CHI È STATO?


Da leggersi, “Chi è Stato?”, che vista la lucidità media dell’uditorio (e dell’autore) meglio essere chiari.


Ma Pert, il Lodo Alfano, lo avrebbe firmato?

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Da dove si comincia? No, seriamente, ci sarebbero talmente tanti insulti da vomitare a destra e a sinistra oggi, che sono sinceramente in difficoltà.

Ok, hanno bocciato il Lodo Alfano, il nano sta dando fuori di matto, gli ultimi colpi di coda del regime, si dirà, se avesse un minimo di dignità e senso dello Stato si dimetterebbe, ma se avesse dignità e senso dello Stato non sarebbe Berlusconi e si sarebbe dovuto dimettere almeno cento volte negli ultimi 15 anni.

Secondo me, e qui la sparo grossa, si dovrebbe dimettere soprattutto Napolitano. Perché il Lodo non lo poteva firmare. Occhio, non “non lo doveva” come qualcuno disse all’epoca e ripete oggi, non è un problema politico. Il Lodo è stato respinto per ragioni tecniche ENORMI: è una norma che va contro la Costituzione, ed è una norma che per essere introdotta dovrebbe seguire l’iter di legge appunto costituzionale e non ordinaria. Qua è come se un arbitro di calcio non conoscesse la regola del fuorigioco. Mo’ non lo so se Di Pietro si riferisce a questo, se parlasse italiano forse si capirebbe, ma a me sembra che tutti ne hanno fatto sempre una questione politica, mentre qua, ripeto parliamo proprio delle regole del gioco.

E di gioco si tratta, perché a sfogliare le altre pagine del giornale ti rendi conto che questa è una parte della realtà, una dimensione che scorre parallela, fatta di concetti come “legalità”, “democrazia”, “libertà di informazione”, “uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge”, “Stato”… Scorre parallela ad altri fiumi, fiumi di merda, ovviamente, nei quali gli stessi concetti affogano, ignorati anche e soprattutto da coloro che li difendono di là, nell’altra dimensione. Mi riferisco agli intoccabili bipartisan come Di Gennaro, che non hanno nemmeno bisogno di Lodi strani perché lo Stato quando li giudica e si giudica li assolve in automatico e il primo a telefonare a Di Gennaro per complimentarsi pare sia stato Minniti, della cosiddetta “opposizione”, PD. Non ricordo se l’IDV si oppose alla promozione di Di Gennaro, ma ricordo che si opposero alla commissione di inchiesta sul G8 di Genova (sono sempre convinto, ancora di più dopo l’assoluzione di Di Gennaro che sia sul piano politico che vadano accertate le responsabilità di quel macello, non su quello giudiziario, che in questi casi si sa benissimo da che parte stanno i giudici, per usare un’espressione in voga in questi giorni: stanno dalla stessa parte di Napolitano e Di Gennaro, dala parte di chi è Stato). Chissà se diventerà quindi vero e giusto che Colucci abbia falsificato la sua testimonianza sulla Diaz non su imbeccata di Di Gennaro come racconta a Mortola in un’intercettazione, ma per ispirazione divina, che a ‘sto punto è l’unica spiegazione. Chissà se diventerà vero e giusto quello che altri giudici hanno scritto in un’altra sentenza di assoluzione di altre guardie, quella relativa al pestaggio dei pacifisti della Rete Lilliput, del WWF e della “Associazione Giovanni XXIII”, giuro, che secondo i giudici “opponendosi con le mani alzate dipinte di bianco ostacolavano l’azione delle forze dell’ordine” e quindi, implicitamente perché i picchiatori sono stati assolti, era giusto pestarli (salvo poi doverli risarcire, secondo altri giudici). Chissà se diventerà vero e giusto quello che il giudice che ha emesso la sentenza di primo grado sulla morte di Gabriele Sandri ha scritto su Spaccarotella, ovvero che “mai avrebbe coscientemente accettato il rischio di poter ferire qualcuno” sparando da un lato all’altro dell’autostrada su una macchina in corsa…

Quindi dove voglio arrivare alla fine di tutto ‘sto delirio?

Non lo so, non so nemmeno se essere contento per la bocciatura del Lodo Alfano e conseguenti crisi isteriche di Berlusconi (che spero si tramutino in infarto o ictus quanto prima, pensate che belle che sarebbero le cene del Lunedì ad Arcore, con Bossi convinto di star parlando con Rutger Hauer e Berlusconi che tocca il culo alla badante) o incazzato perché tanto al di là di quel teatrino vedo che certe cose non mutano mai il proprio Stato.

