REFERENDUM FOR DUMMIES



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E così ci siamo, Domenica si vota per ‘sto referendum sulla legge elettorale, in TV non se ne è parlato più di tanto, ma in rete un bel po’. I quesiti sono tre e sono estremamente semplici:

1 e 2 (schede viola e beige):abrogazione della norma che permette l’assegnazione del premio di maggioranza ad una coalizione invece che a una singola lista. Se vincessero i SI’ il singolo partito o lista che dovesse prendere più voti rispetto agli altri avrebbe la maggioranza dei seggi, il 55%. Il quesito 1 è relativo al premio alla Camera, il quesito 2 al Senato.

3 (scheda verde): abrogazione della norma che prevede che un candidato possa presentarsi in più di una circoscrizione elettorale. Se vincessero i SI’ un candidato non potrebbe più essere eletto in più collegi e scegliere successivamente in quale collegio prendere il suo seggio e in quali altri “scalare” al candidato successivo nella sua lista.

Questo è l’argomento del contendere. In due parole vediamo anche le principali regole del gioco:

Innanzitutto in Italia il Referendum è solo abrogativo, quindi può essere utilizzato solo per cancellare una legge o parte di una legge. Questo fa sì che ogni tanto si creino equivoci come fu con i famosi referendum per divorzio e aborto, per cui chi era favorevole alla legalizzazione doveva votare NO, mentre chi era contrario doveva votare SI’.

Il referendum passa se si verificano 2 condizioni: la prima è che il 50% + 1 degli aventi diritto ritirino la scheda per votare (il famoso Quorum), la seconda è che, una volta che il quorum sia stato raggiunto, vincano i SI’. Se si verificano queste due condizioni la norma oggetto della consultazione viene abrogata.

Dal punto di vista “tecnico/tatico”, gli schemi di gioco si sono evoluti nel tempo, passando dallo schieramento SI’/NO dei primi referendum, in cui il quorum veniva raggiunto per inerzia, ai referendum più recenti in cui puntando sull’astensionismo endemico, per cui mediamente una bella fetta degli aventi diritto non va a votare comunque, coloro che sono contrari alla consultazione suggeriscono di non ritirare le schede dei referendum che non si vuole far passare, perseguendo lo schema del non raggiungimento del quorum, un po’come passare dalla marcatura a uomo a quella a zona. Questa tattica negli ultimi anni ha avuto molto successo, anche grazie alla disaffezione nei confronti della politica che ha colpito il nostro Paese.

Così come recita una famosa battuta dell’ex centravanti inglese Gary Lineker “il calcio è uno sport che si gioca in 11 contro 11 e alla fine vince la Germania”, negli ultimi referendum che si sono svolti in Italia potremmo dire che si scontrano quelli che sono per il Si’ contro quelli che sono per il NO e alla fine vince chi va al mare. Può piacere o no, ma le regole lo permettono e quindi è lecito.

Ora se vi interessa vi dico come la penso io e cosa farò domenica, oltre a ingozzarmi di carne alla brace e vino.

Essendo ferocemente contrario al bipartitismo sono contrario a ogni tipo di spinta in questo senso, sia che venga dalla semplice legge modificata dal referendum che da una nuova legge “bipartitista” fatta dal parlamento dopo che il referendum fosse passato. Se un partito vuole la maggioranza dei seggi si deve guadagnare il voto della maggioranza degli elettori. Attribuirsi la maggioranza dei seggi facendo fuori i partiti più piccoli (4 milioni di voti, un italiano su 7, non sono rappresentati nell’attuale parlamento) e con un artificio contabile a casa mia si chiama TRUFFA. Per questo non ritirerò le schede dei primi due quesiti, sperando che non raggiungano il quorum.

Il terzo quesito invece mi vede assolutamente favorevole e voterò sì.

Detto questo, credo che sarebbe ora di decidersi a riformare questo cazzo di istituto del referendum e abolire il quorum. Se non ti interessa decido io, se permetti.

Naturalmente andrebbe fatta una riforma anche per evitare che i Radicali presentino 80 referendum al mese anche sul colore dei pali dei semafori, ma quello è facile. Basta sciogliere il Partito Radicale, nell’acido.

Previsioni? Mah, io vedo bene la Spagna, tanti piedi buoni e Torres è un’ira di dio.

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4 risposte a “REFERENDUM FOR DUMMIES

  1. Che caxxo ho studiato a fare Scienze Politiche…? C’era Syd…
    SU nessun altro Blog (ed io seguo per masochismo Blog politici) è spiegato così chiaramente.
    Chapeau Syd.
    Ma perchè andare aprendere una sola scheda…?
    Che andassero tutte al macero insieme a qualche esponente della maggioranza e a qualuno della minoranza.
    La politica è morta. Gli zombie sono più reali di questi attempati professionisti dello show business.
    E’ morto Darhendorf. ora i Panda a pois sono di più dei veri liberali…

  2. mah, io la scheda la prendo e il terzo lo voto perchè sono d’accordo con il quesito e ho anche firmato all’epoca (tralasciando il fatto che con i promotori devi litigarci per non firmare tutti, ti attaccano delle pippe atroci)

    i referendum sono l’unica forma di vera democrazia che abbiamo, io non li considero come altre elezioni

  3. Grazie di aver esaudito le mie richieste dell’altro giorno (anche di molti altri). L’unica cosa che devono fare e’ rimettere le preferenze (ma questo si sono guardati bene dal proporlo). Prenderei quel suino che ha scritto la legge elettorale e lo libererei per le strade di Bengasi.

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