriate contro arbitri e giudici di linea, leggendario il suo "YOU CANNOT BE SERIOUS!!!!"

o come Monica Seles, famosa per essersi fatta dare una coltellata e per aver simulato per anni orgasmi multipli sui campi di tutto il mondo, un po’ come Jenna Haze.

Ma perché vi parlo di tennis? Semplice, se avete un po’ di pazienza ci sto arrivando. La figura più rappresentativa del tennis, soprattutto se pensiamo palla scuola italiana e spagnola, è il tipo di giocatore che viene detto “pallettaro”, specialista della terra rossa. Il pallettaro è quel giocatore che non prende mai nessun rischio, si pianta lì a fondo campo, sulla linea e ributta di là ogni palla, sperando nell’errore dell’avversario, o quanto meno nel fatto che l’altro si rompa il cazzo dopo diciassette scambi e cerchi di centrarlo con una pallata, regalandogli così il punto.
L’incontro fra due pallettari può regalare partite terrificanti, soprattutto alla luce del fatto che le partite di tennis, come per la pallavolo, non finiscono per un limite di tempo ma a un punteggio prestabilito, quindi due pallettari possono andare avanti anche a oltranza, per ore, giorni, generazioni. Per capirci, fra Roma e Cartagine hanno deciso per le Guerre Puniche perché a tennis ci avrebbero messo troppo.
 
E qui veniamo al punto. Io da domani a l’una sono un uomo in ferie. Il che significa che arrivati a questo punto l’obiettivo è resistere, resistere, resistere. Quindi applicare pedissequamente la tattica tennistica dei pallettari ed evitare qualsiasi rischio che possa complicare o peggio ancora allungare questa giornata lavorativa e mezzo.
 
Cliente: mi servirebbe un'offerta per….
Io: certo, mi mandi queste informazioni
 
Cliente: le ho mandato le informazioni per..
Io: sì, ma qui c’è un punto poco chiaro, riesce a farmi questa e quell’altra verifica?
 
Cliente: ho un problema con…
Io: mi può far avere i dettagli dell'ordine?
 
Collega: ci sarebbe da fare questa cosa…
Io: hai chiesto se Tizio e Caio hanno fatto quelle due cose che andavano fatte prima?
 
E via così fino a domani. Non mi avrete, io da questa linea non mi muovo.
 

*****

 
Saltando di palo in frasca, oggi su Radio Onda Rossa ho sentito un pezzo di questi malati di mente che rifanno i classici anni '80, punk e new wave, riarrangiati in versione bossanova…

SOSSODDISFAZZIONI



Normal
0

14

false
false
false

IT
X-NONE
X-NONE

MicrosoftInternetExplorer4

/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:”Table Normal”;
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:””;
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin-top:0cm;
mso-para-margin-right:0cm;
mso-para-margin-bottom:10.0pt;
mso-para-margin-left:0cm;
line-height:115%;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:”Calibri”,”sans-serif”;
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:”Times New Roman”;
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;}

Wow, è vero che internet ti permette di esplorare nuovi territori e di avere contatti diretti con personaggi illustri e famosi la cui conoscenza era prima preclusa a noi comuni mortali, che invece ora possiamo essere informati direttamente via Twitter di ogni volta che Demi Moore fa una cacata, direttamente da lei.

In attesa di riuscire a rimediare un ciuccione da Megan Fox, posso fregiarmi per ora di un breve epistolario con Ezio Mauro, di uno scambio di mail con la segreteria di Veltroni al tempo della sua sindacanza della Capitale, del fatto che un mio collega ha chiesto su Linkedin l’amicizia a Barack Obama (non gli ha risposto, strano…) e recentemente di aver avuto un messaggio privato da parte di una delle persone facenti parte dello staff di “Welcome to the Machine – Il Musical”, almeno così si è presentato.

Non posso non rendervi partecipi come ho già fatto in passato, ergo:

Ciao hai vinto un beglietto per il musical Welcome to the Machine!
No scherzo!!!
Ciao mi permetto di scriverti perchè casualmente ho trovato sul tuo blog il commento che hai fatto riguardo allo spettacolo.Preferisco chiamarlo così.Anche a me i musical fanno cagare generalmente. Io faccio parte dei 20 idioti cantanti "attori" di questo spettacolo.Volevo solo precisare ma assolutamente senza nessuna polemica, anzi mi sono piegato da ridere a sentire con quale cinismo e cattiveria contestavi questa idea, che comunque non è il classico musical del cazzo con i balletti e le varie minchiate in stile "amici" che odio con tutto me stesso per l’idiozia e la merda che propagandano in giro.E’ uno spettacolo teatrale molto sobrio e rispettoso anche perchè è stato ideato da cultori dei Pink Floyd prorpio come te.Quindi niente non so di dove sei ma ti invito a vederlo magari potresti darci degli sputi/spunti interessanti.E’ piaciuto a molti e considera che è una cosa nata prorpio dal niente con pochissimi soldi e bene o male siamo riusciti a girare gran parte dell’italia.Insomma non voglio impietosirti volevo solo precisare che non è la solita cagata.Credimi!E’ un tributo ai Pink Floyd!

