WE CAN BE HEROES, JUST FOR ONE DAY

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Mi piacerebbe avere un po’ più di tempo, ma come vi avevo anticipato qui ho avuto un incremento di lavoro, a fronte di una giusta riduzione di stipendio, ergo sarò sintetico e sporadico, come la stitichezza.

Mi hanno segnalato che uno degli “eroi” a cui abbiamo fatto il funerale di Stato, con tanto di Alte Cariche Istituzionali, stavolta non di tritolo, aveva come quasi tutti gli Italiani un profilo su Facebook, il che già basterebbe per meritare la morte a mio avviso, ma vabbè…

Era anche iscritto a due gruppi, e qui sta la particolarità del caso, il primo era “Grazie a dio non sono comunista” (peccato, non era manco ignifugo), il secondo “Partito Nazionale Fascista



Chissà se come molti colleghi militari e delle FFOO aveva anche “Faccetta Nera” come suoneria… Sono un pericoloso sovversivo anti patriota se continuo a dire che è sempre più necessario effettuare una bonifica nelle forze armate e dell’ordine?

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Altro bel soggettino, “eroina” della Libertà, è l’Onorevole Daniela Santanchè, che ha denunciato un’aggressione (che nessuno ha visto e che nessuno, nonostante ci fossero un fottio di fotografi e cameraman, è riuscito ad immortalare) da parte di alcuni musulmani durante una loro “protesta pacifica”.
La “protesta pacifica” consisteva in un picchetto fatto davanti a un luogo dove la comunità islamica milanese festeggiava la fine del Ramadan.
La Santanchè si è presentata con una ventina di militanti del suo “movimento” per invocare l’applicazione della legge CONTRO le donne che indossavano veli che coprivano il volto, fino a tentare, pare, di strappare il velo ad alcune di loro. A casa mia questa è la provocazione di una stronza a cui non importa nulla dei diritti delle donne islamiche (non credo che arrestandole o respingendole in mare sia facile tutelarne i diritti…) e che voleva farsi un po’di pubblicità, per di più sfruttando la tragedia di quella poveraccia ammazzata dal padre perché era scappata con un italiano.

Io sono dell’idea che in questi casi andrebbero applicati gli stessi metodi che applicherei con gli ultras: si prendono i fanatici teste di cazzo di una parte e dell’altra, li si chiude in un recinto e poi si liberano gli orsi perché si occupino degli (eventuali) superstiti.

Poi se vogliono gli facciamo i funerali di Stato anche a loro…

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Concludo con una segnalazione arrivatami dai compagni de La Prospektiva, relativamente alla vicenda dell’ex scuola occupata dai movimenti per la casa e recentemente sgomberata alla Magliana, con annessa campagna stampa (orchestrata dai giornali del palazzinaro Caltagirone e dei suoi colleghi interessati alle speculazioni edilizie nella Capitale) diffamatoria:


ROMA Lunedì 14 Settembre,

Al termine di una delirante campagna stampa portata avanti anzitutto dal Messaggero e dopo gli sgomberi dei giorni precedenti, i carabinieri – con una operazione da territorio occupato, con elicotteri e strade chiuse – hanno eseguito cinque arresti all’interno della occupazione "8 Marzo" alla magliana, secondo un delirante e ridicolo teorema che vorrebbe gli attivisti dei movimenti di lotta per la casa in realtà a capo di una associazione a delinquere finalizzata all’estorsione.

Tv e giornali,quelli di sinistra compresi,non hanno detto nulla su questa campagna diffamatoria attuata da "Il Tempo" e portata avanti da "Il Messaggero" proprieta’ del "palazzinaro" Caltagirone. Stampa che appoggia il sindaco Alemanno nel reprimere quei movimenti che quotidianamente si battono per il diritto alla casa organizzando un’alternativa abitativa per chi non ha un tetto.

http://www.laprospektiva.com

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ah, un’ultimissima cosa, che ho sentito troppe cazzate nei tg: gli attentati contro i covi fascisti non sono "intolleranza", al massimo è "derattizzazione"…

RESPONSABILITÀ


Se c’è una parola che in Italia non ha alcuna applicazione concreta nella vita reale questa è “responsabilità”, in praticamente nessuna delle sue accezioni (per le quali vi rimando a uno qualsiasi dei diecimila dizionari online che ci sono in rete ), o meglio, a seconda del caso e delle convenienze viene considerata o meno la responsabilità che una persona ha, avrebbe, dovrebbe avere o si ritiene avere.

