CATTIVE COMPAGNIE


Per non pensare a Roma – Arsenal, non c’è niente di meglio che riguardare un vecchio film dell’orrore, non so se lo avete mai visto, ma ve lo consiglio caldamente: Hellraiser. Un classico del cinema horror degli anni ’80.

La storia è relativamente complessa, partorita dalla mente malata del buon Clive Barker. Praticamente un certo Frank, un ganzo che pare un meccanico uscito da un porno anni ’80, compra da un classico venditore esotico in un classico bar esotico di una classica cittadina esotica una scatola di legno che si scopre essere una specie di chiave che apre una "porta" con un’altra dimensione.
Ovviamente Frank la apre perchè pensava potesse portargli chissà che piacere, e invece si trova catapultato in una specie di incubo di sangue e dolore. Capita infatti che faccia la conoscenza dei "Supplizianti" o "Cenobiti" (che non sono i frequentatori del Meeting Economico di Cernobbio, questi fanno un po’meno schifo) che sono quattro personaggi interessanti. Il Capo è un pelato con dei chiodi infilati in faccia, vestito come Neo in Matrix Reload, ma in pelle: una specie di Pierluigi Collina in chiave fetish. Poi c’è una tipa che pare Sinead O’Connor dopo una tracheotomia fatta con un machete, un ciccione con gli occhi cuciti e un’altro a cui hanno sbagliato la chirurgia plastica, in particolare il botulino per le labbra. Metto la foto qui, se non siete impressionabili guardateveli.

Il piacere che questi signori perseguono nella loro dimensione è legato a doppio filo con il dolore, come i masochisti, che amano raggiungere il piacere tramite il dolore, quindi facendosi frustare, torturare i genitali, bucare con spilli o ascoltando ripetutamente le compilation del Festival di Sanremo.
In particolare Frank viene attaccato a delle catene con dei grossi ganci da macellaio e il suo corpo dilaniato fra urla e schizzi di sangue.
Praticamente tipo una puntata di Porta a Porta su Cogne con Crepet in studio, ma meno truculento.

Ora, non vi sto a spiegare come, si scopre che la moglie del fratello si scopava Frank, ovviamente prima che venisse trasformato in una scatoletta di Simmenthal (vedere questo film vi farà smettere per sempre di mangiare carne Simmenthal o simili, ve lo garantisco) e quando non vi sto a spiegare come (aoh, vedetevelo…) Frank, o almeno un buon 20% di Frank, "torna" lei inizia a portarsi uomini a casa mentre il marito è ala lavoro per "darli in pasto" al suo amante e permettergli tramite il loro sangue e la loro carne di "ricostruirsi" fino a tornare normale. Immaginate quando vi preparano un panino col kebab, ma al contrario.

Per quasi tutto il film Frank è ridotto più o meno come quelle illustrazioni inquietanti che potete trovare nei libri di anatomia che mostrano la struttura muscolare del corpo umano, appiccicaticcio e gocciolante. Devo dire che fanno anche un po’ridere i tentativi di lei di fornirgli dei vestiti da mettersi addosso, visto come poi si riducono i vestiti. Chissà quanto avrà speso di tintoria e soprattutto cosa avrà raccontato a quelli della tintoria…


Fatto sta che a una certa la figlia del fratello, nata da precedente matrimonio quindi non figlia della zoc….ehm, dell’amante di Frank, scopre cosa sta succedendo (ovviamente non ci rimane proprio bene: non è facile accettare che la tua matrigna è diventata una serial killer perchè deve fornire carne al suo amante, che poi è tuo zio, che è stato trasformato in un kebab da dei demoni sadomasochisti venuti da un’altra dimensione…. peggio di questo c’è solo essere parenti di Povia….) e impossessatasi della scatoletta evoca inavvertitamente i quattro di cui sopra, oltre al loro animaletto domestico che pare un incrocio fra uno scorpione, Sandro Bondi e un incidente stradale (non ho trovato la foto), con esiti che vi lascio immaginare.

Oltre ad essere un capolavoro del cinema horror, visionario, sanguinoso, angosciante e decisamente disturbante, Hellraiser è un film completo, che ha anche una sua morale.

La morale è semplice: non frequentate gente con dei chiodi piantati in faccia.

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4 risposte a “CATTIVE COMPAGNIE

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