LA FABBRICA DEI SOGNI


E’ in corso in questi giorni il Concorso di Miss Italia, rassegna culinaria in cui aitanti ragazzotte sfilano seminude come abbacchi in macelleria per essere poi votate dalla giuria, formata da segaioli qualificati, e da casa, segaioli non qualificati.
La speranza di queste ragazzotte è quella di poter sfondare, avere quel minimo di fama che le consentirebbe di accedere a quel circolo di conoscenze all’interno della quale l’esercizio del meretricio potrebbe sfociare, chissà, in una carriera da attrice, in un ruolo in qualche fiction, in un matrimonio con un Briatore o nel migliore (o peggiore, dipende dai punti di vista) dei casi in un posto da Ministro delle Pari Opportunità.
Insomma partecipano al Baraccone del Rincoglionificio Popolare per guadagnarsi un posto di rilievo all’interno del baraccone stesso, dopo che verosimilmente il baraccone ha fatto credere loro che era QUELLO il loro sogno.

E’ uno dei fenomeni più squallidi fra quelli che caratterizzano la nostra Società di merda, uno dei più idioti fra i finti sogni di cartone che ci vengono propinati per farci stare buoni, almeno fra gli attori e i cantanti qualcuno che fa cose buone lo trovi, ma per i concorsi di bellezza è duro trovare qualcosa di decente…Ma poi per fare che? Per lavorare in TV? Per diventare un "Mito"?

Allora oggi parliamo di un po’di miti, di chi il suo SOGNO lo ha inseguito e raggiunto, come dicono quelli ottimisti alla Lance Armstrong: ho scoperto una storia interessante leggendo "Cavie" di Palaniuk (non leggete Palaniuk qundo siete di cattivo umore, sennò iniziate a delirare di cose senza senso come me). Vi ricordate di Dana Plato? No, eh? E’ esattamente quello che intendevo…

Vi ricorderete di Arnold, il telefilm buonista degli anni ’80, col miliardario che adottava i due fratellini neGri, quello col nano Gary Coleman.
Bene, Dana Plato era Kimberly, la figlia naturale del Sig. Drummond.


Ecco, un bel pezzo del nostro immaginario collettivo, almeno di quelli che come me ora sono sulla trentina, una di quelle cose che ti fanno iniziare ad assimilare quelle cose come tuoi propri sogni, aspirazioni, un po’come Flashdance fece sognare a tante ragazzine di darsi alla danza, una di quelle cose che per noi sono la Memoria, per di più collettiva, una cosa alla Fazio, per capirci.

E’ un la nostra condanna della nostra generazione: i nostri nonni ricordavano la Guerra, i nostri padri ricordano il ’68, noi ricordiamo Roma-Liverpool, Arnold e i capelli cotonati della Pierobon…

Dopo quel telefilm i nanerottoli erano tutti e tre parecchio famosi, e la bella Dana, a cui sarà stato insegnato come a tutti che fama e successo sono sogni bellissimi, ovviamente cercò di farsi una carriera nello scintillante mondo dello showbusiness. Pertanto si rifece le tette, apparì su Playboy, partecipò a un paio di film di seconda categoria e persino in un videogames negli anni ’90.


Ma evidentemente quel meccanismo di cui aveva fatto parte non è poi tanto scintillante, e Dana invece di proseguire nel suo sogno preconfezionato, si accorse che aver partecipato a una Serie non fa di te un’attrice, e rimediò solo qualche parte in filmetti erotici e soft-porno, mentre i suoi problemi con alcool e psicofarmaci, iniziati ai tempi di Arnold quando per reggere i ritmi della produzione iniziò a bere ed impasticcarsi, peggiorarono, il suo matrimonio andò a rotoli e via dicendo.

Nel 1991, prima di fare quei due tre filmetti, Dana era senza lavoro e senza un soldo, a Las Vegas, dove iniziò a lavorare in una lavanderia, fino a quando decise di entrare in una videoteca, con una pistola, per rapinarla.


nel 1992 fu arrestata la seconda volta, per aver falsificato una prescrizione medica, Valium.

Se non altro con i soldi rimediati per quei filmetti e con un paio di inteviste tirò avanti per un po’fino al 8 Maggio 1997, quando Dana fu trovata morta a casa della madre del nuovo marito per un’overdose di Vicodin e Vanadom.

Curioso come il Vanadom fosse commercializzato con il nome "Soma", ovvero con il nome che aveva la Droga che Aldous Huxley fa prendere ai personaggi de "Il Mondo Nuovo", il suo capolavoro in cui gli esseri umani vengono condizionati fin da bambini in modo da avere desideri, pensieri e aspirazioni predefinite dal Sistema (vi viene in mente qualcosa?).

E così il mondo non è tutto rose e fiori e anche le storie tragiche danno sensazioni differenti: dalla peccaminosa Lilli Carati un po’ci si aspetta che finisca a fare film porno per pagarsi la roba, e sorprende poco anche che la (finta) trasgressiva Britney Spears dia di matto.
Se la Winehouse non schiatta presto un po’ci rimarremo tutti male, come saremmo rimasti male a vedere Kurt Kobain arrivare a 70 anni (Keith Richards fa eccezione, perchè Keith Richards fa eccezione SEMPRE).
Però Kimberly di Arnold che finisce strafatta di psicofarmaci ti da una sensazione diversa, vero?

Chissà se vedevano Arnold le oche di Miss Italia…


P.S. Sì, lo so che io sono un teledipendente di merda, tendenzialmente alcoolista e pasticcomane, ma primo io non mi sono rifatto le tette, secondo non ho fratelli adottati e per di più neGri.

P.P.S. A proposito di Lance Armstrong, ho apprezzato tantissimo quello che disse a Pechino Maarten Van der Weijden, medaglia d’Oro nel nuoto di fondo, a proposito del fatto che lui aveva sconfitto la Leucemia. Praticamente disse che non voleva dare messaggi falsi e false speranze come quelli di Armstrong, che basta volerlo per vincere il male, disse che lui era guarito perchè i medici lo avevano curato, e che lui è stato fortunato a potersi pagare le cure, perchè senza di quello non avrebbe mai potuto cavarsela.

P.P.P.S. Sì, lo so, sono un malato di mente dissociato.

Annunci

14 risposte a “LA FABBRICA DEI SOGNI

  1. Splendida analisi Syd. Ma io vado a rompere su tutti i blog per dire sempre la stessa cosa: la TV non è la principale causa. Le madri che hanno fatto il ’68 si sono trasformate in venditrici di carne. This is the problem…E di Palahniuck leggi anche “La scimmia pensa la scimmia fà”, l’intervista a Marylin Manson è imperdibile…

  2. @ ilsottomarino

    non ho capito, cosa c’entra il ’68? anzi il femminismo spingeva esattamente su un modello opposto a questo

    @ novus

    quattro volte al giorno per dieci minuti…

    mi vengono i brividi quando ci penso

  3. @ ilsottomarino

    non ho capito, cosa c’entra il ’68? anzi il femminismo spingeva esattamente su un modello opposto a questo

    @ novus

    quattro volte al giorno per dieci minuti…

    mi vengono i brividi quando ci penso

  4. esatto syd..ma ora hanno cinquant’anni e fanno prostituire le figlie come stagiste…ohhh che gli andiamo a dire a quello di Azione Giovani?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...