Il primo esempio viene dal recente incontro fra le vedove Calabresi e Pinelli. Allora, Luigi Calabresi era appunto il responsabile dell’ufficio in cui Giuseppe Pinelli venne interrogato ed assassinato. Gli uomini che hanno ammazzato Pinelli erano gli uomini di Calabresi. Se non emersero responsabilità dirette di Calabresi non si possono ignorare quelle indirette, visto soprattutto come andò l’indagine e il processo sulla morte dell’anarchico, il famoso “malore attivo”, e quanto pretestuose fossero le accuse mosse contro di lui. Questo ovviamente non lo scrivo per giustificare la vendetta compiuta contro Calabresi, ma perché non condivido questo clima di riconciliazione forzata, di “scordammoce o passato” che si sta cercando di affermare nel paese. Pinelli e Calabresi NON vanno messi sullo stesso piano, così come non vanno messi sullo stesso piano Partigiani e Repubblichini e come non vanno messi sullo stesso piano quelli che hanno riportato i fascisti al governo e gli antifascisti che hanno tutto il diritto di tenerli fuori dal 25 Aprile. Io non mi riconcilio con nessuno, la memoria è una cosa seria e ogni fatto va ricordato, ogni odio coltivato. Non facciamo le persone civili, siamo bestie fetenti e lo sappiamo.
E con questo voglio esprimere solidarietà ai compagni della FAI.

Napolitano ha detto, se mi si permette, con il dovuto rispetto, una serie di stronzate grosse come una casa in occasione della Giornata della Memoria delle Vittime del Terrorismo, riporto dal Tempo:

ha sottolineato che «dalla lunga e tormentatissima vicenda di indagini e di processi» seguiti alle stragi terroristiche, a cominciare da Piazza Fontana, «non si è riusciti a far scaturire un’esauriente verità giudiziaria». «Non tutte le responsabilità di ideazione ed esecuzione» sono state chiarite, come anche per i fatti della Stazione di Bologna e di Piazza della Loggia. Napolitano ha ricordato come la commissione stragi nel 1994 parlò chiaramente di «attività depistatoria da parte degli apparati dello Stato».
Ma, ad ogni modo, guai a parlare di «doppio Stato» e guai a dare addosso ai giudici. Piuttosto è necessario continuare a cercare verità e giustizia nei processi ancora in corso per le stragi terroristiche. Napolitano ha reso omaggio a Giuseppe Pinelli, «un innocente che fu vittima due volte, prima di pesantissimi infondati sospetti, e poi di un’improvvisa, assurda fine». Parole dure contro il terrorismo che fu «eversione», e «non contestazione». Dura la condanna anche di «ricostruzioni basate su memorie romanticheggianti e autogiustificative di una stagione sciagurata», perchè «non c’è giustificazione o attenuante possibile per chi sparò su vittime innocenti».

E da Repubblica:

"non si può scambiare l’eversione, l’attacco criminale allo Stato e alle persone, per manifestazione di dissenso o contestazione politica". E ancora: "Non è accettabile ascoltare memorie romanticheggianti e autogiustificative di personaggi che ebbero parte attiva in quella stagione sciagurata".

Eh, no Presidente. Se c’è stata una “attività depistatoria da parte degli apparati dello Stato”, non si può sostenere che  che gli attacchi allo Stato fossero eversione e crimine a meno di non ammettere che effettivamente c’era un “doppio Stato”. Perché se lo Stato era uno solo, ed era lo Stato Unico a depistare, a tramare attraverso organizzazioni come Gladio, ad avere responsabilità dirette e indirette nelle stragi, ad essere infiltrato dalle organizzazioni criminali al punto che un suo alto esponente di cui non faccio il nome ma cito solo la gobba risulta assolto dall’accusa di associazione mafiosa SOLO perché i reati a lui attribuiti sono prescritti essendone stata accertata solo la parte antecedente al 1980 (perché sulla sentenza di Perugia non c’è scritto che questa persona è innocente, c’è scritto che il suo essere collusa con la mafia fino al 1980 è un reato prescritto), ad essere infettato allora e ancora ora da cancri quali la P2 e il Vaticano, mi verrebbe la tentazione di dire che forse gli attacchi contro quello Stato magari erano sbagliati nei metodi, violenti e strategicamente fallimentari, ma non nel merito.
Quindi che c’era, un doppio Stato oppure uno Stato solo che però traboccava merda da ogni dove?
Sempre a proposito dei fatti di cui si è parlato, di come le responsabilità vengano accantonate o esagerate a seconda della convenienza, come la mettiamo con Battisti? Visto il discorso di cui sopra, non mi pare così sbagliato dubitare della equità di alcuni processi e di alcune sentenze mentre non darei per scontato che altre sentenze legate ai fatti di quegli anni debbano per forza essere ineccepibili, come fanno i tanti che sostengono l’innocenza dello scrittore, se ogni tanto apparati dello Stato depistavano… Poi non mi pare onesto parlare di “chi sparò su vittime innocenti” nel caso di Battisti che non è stato condannato per aver ucciso materialmente nessuno, e che quindi avrebbe avuto responsabilità sì, ma indiretta, per quelle morti. E ci risiamo ancora, Calabresi è un santo e Battisti un assassino?
Ho già citato tempo fa questo articolo in cui si avanzano dubbi sul processo a Cesare Battisti, lo riposto per completezza di informazioni.

