#elezionieuropee UN’ANALISI DEL VOTO

dal blog di mazzetta (e da qualche testo postumo di Lombroso), vi presento un imbecille

Riesumiamo per l’ennesima volta il blog per una lucida (lucida!?!) e puntuale (puntuale?!?) analisi del voto di ieri, Elezioni Europee che ovviamente in Italia sono state trattate come una suppletiva condominiale, con un dibattito dal respiro talmente ampio da oscurare quello fra quella del secondo piano e quella del terzo, accusata di lanciargli le scie chimiche sulle piante. A questo punto non mi resta che adeguarmi e parlare solo delle beghe di casa nostra, ridicole come sempre, che quello che è successo altrove invece è abbastanza inquietante.

PD 40%

A Renzi va riconosciuta sicuramente la capacità di aver saputo scegliere una strategia politica efficace, ovvero unire la fuffa berlusconiana agli argomenti anti-casta e populisti di grillo, in chiave moderata e riverniciata, tipo “sono un po’unto dal Signore” e “andate un po’ a fanculo”.

Quindi abbiamo asistito a numeri da circo con le slides, promesse mirabolanti, mosse ad effetto tipo vendo due auto blu…

Anche se la mossa vincente è stata senza dubbio quella che in Italia funziona sempre meglio: allungare 4 pezzi da 20 all’usciere.

M5S 21%

Ma non dovevano vince loro? Non dovevano andare tutti a casa? Ci sarà stato qualche problema… Magari non hanno ciucciato abbastanza matite… Magari aver votato con la penna perché è più sicura della matita (https://pbs.twimg.com/media/BoenH-yIAAA-T0Z.jpg) gli ha fatto annullare qualche voto…

Adesso diranno che sono stati i brogli, i media faziosi che hanno fatto propaganda, gli 80 euri voto di scambio, ecc. ecc. Ah, ma grillo non ha detto che se non vincevano si ritirava? Mo vediamo che succede.

FORZA ITALIA 16%

Sedici per cento!?!?!? Nonostante la Zanicchi? Mah… sto Paese non ha proprio riconoscenza…

LEGA NORD 6%

Er poro Salvini le ha provate tutte: si è fatto le foto con la Le Pen (che l’ha schifato dopo), è venuto a Roma con la felpa giallorossa e s’è comprato gli spot nelle radio romane (giusto un genio come Salvini), è andato a provare a fare campagna al sud dove lo hanno giustamente preso a parolacce (giusto un genio come Salvini), ha stalkerato per mesi la Cecilie Kyenge, mancava solo andasse a cucinare la cassoeula da Cracco a Masterchef o che andasse a cantare “o mia bella madunina” vestito da suora a The Voice.

Alla fine ha raccattato ‘sto 6%, che per lui e per i brandelli della Lega è anche troppo.

NCD 4,4%

Pensa se non c’arivavano ahahahha pensa quanto è stato a culo stretto Alfano tutta stanotte ahahahahah pensa le risate ahahaha.

Comunque vorrei conoscelo uno che vota NCD…anzi, no, non vorrei conoscerlo proprio per niente.

LISTA TSIPRAS 4%

Per una volta la Sinistra Italiana ha fatto una scelta sensata per prendere qualche voto: candidare la Sinistra di un altro Paese.

FRATELLI D’ITALIA 3,7%

Ci sono vari fattori che hanno concorso al mancato raggiungimento della soglia del 4%, primo fra tutti l’alto numero di schede nulle: tanta gente invece che Bracconeri come preferenza ha scritto “Bruno Sacchi”, direi che era inevitabie, così come era inevitabile che fare dei manifesti anti-immigrati con la faccia di Magdi Allam sopra non fosse propriamente una genialata.

Comunque la Meloni ha detto che per i risultati definitivi bisogna aspettare che abbiano finito di ritoccare le schede con Photoshop.

