INFORMAZIONE IN LIBERTÀ

Domenica al TG Regione di Rai 3 ho visto una delle scene più belle di sempre.
La “notizia” era che grazie ai controlli fatti su forum e community online si era sventata una serie di “risse fra bande” di giovani romani, che si sarebbero dati appuntamento per pestarsi. Ora, non parliamo di malavita o di bande di teppisti stile “Guerrieri della Notte”, ma di gruppi di “Emo” e di “Truzzi” (non ho idea di cosa possano essere, ma nel dubbio direi Zyklon B) che in nome di un odio atavico si scambiano insulti in rete e avrebbero deciso di passare dalle parole ai fatti.
Beh, c’era un maresciallo, un colonnello non so che dei carabinieri, in uniforme e tutto, che spiegava ad una giornalista abbastanza perplessa come ecco ,sì, fra gli Emo e i Truzzi non corre buon sangue e ci sono stati episodi anche violenti con Truzzi che pestavano Emo e viceversa. Surreale. La faccia dei due era fantastica, mi chiedo quante volte avranno dovuto girare l’intervista, io solo al pensiero di dover pronunciare la parola “Truzzi” davanti a una telecamera sarei colto da una crisi di riso irrefrenabile.
Sarà che sono di un’altra generazione e che sto diventando sempre più vecchio e astioso, ma se penso a questa cosa mi viene in mente il caro George Carlin e immagino che sì, questi fenomeni andrebbero incoraggiati e non fermati, che si esprimano, facciano i loro combattimenti rituali, la società dovrebbe agevolarli, con armi e anfetamine. Le armi per loro, le anfetamine per i Rottweiler a cui dovremmo affidare i superstiti.

Ma la notizia del giorno è la cancellazione della prima puntata di Ballarò, in programma stasera su Raitre, motivata dalla Rai con lo spostamento in prima serata di uno speciale di Porta a Porta con ospite Berlusconi in cui si sarebbero mostrate le immagini della “consegna delle prime case ai terremotati abruzzesi”. Praticamente uno spottone osceno, la solita marchetta di Vespa (altro che la D’Addario, in confronto a Vespa quelle sulla salaria sono frati cappuccini) sempre prono e pronto a scattare ogni volta che il Capo (chiunque sia in quel momento) schiocca le dita.
La ciliegina sulla torta è che anche Matrix, trasmissione di approfondimento di Canale 5, non andrà in onda. “Motivi tecnici”, dicono da Mediaset, che incidentalmente è di proprietà del Presidente del Consiglio che sarebbe dovuto andare in contemporanea su Raiuno.
Poi c’è la storia di Report a cui vogliono togliere la copertura legale, e c’è l’ostruzionismo contro Annozero…

Non so voi, ma io il 19 alla manifestazione ci vado.

La mia fissazione con la TV e con l’informazione televisiva non dipende dal fatto che sono un teledipendente e che mio malgrado anche io ho il cervello fottuto dalla televisione (ok, non è solo la televisione…andate un po’a fare in culo…), ma, non mi stancherò mai di ripeterlo, dal fatto che anche se fa tanto radical chic snobbare la televisione e fa tanto ggiovane dire “tanto c’è la rete”, l’Italia è un paese dove l’80% della popolazione ha come unico mezzo di informazione, e conseguentemente di creazione delle proprie opinioni, la televisione. Questo significa che dieci minuti di Vespa in prima serata “pesano” quanto mille beppegrilli.
Tra l’altro ancora una volta Grillo conferma di non capire un cazzo, quando invece di schierarsi contro la delirante pretesa di Berlusconi di poter denunciare i giornali che scrivono cose che non gli garbano e di aderire alla manifestazione del 19 che è sacrosanta continua a delirare sulla fine della stampa e della televisione…non tutti hanno la fortuna di vendere tanti DVD e libri come lui e Travaglio e la Galbanelli, con tutto il bene che le voglio non credo possa riempire i teatri come lui, se chiudessero Report glieli paga lui gli stipendi alla redazione e ai giornalisti? O glieli pagano i bannerini di GoogleAds?

Ah, e se ce la faccio forse faccio un salto anche qui.