Un altro caso in cui le responsabilità di chi è a capo di una struttura vengono riconosciute solo in termini di stipendio, lo si è visto con la recente sentenza sul disastro ferroviario di Crevalcore, in cui i vertici di Trenitalia sono stati ritenuti appunto non responsabili. Come spesso accade l’incidente è stato imputato ad un errore umano, in particolare del macchinista che non avrebbe rispettato due semafori. Non è stato possibile avere la testimonianza del macchinista, morto nell’impatto, quindi non è stato possibile sapere perché ha bruciato due semafori. Quello che è certo è che la riduzione dei macchinisti in vettura da due a uno è stata decisa dai vertici di Trenitalia, così come sono i vertici di Trenitalia ad aver deciso di non installare sulle vetture un sistema che previene proprio questo tipo di “errori umani” nonostante le richieste da parte dei sindacati dei ferrovieri. Io direi che se non sarebbe giusto dare tutta la colpa a loro, non sarebbe nemmeno sbagliato dire che queste decisioni hanno comunque avuto un peso nel disastro e che dato che il loro stipendio in teoria è così “cicciotto” per le responsabilità che queste persone hanno, sarebbe il casi che oltre agli onori si assumessero anche gli oneri.

Ultimo esempio, poi giuro che accanno: la crociata di Brunetta contro i fannulloni. Il problema è noto, parliamo dell’assenteismo e della scarsa produttività che viene imputata, spessissimo a ragione, ai dipendenti della pubblica amministrazione.
Qui il ribaltamento del concetto di responsabilità è addirittura gargantuesco, parola che ho sempre sognato di poter usare in una frase. Quello che Brunetta sta propagandando, aiutato da una ferrea propaganda mediatica e dalla diffusione nel nostro paese di mille luoghi comuni in proposito è limitare e rendere difficoltoso per un dipendente pubblico assentarsi, a prescindere dal fatto che tale assenza sia o meno giustificata.
Naturalmente non voglio eliminare la responsabilità del singolo lavoratore, che viene pagato per svolgere un determinato compito e quindi è tenuto a svolgerlo conformemente a quanto previsto dal contratto. Però se questo lavoratore si assenta ingiustificatamente dal posto di lavoro, o se pur presente fisicamente non svolge il suo compito, evidentemente non è il solo che lo sta facendo. Perché i vari uffici della PA hanno dei dirigenti, che sono appunto pagati per svolgere un compito, e sui quali ricade la responsabilità di controllare che i dipendenti svolgano il lavoro per cui sono pagati, che non si assentino durante l’orario di lavoro, che se dovessero assentarsi, tal assenza sia notificata e giustificata.
Peccato che dato che questi dirigenti, profumatamente pagati, spesso siano espressione di clientelismi e nepotismi vari, succede già in certi casi per i dipendenti comuni, ma per i dirigenti questo è addirittura in molti casi istituzionalizzato. Strano che nessuno pensi che forse se sono loro ad essere colpiti e controllati saranno loro a fare in modo che l’ufficio funzioni, invece di colpire nel mucchio i dipendenti di livello più basso e penalizzare inevitabilmente soprattutto chi si è comportato correttamente.
Poi c’è un altro aspetto che andrebbe considerato e che invece non viene minimamente toccato: quello della responsabilità dei medici, che sarebbero responsabili di verificare che quando il dipendente è assente giustificato per malattia, questa non sia una balla. Invece sappiamo che per avere un certificato di malattia il più delle volte basta una telefonata a un medico compiacente. E non parlo di una singola giornata, ovviamente non si può pretendere che ogni singola giornata di malattia sia verificata, ma parlo di settimane intere, mesi a volte. Ho conosciuto lavoratori dipendenti che non si sono presentati in ufficio per tre-quattro mesi di fila, pur non avendo nulla.
Ma mica vorremo mettere in galera i dottori, meglio prendersela con i precari degli Enti Pubblici, mica fanno parte di una lobby, loro.