 

Devo ammettere che è simpatico e molto molto sportivo, viste le cattiverie gratuite (perchè in finale non l’ho manco visto lo spet….ma che sto dicendo, grauite un cazzo!!!) che ho scritto, ma non ho resistito a mandargli una rispostaccia:

 

Ciao, devo dire che sono rimasto molto sorpreso dal tuo messaggio, ci ho messo un po’a realizzare, oddio, quello forse dipende dai postumi della sbornia, ma mi sono chiesto per un po’come avrei dovuto risponderti.

Facciamo così, io butto giù due-tre risposte,dalla più lunga alla più sintetica. Tu scegli quella che ti irrita di più e fammelo sapere, ci tengo.

Ah, naturalmente metterò tutto sul blog, perchè privato il messaggio? Un po’di sana rissa telematica, suvvia!

Risposta 1:

No, non ti scuso per “esserti permesso di scrivermi”, guarda un po’ questa gioventù senza rispetto che si permette ecco, insomma, di scriverti SOLO perchè hai gettato una tonnellata di merda su un loro lavoro, che immagino sudatissimo, in maniera assolutamente pregiudiziale e senza averlo visto… (fermo restando che mi sento in dovere di esprimere giudizi radicali in maniera assolutamente pregiudiziale e senza avere conoscienza di ciò di cui sto parlando, è la rete, bellezza).

Allora, che ti devo dire? Lo so che sicuramente siete dei cultori dei Pink Floyd, se foste stati cultori dei Teletubbies avreste fatto “Teletubbies, il musical”, ma sinceramente il poco che ho visto su youtube è bastato per formarmi il giudizio che hai letto e che, sebbene sia espresso in maniera ironica, rispecchia ESATTAMENTE quello che io penso (anzi, non a formarlo, ma a confermarlo, dato che il giudizio me lo sono fatto ovviamente prima di aver visto anche solo un secondo dello “show”). Il mondo fa schifo perchè è vario, evidentemente abbiamo concetti diversi su cosa sia “un tributo” o “un insulto”. Che ne so, per me un regista o uno scrittore che citano Shakespeare in un’ “opera” stile Federico Moccia (storiella di quindicenni lobotomizzati in cui i protagonisti, fra un’eiaculazione precoce e l’altra, prolungano inutilmente il percorso che li porta, giustamente, all’incidente mortale con la macchinetta del cazzo), non fanno un tributo, ma un insulto.

La forma è importante. Non posso mettere Cristina del Basso in posa su un guscio di cozza, circondarla di richhioni seminudi e volteggianti e dire che è un tributo alla Venere del Botticelli. E’ una cacata e basta.

Scusami, anzi, no, scusami un cazzo, ma non sono una persona tollerante e aperta, nè democratica, non me ne frega un cazzo del fatto che le persone possono avere opinioni e gusti diversi, dipendesse da me il pubblico della prossima rappresentazione di “Welcome to the Machine” dovrebbero essere miliziani janjaweed. Ma è un problema mio, tranquillo, anzi, grazie per la pacatezza del tuo messaggio, io sarei stato e sono più pesante.

Se ti può consolare nella lista delle persone che odio e che vorrei morte, che comprende grosso modo cinque-sei miliardi di persone e un’altra milionata di personaggi immaginari tipo Babbo Natale, Dio, Amelie, Buddha e Simona Ventura, non siete nemmeno fra i primi cento. Fra i primi centocinquanta sì, pero.

 

Risposta 2:

No, dai, non ci posso credere!!!!!! Io in realtà vi adoro! Il mio era solo un tentativo di conoscervi, ho pensato che dei geni come voi avessero talmente tanti commenti positivi che avreste notato l’unico negativo! Pensa che io e mia moglie abbiamo visto lo spettacolo quindici volte e abbiamo deciso che nostro figlio si chiamerà “Uelcomtudemascinilmiusicol”, che poi è il secondogenito, se aveste fatto qualche anno fa lo spettacolo vi sareste beccati il primogenito, invece lo abbiamo dovuto chiamare “Sandeibladisandei”.

Risposta 3:

Ammazzati.

 

Sì, sono stronzo e me ne compiaccio, che devo fare?

Se volesse mandarmi insulti vari in risposta spero di averli qui, che è più divertente, facciamo una vita così triste…

A questo punto direi che è il caso di mettere un po’di Musica, pensavo a qualcosa da Cats o qualche altro musical…gh gh gh

**

LO SAI PERCHE’…

**

Questo non è un post normale, non è un post come tutti gli altri, non ho veramente voglia di scherzare o di essere cinico e bastardo. Potrebbe essere l’ultimo o uno degli ultimi post di questo blog, perchè non sono certo di arrivare a Domenica sera.
Sto troppo male, mi vergogno di stare così male per QUESTO motivo, ma vi giuro che sto malissimo, c’ho un’ansia addosso che credo non avrei nemmeno fuori dalla sala parto dove la mia compagna stesse avendo un bambino e sapendo che lei ha una relazione con un Visitor.

