L’INFARTO DI ZARRILLO

(qui ci doveva essere una foto ma il porcoddio di wordpress stamattina c’ha meno voglia di lavorare di me)

 

http://www.ilmessaggero.it/SPETTACOLI/MUSICA/roma_zarrillo_infarto_ricoverato/notizie/288593.shtml

ecco, io di quelli come zarrillo spero sempre che crepino in situazioni tipo Lapo Elkann o peggio…

tipo “Marco Carta morto di overdose durante orgia transex. L’idolo delle ragazzine era legato carponi su un tavolino sarebbe morto soffocato dal proprio vomito a causa di un limone che aveva in bocca tenuto col nastro adesivo”.

“Tragica morte per la cantante acqua e sapone Laura Pausini. Linciata dalle mamme di una scuola elementare di Tolmezzo dopo essere stata sorpresa a regalare Gormiti imbottiti di eroina ai piccoli”

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Di nuovo sul treno per Roma, come diceva uno che non mi ricordo, "la cosa più bella di Milano". Il viaggio promette male: leggero ritardo, sosta a Rogoredo, il bar della stazione ha finito le ceres e al mio posto, tra l'altro uno di quelli belli senza vicino, un posto singolo in frecciarossa, c'è una tipa con l'iPad.
"Scusi, credo quello sia il mio posto". Guarda il 15, altro singolo dall'altro lato della carrozza.
"Non può provare quello che è vuoto, vero? Vuole proprio questo…"
La guardo gelido, convinto che abbia anche la Smart, oltre all'iPad, reprimendo l'istinto di colpirla fortissimo con la borsa nella quale ho nell'ordine una cartellina, un ombrello, un pc portatile, un mazzo di chiavi e una bottiglia di becks. Mi trattengo solo per salvare la becks.
"Beh, se arriva il proprietario di quello non voglio alzarmi io".
Per cattiveria una volta accomodatomi le chiedo di guardarmi la roba, che devo andare a pisciare. Torno che ovviamente parla al cellulare dei cazzi suoi a voce altissima, non sia mai che  qualcuno possa non voler sapere che una sua amica che si è lasciata con il tipo usa la sua crisi passata per curare la propria. Penso che se bevo la becks forse dopo posso colpirla con la bottiglia.
Mi siedo e mi viene in mente che dopo una decina di volte che sono salito a Milano la conoscenza che ne ho è limitata a: stazioni Centrale e Porta Garibaldi con i rispettivi rivenditori di alcoolici, il sedile posteriore di un paio di dozzine di taxi, i peggiori bar che ho trovato nei dintorni degli alberghi in cui ho dormito, la metropolitana, un paio di locali carissimi e qualche ristorante sopravvalutato e arredato in maniera imbarazzante.
Lo skyline che ho in mente sono i cantieri dei grattacieli che stanno costruendo per l'expo. Per dire: il Colosseo, il Taj Mahal e i grattacieli dell expo..
La cosa migliore di MIlano è il treno per Roma, se sono da solo, che posso far finta di lavorare con la chiavetta aziendale, rispondendo a un paio di mail, ma ho un po'di tempo per scrivere, che qui su 'sto blog non ci scrivo praticamente più. Ah, mi dice un mio amico che splinder chiude, da gennaio. Dice che "freezano" i blog e fanno un redirect. Spero non sia pericoloso né contagioso. Però prima o poi dovevano prendere atto del fatto che se non scrivo più sul blog possono anche chiuderlo 'sto cazzo di splinder. Io intanto mi organizzo per un nuovo blog su cui non scrivere.
 
Ah, Davide, nel caso in galleria non avesse preso il cellulare, lei arriva per le novemmezzadiecimenunquartodieci, se non la ammazzo a bottigliate io prima di FIrenze.

MORTESHOPPING



Ma come la vestiranno per il funerale?

E anche stavolta lo officia Mastrota?

(ai primi 10 telegrammi di condoglianze in regalo una bicicletta col cambio shimano…dai, non dite che sono cattivo, la camera ardente di Vianello pareva Mediashopping, sembrava stessero a vendere la bara…)

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Comunque ora sotto con la Zanicchi!

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Wow, è vero che internet ti permette di esplorare nuovi territori e di avere contatti diretti con personaggi illustri e famosi la cui conoscenza era prima preclusa a noi comuni mortali, che invece ora possiamo essere informati direttamente via Twitter di ogni volta che Demi Moore fa una cacata, direttamente da lei.