Minchia, sto diventando prolisso….non è vero che l’alcool fa male, è smettere di bere che fa male…

(nel post c’è una citazione filmica – facile – , mInzione d’onore a chi la indovina)

MEMORIA

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Comincio ovviamente dal 25 Aprile, con un paio di considerazioni. La prima è che, come purtroppo accade da 15 anni a questa parte, Berlusconi lo ha di nuovo messo nel culo a tutti con la storia del 25 Aprile a Onna. La location è adatta, dato che nel paesino abruzzese recentemente sconvolto dal sisma e della successiva molesta, persistente e inquietante presenza del TG1 fu consumata una delle tante stragi che caratterizzarono la tournee italiana post 8 Settembre degli amichetti dei cari ragazzi di Salò (che per carità erano belli e buoni e anche loro combattevano per la Patria come dicono tutti. Ovviamente il problema sarebbe per QUALE patria, ma mica vogliamo fare polemica e turbare le coscienze…).

Il Nano P2ista più famoso del mondo ha disintegrato il tentativo di attacco di Franceschini sul 25 Aprile, cogliendo l’occasione per appropriarsi mediaticamente anche della Festa della Liberazione (già immagino che parlerà quasi solo degli statunitensi, nominando al massimo i Partigiani non comunisti), ma facendolo in un contesto per lui “sicuro”, ampiamente collaudato ed edulcorato da qualsiasi possibilità di contestazione. È  lo stesso che per la sparata del G8 a l’Aquila, siamo in campagna elettorale, il P2ista è un fuoriclasse, specie ora che ha tre quarti dei media sotto controllo andrà avanti fino a Giugno come un rullo compressore.

Non c’è un cazzo da fare, la guerra mediatica contro Berlusconi non la si può fare, basta vedere la differenza fra il Presidente-Playmobil- Ferroviere (è tremendo, non è un uomo, è un omino dei Playmobil, fra un po’lo vedremo anche sul galeone vestito come Jonnhy Depp ne “I Pirati dei Caraibi”) e Franceschini che con il cappello in testa sembrava al massimo il controllore…



 

La seconda considerazione che vorrei fare (e che voglio sperare sia fondamentale per il proseguimento della vostra giornata) è che, come ho avuto già modo di scrivere, il 25 Aprile non è e non deve essere “la festa di tutti gli italiani” come chiunque va blaterando da anni ogni volta che questa ricorrenza si avvicina. Il 25 Aprile è la festa degli antifascisti, non dei fascisti né di chi li ha sdoganati e riportati al governo dopo 60 anni. Berlusconi non si dovrebbe far vedere perché il 25 Aprile è una festa che non gli appartiene, a lui come ai suoi alleati, che del Fascismo sono degnissimi eredi, se non nostalgici ed ex-nostalgici.

Anzi, no, in realtà c’è un modo in cui vorrei vedere Berlusconi in piazza il 25 Aprile, ora che ci penso…

 


 

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Vabè, anche per oggi la galera me la sono guadagnata, direi che è il caso di passare ad altro, qualcosa di più faceto. Innanzitutto vorrei fare i complimenti a Erika de Nardo, che si è laureata qualche giorno fa. Ora ovviamente le auguriamo di poter mettere su famiglia. E ucciderla.

Poi vorrei segnalare che c’è un’altra serissima candidata al titolo di “Mamma dell’Anno – Premio Annamaria Franzoni 2009”, stavolta in accoppiata con un serissimo pretendente al titolo di “Babbo dell’Anno – Premio Josef Fritzl 2009”. Mi riferisco ovviamente ai due tizi tedeschi che sono andati via da una pizzeria di Aosta (già da qui si capisce la genialità dei due individui: una pizzeria di Aosta, fantastico. Un po’come una piadineria di Dubai o un Kebabaro di Rejkyavik.) lasciando lì i tre figli di lei. A parte il fatto che vorrei capire che cazzo di prezzi c’hanno nelle pizzerie ad Aosta, c’è da dire che evidentemente in Germania la crisi si fa sentire meno di quanto non ci dicano: pare infatti che i due il conto lo volessero saldare con solo due bambini, il terzo mancia.