A’ LIVELLA

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Diceva Totò che la morte è una livella, che dopo morti siamo tutti uguali, principi e monnezzari.
Beh, magari fosse davvero così: purtroppo, nella società dello spettacolo, dopo la morte resta il ricordo e la memoria, e la memoria e soprattutto il “peso” dei morti non sono uguali per tutti. Citando Orwell, così come per la legge anche per la morte qualcuno “è più uguale degli altri”. Ho pensato questo quando ho letto questa notizia: un detenuto in un carcere che ha attuato uno sciopero della fame e che alla fine è davvero morto, potremmo dire che è stato lasciato morire.
Curioso, in un paese in cui lasciarsi morire a tutti gli altri non viene riconosciuto, a pochi giorni dalla discussione alla Camera del disegno di legge sul Testamento Biologico…

La memoria, dicevo. Quando uno famoso muore viene automaticamente santificato, era successo a livello mondiale a Lady Diana, una stronza ricca e snob che fra un party a corte e una sgroppata con qualche aitante giovanotto era riuscita a diventare un’icona di bontà facendosi fare un paio di foto vicino a qualche negretto, è successo qui, nel nostro piccolo, anche col recentemente scomparso Mike Bongiorno.
Come al solito si sono sprecati i coccodrilli, lacrimosi ricordi di quanto era bellobuonobravoeumano ecc. ecc.

Beh, a me dispiace solo di una cosa: che non fosse crepato quando lo volevano fucilare i nazisti in quanto partigiano. Avrebbe fatto una figura migliore e meno danni.

No, perché Bongiorno è stato una colonna portante del processo di rincoglionimento della popolazione italiana, della trasformazione di due difetti come la stupidità e l’ignoranza in qualità necessarie per avere successo come persona, nella vita e nello spettacolo (che poi ormai è uguale). Umberto Eco in un famosissimo saggio lo aveva detto, e ho scoperto sul Manifesto di oggi (meno male che almeno loro si sono dati una regolata) che anche lo scrittore Luciano Bianciardi (se non avete mai letto “La Vita Agra” fatelo) aveva espresso un giudizio critico sul presentatore.
Grosso modo entrambi sostenevano che Mike Bongiorno fosse un campione di mediocrità: il migliore nel campo della mancanza di senso critico, del conformismo e dell’ignoranza, e che fosse proprio questa la radice del suo successo.

Mike Bongiorno era, parafrasando il film Zoolander, un modello di idiota, ed era diventato il veicolo dell’assunzione dell’idiozia a modello. Le famose gaffes invece di far dire al pubblico “ma guarda te questo imbecille” lo facevano diventare simpatico. Il non conoscere le risposte ai quiz venivano considerate “umiltà nel non volersi mettere al di sopra della gente” (questa l’ho letta davvero). Costanzo (altro bel personaggio) ieri al TG2, con l’occhio acquoso chiosava su come fosse bello che la gente che non sapeva le cose potesse riconoscersi in lui che era altrettanto ignorante, “normale” e “umano”.
Per non parlare del ruolo che ha avuto nella creazione del fenomeno Berlusconi (che però, non mi stancherò mai di ripeterlo, non è la causa ma l’effetto dei problemi dell’Italia) e delle vergognose marchette che fece all’epoca della “discesa in campo” insieme ad altre cariatidi come la Zanicchi e Vianello (e mi sa che quella campagna elettorale se la ricordano tutti poco).

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E lo volevano fare pure Senatore a vita! Quindi, no, non mi dispiace che sia morto, anzi, direi “avanti il prossimo”, voglio Vianello, Costanzo, Baudo, la Zanicchi ecc. ecc. Sempre in attesa di gustare il boccone più gustoso…

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QUESTIONE DI BRAGHE



La gente ha delle pretese assurde ogni tanto…

No, dico, già mi dovrebbero ringraziare che vengo qui tutti i giorni, vestito in maniera più o meno presentabile e più o meno lucido e sobrio (più o meno) e questi addirittura pretendono che io LAVORI!!! No, dico vi rendete conto!?!?!? Lo stipendio che mi danno per quanto mi riguarda sarebbe già meritato per la puntualità e per il fatto che non mi presento in ufficio armato e determinato a fare una strage. Almeno per ora.

