#StarWars Il Risveglio della Forza

ATTENZIONE – Questo scritto contiene SPOILER di Star Wars Episodio VII.

 

 

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Lo abbiamo tanto atteso, ce lo hanno sbattuto in faccia per mesi fino quasi ad odiarlo come odiamo i figli dei colleghi che ti scassano il cazzo con foto e gesta stupide dei loro nani capoccioni, e alla fine siamo andati a vederlo sto cazzo di episodio VII.

No, non è vero, la verità è che stono stato come un imbecille a contare i giorni, mi sono anche fatto la cosa di google che ti cambia le impostazioni delle app e ti mette il TIE Fighter al posto della freccetta sul navigatore. L’uscita di questo film è stata la botta di entusiasmo del mio 2015, insieme alla morte di Gelli, ecco sì.

Tutto questo perchè in fondo sono una testa di cazzo.

Ovviamente con l’entusiasmo sto a posto fino all’uscita di Episodio VIII.

Ma veniamo a noi. Premetto subito che mi è piaciuto, alla fine di tutto mi è piaciuto.

In larga parte è un reboot di Guerre Stellari, ci sono pezzi che non solo richiamano o ammiccano alla prima trilogia, ma sono proprio uguali, rigirati quasi, penso all’attacco nella base del Primo Ordine (che è il reboot della morte nera), o il leader Snokes che appare in proiezione a Kylo Ren (e al roscio) come l’Imperatore a Darth Vader ne “L’Impero Colpisce Ancora”. Anche nella storia ci sono evidenti riferimenti.

Il punto è: ok, da qui in poi cambia qualcosa o state a rifà la prima trilogia un po’ più modernizzata?

La linea comica (fondamentale per Guerre Stellari, e carente nella seconda trilogia) funziona, sia per il ritorno di Chewbe e Han Solo che per i droidi. Carine un paio di battute fra Finn e Poe, anche se la linea comica di Finn funziona fino a un certo punto.

Fiche le scene di volo, belle le battaglie e i combattimenti, lodevole la scelta di usare i nomi originali e non quelli della versione italiana e soprattutto quella di usare la computer grafica in maniera moderata, contrariamente alla seconda trilogia che pareva tutta fatta su PS4.

La ricomparsa dei “vecchi”. Carrie Fisher è talmente tirata in faccia che ha meno espressioni facciali del casco di Kylo Ren, un paio di scambi di battute con Han sono divertenti, ma ha senso l’aver mostrato due personaggi evidentemente incupit e prostrati dagli anni e dagli avvenimenti. La scoperta che il cattivo è loro figlio e che è lui l’allievo che ha distrutto il lavoro di Maestro di Luke e lo ha spinto ad autoesiliarsi rende comprensibile che i due si siano intristiti.

Sì, lo so, ci sto girando intorno, non è una cosa che uno supera così, devo metabolizzarla…

Il cattivo Kylo Ren entra in scena col botto, sembra cazzutissimo, cattivissimo, un reboot di Darth Vader quasi all’altezza. La scena in cui ferma a mezz’aria lo sparo del blaster usando la Forza è da orgasmo puro, una coattanza quasi intollerabile che manco Ken Shiro.

Andando avanti viene fuori un conflitto interiore di un personaggio combattuto fra il suo lato oscuro e la parte di lui che lo spinge verso la luce, un complesso nei confronti del nonno, Darth Vader, grosso quanto tutta la morte nera che fa presagire tutto uno sviluppo, una complessità di un personaggio affascinante che però a una certa si toglie il casco e tu fai….

“ma chi è sto cojone?”

No, davvero, da quel punto in poi crolla tutto, come se tutto l’universo si rendesse conto che con quella faccia poi esse solo un cojone, altro che Darth Vader.

Infatti da quel punto inizia a pijà schiaffi a destra a sinistra, il roscio nazista che lo pija per il culo, lei che invece di aprirgli la sua mente je fa specchio riflesso sei te che te stai a cacà sotto ecc. ecc.

Gl scatti d’ira in cui pija a spadate i muri ci stanno, l’ira conduce al lato oscuro, ce lo hanno detto fino allo sfinimento, ma per il resto se non evolvesse in cattivo cattivissmo e cazzutissimo questo Kylo Ren sarebbe la grande delusione di questa nuova serie. Soprattutto non je fate più levare il casco!!!!

Immagino che il rito di passaggio, l’evento che scatenerà il click che lo farà diventare un cattivo degno di nota sia la morte del padre, Han Solo per sua mano.