Degli altri vale la pena di parlare? Forse vale solo la pena di nominare Scelta Civica, partito che fino a un annetto fa esprimeva un Presidente del Consiglio e che adesso, presentatosi a livello nazionale, prende pochi più voti del Südtiroler Volkspartei, la cui base elettorale sono i malgari avvinazzati della provincia di Bolzano e forse qualche stambecco.

Ma il vero vincitore di questa tornata elettorale non lo vedrete in televisione. Non era nemmeno candidato. Il vero vincitore è un ignoto eroe di Monte Mario, che sabato mattina era nel parco dell’ex manicomio di Santa Maria della Pietà, dove non a caso ci sono gli uffici del Municipio, con chitarra elettrica ed effetti a suonare i Led Zeppelin su una panchina, con la base e un pubblico appassionato di vecchi ad ascoltarlo.

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Aggiungo solo una considerazione, semiseria, visti i selfie in cabina elettorale, visto l’utilizzo smodato di maiuscole e punti esclamativi, visto l’ostentato e orgoglioso dilettantismo di eletti ed elettori e l’ingenuità quasi adolescenziale di molti commentatori, ho finalmente capito una cosa sul Movimento 5 Stelle: non è un partito, non è un movimento politico, non è nemmeno una setta o una religione come molti pensano. E’ un fan club. I grillini si avvicinano più alle beliebers e alle directioners che a seguaci di scientology o attivisti politici “old school”. E a pensarci bene anche i seguaci di Renzi, o qualche matto che voleva votare Bracconeri, sembrano ragazzini invasati che volantinano per le loro pop-star.

La nuova frontiera della merda: dopo i partiti azienda i pop-partiti. Addavenì l’asteroide.

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UN PAESE FANTASTICO

 

 

A conferma di quanto l’Italia sia un Paese da operetta, ridicolo in ogni sua espressione, leggevo sul Manifesto di oggi che le statuette del duomo come quella che Tartaglia ha lanciato a Berlusconi sono andate a ruba, non se ne trova più una (aspetto che parta anche l’asta su e-bay). In compenso a San Gregorio Armeno sono comparse le statuette di Berlusconi ferito e fasciato da mettere nel presepe…

A proposito, so che non dovrei pensare a questi film, ma pensando allo psicopatico che aggredisce il Politico è venuto in mente solo a me questo?

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Oddio, non che Tartaglia sia propriamente De Niro….

 

BEL LANCIO!




Ok, direi che non se ne può non parlare, hanno tirato una statuetta raffigurante il Duomo in faccia a Berlusconi, rompendogli il naso e due denti, mentre per ora i medici escludono il rischio di emorroidi. Io quando ho sentito che si trattava di un quarantenne con problemi psichici ho pensato di istinto a Capezzone, anche se poi razionalmente appariva difficile che fosse stato lui a colpire Berlusconi. Fosse stato un colpo di lingua troppo vigoroso pure pure, ma in quel caso la frattura l’avrebbe avuta all’osso sacro, non al setto nasale.
Inizialmente si era sparsa la voce che era stato colpito da un pugno e che contestualmente Mike Tyson era candidato alle primarie del PD in Lombardia, poi ogni dubbio è stato fugato dalle immagini e dalle testimonianze di chi c’era.
Particolarmente lucido il Ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha detto di essere stato lì vicino e di aver visto la statuetta che "veniva usata come un tirapugni". Fosse stato un po’ più vicino avrebbe detto che era usata non come tirapugni ma come tiracalci, che l’uomo aveva saltato le transenne con un calcio rotante, è rimasto sospeso a mezz’aria un quarto d’ora tipo Neo (pare anche lui fosse travestito da Don Camillo) e che aveva anche urlato "Allah è grande e Fassino e Lenin sono i suoi profeti".

Dopo essere stato colpito Berlusconi è stato trascinato in macchina dove in stato confusionale ha cercato di palpare un agente della scorta, poi, come si conviene a un capo di stato che ha appena subito un "attentato", è uscito dalla macchina per salire sul famoso predellino facendo lil guappo stile Rocky ("non fa male, non fa male") e ostentando le ferite subite, come il Marchese del Grillo. "MAMMA HO FATTO IL MIO DOVERE". Per un po’ ci ho anche pensato che se lo fosse fatto da solo…"Ricciò, daje un cazzotto. Sul naso, bravo!"