Comunque, devo dire che se c’è una cosa che non manca al Presidente del Consiglio è il senso dell’umorismo quando dice che sarebbe una barzelletta dei “cattocomunisti” il fatto che in Italia è in pericolo la libertà di informazione.
Già solo questa affermazione, fatta ieri mattina, contiene almeno due battute paradossali e devastanti: la prima è che in Italia ci sarebbe mai stata una libertà di informazione da poter mettere in pericolo (no, perché mo’pare che i telegiornali degli anni ’70 non fossero delle vergognose veline solo un pelo meno spudorate dell’Istituto Luce del ventennio…); la seconda battuta è che ha dato dei “comunisti” ai vescovi della CEI (talmente tanto progressisti da far rimpiangere Diocleziano ogni volta che aprono bocca), a giornali di proprietà di alcuni dei principali esponenti del capitalismo e della finanza italiana e mondiale (no, seriamente, glielo hanno spiegato a quelli del Financial Times e del Wall Street Journal che sono comunisti? Hai visto mai…) e soprattutto continua a dare dei comunisti agli esponenti del PD e dell’IDV, il che è anche peggio che ridicolo.
Lui possiede tre delle principali 7 televisioni in chiaro che trasmettono nell’etere del Belpaese (sì, bel paese demmerda…), altre tre le controlla in quanto capo del Governo, la settima tutto è tranne che un covo di comunisti, le tv via satellite sono un fenomeno meno che marginale (SKY ha 4 milioni di abbonati, in Italia siamo 60 milioni….basta fare due conti). In Italia l’80% delle persone ha come principale e spesso unico mezzo di informazione la televisione, e già questo basterebbe.

Di quel 20% che rimane una piccola parte legge i giornali, ammesso che capisca quello che c’è scritto. Il Capocomico sempre ieri ha detto che il 90% dei giornali sono in mano all’opposizione, anche qui umorismo a palate, dato che così a braccio mi vengono in mente il Giornale, il Messaggero, il Tempo, la Nazione/il Mattino/il Resto del Carlino, la Padiania, Libero, il Secolo d’Italia e spesso e volentieri anche il Corriere della Sera, che tutto sono tranne che antigovernativi (il Corriere della Sera è filogovernativo A PRESCINDERE).
Ora, sarebbe troppo pretendere che i giornalisti a cui vengono rilascate certe dichiarazioni si peritassero di far notare al Presidente del Consiglio che sta citando un dato non propriamente corretto, ad esempio con un garbato “MA CHE CAZZO STAI A DI’?”. Mi immagino che se a una conferenza stampa che ne so, per la presentazione del nuovo modello della FIAT, Marchionne si mettesse a dire che producono sci e che sperano molto nella Ceccarelli per il mondiale di SuperG qualcuno gli farebbe notare che sta dicendo cazzate, no?

Secondo me c’entra il fatto che questa ridda di cazzate mostruose (è un termine tecnico) le sia andate a dire, a Maurizio Belpietro, che casualmente è un suo dipendente e ha accettato con entusiasmo di ospitare la telefonata di Berlusconi a Mattino Cinque, trasmissione che sempre casualmente va in onda su una rete di cui il Presidente del Consiglio è (mero) proprietario.

Alla luce di quanto scritto sopra, appare normale anche il fatto che c’è il rischio concreto che il prossimo direttore di Raitre, l’unica televisione pubblica dove, garbatamente e sempre entro certi limiti, si sente qualche critica al Governo, sarà Giovanni Minoli, che chi ha almeno la mia età ricorda con terrore ai tempi di Craxi. E normale appare quanto mi ha fatto notare ieri Derek che ringrazio, ovvero che la Rai starebbe per togliere la copertura legale a Report, il che significa che eventuali spese legali per cause intentate contro la trasmissione dovrebbero essere sostenute dalla redazione o dai singoli giornalisti (ovvero: “se rompete i coglioni a qualcuno sono cazzi vostri, noi il culo non ve lo pariamo più, quindi vedete un po’che dovete fare”). Come barzelletta non c’è male, vero?

A migliorare la situazione c’è l’interesse suscitato dall’intervista della improbabile giornalista Daphne Barak (sembra Paris Hilton con trenta kg e 20 pasticche di Roipnol in più) a una  storditissima Noemi Letizia, la trovate su you tube, è un po’come guardare filmati di scimpanzé che se lo succhiano da soli, però con il logo SKYNews da una parte.

Insomma, l’informazione in Italia sta messa malissimo, però ci possiamo consolare col pensiero che almeno da noi i giornalisti una libertà ce l’hanno: quella di portare i pantaloni, a patto che siano sempre pronti a calarseli.