In attesa di riuscire a rimediare un ciuccione da Megan Fox, posso fregiarmi per ora di un breve epistolario con Ezio Mauro, di uno scambio di mail con la segreteria di Veltroni al tempo della sua sindacanza della Capitale, del fatto che un mio collega ha chiesto su Linkedin l’amicizia a Barack Obama (non gli ha risposto, strano…) e recentemente di aver avuto un messaggio privato da parte di una delle persone facenti parte dello staff di “Welcome to the Machine – Il Musical”, almeno così si è presentato.

Non posso non rendervi partecipi come ho già fatto in passato, ergo:

Ciao hai vinto un beglietto per il musical Welcome to the Machine!
No scherzo!!!
Ciao mi permetto di scriverti perchè casualmente ho trovato sul tuo blog il commento che hai fatto riguardo allo spettacolo.Preferisco chiamarlo così.Anche a me i musical fanno cagare generalmente. Io faccio parte dei 20 idioti cantanti "attori" di questo spettacolo.Volevo solo precisare ma assolutamente senza nessuna polemica, anzi mi sono piegato da ridere a sentire con quale cinismo e cattiveria contestavi questa idea, che comunque non è il classico musical del cazzo con i balletti e le varie minchiate in stile "amici" che odio con tutto me stesso per l’idiozia e la merda che propagandano in giro.E’ uno spettacolo teatrale molto sobrio e rispettoso anche perchè è stato ideato da cultori dei Pink Floyd prorpio come te.Quindi niente non so di dove sei ma ti invito a vederlo magari potresti darci degli sputi/spunti interessanti.E’ piaciuto a molti e considera che è una cosa nata prorpio dal niente con pochissimi soldi e bene o male siamo riusciti a girare gran parte dell’italia.Insomma non voglio impietosirti volevo solo precisare che non è la solita cagata.Credimi!E’ un tributo ai Pink Floyd!

 

Devo ammettere che è simpatico e molto molto sportivo, viste le cattiverie gratuite (perchè in finale non l’ho manco visto lo spet….ma che sto dicendo, grauite un cazzo!!!) che ho scritto, ma non ho resistito a mandargli una rispostaccia:

 

Ciao, devo dire che sono rimasto molto sorpreso dal tuo messaggio, ci ho messo un po’a realizzare, oddio, quello forse dipende dai postumi della sbornia, ma mi sono chiesto per un po’come avrei dovuto risponderti.

Facciamo così, io butto giù due-tre risposte,dalla più lunga alla più sintetica. Tu scegli quella che ti irrita di più e fammelo sapere, ci tengo.

Ah, naturalmente metterò tutto sul blog, perchè privato il messaggio? Un po’di sana rissa telematica, suvvia!

Risposta 1:

No, non ti scuso per “esserti permesso di scrivermi”, guarda un po’ questa gioventù senza rispetto che si permette ecco, insomma, di scriverti SOLO perchè hai gettato una tonnellata di merda su un loro lavoro, che immagino sudatissimo, in maniera assolutamente pregiudiziale e senza averlo visto… (fermo restando che mi sento in dovere di esprimere giudizi radicali in maniera assolutamente pregiudiziale e senza avere conoscienza di ciò di cui sto parlando, è la rete, bellezza).

Allora, che ti devo dire? Lo so che sicuramente siete dei cultori dei Pink Floyd, se foste stati cultori dei Teletubbies avreste fatto “Teletubbies, il musical”, ma sinceramente il poco che ho visto su youtube è bastato per formarmi il giudizio che hai letto e che, sebbene sia espresso in maniera ironica, rispecchia ESATTAMENTE quello che io penso (anzi, non a formarlo, ma a confermarlo, dato che il giudizio me lo sono fatto ovviamente prima di aver visto anche solo un secondo dello “show”). Il mondo fa schifo perchè è vario, evidentemente abbiamo concetti diversi su cosa sia “un tributo” o “un insulto”. Che ne so, per me un regista o uno scrittore che citano Shakespeare in un’ “opera” stile Federico Moccia (storiella di quindicenni lobotomizzati in cui i protagonisti, fra un’eiaculazione precoce e l’altra, prolungano inutilmente il percorso che li porta, giustamente, all’incidente mortale con la macchinetta del cazzo), non fanno un tributo, ma un insulto.

La forma è importante. Non posso mettere Cristina del Basso in posa su un guscio di cozza, circondarla di richhioni seminudi e volteggianti e dire che è un tributo alla Venere del Botticelli. E’ una cacata e basta.