Ecco, ci siamo…

APEZZODEMMERDA MORTACCI TUA HAN SOLO NO!!!!! CHE CAZZO STRONZODEMMERDA VIEQQUA TE LA INFILO NEL CULO CO TUTTA L’ELSA QUAA CAZZO DE SPADA DE FOCO!!!!

ufff….no, davvero, capisco la necessità di una cosa nel genere per le ovvie implicazioni nello sviluppo della storia e del personaggio, però uffa…forse il mio personaggio preferito della saga, tra l’altro uno di quelli che funzionava meglio anche in questo film. Mezzo cinema ha urlato NOOOO!! Anche se si era capito beniissimo che stava per succedere.

Però uffa….

La nuova protagonista Rey, è un bel personaggio, evidentemente simile e ispirato al vecchio Luke di Guerre Stellari, che avrà nel Luke ritrovato in Sardegna (non è un nuraghe? non è la barbagia quella?) il suo Obi Wan Kenobi a guidarla nell’addestramento. Solo che forse è un po’ troppo che questa se sveglia una mattina ed è già abbastanza potente da manipolare la mente del suo carceriere per farsi liberare e soprattutto da coglionare durante l’interrogatorio e prendere a pizze uno che ferma le fucilate al volo col pensiero….no? Cioè, uno si aspetterebbe una cosa più per gradi…

Comunque lei è la figlia di Luke,dai s’è capito.

A far scendere di mezzo punto secco il giudizio complessivo sul film c’è una cosa che è una stronzata galattica, intollerabile. Una puttanata che potevano e dovevano risparmiarsi perchè non ha assolutamente senso: non è possibile che Finn, che fa il guardiano dei cessi sul pianeta morte nera (lo dice lui: si è dato alla prima battaglia e prima lavorava nei cessi), prenda una spada laser e combatta contro un Sith addestrato riuscendo addirittura a ferirlo. Quel combattimento doveva durare meno di mezzo secondo. Voglio dire, fermi i laser a mezz’aria e te fai menà dal guardiano dei cessi? E su….ennamo….

Concludendo, ora vedremo se da qui vorranno prendere una strada diversa, rischiosa, oppure continuare con il reboot della prima trilogia. Famo che per ora JJ è andato sul sicuro e s’è salvato, però il giochetto funziona una volta sola.

 

#AmericanSniper la Recensione

Premessa: io a zio Clint voglio bene. Trovo che più di un suo film sia notevole, su tutti Gran Torino e Million Dollar Baby.

Però questo è veramente un film demmerda. Inizio mezzo scopiazzato fra il Cacciatore (senza l’aspetto “sociale” e politico di quel film) e Full Metal jacket (giusto perchè l’addestramento col sergente che strilla ce lo doveva mette), poi inizia il roccherrollo, divertente per carità, ma fondamentalmente è “Il Nemico alle Porte” (gran film) mischiato con Call of Duty, fino all’ultima mezz’ora di retorica smielata e patriottarda.

Lui eroe senza macchia e senza paura, con giusto un piccolo cedimento nervoso al ritorno (ma solo funzionale a umanizzare la figura e a provocare empatia dello spettatore nei confronti dell’eroe) e la moglie (clichè della moglie scassacazzi alla Skyler di Breaking Bad che va tanto ora) che gli rompe le palle con la famiglia mentre lui deve “servire il suo Paese”, però è tanto bellina (Sienna Miller, che piange tanto, poverina).

Altra cosa che forse è solo un problema della versione italiana: Bradley Cooper non può essere doppiato dallo stesso di una Notte da Leoni in un film serio. Proprio no.

poi veramente tanta tanta retorica…nemmeno un dubbio sulla giustezza o meno di quello specifico conflitto, tutto assolutamente decontestualizzato, lui poi il papà di famiglia che è buono e spara ai bambini solo se necessario, gli iracheni infidi che gli ammazzano gli amici…bah…veramente brutta roba…poi oddio, te lo vedi perchè comunque è ben girato, ha ritmo, non è noiso se non l’ultima mezz’ora, ma veramente sembra uno di quei film girati sotto Regan per fare propaganda contro i Russi…tipo Rambo 3 (favolosa toppa propagandistica uscito fuori tempo massimo, dopo la caduta del muro e con lui che combatte insieme a quelli che sarebbero diventati i talebani) ma fatto un po’meglio.

#50sfumaturedigrigio la Recensione

Ok, l’ho visto, ero curioso e l’ho visto. Non posso non commentare, sarò breve.

Più noioso de L’Ultimo Imperatore.

Più inutile di Cocktail.

Più ridicolo di The Lady (quello della Del Santo intendo).