Tra l’altro la statuetta sarebbe una di quelle che vendono gli ambulanti in giro per Milano. Come vedete tutto torna: gli ambulanti…immigrati…la statuetta di marmo e il marmo dove lo fanno? a Massa Carrara…Toscana…regione rossa… Non è evidente il disegno? Ora magari si scoprirà che il lanciatore conosceva qualcuno che ha studiato Giurisprudenza e il cerchio si chiuderà.

Quello che appare evidente, fra il fallimento della campagna di vaccinazione contro l’influenza A e l’aggressione a Berlusconi è che non è stata una buona idea dare la Sicurezza Nazionale in mano a Topo Gigio.

Naturalmente si sono sprecate le dichiarazioni da parte di tutti. Con un involontario effetto comico la prima dichiarazione che ho sentito al TG era quella dell’Associazione Nazionale Magistrati. Solidarietà e condanna del gesto, mi aspettavo un "Non siamo stati noi". Anche Fini ha voluto subito commentare: "Non sono stato io". E Di Pietro: "non sono stato io. Mannaggia".

Personalmente mi unisco al Capo dello Stato nell’esprimere una condanna dell’accaduto e vorrei aggiungere un mio personale auspicio: che si facciano statuette più grandi. E che esplodano, cribbio!

BREVEMENTE

 

Visto che non ho più tanto tempo per scrivere sul blog, mi vedo costretto a inondarvi delle cazzate che avrei voluto scrivere in settimana in un’unica somministrazione, un po’ come assumere un medicinale in un’unica, enorme suppostona da un paio di etti, che poi è un po’ la metafora del nascere in Italia, quindi siamo anche tutti abituati.

 

 

Cominciamo da questo bell’uomo qui sopra, al secolo Gaspare Spatuzza, pentito di mafia che oggi deporrà al processo d’appello contro la condanna in primo grado a 9 anni di Marcello Dell’Utri per Concorso Esterno in Associazione Mafiosa. C’è chi attende con ansia questo giorno, perchè Spatuzza dirà che Berlusconi e Dell’Utri erano in contatto con Cosa Nostra negli anni ’90, fino ad esserne referenti politici dopo la nascita di Forza Italia.

E allora? Voglio dire, non è la prima volta che salta fuori questa storia, Dell’Utri è stato anche già condannato in primo grado. Mi pare evidente, sarò pessimista, che questi non si levano dalle palle nemmeno se li trovano in giro per Via del Corso passeggiando mentre sgranocchiano uno stinco di bambino. Temo che ormai il problema non è più mandare in galera Berlusconi, se penso al fatto che metà degli Italiani lo continuano a votare (e l’altra metà vota gente che a livello locale non è meno ammanicata di lui con Camorra e Ndrangheta), mi viene in mente Pol Pot e il suo piano di controllo demografico in Cambogia…guarda che strane associazioni che fa il cervello a volte…

*****

 

 

 

Si va? Certo che si va…non che si speri veramente di farlo dimettere, ma, lo dico sempre, fa bene ogni tanto guardarsi intorno e potersi sentire un po’meglio di tutti gli altri giorni in cui sei nella tua città, guardi chi ti sta intorno e ti domandi se quella signora intenta a farsi una cultura (su come avere i glutei di Belen, giuro ho visto un articolo del genere su Leggo, credo) vada o meno a votare, se è una di quelle che vota Berlusconi, o Fini perchè è tanto un bell’uomo….

