APPELLI E MISSIVE



Innanzitutto vorrei partire da una cosa che mi sta particolarmente a cuore: l’affaire Polanski.

C’è stata una mobilitazione da parte del mondo del cinema e della cultura per chiedere la liberazione del regista, recentemente arrestato per una storiaccia di trent’anni fa.
Non entro nel merito della vicenda, ma ESIGO che venga liberato Charles Manson.

Per questo ho preparato anche io un appello che vi invito a firmare e diffondere:

Caso Polanski – Appello per la liberazione di Charles Manson

Alla luce del recente arresto del regista e cineasta Roman Polanski, chiediamo, con il solo scopo di buttarla in caciara, l’immediata, incondizionata e insensata liberazione di Charles Manson e di tutti i membri della "Famiglia".

After the recent arrest of the great moviemaker Roman Polanski, we demand, in order to create a stupid chaos about the issue, the unconditioned and unmotivated release of Charles Manson and all the members of "The Family".

*****


Ora, dopo le cose serie, possiamo passare a parlare di stronzate.



Il tizio, bell’uomo, va detto, qui sopra si chiama Patrizio Bianconi, ed è consigliere del PDL al comune di Roma.

Il Nostro è salito agli onori delle cronache, non so se avete letto, perla mail con cui ha risposto ad un suo “ammiratore” che gli scriveva quanto segue:

“Caro Patrizio, scusa se ti disturbo, ma in via Tacito l´Ama ha piazzato dei cassonetti in modo assolutamente sconcio, senza nessuna logica, seguendo probabilmente delle pressioni di qualche raccomandato. Mi fai sapere se esiste una normativa comunale in merito ed eventualmente come agire per far ripristinare un regolare ordine?”

Questa è la risposta del siNpatico Patrizio:

“Egr. Dott. xxx, nella sua e-mail Lei mi segnala una problematica personale che esula dalle mie competenze. Sarebbe svilente se un On. si dovesse occupare di cassonetti – o monnezza, come dicono a Roma – tanto più se gli stessi si trovano dinanzi ad un´attività imprenditoriale di un privato. Con profondo rammarico noto (…) che lei non comprende il senso, né la ratio della Mia attività politica!
Cercherò di essere chiaro. Lei, alle elezioni che mi hanno visto trionfatore non mi ha votato – anzi più volte nel corso degli anni ha manifestato antipatia nei confronti di Berlusconi (…) E allora nasce spontanea una domanda: perché si rivolge alla mia persona? Io per quale motivo dovrei adoperarmi per lei? Forse mi reputa un idiota che si fa sfruttare da chiunque? Oppure, cosa ancora più offensiva, il suo servetto?
Io lavoro solamente per chi mi vota in quanto faccio politica, non il missionario (…). Sarebbe svilente e umiliante per la mia persona, la mia competenza e la mia professionalità consentire a chiunque di chiedermi favori che, come nel caso di specie, esulano dalle mie competenze.
Pertanto: 1) O si impegna formalmente – stipulando un patto di sangue con il sottoscritto – a votare nel 2013 il sottoscritto on. Patrizio Bianconi al Comune di Roma ed il dir. Andrea Zaerisi al municipio XIX; 2) O, se lei non è intenzionato, non si rivolga alla mia persona. Desidero infine segnalarle che per avvalersi della mia professionalità deve preventivamente fornirmi: nome, cognome, indirizzo di residenza affinché io possa schedarla nella mia rubrica individuando la sezione elettorale dove lei vota al fine di controllare se esprimerà o meno la preferenza nei miei riguardi. E poi: il suo telefono di casa, il cellulare e l´e-mail al fine di poterla rintracciare quando ci servirà il voto suo e della sua famiglia. Se non se la sente di instaurare con il sottoscritto tale tipologia di patto la invito a rivolgersi alle persone che lei vota (…) Io non mi faccio prendere per il culo da nessuno!”

Ora, qualsiasi persona con un minimo di cervello sarebbe in grado di capire che, nonostante il tentativo di fare ironia sia abbastanza penoso e fallimentare, questa non è una risposta del tutto seria, che il Bianconi non sta DAVVERO chiedendo al cittadino in questione di fare un PATTO DI SANGUE (e perché non sacrificare un capretto?) con lui per rispondergli e sarebbe anche in grado di riflettere sul fatto che non è conoscendo nome, cognome e indirizzo di una persona che si può controllare se ti ha votato o no (anche se credo che su questo, per agevolare il voto di scambio, il Governo stia lavorando ad un decreto, devono solo superare le resistenze della lobby dei costruttori di cellulari con fotocamera).

Peccato che a Repubblica e al Corriere evidentemente di gente con un minimo di cervello ce n’è poca

…su Alemanno e sui politici del PD e dell’Italia dei Valori dubbi non ce ne erano mai stati.

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