Ecco, l’ho detto. Non je la posso fa’. Siamo primi in classifica (PRIMI!!!!), mancano cinque giornate, domenica c’è il Derby, e io, citando la buonanima dello scomparso Giovanni Lindo Ferretti (quello che gira adesso è un cyborg), “non sono strutturato in modo di poter reggere per molto tempo ancora”.

Non voglio sentire cazzi da moralisti e intellettualoidi radical-chic. L’irrazionale esiste, ogni essere umano ha pulsioni e passioni assurde e irrazionali, si riconosce il diritto di chiunque a perdere la testa per una fichetta diciottenne, ad essere ipocrita o a sostenere posizioni assurde se si parla della sfera sessuale (sì, mi riferisco a Pasolini che faceva il moralizzatore e il compagno, salvo poi sfruttare la miseria di qualche ragazzino per poterglielo pistare nel culo, mi spiace, l’ho già scritto, era un grande, ma in questo era ipocrita). Si riconosce il diritto di una persona a credere in assurdità clamorose come gente che cammina sull’acqua, colonne e cespugli di fuoco, vergini che ti aspettano in paradiso, reincarnazioni e chi più ne ha più ne metta, e a sostenere, tramite la loro fede, la peggiore forma di oppressione che il potere ha inventato per comandare gli esseri umani, la religione. Quindi sì, lo so, è assurdo e immorale appassionarsi al calcio, essere un tifoso, moderato nelle pratiche per pigrizia, ma patologico in termini di ansia ed agitazione, di una squadra di “undici imbecilli che corrono dietro a un pallone” (poi qualcuno mi dirà perchè un imbecille che suona la chitarra o che tira secchiate di vernice a caso su una tela è meglio…). Ma non me ne frega un cazzo. Io ci tengo ad essere immorale.

Che ci posso fare se da persona arida quale sono, una delle poche cose che riesce a rivoltarmi veramente le budella nello stomaco è la Roma? Che ci posso fare se sono due settimane che ho questo pensiero fisso, questa ossessione, questo macigno sullo stomaco? Che ci posso fare se Domenica ho passato mezz’ora con un nervosismo addosso che avrei potuto masticare un sampietrino e mi ci sono voluti due giorni per provare a levarmi di dosso l’agitazione e mi pare evidente che non ha mica funzionato tanto bene? Sono una persona cattiva per questo? Tsk! Sono una persona cattiva per un sacco di motivi peggiori.

Il problema è che è peggio di nove anni fa, non eravamo partiti dal penultimo posto, non ci sembrava un miracolo, eravamo lì, in testa da un sacco di giornate, era scritto, si sentiva, eravamo NOI i più forti. Lo leggevi negli occhi delle persone in giro per Roma, tutti con “Daje!” scritto in faccia, e camminavamo a un metro da terra. Oggi se vai in giro per la città vedi occhiaie, occhi scavati, in faccia scritto “DAJE!”, ma masticato digrignando i denti, perchè non ce pare vero e c’abbiamo paura che possa tornare a non essere vero, ma ci speriamo e ci crediamo, che non succede ma se succede…

Posso per una volta, per un motivo nella vita essere contento di sentirmi parte di una comunità? Chè almeno in questa strana empatia fra esauriti siamo belli a vederci e non facciamo schifo come da qualsiasi altro punto di vista ci si guardi? Siamo esauriti, siamo un branco di imbecillì, stiamo con i nervi a pezzi per una stronzata, ma almeno ora siamo bellissimi, come lo eravamo in quel Giugno 2001 in cui ci siamo presi Roma e ogni sera da ogni parte c’era festa, la gente per strada con i bambini, a cantare e a saltare e a ubriacarsi, perchè il problema è che l’altra volta erano passati vent’anni, chi cazzo se lo ricordava come era? Invece mo’ so’ passati solo nove anni, me lo ricordo com’era e voglio rifarlo.
Mi ricordo il tram a Viale Trastevere che passa sotto il bandierone, con l’autista che invece di smadonnare suona il clacson urlando come un matto. Mi ricordo i giapponesi davanti all’hotel Cicerone, con la gente che je strillava “NAKATAAAAA NAKATAAAA” e loro che rispondevano “NAKATAAAAAA NAKATAAAAAA”, che poi al Circo Massimo era pieno e ti vedevi ‘sti turisti che si guardarvano intorno come se li avessero catapultati su Marte da un momento all’altro, nun capivano un cazzo ma je piaceva. Mi ricordo un milione di romani afoni e brilli che si trascinavano per uffici e aziende senza che i loro capi potessero dire loro nulla, dato che erano afoni e brilli anche loro.

Insomma, sto a pezzi, ho paura, perchè c’è da aver paura, manca tanto, ma mi piace, perchè è bello stare lassù e poterci sperare, ho paura e sono fiducioso insieme, il che mi fa solo essere più nervoso, vorrà di che da stasera, in questa che sarà la settimana più lunga di sempre, me magnerò un sampietrino al giorno. Lo so, sto male, dovete avere pazienza… DAJE!