Cioè, fateve na vita, scopate però davero, legati o meno, ma fateve na vita… no, dico sul serio… cioè dici sarà na cazzata ma almeno scopano, no, manco scopano! Se scopa de più in un film di Neri Parenti un altro po’…

Sembra na pubblicità de Oviesse, ecco, sì. Er seguito doveva chiamasse 50 sfumature de du’palle.

SCUSA MA NEVICA?


Allora, poi dice che uno si incazza.

Dice bello! Che bello! La neve, nevica a Roma, non succede mai, che spettacolo! Già, solo che stamattina presto non nevicava, e dopo un’ora di metro sono a Ponte Mammolo. Dove piove. Dove starò fino a stasera, ovvero quando la neve non ci sarà più. E pioverà. Fanculo.

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Detto questo, ieri sera facevano in TV "Scusa ma ti chiamo amore", scritto e diretto da quel genio del male di Federico Moccia, come dice la geniale Betty Moore, una tredicenne decerebrata e un pelo zoccola imprigionata nel corpo del figlio di Pipolo. Io ve lo dico, guardatevelo. Perchè è difficile trovare qualcosa (non ci riesco a definirlo film) di altrettanto idiota in circolazione.
DIco sul serio. Se prendete Fabio Volo, gli fate una lobotomia e lo imbottite di prozac fino a ridurlo come Crisafulli, sarebbe ancora in grado di dire qualcosa di meno cretino di uno qualsiasi dei dialoghi o delle situazioni di "Scusa ma ti chiamo amore".
Soprattutto la cosa devastante (lo so, io amo guardare queste cose, è una forma di feticismo) è l’assurdità di tutto, dalla storia ai personaggi alle situazioni (per dirne una, tutti abitano in case come il loft di Lapo Elkann, e i genitori di lei, diciassettenne che si scopa uno di quarant’anni, la prendono come se fosse normale, roba che io avrei messo mano alla roncola).E il fatto che Moccia abbia un enorme successo la dice lunga sul perchè sia non dico auspicabile ma essenziale per il bene di tutti che ci estinguiamo, il prima possibile.

Che poi, immagino sia voluto, "scusa ma" è una specie di tormentone che torna in tutto il film.

Scusa ma ti chiamo amore:

Scusa ma è minorenne…

Scusa ma non è reato un quarantenne che va co’ una minorenne?

Scusa ma so’ er padre e so’ armato.

Scusa ma te manno in galera.

Scusa, Moccia, ma c’hai cinquant’anni.

Scusa ma ‘n te vergogni?

Scusa ma nun se po’ vede ‘sto film, già pensavo che facevi schifo come scrittore ma come regista sei pure peggio.

Scusa ma lo sai che se nun eri er fijo de pipolo a quest’ora te toccava lavorà davero?

Scusa ma se capisce che dopo che la cosa che hai scritto dei lucchetti la facevano tutti te sei inventato ‘sta cazzata della minorenne che va co’ quello più vecchio de vent’anni perchè speravi de rimedià qualcosa pure te che se capisce lontano un miglio che manco una come se dice del mestiere co’ te c’è mai venuta perchè sei troppo cojone e je verebbe da ride.

Scusa, ma nun sei Raul Bova, te.

Scusa, ma se te incontro pe’ strada me sa’ che te do ‘na capocciata.

Ah, ora nevica anche qui. Sarebbe un bel finale per un film di Moccia. Buon Natale a tutti.

BLINDNESS – CECITÀ



Se Non avete mai letto Cecità di Jose Saramago non meritate di vivere. O meglio, meritate di vivere persino meno di tutti gli altri, perché è uno dei libri più belli di sempre, un capolavoro, almeno a mio modesto avviso, che poi qui dentro a questo blog è l’unico che conta, o picchiami.

Il fatto che Cecità sia un capolavoro è il motivo per cui mi è venuto un mezzo infarto quando mesi fa ho letto che stavano facendo un film tratto dal libro di Saramago. La prima cosa che mi è venuta in mente è stata la tipica vociona da trailer statunitense “BLAINDNES DA MOOOVIEEE” e l’istinto è stato quello di mettere mano alla roncola. Ero terrorizzato dall’idea che una produzione yankee del cazzo trasformasse uno dei miei libri preferiti (lo vedete anche nella lista nella colonna di destra, che colpevolmente non aggiorno da anni…) in una specie di filmaccio dell’orrore con i ciechi al posto degli zombie e non mi capacitavo di come Saramago avesse potuto dare il permesso di fare un film su Cecità.
Il fatto che nel cast fossero presenti Julian Moore e Denny Glover non migliorava la situazione: anche se sono molto bravi anche loro hanno fatto filmacci del cazzo, capirai, li hanno fatti De Niro e la Streep non li possono fare Julian Moore e Danny Glover?

