Di nuovo sul treno per Roma, come diceva uno che non mi ricordo, "la cosa più bella di Milano". Il viaggio promette male: leggero ritardo, sosta a Rogoredo, il bar della stazione ha finito le ceres e al mio posto, tra l'altro uno di quelli belli senza vicino, un posto singolo in frecciarossa, c'è una tipa con l'iPad.
"Scusi, credo quello sia il mio posto". Guarda il 15, altro singolo dall'altro lato della carrozza.
"Non può provare quello che è vuoto, vero? Vuole proprio questo…"
La guardo gelido, convinto che abbia anche la Smart, oltre all'iPad, reprimendo l'istinto di colpirla fortissimo con la borsa nella quale ho nell'ordine una cartellina, un ombrello, un pc portatile, un mazzo di chiavi e una bottiglia di becks. Mi trattengo solo per salvare la becks.
"Beh, se arriva il proprietario di quello non voglio alzarmi io".
Per cattiveria una volta accomodatomi le chiedo di guardarmi la roba, che devo andare a pisciare. Torno che ovviamente parla al cellulare dei cazzi suoi a voce altissima, non sia mai che  qualcuno possa non voler sapere che una sua amica che si è lasciata con il tipo usa la sua crisi passata per curare la propria. Penso che se bevo la becks forse dopo posso colpirla con la bottiglia.
Mi siedo e mi viene in mente che dopo una decina di volte che sono salito a Milano la conoscenza che ne ho è limitata a: stazioni Centrale e Porta Garibaldi con i rispettivi rivenditori di alcoolici, il sedile posteriore di un paio di dozzine di taxi, i peggiori bar che ho trovato nei dintorni degli alberghi in cui ho dormito, la metropolitana, un paio di locali carissimi e qualche ristorante sopravvalutato e arredato in maniera imbarazzante.
Lo skyline che ho in mente sono i cantieri dei grattacieli che stanno costruendo per l'expo. Per dire: il Colosseo, il Taj Mahal e i grattacieli dell expo..
La cosa migliore di MIlano è il treno per Roma, se sono da solo, che posso far finta di lavorare con la chiavetta aziendale, rispondendo a un paio di mail, ma ho un po'di tempo per scrivere, che qui su 'sto blog non ci scrivo praticamente più. Ah, mi dice un mio amico che splinder chiude, da gennaio. Dice che "freezano" i blog e fanno un redirect. Spero non sia pericoloso né contagioso. Però prima o poi dovevano prendere atto del fatto che se non scrivo più sul blog possono anche chiuderlo 'sto cazzo di splinder. Io intanto mi organizzo per un nuovo blog su cui non scrivere.
 
Ah, Davide, nel caso in galleria non avesse preso il cellulare, lei arriva per le novemmezzadiecimenunquartodieci, se non la ammazzo a bottigliate io prima di FIrenze.

SCUSA MA NEVICA?


Allora, poi dice che uno si incazza.

Dice bello! Che bello! La neve, nevica a Roma, non succede mai, che spettacolo! Già, solo che stamattina presto non nevicava, e dopo un’ora di metro sono a Ponte Mammolo. Dove piove. Dove starò fino a stasera, ovvero quando la neve non ci sarà più. E pioverà. Fanculo.

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Detto questo, ieri sera facevano in TV "Scusa ma ti chiamo amore", scritto e diretto da quel genio del male di Federico Moccia, come dice la geniale Betty Moore, una tredicenne decerebrata e un pelo zoccola imprigionata nel corpo del figlio di Pipolo. Io ve lo dico, guardatevelo. Perchè è difficile trovare qualcosa (non ci riesco a definirlo film) di altrettanto idiota in circolazione.
DIco sul serio. Se prendete Fabio Volo, gli fate una lobotomia e lo imbottite di prozac fino a ridurlo come Crisafulli, sarebbe ancora in grado di dire qualcosa di meno cretino di uno qualsiasi dei dialoghi o delle situazioni di "Scusa ma ti chiamo amore".
Soprattutto la cosa devastante (lo so, io amo guardare queste cose, è una forma di feticismo) è l’assurdità di tutto, dalla storia ai personaggi alle situazioni (per dirne una, tutti abitano in case come il loft di Lapo Elkann, e i genitori di lei, diciassettenne che si scopa uno di quarant’anni, la prendono come se fosse normale, roba che io avrei messo mano alla roncola).E il fatto che Moccia abbia un enorme successo la dice lunga sul perchè sia non dico auspicabile ma essenziale per il bene di tutti che ci estinguiamo, il prima possibile.

