LE COSE CHE FAREI AD ARISA


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Oggi voglio essere buono, parlarvi di un’artista che incarna tutta la semplicità, tutti i buoni sentimenti, tutta la bontà, tutta la normalità di una brava ragazza che potreste incontrare mentre aiuta le vecchiette ad attraversare la strada già che è lì che va a fare catechismo ai bambini malati terminali in india a piedi avvistando ripetutamente la madonnina e vegliando giorno e notte la povera Eluana perchè anche se è morta non possiamo escludere che possa ancora avere figli che il buon dio se gli gira si alza e fa un miracolo, così, a cazzo di cane che lui è dio e non è che deve venire a dare spiegazioni a te.
Mi riferisco ovviamente ad Arisa.

L’occhialuta cantante vincitrice di Sanremo giovani 2009 con il tormentone “Sincerità”, viene sempre presentata come un esempio positivo, come una ragazza semplice, un po’ingenuotta, taaaaanto caruuuuccia. Io, credo di averlo già detto, Arisa la odio. Mi fa veramente rabbia a vederla, non so se capita anche a voi di provare nei confronti di qualcuno un odio viscerale di questo tipo, ci penso e mi incazzo, la vedo e mi viene voglia di prendere la mannaia. Mi fa lo stesso effetto che mi fa…che ne so…Rutelli, ecco.
Allora, se non è una posa, se non fa finta di essere così, ma è veramente così, Arisa è una povera cretina. Ai limiti del ritardo mentale. E’ il ritratto della mediocrità, della stupidità, della pochezza di pensiero. Sembra la Clerici ma ancora più cretina. Proporre Arisa come modello significa proporre, ancora una volta, la totale imbecillità come modello.

Quindi, sempre perchè dicevo che oggi voglio essere buono, vi elenco qui di seguito, appunto, le cose che farei ad Arisa:

–    La prenderei per i capelli e, senza toglierle gli occhiali che poverina le servono per vedere meglio anche se sono senza lenti, le sbatterei la faccia sullo spigolo di un caminetto, o su una stufa di ghisa, meglio se calda, fino a che non abbia raggiunto la consistenza del cibo per cani.

–    Le caverei  i denti con un paio di tenaglie e glieli conficcherei uno a uno negli occhi, sempre senza toglierle gli occhiali tanto senza lenti non mi creerebbero problemi.

–    Le regalerei un paio di occhiali, stavolta con le lenti di vetro, per spaccarglieli con una mazzetta da fabbro, senza toglierli dalla faccia ovviamente.

–    Le infilerei un ferro da maglia in un orecchio fino a farlo uscire dall’altro, certo di non incontrare alcuna resistenza.

–    Seguirei un consiglio del mio amico David e la lavorerei con un badile, di taglio, fino ad ottenerne una delicata crema spalmabile.

–    La pettinerei con la carta vetrata fino a che non sono arrivato alle ginocchia.

–    La scuoierei con un pelapatate, la coprirei di sale e la lascerei ad essiccare al sole fino a che non diventa secca quanto la fica della Marzotto.

–    La farei picchiare da Chuck Norris.

–    Le caverei gli occhi con un cucchiaio, le verserei del vodka martini mescolato non agitato nelle cavità oculari fino a riempire tutto il cranio, infilerei uno stecchino nei bulbi e li rimetterei al loro posto come olive. A parte gli stecchini nessuno noterebbe la differenza.

–    La legherei per i piedi al paraurti di un camion che poi farei andare da Lisbona a Minsk, così che dall’alto si vedrebbe mano a mano la striscetta rossa con il percorso come per l’aereo di Indiana Jones.

–    La farei vivere per due anni ad Haiti, tanto prima o poi un terremoto, un ciclone, ‘no tsunami, qualcosa  capita.

Non so, avete qualche suggerimento?

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25 risposte a “LE COSE CHE FAREI AD ARISA

  1. mi rendo che un ‘mi fa pena’  o ‘fa pietà’ non rende bene il disgusto verso quell’aborto sopravvissuto. le canzoni -che scrive col ragazzo, se non è addirittura lui l’autore vero dei testi- riflettono il suo Q.I.: quello d’una ciabatta. mi lascia basita il fatto che Arisa piace. piace agli sciocchi, ma piace. piace alla parte stupida e banale del Paese, quella parte che ama i ritornelli da pubblicità. ed ama solo quelli. perchè non facciamo come Zeus fa con Prometeo? la leghiamo su delle rocce, e lasciamo che i rapaci le divorino le viscere. forse non c’è gusto: le sue non si rigenerano continuamente. quoto il taglio della lingua con le forbicette della Chicco (quelle che si usano per le tagliare le unghie dei neonati); non hanno lama per cui dovremmo adoprarci bene ed usare anche le mani.

