GENITORIALITÀ



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Meno male che fra un po’tornerò alla mia veccchia stanza, questa dove sono da qualche mese ha il drammatico problema di essere infestata da possessori di nani, ma non di quelli normali, di quelli che Geroge Carlin buonanima definiva “professional parents”, genitori professionisti, quella terrificante categoria di persone che nel momento in cui diventano madre o padre non solo sono ossessionati a livello patologico dalla loro (inutile) prole, ma si sentono in dovere di rendere il mondo partecipe di ogni singolo evento relativo alla vita del nano macrocefalo assillandoti con decine di paranoie su igiene e malattie che a una persona un minimo sana di mente farebbero venire qualche dubbio tipo “ma se tutto ciò non fosse una ridda di stronzate mostruose, come avremmo fatto noi umani a infestare il pianeta per così tanto tempo? Giacobbo non ha mai fatto vedere che gli antichi egizi, grazie a una tecnologia aliena tramandataci dai templari, sterilizzavano i biberon…”. Se non avessi la fortuna di usare il telefono IP con le cuffie, che mi consentono di isolarmi con la musica anche mentre lavoro, sarei ormai un esperto di catarro, rigurgitini e diarrea. Altrui, intendo.

Poi capirai, il mio interesse nei bambini è pari a zero, se non nell’ottica del loro utilizzo come oggetto contundente per difendermi da un’eventuale aggressione, o per commetterla. Se ci pensate un nano impugnato per una gamba e usato a mo’di clava fa male, più di un animale di piccole dimensioni. Inoltre è una soluzione ideale, assodato che non puoi usare a questo scopo animali più grandi, come un Maremmano, una capra o un bufalo. Il bufalo ad esempio è ideale per essere lanciato da grandi altezze, non come arma per il corpo a corpo: immaginate di avere sotto la finestra, mentre cercate di rilassarvi dopo il lavoro, una comitiva di coatti che vociano e tengono lo stereo della macchina a cannone con quella robaccia TUNZTUNZTUNZTUNZ, cosa c’è di meglio per fargli civilmente presente che hanno rotto i coglioni del lanciargli un bufalo dal quinto piano?

Ma torniamo a noi.

Stando in stanza con questa gente mi sono reso conto di due cose. La prima ha ovviamente rafforzato il mio convincimento, almeno in questo momento, di non voler procreare ed è il fatto che una volta che ti sei procurato un nano, legalmente dico, la tua vita è destinata a cambiare e sei costretto a diventare schiavo dell’infante per 24 ore al giorno 7 giorni su 7. Cazzi vostri, dico io, “avete voluto la bicicletta? E mo’pedalate”, io preferisco vivere, oddio, non che faccia chissà che, ma almeno dormire la notte e poter svenire per l’abuso di alcool da qualche parte ogni tanto, senza dovermi preoccupare di qualcosa che mi aspetta e il cui abbandono costituisce reato.

La seconda cosa di cui mi sono reso conto è che ‘sti cazzo di bambini stanno sempre male. No, davvero, ce ne sono un paio che da quando sento i miei colleghi parlarne hanno avuto qualcosa da curare diciamo per 300 giorni l’anno. Rottamateli, cazzo! A parte che prima di procreare magari sarebbe il caso di fare qualche esame per vedere se si hanno sperma e ovuli marci, perché ci deve essere un motivo e la genetica spesso ci viene incontro per prevedere queste cose, ma se andate al negozio di animali e vi danno un criceto che sta sempre male lo riportate indietro, no? O lo gettate nel cesso, ma insomma, non ve lo tenete mica…

Io sono convinto che di una buona metà delle malattie che affliggono questi nani siano direttamente responsabili i genitori, che con la loro ossessione per l’igiene tengono i figli praticamente sempre in un ambiente sterile, impacchettati sottovuoto come gli zamponi (con lo svantaggio che con il purè o le lenticchie lo zampone viene meglio). Se il nostro organismo non incontra ogni tanto qualche germe, piccolo, non necessariamente l’ebola, come cazzo fa a creare gli anticorpi che servono a difenderlo dalle malattie? I bambini zozzi che conosco sono più sani, quelli che vengono tenuti dai loro genitori isolati dal mondo manco fossero barrette d’uranio stanno sempre male. A ‘sto punto tanto vale affogarli subito come i micini.

Ai miei amici che hanno figli direi che su, si scherza, ma tanto lo sanno che non scherzo e che ai loro figli voglio bene perché sono i LORO nani, sono i nani degli altri che vanno bene al massimo per essere usati come proiettili da catapulta, anche incendiati, che i Pampers pigliano che è una bellezza e dato il loro contenuto tornano buoni anche come armi chimiche.



*****


Volevo essere ancora più stronzo e cinico, postando questa foto con commento musicale, poi ho avuto un moto di pudore e non l’ho messa nel post. Solo che poi mi sono ricordato che in materia di cinismo e stronzaggine io NON ho pudore, quindi la metto come appendice, e il primo che fiata gli spezzo le protesi. L’unica concessione al buon gusto, cosa che mi è del tutto estranea, è che per capire di cosa sto parlando dovrete cliccare sui link.

E non dite che non vi ho avvertito…


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10 risposte a “GENITORIALITÀ

  1. Assolutamente d’accordo sull’iperptrotezionismo ipocondriaco dei genitori ( soprattutto nell’epoca moderna ) ed ancora di più sull’evocazione divina nel possedere un figlio ( che sembra che siano responsabilità del mondo, non dei singoli genitori )

    per il resto…Inizi a farmi seriamente paura 🙂

  2. a) quando vedo i genitori che puliscono (o peggio DISINFETTANO) il giocattolo caduto a terra dal bambino seggiolone mi spiego l’aumento di incidenza di asma e allergie degli ultimi cinquant’anni

    b) io sono pro-adozione, perchè un bambino che si è fatto tre o quattro anni in un orfanotrofio cambogiano non sarà sicuramente rompicoglioni, anzi, probabilmente ti porta le pantofole e il giornale e di notte cuce anche un po’ di scarpe Adidas.
    La riproduzione è immorale.

  3. Syd, non ti leggevo da un po’ (una settimana)…Con questo post e i tre successivi stai arrivando nella top five dei mie Blog. I Ghostwriter on demand sono i primi, ma tu sei al secondo posto. Hai scalzato Voglio Scendere 😉
    Complimenti.

    Max

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