 

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Tornando un attimo alla memoria, apro una breve parentesi di cazzi miei e di pochi amici, che spero ricordino ciò di cui sto per parlare con lo stesso affetto con cui lo ricordo io.

Ero alla stazione del treno che mi avrebbe portato all’ospedale dove sono andato ieri pomeriggio a fare un controllo per le vicende ormai note. A quell’ora sulla banchina c’erano molti pischelli che tornavano da scuola, in particolare la mia attenzione è stata catturata da un gruppetto di mezzi emo, gothic lolite e altra robaccia simile intenti a disegnare. Mentre ero lì che li guardavo male ho notato che uno di loro aveva una cartellina con su scritto “Liceo Artistico Caravillani”.

Mi sono venuti in mente un po’di vecchi amici che non vedo da tanto, Giulio, Francina, Jacopo e gli altri, e mi è tornata alla mente l’occupazione del Caravillani, roba di una dozzina di anni fa, in cui loro affrescarono tutto l’interno della scuola con dei disegni meravigliosi, su tutti la riproduzione di uno dei cartoon che Gerald Scarfe disegnò per il film “Pink Floyd – The Wall” di Alan Parker, il fiore di “Empty Spaces”. Sono stato tentato per un attimo di andare da quei pischelli e chiedere loro se ci fossero ancora quei disegni, poi ho pensato che dopo tutti questi anni e conoscendo l’ottusa miopia di certi dirigenti scolastici sarebbe stato meglio tenermi il dubbio, o illudermi pensando che siano ancora lì.

Ho pensato che non volevo sentirmi dire che non c’erano più.

Cazzo come si invecchia male, gente…se inzio a dare con una certa frequenza segni di malinconico romanticismo sopprimetemi.

 


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24/03/1944 (e due)


(il mausoleo dei Martiri delle Fosse Ardeatine)


Il 24 Marzo del 1944 è una data che molti a Roma ricordano, ed è una data, come tante altre legate a quel periodo, sulla quale si sono dette e scritte tante cose molte delle quali false, specie da quando è stato consentito ai fascisti non solo di tirare su la testa dalla fogna nella quale la Storia li aveva ricacciati, ma addirittura di avere legittimità e agibilità politica, fino a tornare al Governo del Paese, con i risultati che sarebbero sotto gli occhi di tutti se noi italiani gli occhi non li avessimo foderati di silicone e silicio (tette e microchips).
Il 24 Marzo del 1944 i tedeschi compirono l’eccidio delle Fosse Ardeatine. 335 persone vennero uccise e sepolte con la dinamite nelle cave sull’Ardeatina come rappresaglia per l’attacco (io non lo chiamo attentato: le azioni militari contro potenze occupanti non sono "attentati") a via Rasella del giorno prima, in cui morirono 33 SS del Polizeiregiment Bozen.

Inizialmente Hitler, furioso per la notizia che un plotone tedesco era stato colpito in pieno centro nella Roma occupata, ordinò di radere al suolo l’intero quartiere, successivamente di uccidere per rappresaglia 50 prigionieri italiani per ogni tedesco ucciso, ridotti poi a 10.

Si è raccontato e si racconta ancora di fantomatici appelli ai partigiani a consegnarsi per evitare la rappresaglia, di manifesti stampati, di comunicati radio. Tutte cazzate.
L’eccidio avvenne meno di 24 ore dopo l’attacco e la notizia fu diffusa dopo che l’ordine era stato eseguito ("l’ordine è stato eseguito", recitava testualmente il comunicato, frase che è stata utilizzata da Alessandro Portelli come titolo del libro sull’eccidio da cui Ascanio Celestini ha tratto Radio Clandestina, spettacolo che vi consiglio) e non solo non ci sarebbe stato il tempo materiale di affiggere manifesti o fare comunicati radio, ma durante il processo fu lo stesso maresciallo Kesserling a dichiarare che non venne lanciato alcun appello del genere.