Che poi, immagino sia voluto, "scusa ma" è una specie di tormentone che torna in tutto il film.

Scusa ma ti chiamo amore:

Scusa ma è minorenne…

Scusa ma non è reato un quarantenne che va co’ una minorenne?

Scusa ma so’ er padre e so’ armato.

Scusa ma te manno in galera.

Scusa, Moccia, ma c’hai cinquant’anni.

Scusa ma ‘n te vergogni?

Scusa ma nun se po’ vede ‘sto film, già pensavo che facevi schifo come scrittore ma come regista sei pure peggio.

Scusa ma lo sai che se nun eri er fijo de pipolo a quest’ora te toccava lavorà davero?

Scusa ma se capisce che dopo che la cosa che hai scritto dei lucchetti la facevano tutti te sei inventato ‘sta cazzata della minorenne che va co’ quello più vecchio de vent’anni perchè speravi de rimedià qualcosa pure te che se capisce lontano un miglio che manco una come se dice del mestiere co’ te c’è mai venuta perchè sei troppo cojone e je verebbe da ride.

Scusa, ma nun sei Raul Bova, te.

Scusa, ma se te incontro pe’ strada me sa’ che te do ‘na capocciata.

Ah, ora nevica anche qui. Sarebbe un bel finale per un film di Moccia. Buon Natale a tutti.

TOPONOMASTICA


Non sono morto, eh….

E’ che ho molto da lavorare e sto leggendo dei libri in questo periodo, quindi, leggendo meno il giornale sono un po’ più fuori dal mondo, il che è un bene.
Devo dire che ogni tanto staccare e immergersi nei libri fa bene ai nervi, mette persino di buonumore. Ah, sto leggendo un libro su Beslan.

Detto questo e conquistatomi spero l’odio imperituro di qualche lettore di passaggio, mi rifaccio vivo giusto per un paio di considerazioni che so non vedete l’ora di leggere.

Ovviamente non posso non parlare della tragedia che ha sconvolto tutto il mondo con l’orrore di immagini che difficilmente la nostra mente riuscirà a cancellare:



No, vabè, l’uscita dell’ennesima stronzata ipertecnologica a base di effettoni speciali non è una tragedia così grande, la tragedia è che è un mese che ci frantumano i coglioni con ‘sta cosa, ma in realtà mi riferivo ovviamente al terremoto ad Haiti. Ci sarebbero da dire molte cose su quello che è accaduto e sta accadendo nel paese caraibico, qualcuno in parte le ha anche dette, in particolare sul fatto che il personale dell’ONU si è vergognosamente dato alla fuga, invece di prestare soccorso alla popolazione, per non parlare di come gli USA stanno gestendo gli aiuti.
Non so se sono io, ma lanciare pacchi fra la folla da un elicottero in un Paese dove normalmente, senza il terremoto, una delle attività principali è quella di massacrarsi a fucilate l’un l’altro non mi pare esattamente un’idea valida. Persino Obama deve aver avuto qualche perplessità se ha dichiarato: "Ci abbiamo mandato i Marines, dovete capirli, loro sono abituati così… già è stata dura spiegargli che quella roba che dovevano lanciare dagli Apache per una volta non doveva esplodere, mica pretenderete che scendano giù, fra la gente, in mezzo ai neg…. ehi, ma chi cazzo me li scrive ‘sti discorsi!?!?!?".