Ah, a proposito, ma come stiamo messi male se Gianfranco Fini è la persona che sembra dire le cose più sensate di tutto il panorama istituzionale? Fini, quello di "Mussolini è lo statista più grande del secolo", del "non vorrei che un gay fosse l’insegnante di mio figlio", è lo stesso Fini della Bossi-FIni e della Fini-Giovanardi. Cazzo, non è quello dei tortellini, è QUEL Fini, Il Fascista diocane, possibile che non se lo ricordi nessuno? Quello dovrebbe stare appeso a un palo, non a fare il Presidente della Camera. La Iotti era Presidente della Camera, Nilde Iotti, non un ex fascista ripulito che da quando scopa ha capito che se fa un po’ più il finto progressista si becca il 60% dei voti una volta che il Nano si sarà levato dai coglioni…e c’ha 73 anni Berlusconi, prima o poi succederà…

*****

 

Ma veniamo a cose più piacevoli.

Ho appena finito Altai, dei Wuminghi, il "seguito" anche se è improprio definirlo così, di Q, uno dei libri che mi ha intrippato di più.

I Wuminghi, ex Luther Blissett, sono delle carogne. Nel senso che scrivono veramente da Dio, sono bravi, al di là di quello che scrivono ti pigliano e ti sbattono dentro alla loro storia senza che tu riesca ad uscirne, sono libri, almeno quelli che scrivono insieme (quelli dei singoli appartenenti al collettivo sono decisamente inferiori), che potresti leggere tutti di un fiato senza nemmeno accorgertene.

Insomma, non si avvicina a Q, ma credo che in Italia ci vorranno trent’anni prima che qualcuno riesca a scrivere qualcosa del livello di Q, ma Altai è un buon libro, una bella storia scritta bene, un romanzo storico che ti porta dalla Venezia del ‘500 fino a dentro la battaglia di Lepanto, passando per il sanguinoso assedio di Famagosta e per la morte terribile di Marcantonio "Conbipel" Bragadin.

Insomma, leggetevelo che merita.

*****

Concludo ricordandovi a fine 2009 che quest’anno sono trent’anni dall’uscita di The Wall e quaranta dall’uscita di A Saucerful of Secret e Ummagumma, tre album fantastici e fondamentali per un amante dei Pink Floyd come me. Ergo… 

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CHI È STATO?


Da leggersi, “Chi è Stato?”, che vista la lucidità media dell’uditorio (e dell’autore) meglio essere chiari.


Ma Pert, il Lodo Alfano, lo avrebbe firmato?

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Da dove si comincia? No, seriamente, ci sarebbero talmente tanti insulti da vomitare a destra e a sinistra oggi, che sono sinceramente in difficoltà.

Ok, hanno bocciato il Lodo Alfano, il nano sta dando fuori di matto, gli ultimi colpi di coda del regime, si dirà, se avesse un minimo di dignità e senso dello Stato si dimetterebbe, ma se avesse dignità e senso dello Stato non sarebbe Berlusconi e si sarebbe dovuto dimettere almeno cento volte negli ultimi 15 anni.

Secondo me, e qui la sparo grossa, si dovrebbe dimettere soprattutto Napolitano. Perché il Lodo non lo poteva firmare. Occhio, non “non lo doveva” come qualcuno disse all’epoca e ripete oggi, non è un problema politico. Il Lodo è stato respinto per ragioni tecniche ENORMI: è una norma che va contro la Costituzione, ed è una norma che per essere introdotta dovrebbe seguire l’iter di legge appunto costituzionale e non ordinaria. Qua è come se un arbitro di calcio non conoscesse la regola del fuorigioco. Mo’ non lo so se Di Pietro si riferisce a questo, se parlasse italiano forse si capirebbe, ma a me sembra che tutti ne hanno fatto sempre una questione politica, mentre qua, ripeto parliamo proprio delle regole del gioco.

