MEMORIA

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Comincio ovviamente dal 25 Aprile, con un paio di considerazioni. La prima è che, come purtroppo accade da 15 anni a questa parte, Berlusconi lo ha di nuovo messo nel culo a tutti con la storia del 25 Aprile a Onna. La location è adatta, dato che nel paesino abruzzese recentemente sconvolto dal sisma e della successiva molesta, persistente e inquietante presenza del TG1 fu consumata una delle tante stragi che caratterizzarono la tournee italiana post 8 Settembre degli amichetti dei cari ragazzi di Salò (che per carità erano belli e buoni e anche loro combattevano per la Patria come dicono tutti. Ovviamente il problema sarebbe per QUALE patria, ma mica vogliamo fare polemica e turbare le coscienze…).

Il Nano P2ista più famoso del mondo ha disintegrato il tentativo di attacco di Franceschini sul 25 Aprile, cogliendo l’occasione per appropriarsi mediaticamente anche della Festa della Liberazione (già immagino che parlerà quasi solo degli statunitensi, nominando al massimo i Partigiani non comunisti), ma facendolo in un contesto per lui “sicuro”, ampiamente collaudato ed edulcorato da qualsiasi possibilità di contestazione. È  lo stesso che per la sparata del G8 a l’Aquila, siamo in campagna elettorale, il P2ista è un fuoriclasse, specie ora che ha tre quarti dei media sotto controllo andrà avanti fino a Giugno come un rullo compressore.

Non c’è un cazzo da fare, la guerra mediatica contro Berlusconi non la si può fare, basta vedere la differenza fra il Presidente-Playmobil- Ferroviere (è tremendo, non è un uomo, è un omino dei Playmobil, fra un po’lo vedremo anche sul galeone vestito come Jonnhy Depp ne “I Pirati dei Caraibi”) e Franceschini che con il cappello in testa sembrava al massimo il controllore…



 

La seconda considerazione che vorrei fare (e che voglio sperare sia fondamentale per il proseguimento della vostra giornata) è che, come ho avuto già modo di scrivere, il 25 Aprile non è e non deve essere “la festa di tutti gli italiani” come chiunque va blaterando da anni ogni volta che questa ricorrenza si avvicina. Il 25 Aprile è la festa degli antifascisti, non dei fascisti né di chi li ha sdoganati e riportati al governo dopo 60 anni. Berlusconi non si dovrebbe far vedere perché il 25 Aprile è una festa che non gli appartiene, a lui come ai suoi alleati, che del Fascismo sono degnissimi eredi, se non nostalgici ed ex-nostalgici.

Anzi, no, in realtà c’è un modo in cui vorrei vedere Berlusconi in piazza il 25 Aprile, ora che ci penso…

 


 

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Vabè, anche per oggi la galera me la sono guadagnata, direi che è il caso di passare ad altro, qualcosa di più faceto. Innanzitutto vorrei fare i complimenti a Erika de Nardo, che si è laureata qualche giorno fa. Ora ovviamente le auguriamo di poter mettere su famiglia. E ucciderla.

Poi vorrei segnalare che c’è un’altra serissima candidata al titolo di “Mamma dell’Anno – Premio Annamaria Franzoni 2009”, stavolta in accoppiata con un serissimo pretendente al titolo di “Babbo dell’Anno – Premio Josef Fritzl 2009”. Mi riferisco ovviamente ai due tizi tedeschi che sono andati via da una pizzeria di Aosta (già da qui si capisce la genialità dei due individui: una pizzeria di Aosta, fantastico. Un po’come una piadineria di Dubai o un Kebabaro di Rejkyavik.) lasciando lì i tre figli di lei. A parte il fatto che vorrei capire che cazzo di prezzi c’hanno nelle pizzerie ad Aosta, c’è da dire che evidentemente in Germania la crisi si fa sentire meno di quanto non ci dicano: pare infatti che i due il conto lo volessero saldare con solo due bambini, il terzo mancia.

 

*****

 

Tornando un attimo alla memoria, apro una breve parentesi di cazzi miei e di pochi amici, che spero ricordino ciò di cui sto per parlare con lo stesso affetto con cui lo ricordo io.

Ero alla stazione del treno che mi avrebbe portato all’ospedale dove sono andato ieri pomeriggio a fare un controllo per le vicende ormai note. A quell’ora sulla banchina c’erano molti pischelli che tornavano da scuola, in particolare la mia attenzione è stata catturata da un gruppetto di mezzi emo, gothic lolite e altra robaccia simile intenti a disegnare. Mentre ero lì che li guardavo male ho notato che uno di loro aveva una cartellina con su scritto “Liceo Artistico Caravillani”.

Mi sono venuti in mente un po’di vecchi amici che non vedo da tanto, Giulio, Francina, Jacopo e gli altri, e mi è tornata alla mente l’occupazione del Caravillani, roba di una dozzina di anni fa, in cui loro affrescarono tutto l’interno della scuola con dei disegni meravigliosi, su tutti la riproduzione di uno dei cartoon che Gerald Scarfe disegnò per il film “Pink Floyd – The Wall” di Alan Parker, il fiore di “Empty Spaces”. Sono stato tentato per un attimo di andare da quei pischelli e chiedere loro se ci fossero ancora quei disegni, poi ho pensato che dopo tutti questi anni e conoscendo l’ottusa miopia di certi dirigenti scolastici sarebbe stato meglio tenermi il dubbio, o illudermi pensando che siano ancora lì.

Ho pensato che non volevo sentirmi dire che non c’erano più.

Cazzo come si invecchia male, gente…se inzio a dare con una certa frequenza segni di malinconico romanticismo sopprimetemi.

 


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5 risposte a “MEMORIA

  1. Ed io no? 🙂
    Ebbene si miei cari, s’invecchia…anche se sarebbe più eufemistico e meno doloroso dire “si matura” o come ci ricorda Jeff Goldblum nel grande freddo si “evolve”…
    Ps.
    Francina l’ho beccata un paio d’anni fa, sta bene 🙂
    Pps
    Non potevo lasciar andare un post sul 25 aprile senza ricordare…Kossiga Boia!
    Ppps
    Io già lì dò quei segni…Comunque si, quando sarà il momento penserò io a porre termine alla tue esistenza…Sai com’è…per un’amico questo ed altro :-)))

  2. Bravo. Quello che hai detto sulla Liberazione e’ sacrosanto. Sono del parere che il popolo italiano e’ in maggioranza (non totalita’) intimamente fascista (oggi di direbbe di destra). Questo sentimento e’ stato represso per decenni dalla ex Societa’ delle Nazioni sotto il masso del senso di colpa per le implicazioni avute durante la guerra. Ora il p2ista ha reso legittimo quello che fino a 15 anni fa’ era una colpa. Anni fa’ nessuno si permetteva di parlare di riconciliazione del paese. Noi eravamo tutti dalla stessa parte quando si parlava di 25 Aprile. La coscenza (almeno su questo punto) era collettiva.
    VIVA LA RESISTENZA!

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