NATALE COL BOTTO



È stato un Natale ben riuscito, un Natale col botto, come si suol dire.

L’Eroe del 2008, almeno fino a questo momento, è stato sicuramente Bruce Pardo, autore di una strage proprio nella notte di Natale, che ci ha donato un momento impagabile e un sorriso natalizio grazie anche all’intervento del Tg2 che ha titolato la notizia con un devastante "Babbo Natale Spara". Grazie. Veramente.

Se Babbo Natale fossi io, invece del caro vecchio nonnino pedofilo che tutti conosciamo e che potrebbe essere incriminato per numerosi reati, primo fra tutti la violazione di domicilio, oltre a sparare, naturalmente, mi curerei di rispondere personalmente alle varie letterine dei cari piccoli rompicoglioni, un po’come questo qui (sì lo so è in inglese, ma se non sapete l’inglese è ora che qualcuno ve lo IMPARA):

*****

Concludiamo con una nota seria, a proposito di botti. Benchè io non abbia la minima simpatia per gli integralisti di Hamas (la cui ascesa è stata comunque favorita anche dalle politiche Israeliane, oltre che dalla corruzione di Fatah) e benchè io sia per l’assoluta parità di trattamento per i fedeli di tutte le religioni (tutti al Colosseo con i leoni, ovviamente), non sopporto come viene trattato sui media e nelle dichiarazioni dei politici l’attacco israeliano contro Gaza.

Il conflitto fra Israele e Palestinesi non è un conflitto in cui si può essere equidistanti, è un conflitto combattuto da un Stato che ha uno degli eserciti più forti ed equipaggiati del mondo contro un popolo che non solo non ha un esercito tecnologicamente paragonabile, ma che non ha nemmeno uno Stato. È un conflitto combattuto contro i Palestinesi su territori che Israele occupa illegalmente, contro numerose risoluzioni ONU che non sono vincolanti solo per il veto posto ad ogni occasione dagli USA. È un conflitto che vede coinvolta l’unica potenza nucleare "illegale" ma "autorizzata", che compie rappresaglie violentissime contro la popolazione civile Palestinese già stremata da blocchi vari che fanno mancare da mesi energia e cibo nella Striscia.
Se l’Iran facesse solo un decimo di quello che fa Israele al posto di Teheran ora ci sarebbe un cratere.

Io mi sono rotto il cazzo di sentire la lagna sui razzi Quassam. I razzi Quassam sono poco peggio di quello che spareranno a Napoli la sera del 31.
Gli F-16, i tank e la privazione di cibo ed energia sono violenze un pelo più pesanti. Israele avrà il diritto di lamentarsi dei mortaretti che gli tirano quando si ritirerà dai territori occupati, quando lascerà i Palestinesi vivere normalmente e quando avrà dismesso il suo arsenale nucleare illegale. E non mi si dica che Hamas colpisce i civili, perchè anche Israele lo fa, non dovrebbe farlo nessuno dei due, ma resta sempre la differenza che è Israele a tenere sotto occupazione e ad affamare i Palestinesi. E invece tocca sentire le stronzate "politically correct" di Fassino o quelle smaccatamente filoisraeliane di quella merda di Capezzone e persino del nuovo Salvatore dell’Universo Obama, che si è detto preventivamente favorevole ad un attacco in un discorso di qualche mese fa.
Che piaccia o no, Hamas ha vinto delle elezioni nei territori, non è che la Democrazia vale solo quando vince chi ci piace, quindi è con Hamas che bisogna trattare e non ci si può lamentare se Hamas si incazza quando anche nei periodi di tregua Israele si riserva il diritto di continuare le esecuzioni "mirate" dei dirigenti di quel movimento.

Detto questo, cerchiamo di essere costruttivi, io ho tre proposte per risolvere l’annosa questione Israelo-Palestinese:

1) La Comunità Internazionale, che fu responsabile del casino fatto a suo tempo con la creazione dello Stato Israeliano, impone A CANNONATE una soluzione alle due parti, o due Stati (50% del territorio e delle risorse naturali a testa, Tel Aviv e Ramallah capitali e Gerusalemme città aperta sotto controllo ONU) o uno Stato unico, non confessionale e non etnico, tipo "Repubblica di Israele e Palestina" con Gerusalemme capitale. E il primo che fiata son nocchini.

2) Si prendono i rappresentanti politici di Israeliani e Palestinesi e come si faceva una volta per eleggere il Papa, li si chiude a chiave in una stanza, senza cibo acqua o servizi igienici, in ginocchio sui ceci e con tutta la discografia di Jovanotti in filodiffusione fino a quando non trovano un accordo. Se non lo trovano, morti questi se ne eleggono altri e si ricominciano le trattative. In ogni caso prima o poi finirebbero sia gli Israeliani che i Palestinesi, a quel punto potremmo usare l’area per rinchiuderci Jovanotti e Fiamma Nierestein e poi testarci armi chimiche.

3) Si danno alle due parti armi pari, si recinta la zona e se proprio ci tengono che si scannino a vicenda, basta che l’ultimo poi spenga la luce. Già che ci siamo prima di dare il via al Rock’n’Roll mandiamo la dirigenza del PD a tentare una mediazione, fosse la volta buona che qualcuno li ammazza davvero.

Cmq resta il fatto che se avessero fatto tutti come Erode a quest’ora non ci sarebbe nessuno che litiga da quelle parti…

Per approfondimenti, Indymedia e una selezione di filmati da laprospektiva, in entrambi trovate anche link a siti con informazioni in tempo reale.

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3 risposte a “NATALE COL BOTTO

  1. Che aggiungere…Sai come la penso, finchè la questione palestinese resterà irrisolta sarà sempre guerra e non solo in palestina…

    Dichiarazione ultim’ora di Hamas che propone il cessate il fuoco bilaterale a patto d’interrompere l’embargo…

    …Temo che a breve i kamikaze tornino a pascolare per i mercati israeliani…

    Che tristezza fratelli

  2. Syd, per me la strada per risolvere il conflitto in Palestina passa prima dall’Europa e dagli Usa, perché gli artefici dello Stato d’Israele e suoi attuali protettori sono i membri delle élites massonico/finanziarie come le famiglie Rotschild, Rockefeller, Warburg e le organizzazioni Rhodes Group, B’nai Brith e roba del genere. Sono questi che storicamente hanno sostenuto, con ogni forza in loro possesso, la fondazione dello Stato d’Israele.

    Prima si fa piazza pulita del vertice finanziario internazionale e dopo si può anche sperare si sistemare la situazione in Palestina.
    In sostanza la colpa è più che altro nostra, che non ci liberiamo una volta per tutte dei nostri “datori di lavoro” che hanno dei misteriosi interessi da difendere in quel fazzoletto di terra chiamato Israele; e non di ebrei o arabi che ci sono finiti in mezzo per loro stessa sfortuna.

    Potrebbero fronteggiarsi anche hindu e cristiani, ma la situazione non cambierebbe affatto.
    Il problema rimane sempre l’ordine massonico che sta sulla cima della piramide finanziaria.

    novus

  3. Affidiamoci alla scienza più avanzata: si rintraccia qualche lembo mummificato o qualche capello del grande imperatore romano Tito. Con calma e pazienza si ricrea il signor Tito e lo si molla in territorio israeliano. Previa presenza in loco del PD al completo.

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