LE COSE CHE NON SOPPORTO – Prima (e forse unica) parte



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 – Non sopporto la gente che ostruisce i passaggi. Quelli che si imbambolano davanti agli scaffali dei supermercati, che si abbioccano davanti alle porte della metro, che camminano in mezzo al marciapiede con la velocità della Montalcini con le caviglie legate cercando di occupare più spazio possibile.

 – Non sopporto di non poter girare con un machete e una maschera da hockey sulla faccia.

 – Non sopporto chi fa troppo lo snob nei confronti della televisione. Per ora, finchè non legalizzano l’omicidio seriale, non mi viene in mente un hobby migliore.

 – Non sopporto i medici. Al centro per le dislipidemie ereditarie mi hanno detto che non dovrei mangiare una serie di cose, al centro per l’ipertensione mi hanno detto che non dovrei mangiare tutte le altre, entrambi mi hanno detto che non devo bere né fumare. Ma andate in culo.

 – Non sopporto di non essere Keith Richards. La mia vita sarebbe decisamente migliore, e se non lo fosse sarei troppo sconvolto per accorgermene.

 – Non sopporto Albano. È più forte di me, il solo pensiero della sua esistenza rende le mie giornate insopportabili.

 – Non sopporto che Syd Barrett, Keith Moon, John Bohnam, Jimi Hendrix, Janis Joplin siano morti mentre Baglioni è ancora in giro.

 – Non sopporto chi pensa che sia colpa di Berlusconi se l’Italia è un Paese di merda.

 – Non sopporto i bambini, non per altro, ma perché salvo (auspicabili) imprevisti crescono.

 – Non sopporto le mamme, non per altro, ma perché oltre ad avere bambini non fanno altro che rompere i coglioni al mondo intero in virtù di questo. Signora che mi siede davanti sul treno con il suo pupo a fianco che gioca sul sedile, al prossimo calcio che mi arriva glielo sgozzo il suo nano del cazzo.

 – Non sopporto i cori russi, la musica finto rock la new wave italiana il free jazz punk inglese. Neanche la nera africana.

 – Non sopporto il mio lavoro, e nemmeno quello degli altri.

 – Non sopporto i miei colleghi, e nemmeno quelli degli altri.

 – Non sopporto di essere io quello strano quando non do importanza a certe cose, tipo la stiratura dei polsini della mia camicia o il fatto che i miei pantaloni li ho comprati a 20€ da Oviesse invece che a 120€ in un negozio più “cool”.

 – Non sopporto il politically correct, io posso dire o scrivere “negri” e “ricchioni” o “finocchi” o dare della “zoccola” a qualcuno, che ne so, alla Carfagna, una a caso, perché io non sono né razzista né omofobo né sessista. Andate a rompere il cazzo a chi dice “omosessuali” e “persone di colore” e poi vota AN, Lega o peggio.

 – Non sopporto chi fa discorsi che cominciano con "Io non sono razzista ma…" e "Io sono di Sinistra ma…" ecc. ecc.

 – Non sopporto che anche sul Manifesto di oggi ci si lamenti del fatto che Berlusconi non ha risposto alle 10 domande che Repubblica gli pone sul “caso Noemi” e del fatto che l’opposizione liquidi la cosa come faccenda privata. Certo, quello è un ex piduista con presunte frequentazioni mafiose in passato, è proprietario di metà dei mezzi di informazione e in pratica controlla l’altra metà in quanto Capo del Governo, ha riportato i fascisti al Governo dopo sessant’anni, ha fatto votare al Parlamento una serie di leggi per risolvere i suoi carichi pendenti e per favorire economicamente il suo impero economico, sta introducendo una serie di leggi da far invidia alle leggi razziali del 1938, ha fatto diventare famoso Fiorello, sta cercando di stravolgere la Costituzione, ma il Paese deve sapere se si è scopato o no quella zoccoletta. Ci deve delle risposte. Certo…

 – Non sopporto i discorsi di sociopolitica che si sentono nei bar, negli uffici, per strada. Gente che legge al massimo Leggo e che si informa tramite Libero News che pretende di avere un’opinione su qualcosa che non sia Amici.

 – Non sopporto la Democrazia. Il Governo della maggioranza in un mondo in cui la maggioranza delle persone andrebbe usata per concimare i campi.