  2. Ciao, è un piacere leggerti……Non posso non condividere quanto scritto, lo stesso effetto lo fà a mè quando la vedo un odio così grande che solo tu hai saputo descrivere benissimo!!!
    Claudia. S.

  3. Syd, direi che anche l’opzione di farla cantare nell’allegro coro di un gulag siberiano è praticabile.
    devo dire che ho scoperto questa cosa (arisa) tramite il tuo blog. devo dire che dopo 10 secondi ho deciso che fa proprio cacare.

    il tuo affezionatissimo humanoide

  4. …troppo facile sparare sugli handicappati veri o presunti. Io fare molte di quelle cose che hai descritto tu ad Asia Argento, ma sicuramente a lei piacerebbero. Un altro genio della comunicazione e’ Povia: "Su Eluana non potevo stare zitto!". Potevi…potevi.

  5. "le caverei gli occhi con un cucchiaio, le verserei del vodka martini mescolato non agitato nelle cavità oculari fino a riempire tutto il cranio, infilerei uno stecchino nei bulbi e li rimetterei al loro posto come olive. A parte gli stecchini nessuno noterebbe la differenza."
    Questo è aberrante. Questo mi riempie di delusione. Questo mi fa venire voglia di denunciarti. Questo ha azzerato la stima che avevo per te.
    MA PORCODDIO SYD,COME SI FA AD AVER QUESTA MANCANZA DI RISPETTO VERSO IL VODKA MARTINI????
    Bardowski molto deluso.

  6. Ha ragione Bardowsky, non hai rispetto per la vodka!
    Ad ogni modo la tipa è una furbetta che ha capito come inculare gli italiani…ora che la guardo meglio…E’ LA GELMINI TRAVESTITA, JEBENTI BOGA!!!!!
    Presto, cospargerla continuamente di dale e darla in pasto alle lingue raspose di un branco di capre, finchè non si consuma!
    sarmata

  7. Invitarla a sua insaputa come ospite d’onore alla sagra del Bukkake di Tokio è stato già detto?
    Ps.
    Appoggio incondizionatamente il Lodo Bardowsky sul Vodka Martini!

  8. urka, ve sete scatenati! 🙂 allora, andiamo per ordine sparso e rigorosamente a cazzo di cane:

    @ humanoide

    l’opzione gulag è seNpre valida per un sacco di gente, comunque è un piacere mettervi a conoscenza delle nefandezze del mondo moderno, ah, e se è per questo quella dell’anno scorso era anche peggio (ha vinto la categoria giovani):

    @ #9

    almeno io ho imparato l’antica arte dell’accentazione prima di andare a rompere le palle a casa altrui

    @ edoardo

    certo che è più facile: corrono più lenti.
    Povia è semplicemente incommentabile

    @ Bard

    AHAHAHAHHAAH è vero, il vodka martini non lo merita, ci mettiamo un  cocktail con la vodka alla frutta che è passibile di gulag

    @ DG75

    secondo me ce la rimanderebbero indietro, anche se verrebbe benissimo: "Sinceritaaaaghrghrlrghl"

    @ Cachorro

    no, no, il vincitore morale è assolutamente il trittico di zozzoni, dovevano vincere loro: una volta toccato il fondo scavare diventa un dovere morale.

  9. Stai perdendo colpi con gli anni?
    Sottoporla ad un trattamento intensivo obbligatorio
    in una camera imbottita con Pacciani che usa una grattugia
    come preservativo

  10. Il vodka martini è in effetti mio prozio per parte di madre. La mia genealogia aristocratica comprende il Long Island e il Bloody Mary, che però, da nobili democratici, si sono gioiosamente imparentati con una contadinotta bella dalle rudi maniere, tale "Centerba".
    @syd : e se lo riempissimo di un cocktail ANALCOLICO che si chiama Shirley Temple? No, povera Shirley, a 4 anni sapeva ballare il tip-tap questa non sa proprio fa un cazzo.
    Bard.

  11. almeno io ho imparato l’antica arte dell’accentazione prima di andare a rompere le palle a casa altrui

    Mitico!!!

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