Informandomi un po’meglio ho letto che il regista del film era un tale Fernando Meirelles, che non conoscevo, ma un minimo di sollievo me lo ha dato la notizia che Saramago aveva partecipato attivamente alla trasposizione, seguendo sul set intere giornate delle riprese.
Ok, va meglio, ma anche quello c’ha novant’anni, che ne so?

La prima cosa che ho fatto è stata affittarmi il primo film di Meirelles, di cui avevo sentito parlare e bene, ovviamente le macerie delle mie sinapsi e i pochi neuroni superstiti erano impegnati nel mantenimento delle funzioni vitali minime e non mi hanno consentito di ricordare che il regista che non conoscevo era quello del film di cui avevo sentito parlare, ma tant’è che mi sono affittato Ciudad de Deus – City of God e mi è piaciuto un casino.

* *

Finalmente mi sono procurato (legalmente, brigadiere, ovvio) Blindness, credo che in Italia non sia uscito, perché ho trovato solo una copia in inglese sottotitolata e non ho visto i manifesti, sarà che non è tratto da Moccia quindi non vale la pena di distribuirlo.

Beh, la sapete una cosa? Se non ci fosse il paragone con il libro direi che è un capolavoro. Sono stato MALISSIMO per due ore.
Il film è semplicemente un incubo bianco.

Quello che ti salva nel libro è che Saramago scrive da Dio e ha dei momenti di lirismo che ti sollevano e ti ritemprano, che ti rendono sopportabile il resto del libro, che è disturbante, angosciante da morire. Nel film non è così, è un calcio nei coglioni, un pugno allo stomaco, pensate voi a tutte le espressioni simili che vi vengono in mente, chi ha letto il libro può capirlo, l’ho visto venerdì notte, sono stato stranito per tutto sabato…

Julian Moore, nella parte della moglie dell’oculista è semplicemente ENORME, così come sono molto bravi tutti gli altri, forse solo il personaggio del “Re dell’ala 3” non è azzeccatissimo, perché Gael Garcia Bernal è più giovane di quanto mi fossi immaginato il personaggio del libro e forse un po’troppo sopra le righe.



Non sto volutamente parlando della trama, perché sono un libro che va letto e un film che va visto, ma dato che li ho trovati in rete vi metto l’incipit del libro e un trailer del film, so solo che mi è venuta voglia di rileggerlo…magari fra un po’:

“Il disco giallo si illuminò. Due delle automobili in testa accelerarono prima che apparisse il rosso. Nel segnale pedonale comparve la sagoma dell’omino verde. La gente in attesa cominciò ad attraversare la strada camminando sulle strisce bianche dipinte sul nero dell’asfalto, non c’è niente che assomigli meno a una zebra, eppure le chiamano così. Gli automobilisti, impazienti, con il piede sul pedale della frizione, tenevano le macchine in tensione,avanzando, indietreggiando, come cavalli nervosi che sentissero arrivare nell’aria la frustata. Ormai i pedoni sono passati, ma il segnale di via libera per le macchine tarderà ancora alcuni secondi, c’è chi dice che questo indugio, in apparenza tanto insignificante, se moltiplicato per le migliaia di semafori esistenti nella città e per i successivi cambiamenti dei tre colori di ciascuno, è una delle più significative cause degli ingorghi, o imbottigliamenti, se vogliamo usare i termine corrente, della circolazione automobilistica. Finalmente si accese il verde, le macchine partirono bruscamente, ma si notò subito che non erano partite tutte quante. La prima della fila di mezzo è ferma, dev’esserci un problema meccanico, l’acceleratore rotto, la leva del cambio che si è toccata, o un’avaria nell’impianto idraulico, blocco dei freni, interruzione del circuito elettrico, a meno che non le sia semplicemente finita la benzina, non sarebbe la prima volta. Il nuovo raggruppamento di pedoni che si sta formando sui marciapiedi vede il conducente dell’automobile immobilizzata sbracciarsi dietro il parabrezza, mentre le macchine appresso a lui suonano il clacson freneticamente. Alcuni conducenti sono già balzati fuori, disposti a spingere l’automobile in panne fin là dove non blocchi il traffico, picchiano furiosamente sui finestrini chiusi, l’uomo che sta dentro volta la testa verso di loro, da un lato, si vede che urla qualche cosa, dai movimenti della bocca si capisce che ripete una parola, non una, due, infatti è così, come si viene a sapere quando qualcuno, finalmente, riesce ad aprire uno sportello, Sono cieco.”

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Insomma, vedetevelo che merita veramente, starete malissimo, mi odierete.