 – Non sopporto le religioni. Se gli esseri umani non avessero inventato gli Dei, se le religioni non esistessero il mondo sarebbe un posto migliore. Se non esistessero nemmeno gli esseri umani non ne parliamo.

 – Non sopporto che ci siano strade intitolate a Capi di Stato e personaggi storici che hanno fatto massacrare milioni di persone e nemmeno una intitolata ad Andrej Romanovic Cikatilo. Quasi quasi faccio una petizione…


PERCHÈ NON DOVREMMO SBATTERCENE



Allora, inizio con due righe di cazzi miei che non c’entrano nulla con l’argomento del post. Sono entrato nell’era digitale: ho un PC portatile e un modem ADSL, ci ho combattuto e ho quasi vinto.
Ho tentato di scaricare un film che cerco da secoli, "L’Ultima Casa a Sinistra" di Wes Craven (1972), ma ho dovuto accannare perchè evidentemente su Bit Torrent non era possibile scaricarlo in tempi decenti (ho accannato dopo che era in download da 10 ore e mi dava come tempo previsto 3 settimane….). Diventerò pazzo anche per questo.
Ho scaricato due film con successo, avevo scaricato anche tre canzoni ma non so come ho fatto le ho cancellate subito dopo. Ah, naturalmente scaricare da internet è illegale, immorale, Gesù piange e non fatelo, mi raccomando. E bevete responsabilmente.
La cosa grave è che sembra che la scheda Wireless del mio computer NUOVO non funzioni. Se sabato devo riportarlo al negozio, mi leggerete sul giornale, una cosa tipo "cliente sovrappeso e abbastanza alticcio prende in ostaggio negozio di elettronica a roma, tra le richieste dello squilibrato un portatile che funzioni, un DVD del film "l’ultima casa a sinistra" e una cassa di ceres, pare abbia già iniziato a giustiziare gli ostaggi".

Ma veniamo a noi. Avrete notato che parlo spesso di televisione. Il fatto che mi interessino le puttanate che passano in TV non dipende solo dal fatto che sono un teledipendente cronico, ma c’è una considerazione anche seria dietro. Ok, no, è perchè sono un teledipendente del cazzo, però penso sul serio che l’atteggiamento "no, io la tv non la guardo e non mi interessa" sia sbagliato se ad averlo sono persone che si interessano alla politica o in qualche modo sono impegnati in quel campo.
Il problema è che nonostante internet, nonostante le chiacchiere, è ancora la TV, insieme ai giornali di maggiore diffusione, a formare, plasmare l’opinione pubblica. Se leggete in giro gli studi del Censis e dell’Eurisko, sono citati in rete da più parti, ad usare internet abitualmente in Italia sono circa una 15na di milioni di persone, in maggioranza fra i 14 a e 44 anni. Ora, se iniziamo a "sfrondare" e a levare

a) quelli che lo usano solo per cazzate tipo giochi, chat, Facebook ecc. ecc.
b) quelli che lo usano solo per il porno o per la somma di a e b
c) quelli che oltre alle cazzate e al porno lo usano magari anche per cose serie, di lavoro ma non per informarsi
d) quelli che finalmente usano internet anche per informarsi, ma utilizzano comunque canali "mainstream", quindi i siti dei vari quotidiani Repubblica.it, Corriere.it o addirittura peggio Tgcom.it, comunque agganciati alle logiche e alle "scalette" dettate dall’informazione televisiva

vediamo che la cifra di quelli che grazie alla rete possono accedere a un tipo di informazione diversa da quella propinata dai TG e dalla TV in generale cala parecchio. Molti, molti meno di chi guarda il TG1 di Riotta o Studio Aperto.