E di gioco si tratta, perché a sfogliare le altre pagine del giornale ti rendi conto che questa è una parte della realtà, una dimensione che scorre parallela, fatta di concetti come “legalità”, “democrazia”, “libertà di informazione”, “uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”, “Stato”… Scorre parallela ad altri fiumi, fiumi di merda, ovviamente, nei quali gli stessi concetti affogano, ignorati anche e soprattutto da coloro che li difendono di là, nell’altra dimensione. Mi riferisco agli intoccabili bipartisan come Di Gennaro, che non hanno nemmeno bisogno di Lodi strani perché lo Stato quando li giudica e si giudica li assolve in automatico e il primo a telefonare a Di Gennaro per complimentarsi pare sia stato Minniti, della cosiddetta “opposizione”, PD. Non ricordo se l’IDV si oppose alla promozione di Di Gennaro, ma ricordo che si opposero alla commissione di inchiesta sul G8 di Genova (sono sempre convinto, ancora di più dopo l’assoluzione di Di Gennaro che sia sul piano politico che vadano accertate le responsabilità di quel macello, non su quello giudiziario, che in questi casi si sa benissimo da che parte stanno i giudici, per usare un’espressione in voga in questi giorni: stanno dalla stessa parte di Napolitano e Di Gennaro, dala parte di chi è Stato). Chissà se diventerà quindi vero e giusto che Colucci abbia falsificato la sua testimonianza sulla Diaz non su imbeccata di Di Gennaro come racconta a Mortola in un’intercettazione, ma per ispirazione divina, che a ‘sto punto è l’unica spiegazione. Chissà se diventerà vero e giusto quello che altri giudici hanno scritto in un’altra sentenza di assoluzione di altre guardie, quella relativa al pestaggio dei pacifisti della Rete Lilliput, del WWF e della “Associazione Giovanni XXIII”, giuro, che secondo i giudici “opponendosi con le mani alzate dipinte di bianco ostacolavano l’azione delle forze dell’ordine” e quindi, implicitamente perché i picchiatori sono stati assolti, era giusto pestarli (salvo poi doverli risarcire, secondo altri giudici). Chissà se diventerà vero e giusto quello che il giudice che ha emesso la sentenza di primo grado sulla morte di Gabriele Sandri ha scritto su Spaccarotella, ovvero che “mai avrebbe coscientemente accettato il rischio di poter ferire qualcuno” sparando da un lato all’altro dell’autostrada su una macchina in corsa…

Quindi dove voglio arrivare alla fine di tutto ‘sto delirio?

Non lo so, non so nemmeno se essere contento per la bocciatura del Lodo Alfano e conseguenti crisi isteriche di Berlusconi (che spero si tramutino in infarto o ictus quanto prima, pensate che belle che sarebbero le cene del Lunedì ad Arcore, con Bossi convinto di star parlando con Rutger Hauer e Berlusconi che tocca il culo alla badante) o incazzato perché tanto al di là di quel teatrino vedo che certe cose non mutano mai il proprio Stato.

Mi vengono solo immente immagini truci, di fiaccole e forconi e ghigliottine…

MILITANZA


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No, perché siccome siamo persone serie quando c’è da andare si va. Mozione d’ordine, compagni. Sabato si doveva andare, puntuali, compagni, alle 3 a Piazzale Flaminio, giusto il tempo di rendersi conto che è come darsi la punta per il concerto del Primo Maggio davanti a Coin a San Giovanni (per chi non è di Roma o non lo sa, il primo maggio c’è più gente che si cerca davanti a Coin che dentro Piazza San Giovanni a sentire il concerto).

Minchia, non pensavamo ci sarebbe stata davvero così tanta gente, cerchiamo di aprirci un varco fra la folla, arriviamo in un punto dove si sta un po’ più larghi, ma dura poco, cerchiamo di passare da dietro, proviamo a raggiungere l’altro lato della piazza, magari se arrivano tutti da Piazzale Flaminio dall’altra parte non sembra di stare dentro al 913 alle 8 di mattina. Macchè…è anche peggio, un pezzo ce lo siamo persi, noi riusciamo ad arrivare a via del Corso, davanti al cinema Metropolitan, che è l’unico punto dove riesci a stare staccato da chi ti è vicino, davanti e dietro. “Oh, deve essere un bel film, guarda che fila…”, Cerco di sdrammatizzare, finchè ci rendiamo conto che ci abbiamo messo due cazzo di ore a passare da una parte all’altra della piazza, siamo distrutti e ancora non ha iniziato a parlare nessuno. A questo punto si impone una scelta politica. Birra.

C’è un supermercato qui vicino, lo so, non sia mai che regalo 4 euro a birra a questi strozzini che poi votano pure tutti a destra, tutto sta a ricordarsi dove cazzo è il supermercato. Ci viene in aiuto un coatto, pare uscito da un film di Verdone, che ci dà indicazioni del tutto opposte a quello che ci stavamo dicendo da venti minuti, ma noi siamo rincoglioniti, lui peggio di noi più di tanto non può stare, quindi ci fidiamo e in effetti troviamo un supermercato, dietro alla vecchia sede del PSI, la politica che ritorna, i corsi e i ricorsi a via del Corso…

E insomma la serietà e lo spessore della nostra azione politica trovano il giusto compimento davanti al supermercato dei bimbiminkia a via del corso, a bere canadesi di birra fresca a un euro l’una, prezzo politico, ovvio, mentre oratori che non sentiamo e dei quali, diciamocelo, dopo un paio di birre non ce ne frega niente, arringano una folla schiacciata e stremata.

In tutto questo all’improvviso un’apparizione. Etereo, come lo spettro del padre di Amleto, si staglia davanti a noi Piero Fassino, che andava a fare la sua inutile comparsata alla manifestazione. Prima che possiamo lanciargli una bottiglia viene avvicinato da un paio di ragazzini con magliettina dell’Unità d’ordinanza, meglio lasciar perdere. Però che impressione Fassino dal vivo. E io una volta dal vivo ho visto Cossiga, agli spettacoli agghiaccianti ci dovrei essere abituato.

Innanzitutto dal vivo è peggio. È più verde, pare appena scappato dal museo egizio di Torino. No, veramente, è verde. Poi è alto alto alto e magro magro magro, in realtà sembrano solo i vestiti vuoti che se ne vanno in giro da soli. E soprattutto è trasparente. Non solo politicamente, dico proprio fisicamente, quando si è fermato a salutare i pischelli sono sicuro di essere riuscito a vedergli attraverso. Che poi immaginatevi la scena, Fassino che si volta e sorride. ODDIO NOOOOOOOOOO. Peggio de Taddei…


IL VIAGRA DÀ ALLA TESTA (specie a quelle di c…)


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Ieri, al Lido di Milano, si è conclusa la festa del PdL, con il comizio finale di un sempre lucidissimo Berlusconi, che in totale overdose da Viagra ha tirato fuori il peggio di sé, o almeno, il peggio che può tirare fuori in pubblico.

Particolarmente gustoso è stato l’attacco contro l’opposizione che “brucia in piazza le sagome dei nostri soldati, che inneggia a meno sei, che brucia la bandiera americana, che brucia la bandiera di Israele…”.
Giuro su dio che se vedo Franceschini bruciare una bandiera degli USA mi faccio la tessera. E credo che in vita sua Rutelli abbia bruciato al massimo una bandiera del PD…

Berlusconi ha anche sentito il bisogno di ribadire una delle sue uscitacce più vergognose, portando di ritorno dagli USA a una platea adorante, che come ci ha mostrato il Tg2 era ricca di vecchie eccitate come zitelle a una festa di addio al nubilato, i saluti di “uno abbronzato e della moglie, che non ci crederete, è abbronzata anche lei”. Perché per lui continua a non esserci nulla di male nel dire questa cosa.

Ora sappiamo che se Obama un giorno nominerà “un nano maniaco sessuale” non starà parlando di Roman Polanski.

(Comunque Polanski ha già fatto sapere che ha incontrato la minorenne sempre in presenza dei genitori di Noemi Letizia.)

Ah, breve chiosa cinica per Polanski, tanto per meritarmi qualche altro metro quadro di inferno.
Un Tg iniziava il servizio sul recente arresto del regista dicendo: “Brutta sorpresa per Roman Polanski”. Beh, c’è da dire che, poveraccio, ha avuto sorprese ben peggiori


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Vabè, basta cazzate e cattiverie, oggi per concludere vi dono due pezzi grandiosi, e non dite che non sono buono:

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