Scusami, anzi, no, scusami un cazzo, ma non sono una persona tollerante e aperta, nè democratica, non me ne frega un cazzo del fatto che le persone possono avere opinioni e gusti diversi, dipendesse da me il pubblico della prossima rappresentazione di “Welcome to the Machine” dovrebbero essere miliziani janjaweed. Ma è un problema mio, tranquillo, anzi, grazie per la pacatezza del tuo messaggio, io sarei stato e sono più pesante.

Se ti può consolare nella lista delle persone che odio e che vorrei morte, che comprende grosso modo cinque-sei miliardi di persone e un’altra milionata di personaggi immaginari tipo Babbo Natale, Dio, Amelie, Buddha e Simona Ventura, non siete nemmeno fra i primi cento. Fra i primi centocinquanta sì, pero.

 

Risposta 2:

No, dai, non ci posso credere!!!!!! Io in realtà vi adoro! Il mio era solo un tentativo di conoscervi, ho pensato che dei geni come voi avessero talmente tanti commenti positivi che avreste notato l’unico negativo! Pensa che io e mia moglie abbiamo visto lo spettacolo quindici volte e abbiamo deciso che nostro figlio si chiamerà “Uelcomtudemascinilmiusicol”, che poi è il secondogenito, se aveste fatto qualche anno fa lo spettacolo vi sareste beccati il primogenito, invece lo abbiamo dovuto chiamare “Sandeibladisandei”.

Risposta 3:

Ammazzati.

 

Sì, sono stronzo e me ne compiaccio, che devo fare?

Se volesse mandarmi insulti vari in risposta spero di averli qui, che è più divertente, facciamo una vita così triste…

A questo punto direi che è il caso di mettere un po’di Musica, pensavo a qualcosa da Cats o qualche altro musical…gh gh gh

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LE COSE CHE FAREI AD ARISA


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Oggi voglio essere buono, parlarvi di un’artista che incarna tutta la semplicità, tutti i buoni sentimenti, tutta la bontà, tutta la normalità di una brava ragazza che potreste incontrare mentre aiuta le vecchiette ad attraversare la strada già che è lì che va a fare catechismo ai bambini malati terminali in india a piedi avvistando ripetutamente la madonnina e vegliando giorno e notte la povera Eluana perchè anche se è morta non possiamo escludere che possa ancora avere figli che il buon dio se gli gira si alza e fa un miracolo, così, a cazzo di cane che lui è dio e non è che deve venire a dare spiegazioni a te.
Mi riferisco ovviamente ad Arisa.

L’occhialuta cantante vincitrice di Sanremo giovani 2009 con il tormentone “Sincerità”, viene sempre presentata come un esempio positivo, come una ragazza semplice, un po’ingenuotta, taaaaanto caruuuuccia. Io, credo di averlo già detto, Arisa la odio. Mi fa veramente rabbia a vederla, non so se capita anche a voi di provare nei confronti di qualcuno un odio viscerale di questo tipo, ci penso e mi incazzo, la vedo e mi viene voglia di prendere la mannaia. Mi fa lo stesso effetto che mi fa…che ne so…Rutelli, ecco.
Allora, se non è una posa, se non fa finta di essere così, ma è veramente così, Arisa è una povera cretina. Ai limiti del ritardo mentale. E’ il ritratto della mediocrità, della stupidità, della pochezza di pensiero. Sembra la Clerici ma ancora più cretina. Proporre Arisa come modello significa proporre, ancora una volta, la totale imbecillità come modello.

Quindi, sempre perchè dicevo che oggi voglio essere buono, vi elenco qui di seguito, appunto, le cose che farei ad Arisa:

–    La prenderei per i capelli e, senza toglierle gli occhiali che poverina le servono per vedere meglio anche se sono senza lenti, le sbatterei la faccia sullo spigolo di un caminetto, o su una stufa di ghisa, meglio se calda, fino a che non abbia raggiunto la consistenza del cibo per cani.

–    Le caverei  i denti con un paio di tenaglie e glieli conficcherei uno a uno negli occhi, sempre senza toglierle gli occhiali tanto senza lenti non mi creerebbero problemi.

–    Le regalerei un paio di occhiali, stavolta con le lenti di vetro, per spaccarglieli con una mazzetta da fabbro, senza toglierli dalla faccia ovviamente.