Tra Tg1 e Tg5 ogni sera fanno circa 11 milioni di telespettatori, poi ci sono tutti gli altri tg e i giornalacci tipo Metro e Leggo che danno gratis sulla metropolitana di molte città. Aggiungiamo che Sky ha solo 4 milioni di abbonati, che non vuol dire comunque che 4 milioni di persone grazie a Sky hanno accesso a un’informazione diversa da quella delle 7 reti nazionali principali.
Sono loro, i 7 tg nazionali, le vere 7 sorelle che abbiamo in Italia, a creare l’opinione pubblica. Loro insieme ai messaggi più o meno subliminali mandati in tutte le altre trasmissioni, i talk show, gli approfondimenti ecc. ecc.
I giornali commentano quello che passa il tg la sera prima, i politici commentano la notizia del giorno e si fanno pubblicità in tv, la gente ha paura se il tg parla di reati ed è preoccupata se il tg parla di crisi. E le altre trasmissioni parlano dei temi di cui sopra in tutte le salse, spesso in maniera semplificata quando si tratta di arrivare a un pubblico particolarmente ignorante, anziano o semplicemente poco abituato all’analisi dei fatti.
Per rendersi conto poi del meccanismo nella sua interezza, basta vedere come nelle varie reti si pubblicizzano le trasmissioni "regine" per aumentare l’interesse del pubblico verso i programmi destinati alle fasce più fruttuose in termini di introiti pubblicitari. Quindi a Mediaset parlano spesso del Grande Fratello in altre trasmissioni, così come Rai parlano in continuazione dell’Isola dei Fallit…ehm, Famosi e di X Factor. Un capitolo a parte andrebbe dedicato dalla tendenza della Rai attuale, anno II del secondo governo Berlusconi, a pubblicizzare trasmissioni Mediaset, dagli ospiti a Quelli che il Calcio, passando per i prodotti di Amici al festival di Sanremo fino all’ultimo crossover definitivo con Fiorello, recentemente passato a Sky, che riceveva Valerio Staffelli di Striscia la Notizia (Canale 5) durante un collegamento in diretta su Raidue.

* *

Perchè tutta ‘sta pippa vi chiederete voi? Perchè mi rode il culo che non sono riuscito a scaricare "L’Ultima Casa a Sinistra", ecco perchè, che domande…
No, scherzi a parte (oddio, ho fatto pubblicità anche io a Mediaset….è contagioso…moriremo tutti….), il problema è che se si vuole cambiare l’Italia si deve partire dalla televisione. Non basta dire che la TV basta spegnerla, è come dire che per risolvere il problema della corruzione basta non rubare, se si fa politica non si può prescindere dalla televisione.

La TV italiana è ovviamente uno strumento di propaganda, per di più per metà di proprietà di Berlusconi Silvio, imprenditore, e l’altra metà controllata da Silvio Berlusconi, Presidente del Coniglio. È uno strumento che arriva ancora alla maggior parte degli elettori, di quelli che decidono chi governa il Paese, ed è lo strumento che ha fatto sì che gli Italiani siano diventati probabilmente il popolo più provinciale, ignorante, razzista, disonesto e manipolabile d’Europa.
Ed è successo perchè conveniva non solo a Berlusconi, bisognoso di un elettorato del genere, ma anche alla sua "opposizione", di livello talmente basso da riuscire sia ad aver bisogno di un elettorato altrettanto rincoglionito (da non averli ancora fatti fuori con roncole e forconi), che a non rendersi conto che assecondando questo processo potevano giusto tirare a campare qualche anno in più, ma avrebbero inesorabilmente perso la Guerra.

Non so se l’aumento della diffusione di Internet potrà migliorare la situazione, alla fine oltre ai casi che citavo prima e che secondo me, ma è una mia supposizione, costituiscono la grande maggioranza degli utilizzi che si fanno della rete, c’è anche un sacco di merda in rete spacciata come "controinformazione": fra fascisti, malati complottisti, alieni, psicopatici fondamentalisi, sociopatici maniaci ecc. ecc. forse come specchio della realtà Rai Due è anche meno desolante…

Checchè ne pensi Grillo attualmente non è possibile incidere "dal basso" su cosa e come pensano gli Italiani, e non è detto che ci si riesca nemmeno fra 20 anni, a meno che chi, di sinistra pseudo o post o ex che sia, ora ha accesso ai canali mainstream dell’informazione non riesca a sottrarsi alla (scarsa) rendita in termini di popolarità che ancora riesce ad avere partecipando al teatrino e inizi a tirare qualche picconata come si deve, ad esempio rifiutandosi di commentare ogni cazzata che dicono Berlusconi e Gasparri, magari per fare e spiegare una cazzo di proposta di legge sulle vere emergenze che colpiscono questo paese: la corruzione, il clientelismo e i 1200 morti all’anno sul lavoro.
Soprattutto, se uno schieramento politico volesse veramente fare del bene al Paese, dovrebbe mettere come primo punto, insieme ai tre citati sopra, del proprio programma politico, la ricostruzione, o la costruzione da zero, culturale dell’Italia, risolvendo una volta per tutte il conflitto di interessi (anche a badilate, se serve) e separando ad esempio la Rai dal sistema Auditel, riconsegnadola quindi al ruolo di Servizio pubblico che dovrebbe avere, e che invece non svolge per dover inseguire mediaset sugli ascolti e sul valore degli spazi pubblicitari, condannandosi quindi a correre appresso al rincoglionimento degli spettatori, peggiorandolo, invece di provare ad educarli e migliorarli.

