LAVORARE STANCA

Sarà che ho letto da poco “Caino” di Saramago (non il suo miglior libro, devo dire), ma mai come in questi giorni caldi e appiccicosi mi appare in tutta la sua tragicità l’inganno che subiamo da secoli, che ci fa accettare quasi passivamente la nostra condizione di schiavi più o meno salariati, tappati in un ufficio a perdere tempo dietro a questioni inutili e di nessuna importanza, quando invece in una splendida giornata come questa dovremmo impegnarci in attività molto più appaganti, come sparare ai passanti, versare l’arsenico negli impastatori di granite o anche solo affogare i micini.

Che c’entra Caino? C’entra, perchè è da lì che nasce tutto, dalla Genesi. La femmina stronza (figurarsi) mangia la mela (che poi era il frutto della conoscenza), Dio si incazza (è già qui uno un minimo sveglio comincia a capire che è una sòla: volere la conoscenza è male) e la butta là, con nonchalance “Ah, beh, avete mangiato la mela, mo’sono cazzi vostri: lavorerete col sudore, partorirete col dolore (o col dottore, come dice Don Zauker) e tutto per colpa vostra”. Quindi da un certo punto in poi ci hanno insegnato che la nostra vita deve fare schifo, tutta o quasi impegnata in un qualche tipo di lavoro, perchè per colpa di due allucinati che parlavano coi serpenti Dio si è incazzato e non ci ha più permesso di campare tranquilli, vivendo di raccolta e caccia, e ha preteso che diventassimo coltivatori, allevatori, agenti assicurativi e adescatori di gonzi sotto la metro per conto di Fastweb, tutto per far arricchire e prosperare quelle società e quei gruppi di persone che lo amministravano, il culto di ‘sto Dio, e che all’epoca erano anche gli stessi che in virtù del loro incarico di ministri del culto si dichiaravano Re, Faraoni, Cesari, Eminenze e quant’altro. Guarda te alle volte le coincidenze…

Poi, niente da dire, sono stati bravi, talmente bravi che la maggior parte delle persone ormai il lavoro lo considerano importante davvero, talmente bravi che manco serve più la favoletta dei due fricchettoni mangiamele per convincere un quarantenne brianzolo iperteso e mutuomunito a controllarsi la posta elettronica del lavoro (1200€ al mese quando va bene) la domenica mattina da casa, metti che qualche cliente gli ha chiesto il prezzo di un antivirus da 40 euro.

Dove voglio arrivare? Al fatto che fa un caldo boia, io sono qui in ufficio e mi rode il culo, tanto per cambiare.

Ma siam qui, e già che ci sono voglio esprimere un paio di considerazioni su argomenti di vario genere.
Primo: la polemica fra Philippe Daverio e un gruppo di senzatetto palermitani.

* *

Non entro nel merito della fondatezza o meno della protesta, perchè non conosco la situazione, ma la cosa che mi interessa la dice a un certo punto Daverio: “Se fai 13 figli sei una delinquente”. Ecco, questa cosa secondo me andrebbe messa, visto che tanto è periodo e fra un po’ci metteranno anche preziosi consigli sull’abbinamento di cravatte e calzini, nella Costituzione.

Siamo nel 21mo secolo, i figli non “arrivano”, i figli o scegli di farli o evidentemente non sei in grado di evitarlo, e a questo punto dovremmo aprire tanti discorsi (primo fra tutto quello del controllo delle nascite alla cinese o direttamente col metodo Alessi/Franzoni). Lo so che faccio un discorso impopolare, ma è ora di iniziare a combattere il modello di famiglia “operaio cassaintegrato con moglie e 4 figli da mantenere”, non perchè sia giusto che le aziende buttino i loro dipendenti in mezzo a una strada da un giorno all’altro, ma perchè non possiamo giustificare modelli da paese sottosviluppato A PRESCINDERE dal fatto che il “capofamiglia” abbia un lavoro o meno. Per questo dovremmo iniziare, come ho già avuto modo di segnalare un paio di mesi fa, una campagna educativa nelle scuole per spingere i giovani a praticarsi delle simpatiche vasectomie (repetita iuvant), sperando che riescano a non figliare o addirittura, a Dio piacendo, a morire.

La seconda considerazione me la ispira una dichiarazione di Nichi Vendola che ho letto sul Corriere.it di oggi.
Se una persona si lanciasse estintore in mano contro una camionetta di carabinieri armati in una situazione normale, diciamo oggi pomeriggio alle quattro in via del corso, sarbbe sicuramente un po’ il mio eroe, non nel senso in cui credo volesse intendere Vendola, ma più un po’ come lui.

Di Carlo Giuliani, scherzi a parte, credo che sia un po’eccessivo dire che fosse un eroe, così come è demenziale parlarne come se fosse il mio eroe di via del corso con l’estintore. Quelli di Piazza Alimonda sono fatti che si sono svolti in un contesto talmente complesso che non capisco come si faccia ad essere così netti nel dare giudizi.
Certo è che Vendola a ‘sto giro non l’ho veramente capito. Oddio, non che quando ha fatto una scissione per andare col PD che lo voleva scaricare per allearsi con l’UDC l’avessi capito molto di più… C’è dello sgurz in Vendola, quasi quasi alle primarie lo voto. Sempre che non cambi schieramento e decida di candidarsi Zaccai.
 

E ora, musica:

* *

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7 risposte a “LAVORARE STANCA

  1. attenti a considerare vendola il nuovo messia. io ero di questo parere, poi ho notato più di una volta che sceso dal palco sembra uno stronzo qualunquedomitillo

  2. grande come al solito syd. mi chiedevo se per caso conosci doug stanhope…se non lo conosci ancora, cercalo su youtube, so che lo amerai.anna

  3. Io alla camionetta dei carabinieri avrei tirato un gatto morto.Vendola? Non è quello che dirige Vogue?BArd.

  4. @ domitilloveramente a me pare uno stronzo qualunque anche prima di scendere dal palco, ma temo che nel centro sinistra italiano ci sia talmente tanto bisogno di qualcosa che dia una smossa che forse va bene pure un'operazione di marketing come la candidatura di vendola@ annano, non conosco ( o non me lo ricordo  ), vado a cercare@ Bardeh, lo so, ma pur di vedere baffino e uolter pigliarlo nel diociliberi mi tengo pure vendola…

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