–    Le infilerei un ferro da maglia in un orecchio fino a farlo uscire dall’altro, certo di non incontrare alcuna resistenza.

–    Seguirei un consiglio del mio amico David e la lavorerei con un badile, di taglio, fino ad ottenerne una delicata crema spalmabile.

–    La pettinerei con la carta vetrata fino a che non sono arrivato alle ginocchia.

–    La scuoierei con un pelapatate, la coprirei di sale e la lascerei ad essiccare al sole fino a che non diventa secca quanto la fica della Marzotto.

–    La farei picchiare da Chuck Norris.

–    Le caverei gli occhi con un cucchiaio, le verserei del vodka martini mescolato non agitato nelle cavità oculari fino a riempire tutto il cranio, infilerei uno stecchino nei bulbi e li rimetterei al loro posto come olive. A parte gli stecchini nessuno noterebbe la differenza.

–    La legherei per i piedi al paraurti di un camion che poi farei andare da Lisbona a Minsk, così che dall’alto si vedrebbe mano a mano la striscetta rossa con il percorso come per l’aereo di Indiana Jones.

–    La farei vivere per due anni ad Haiti, tanto prima o poi un terremoto, un ciclone, ‘no tsunami, qualcosa  capita.

Non so, avete qualche suggerimento?

BEL LANCIO!




Ok, direi che non se ne può non parlare, hanno tirato una statuetta raffigurante il Duomo in faccia a Berlusconi, rompendogli il naso e due denti, mentre per ora i medici escludono il rischio di emorroidi. Io quando ho sentito che si trattava di un quarantenne con problemi psichici ho pensato di istinto a Capezzone, anche se poi razionalmente appariva difficile che fosse stato lui a colpire Berlusconi. Fosse stato un colpo di lingua troppo vigoroso pure pure, ma in quel caso la frattura l’avrebbe avuta all’osso sacro, non al setto nasale.
Inizialmente si era sparsa la voce che era stato colpito da un pugno e che contestualmente Mike Tyson era candidato alle primarie del PD in Lombardia, poi ogni dubbio è stato fugato dalle immagini e dalle testimonianze di chi c’era.
Particolarmente lucido il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha detto di essere stato lì vicino e di aver visto la statuetta che "veniva usata come un tirapugni". Fosse stato un po’ più vicino avrebbe detto che era usata non come tirapugni ma come tiracalci, che l’uomo aveva saltato le transenne con un calcio rotante, è rimasto sospeso a mezz’aria un quarto d’ora tipo Neo (pare anche lui fosse travestito da Don Camillo) e che aveva anche urlato "Allah è grande e Fassino e Lenin sono i suoi profeti".

Dopo essere stato colpito Berlusconi è stato trascinato in macchina dove in stato confusionale ha cercato di palpare un agente della scorta, poi, come si conviene a un capo di stato che ha appena subito un "attentato", è uscito dalla macchina per salire sul famoso predellino facendo lil guappo stile Rocky ("non fa male, non fa male") e ostentando le ferite subite, come il Marchese del Grillo. "MAMMA HO FATTO IL MIO DOVERE". Per un po’ ci ho anche pensato che se lo fosse fatto da solo…"Ricciò, daje un cazzotto. Sul naso, bravo!"

Tra l’altro la statuetta sarebbe una di quelle che vendono gli ambulanti in giro per Milano. Come vedete tutto torna: gli ambulanti…immigrati…la statuetta di marmo e il marmo dove lo fanno? a Massa Carrara…Toscana…regione rossa… Non è evidente il disegno? Ora magari si scoprirà che il lanciatore conosceva qualcuno che ha studiato Giurisprudenza e il cerchio si chiuderà.

Quello che appare evidente, fra il fallimento della campagna di vaccinazione contro l’influenza A e l’aggressione a Berlusconi è che non è stata una buona idea dare la Sicurezza Nazionale in mano a Topo Gigio.

Naturalmente si sono sprecate le dichiarazioni da parte di tutti. Con un involontario effetto comico la prima dichiarazione che ho sentito al TG era quella dell’Associazione Nazionale Magistrati. Solidarietà e condanna del gesto, mi aspettavo un "Non siamo stati noi". Anche Fini ha voluto subito commentare: "Non sono stato io". E Di Pietro: "non sono stato io. Mannaggia".

Personalmente mi unisco al Capo dello Stato nell’esprimere una condanna dell’accaduto e vorrei aggiungere un mio personale auspicio: che si facciano statuette più grandi. E che esplodano, cribbio!