Ma se ci fossero politici così non saremmo in Italia, meglio andare a ballare al Bagaglino, o a farsi intervistare da Vespa sui miracoli della Madonna di Lourdes…e magari lasciare che Berlusconi metta le mani anche su Rai Tre….

Vabè, consoliamoci con un po’di musica:

* *

* *

(eh eh eh, scommetto che queste almeno una volta le avete sentite in televisione…)

CRISI E DECRETI


(sì, lo so non c’entra quasi nulla con l’argomento del post, ma noi a Ilariona gli vogliamo bene, o picchiami…)

Il Governo ha varato il suo decreto anti-crisi e subito si è scatenata la bagarre fra maggioranza e opposizione. Se volete farvi un’idea di quanto le misure adottate siano incisive rispetto a quelle prese dagli altri paesi, date un’occhiata a Repubblica di oggi, c’è una tabellina che riassume abbastanza bene il tutto.

Le polemiche sono divampate su una norma in particolare, che revoca il regime di favore accordato alle pay TV ai tempi mi sembra del governo Ciampi e che prevedeva l’IVA al 10% anzichè al 20%. Praticamente l’IVA sui costi degli abbonamenti e delle prepagate si raddoppia, allineandosi alla percentuale applicata agli altri beni. Dato che a subire maggiormente i "danni" di questa modifica sarebbe SKY (Mediaset sarebbe toccata marginalmente dalla norma, avendo molti meno , l’opposizione è insorta parlando di conflitto di interessi e di ennesimo scandalo. Rispondendo alle accuse Berlusconi è riuscito a dare un nuovo significato alla parola "ridicolo": ha detto che non è vero che Sky è concorrente di Mediaset. Evidentemente i Comunisti riescono a farci credere che Sky abbia a che fare con il mercato televisivo, mentre in realtà sono una ditta di pulizie di grattacieli.

Comunque, tornando a noi, io sarei favorevole a questa norma. Dico sul serio. Il problema non è togliere a Sky e ai suoi clienti un’agevolazione fiscale, il problema è che la norma, giusta o meno, finisce per favorire le imprese di Berlusconi. Ma Berlusconi c’ha mezza Italia, non è da questo che va giudicata una norma. Il problema è che uno come Berlusconi non dovrebbe fare il Capo del Governo.
Perchè secondo me è assurdo far pagare l’IVA meno su Sky piuttosto che su altri beni. Anzi, bisognerebbe fare ancora di più in questo senso: alzare l’IVA su tante altre categorie di beni di consumo, per abbassare tasse e imposte sui beni di prima necessità. Sticazzi di Sky. Qua gli italiani si lamentano che non arrivano alla fine del mese, per qualcuno è anche vero e non riesce a fare la spesa, ma si continuano a spendere soldi su soldi in cazzate. Aumentiamo l’IVA sulle ricariche dei cellulari e abbassiamola sui broccoletti. Alziamola sugli zainetti di quelle quattro strappone delle Winx e abbassiamola sui libri o sui fagioli in scatola. Se uno può pagare 40 euro un gioco della PS2 può pagarlo anche 45, abbassiamo l’iva sui caschi da moto o facciamo degli sconti sulle tariffe dei taxi il sabato sera.
Che poi ci dovremmo indignare perchè levano un privilegio fiscale a un’azienda a cui è stato permesso di diventare monopolista privato per quanto riguarda le piattaforme televisive via satellite?

Soprattutto, vi pare una cosa su cui mettersi a fare le barricate? Nel decreto c’è una norma agghiacciante: di fatto si cancellano gli incentivi fiscali per chi si impegna nel risparmio energetico tramite l’installazione di pannelli solari e un corretto isolamento delle abitazioni, per quelle aziende che investono in ricerca e innovazione in campo ambientale e per le energie rinnovabili, e il problema è che Sky alzerà il canone perchè gli tolgono un privilegio?

O ci andate un po’a fanculo tutti quanti?