Il metodo di lanciare bottiglie agli sfollati dagli elicotteri è subito piaciuto anche al Governo Italiano, che per bocca del Ministro Calderoli ha annunciato che anche per i barconi di immigrati verrà fatto lo stesso: gli lancieranno bottiglie dagli elicotteri della Guardia Costiera. Bottiglie di vetro. Piene di benzina. Con uno straccio acceso sopra.

Sempre a proposito di Paesi devastati da qualche catastrofe, torniamo in Italia. Naturalmente non voglio che venga intitolata una strada o una piazza a Craxi, non solo per le condanne, ma per il fatto che era un pezzo di merda, a prescindere dalla fedina penale. Però non sarebbe l’unico criminale pezzo di merda a cui in Italia intitoliamo strade. Un esempio eclatante, che qualcuno in rete ha citato è via Bava Beccaris a Monforte d’Alba, in Piemonte.

Per chi non lo sapesse il Generale Fiorenzo Bava Beccaris fece aprire il fuoco a cannonate sulla folla che in quei giorni protestava, animatamente, anche violentemente, ma giustamente, per l’aumento del costo del grano, con conseguente raddoppio del prezzo del pane. Protesta nota come "Protesta dello stomaco".
I morti furono un centinaio, con oltre 400 feriti, fra i colpiti anche vecchi, donne e bambini che erano fra la folla o che semplicemente guardavano il roccherrollo dalle finestre. Per la sua "brillante azione militare" il Generale ricevette la Gran Croce dell’Ordine Militare di Savoia dal Re Umberto I, un Savoia, altra banda di criminali che si vedono intitolate strade e corsi in tutta Italia.
Personalmente sono contento che almeno ci siano anche strade intitolate a Gaetano Bresci, l’anarchico che uccise Umberto I proprio per vendicare i morti dell’insurrezione milanese.



Comunque, siamo un Paese governato da una joint-venture fra criminalità organizzata e massoni, con una storia piena di crimini e criminali, purtroppo non mi stupisce che ora si voglia celebrare un ex latitante con la riabilitazione politica e con l’intitolazione di una via.

APPELLI E MISSIVE



Innanzitutto vorrei partire da una cosa che mi sta particolarmente a cuore: l’affaire Polanski.

C’è stata una mobilitazione da parte del mondo del cinema e della cultura per chiedere la liberazione del regista, recentemente arrestato per una storiaccia di trent’anni fa.
Non entro nel merito della vicenda, ma ESIGO che venga liberato Charles Manson.

Per questo ho preparato anche io un appello che vi invito a firmare e diffondere:

Caso Polanski – Appello per la liberazione di Charles Manson

Alla luce del recente arresto del regista e cineasta Roman Polanski, chiediamo, con il solo scopo di buttarla in caciara, l’immediata, incondizionata e insensata liberazione di Charles Manson e di tutti i membri della "Famiglia".

After the recent arrest of the great moviemaker Roman Polanski, we demand, in order to create a stupid chaos about the issue, the unconditioned and unmotivated release of Charles Manson and all the members of "The Family".

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Ora, dopo le cose serie, possiamo passare a parlare di stronzate.



Il tizio, bell’uomo, va detto, qui sopra si chiama Patrizio Bianconi, ed è consigliere del PDL al comune di Roma.

Il Nostro è salito agli onori delle cronache, non so se avete letto, perla mail con cui ha risposto ad un suo “ammiratore” che gli scriveva quanto segue:

“Caro Patrizio, scusa se ti disturbo, ma in via Tacito l´Ama ha piazzato dei cassonetti in modo assolutamente sconcio, senza nessuna logica, seguendo probabilmente delle pressioni di qualche raccomandato. Mi fai sapere se esiste una normativa comunale in merito ed eventualmente come agire per far ripristinare un regolare ordine?”