Gli amici di questi signori, vengono commemorati e c’è chi vuole equipararli ai Partigiani che contro di loro e contro questi signori combatterono. Gli eredi degli amici di questi signori sono al governo, hanno ministri e sottosegretari. E continuano ad andare in giro a dire che la colpa degli eccidi nazifascisti era dei Partigiani, perchè si permettevano, pensate, di attaccare gli occupanti e i loro alleati in camicia nera.

(mi sono reso conto che anche l’anno scorso ho fatto un post in ricordo delle Fosse Ardeatine, senza rendermene conto, non sono in grado di ricordare un anniversario o di impormi di fare una cosa da un anno all’altro, è stato un caso. Beh, direi che va bene così.)

FASCINOROSI (3)


"Nè Rossi nè Neri ma liberi pensieri"? Così cantavano….

Beh, effettivamente non gli si può dare torto, guardate che bel coretto dell’antoniano, si vedono i ragazzi più grandi che insegnano il coretto agli altri:

e ancora: http://www.militant-blog.org/?p=101#more-101

(grazie a Militant che ha messo in linea le foto)

Poi, non so se avete visto ieri Annozero, questo è un video che hanno mandato, guardate da 3′ 55” in poi, un pulotto si rivolge a uno dei "pacifisti" del Blocco, "Francesco, levati, vai via", intanto lui dice ai pulotti indicando i fasci sdraiati a terra "questi sono i miei Ragazzi".

chi è Francesco?

andiamo per esclusione, di certo non è lui:



e nemmeno lui:



e credo di poter escludere sia anche questo di Francesco:

Invece Francesco è Francesco Polacchi portavoce (si dice così? o è direttamente Duce?) del Blocco Studentesco. Boh, per essere uno "antisistema" mi sembrano un po’troppo "amichevoli" i rapporti che ha con le guardie, non trovate?

FASCINOROSI



(la tristezza di uno con la maglietta degli Zetazeroalfa con megafono davanti a un gruppo con lo striscione con una Stella Rossa)


Sto cercando di informarmi meglio su quello che è successo ieri al corteo degli Studenti a Roma, ma il resoconto che ne dà il Manifesto è abbastanza sconcertante. Praticamente il Blocco Studentesco, organizzazione giovanile di estrema destra vicina alla Fiamma Tricolore, ha provato, purtroppo con successo, a strumentalizzare il corteo, prendendosi "a forza" la testa e portandosi dietro anche tanti ragazzi e ragazze che, all’insegna del "noi siamo un Movimento apolitico", hanno sfilato "guidati" da un Movimento che invece politico è, nel senso peggiore del termine, come potevano far intuire i cori "Duce Duce". Inoltre sull’articolo del Manifesto si legge di improbabili appelli dei rappresentanti del Blocco all’unità di destra e Sinistra contro la Gelmini, improbabili perchè fino a poco fa capitavano episodi molto poco "unitari", come pestaggi a studenti di Sinistra ed altre amenità del genere.
Il tutto, pare, ripeto, sto cercando di documentarmi meglio, senza che nessuno facesse nulla per impedirlo, ci sarebbe stata solo una parte del corteo, quella dei collettivi di Sinistra, che si è dissociata separandosi dallo spezzone "contaminato".

Ora, ovviamente non dico che dovevano prendersi a pizze, cosa che in un paio di casi è già successa e che a questo punto temo possa succedere alla prossima occasione, ma questa cosa deve far riflettere sulla "qualità" dell’essere "apolitici".
Mi spiego: troppo spesso negli ultimi tempi si dipinge l’essere "apolitici" come una caratteristica positiva di certi movimenti, i lavoratori dell’Alitalia, i precari del pubblico impiego, gli sudenti. Si dice "questo è un Movimento trasversale, che supera le separazioni Destra/Sinistra" e via dicendo.

Ma non è che questo è un limite?

Non che non sia positiva l’unità dei lavoratori o degli studenti, ma se dietro a questa unità non c’è un progetto politico, un’idea più generale e condivisa su quale sia l’obiettivo da raggiungere, si rischia di fermarsi alla difesa, sacrosanta sia chiaro, di alcuni diritti che vengono messi in discussione, senza cercare nè un avanzamento di questi diritti, nè un’opposizione organica a ciò che determina questa messa in discussione.