Mi vengono solo immente immagini truci, di fiaccole e forconi e ghigliottine…

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10 risposte a “CHI È STATO?

  1. Valerio Evangelisti, dal Manifesto di oggi

    Tutti i "lodi" di cui non si parla

    L’assoluzione di Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e oggi dirigente del Dis (Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza), e dell’ex dirigente della Digos genovese Spartaco Mortola, è una notizia consolante. Opportunamente, rappresentanti sia della maggioranza che della cosiddetta opposizione se ne sono rallegrati.
    Un entusiasmo più che giustificato. Dimostra infatti quanto fossero insensate le critiche piovute sul Lodo Alfano, mentre scrivo ancora al vaglio della Corte costituzionale. “La giustizia è uguale per tutti salvo che per quattro!” gridavano sguaiatamente i protestatari, alludendo alle quattro massime cariche dello Stato. Ora sappiamo che non è così. Di “lodi” ne esistono un sacco, di intoccabili ce n’è una folla. Un lodo mai scritto eppure operante è quello che definirei il Lodo Guida, dal cognome del questore in servizio a Milano allorché l’anarchico Giuseppe Pinelli precipitò dalla finestra, nel 1969. Esso prevede, giustamente, l’impunità quasi totale degli esponenti delle forze dell’ordine nell’esercizio delle loro funzioni. Per meglio dire, totale per gli alti funzionari, parziale per i marmittoni ai loro ordini. L’importante è che nessuno di essi finisca mai in galera, per reati secondari come l’induzione alla falsa testimonianza (era l’accusa gravante su De Gennaro), il depistaggio, la sottrazione di prove, la creazione di prove fasulle, l’omicidio più o meno colposo e altre robette.
    Giustamente, dicevo. Le forze dell’ordine, e specialmente gli alti gradi, sono impegnate in compiti delicati, da cui dipende la sicurezza di noi tutti. Sarebbe assurdo distrarre questi uomini dal loro lavoro per costringerli a recarsi in tribunale a perdere tempo, o addirittura recluderli quando le strade d’Italia sono affollate da criminali, fanatici sinistroidi e terroristi. Ecco perché, da decenni a questa parte, si contano sulle dita i quadri della polizia o dei carabinieri condannati per qualche reato commesso su sfondo politico, a parte alcuni straccetti puniti con un trasferimento o con un ritardo nella carriera. Guardiamo i fatti. L’ex questore di Genova Colucci chiama in causa De Gennaro per l’irruzione alla scuola Diaz, nel 2001: costui sarebbe stato al corrente di ciò che là avveniva, tanto da mandare sul posto un addetto stampa della polizia, per fornire una versione edulcorata. Successivamente Colucci si smentisce in aula: De Gennaro non sapeva nulla. I pm mettono in relazione il cambiamento di versione con una telefonata di Colucci a Spartaco Mortola: “Ho parlato con il capo (presuntivamente De Gennaro). Devo fare marcia indietro” (cito da La Repubblica).
    Ora è evidente, anche alla luce del Lodo Guida, che la frase non significa nulla. Può benissimo darsi che Colucci stesse marciando in senso letterale, e De Gennaro, se era lui, gli abbia ordinato di cambiare direzione. Ricordiamoci che la smilitarizzazione della polizia non è mai stata condotta fino in fondo. Oppure può essere che l’espressione si riferisse a qualsiasi altra cosa: un acquisto, una relazione sentimentale, un’operazione bancaria. Chi di noi non ha mai fatto “marcia indietro”, nella vita?
    Sta di fatto che il Lodo Guida, sacrosanto e carissimo ai fascis… pardon, al centrodestra, meriterebbe più ampia applicazione. A ben vedere, chi ci dice che Carlo Giuliani non si sia suicidato? Oppure che non sia morto per un “malore attivo”?

  2. Nel 2013 ad Aprile ci saranno le elezioni politiche:
    1.vince il nano e manda Tremonti o Letta a Palazzo Chigi
    2.A Giugno l’uomo coi piliferi sintetici si insedia al Quirinale
    3.nomina i giudici della consulta
    E’ rimasto poco tempo…

  3. C’è anche di peggio, Syd.
    Comunque l’incubo di Edoardo non si avvera.
    Altri e forse più subdoli, si. Ma quello no.

  4. concordo con le visioni di forche, roghi e ghigliottine. abbiamo come minimo un presidente della rep incompetente e una opposizione lobotomizzata. che paese di merda.

  5. Non so se il Pert avrebbe firmato il lodo.
    Ma nel mio immaginario: a uno che gli avesse urlato sprezzante "il presidente si sa di che parte è!" avrebbe risposto con una raffica di sten. 

    cotopaxi

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