Questa è la risposta del siNpatico Patrizio:

“Egr. Dott. xxx, nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un On. si dovesse occupare di cassonetti – o monnezza, come dicono a Roma – tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale di un privato. Con profondo rammarico noto (…) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica!
Cercherò di essere chiaro. Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore non mi ha votato – anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei confronti di Berlusconi (…) E allora nasce spontanea una domanda: perché si rivolge alla mia persona? Io per quale motivo dovrei adoperarmi per lei? Forse mi reputa un idiota che si fa sfruttare da chiunque? Oppure, cosa ancora più offensiva, il suo servetto?
Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario (…). Sarebbe svilente e umiliante per la mia persona, la mia competenza e la mia professionalità consentire a chiunque di chiedermi favori che, come nel caso di specie, esulano dalle mie competenze.
Pertanto: 1) O si impegna formalmente – stipulando un patto di sangue con il sottoscritto – a votare nel 2013 il sottoscritto on. Patrizio Bianconi al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX; 2) O, se lei non è intenzionato, non si rivolga alla mia persona. Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia. Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto la invito a rivolgersi alle persone che lei vota (…) Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!”

Ora, qualsiasi persona con un minimo di cervello sarebbe in grado di capire che, nonostante il tentativo di fare ironia sia abbastanza penoso e fallimentare, questa non è una risposta del tutto seria, che il Bianconi non sta DAVVERO chiedendo al cittadino in questione di fare un PATTO DI SANGUE (e perché non sacrificare un capretto?) con lui per rispondergli e sarebbe anche in grado di riflettere sul fatto che non è conoscendo nome, cognome e indirizzo di una persona che si può controllare se ti ha votato o no (anche se credo che su questo, per agevolare il voto di scambio, il Governo stia lavorando ad un decreto, devono solo superare le resistenze della lobby dei costruttori di cellulari con fotocamera).

Peccato che a Repubblica e al Corriere evidentemente di gente con un minimo di cervello ce n’è poca

…su Alemanno e sui politici del PD e dell’Italia dei Valori dubbi non ce ne erano mai stati.

IL VIAGRA DÀ ALLA TESTA (specie a quelle di c…)


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Ieri, al Lido di Milano, si è conclusa la festa del PdL, con il comizio finale di un sempre lucidissimo Berlusconi, che in totale overdose da Viagra ha tirato fuori il peggio di sé, o almeno, il peggio che può tirare fuori in pubblico.

Particolarmente gustoso è stato l’attacco contro l’opposizione che “brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a meno sei, che brucia la bandiera americana, che brucia la bandiera di Israele…”.
Giuro su dio che se vedo Franceschini bruciare una bandiera degli USA mi faccio la tessera. E credo che in vita sua Rutelli abbia bruciato al massimo una bandiera del PD…

Berlusconi ha anche sentito il bisogno di ribadire una delle sue uscitacce più vergognose, portando di ritorno dagli USA a una platea adorante, che come ci ha mostrato il Tg2 era ricca di vecchie eccitate come zitelle a una festa di addio al nubilato, i saluti di “uno abbronzato e della moglie, che non ci crederete, è abbronzata anche lei”. Perché per lui continua a non esserci nulla di male nel dire questa cosa.

Ora sappiamo che se Obama un giorno nominerà “un nano maniaco sessuale” non starà parlando di Roman Polanski.

(Comunque Polanski ha già fatto sapere che ha incontrato la minorenne sempre in presenza dei genitori di Noemi Letizia.)

Ah, breve chiosa cinica per Polanski, tanto per meritarmi qualche altro metro quadro di inferno.
Un Tg iniziava il servizio sul recente arresto del regista dicendo: “Brutta sorpresa per Roman Polanski”. Beh, c’è da dire che, poveraccio, ha avuto sorprese ben peggiori


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Vabè, basta cazzate e cattiverie, oggi per concludere vi dono due pezzi grandiosi, e non dite che non sono buono:

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