Perchè il problema è che gli attacchi alla Scuola Pubblica, ai Diritti dei lavoratori, alla proprietà pubblica dei servizi essenziali come Acqua e Sanità, non possono essere visti come eventi slegati gli uni dagli altri.
Se il sistema economico/politico attuale richiede che il Lavoro sia precario e sotto pagato in tutti i settori, perchè i Ricercatori dovrebbero fare eccezione? A che serve mettere una "pezza" a questo buco, per poi trovarsene altri 10 a cui mettere altre pezze, ognuno per conto suo?

Oltre a questo, e qui torno a quello che è successo ieri a Roma, avere un progetto, o un’impostazione politica fa sì che si possa evitare che i più sprovveduti vengano "sedotti" da operazioni strumentali (se non eterodirette), come quella del Blocco Studentesco, e finire per scivolare verso posizioni e ideologie che invece andrebbero, al limite a picconate, sradicate, specie di questi tempi di revisionismo e di "fascismo di ritorno". Essere caratterizzati politicamente significa innanzitutto avere ben presente quali sono i "paletti", i confini oltre i quali non si è disposti ad andare, le discriminanti non negoziabili, fra le quali deve esserci l’Antifascismo, così come l’Antirazzismo ecc. ecc.
A che serve tutelare la Cultura se non la si tutela anche da "infiltrazioni" fasciste, razziste, omofobe, sessiste ecc. ecc.?

Io non vorrei che questo voler essere apolitici (che poi chissà che stanno facendo se non politica) non diventasse un ulteriore spinta per la crescita di certi movimenti che stanno facendo, mortacci loro, un lavoro di reclutamento molto efficace nelle scuole e nelle curve.
Qua per non fare gli "estremisti ideologizzati", si rischia di consegnare migliaia di giovani ai neofascisti, come se già non avessero abbastanza "stimoli" in quel senso…

SI COMINCIA…



Ieri a Roma è stato sgomberato il primo Centro Sociale da quando Alemanno è SIndaco.

Ce lo aspettavamo, a dire il vero una buona parte degli elettori che lo hanno votato sarebbe anche contento se lo facesse anche con gli altri. A dire il vero anche la cosiddetta "opposizione" non starà troppo a strapparsi le vesti per impedire questi sgomberi: ieri al corteo improvvisato c’erano solo due di Action eletti nelle liste della SA, nessun commento da parte di nessun altro esponente del (fu) Centrosinistra.

D’altronde, visto che anche durante i Governi di Centrosinistra Istituzioni e media non fanno altro che buttare merda su tutto ciò che non è legittimo, regolare, irregimentato non c’è da stupirsi se Uolter starà ridendo sotto i baffi (di D’alema), o se un po’ starà rosicando perchè lui non se lo poteva permettere.

Credo che possiamo scommettere le palle (di Alzetta) che non sarà il primo sgombero, diciamo che è servito per "annusare l’ambiente", che non verranno toccate le cosiddette "Occupazioni non Conformi", ovvero le fogne occupate/infestate dai fascisti tipo Casapound o Foro 753, che non mancheranno ulteriori balle sui media ogni volta che succederà (dicono che sono state trovate 7 molotov, subito c’è chi ha ipotizzato possano essere quelle della Diaz, e ben 13 fumogeni PERFETTAMENTE FUNZIONANTI.

Cazzo, domani ci troviamo Colin Powell all’ONU con le slide e le fialette…).

A prescindere dall’attività che si fa attualmente nei centri sociali, sulla quale si potrebbe discutere per ore, io continuo a credere che siano comunque esperienze da difendere, che siano comunque spazi sottratti al degrado o alla speculazione e in qualche modo "restituiti" alla città, anche se solo a una parte della cittadinanza (ma quali e quanti spazi vengono dati a tutta la cittadinanza?) e anche se ci sarebbe da discutere per farne cosa (e comunque non è vero che ci si fanno solo concerti, mettiamolo nero su bianco, anzi, qui bianco su nero).

E a prescindere da cosa si pensi dei Centri Sociali, Alemanno è un barile di merda. A prescindere.

Comunque, maggiori dettagli li trovate su Indymedia Roma, in particolare vi invito a leggere alcune considerazioni sulle Molotov, giusto uno spunto su cui riflettere.

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Mazzate pure per gli studenti, ovviamente per i media sono "scontri" (è come se tu stai fermo e ti viene addosso un camion, tecnicamente vi siete "scontrati") o "incidenti".
Mo’ Berlusconi dice che vuole mandare la Polizia nelle Univesità.

Sull’argomento Scuola non posso che segnalare questo post che dice tutto.

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E adesso Musica: