IL GIOCO DELLE PARTI

Ok, lo so sto battendo la fiacca, ma diocane, è il 22 Luglio, io sto in ufficio, non ho voglia di fare un cazzo ma non posso non fare proprio un cazzo, quindi devo centellinare le poche energie residue, per resistere fino a fine Luglio.

A minare ulteriormente la mia sanità mentale e il mio entusiasmo, già normalmente paragonabile a quello di un bovino che sta per essere trasformato in una scatoletta di Manzotin, c’è stata anche la storiaccia di Riccò, di cui parliamo, per chi è interessato nei commenti del post che avevo fatto su di lui giorni fa.

Ma non è di questo che voglio parlare oggi, volevo parlarvi dell’ennesima farsa che si sta consumando alle nostre spalle (ho detto "alle" e non "sulle" nel senso che ce lo stanno a mette ar culo, se non si fosse capito).
I giornali e le note politiche sono in questi giorni riempite dalla polemica scatenata dalle parole e dai gesti del Ministro delle Riforme, Umberto "Ictus" Bossi, che con la solita classe che lo contraddistingue ha commentato come sappiamo l’Inno Italiano e la presenza di professori del Sud nelle scuole "Padane". Pagine e pagine, servizi sui TG, ieri sera il TG1 delle 20 ha fatto un servizio su "La Canzone del Piave" che Bossi ha detto di preferire all’Inno di Mameli (Riotta ti amiamo perchè sei una merda), commenti dei Politici a iosa.

Bene, a me dell’Inno non frega un cazzo, anzi, l’Inno di Mameli fa di molto schifo, una marcetta orrenda con delle parole demenziali, e me ne sbatto anche della Bandiera, delle Istituzioni e quant’altro.

Se non altro non me ne frega un cazzo, perchè, anche se nessuno se ne è accorto, ieri alla Camera, oltre a sentire l’Inno dal cellulare della Mussolini, hanno votato un decreto che di fatto anticipa la Finanziaria 2009. Un bagno di sangue, tagli a pioggia agli Enti Locali, alla Sanità, all’Università, cambiamenti alla legislazione del lavoro, in peggio ovviamente.
Poi c’è la norma sulle carte d’identità, che prevede la schedatura, con impronte e tutto di tutti quelli che rinnoveranno la carta d’identità a partire dal 2010, e che è stata accolta addirittura con entusiasmo dal PD perchè così non sono solo gli zingari ad essere schedati.

C’è anche quello che potremmo definire come "Articolo Grillo", ovvero un drastico taglio ai finanziamenti all’editoria, ma non "ragionato" come vorrebbe il buonsenso, ma "a pioggia": si dà un po’meno a tutti, con il risultato di mettere in crisi i piccoli e toccare relativamente poco chi ha grandi gruppi o "padroni" di peso alle spalle, che poi è l’effetto che si avrebbe se passasse la proposta ancora più drastica di Grillo.

Quindi mentre il Governo vara una Finanziaria con cui:

– toglie la norma che garantiva i lavoratori dal dover firmare le dimissioni in bianco al giorno dell’assunzione

– vara la famosa "Robin Hood Tax" senza aggiungere alcuna norma che impedisca ai petrolieri di ricaricarne il costo sui consumatori

– reintroduce il "job on call"

– alza da 5000 a 12500 € il limite oltre i quali una prestazione erogata da un libero professionista non può essere pagata in contanti, in modo da assicurare che sia tracciabile quindi tassabile

– taglia soldi alle università, che per sopravvivere potranno/dovranno diventare Fondazioni, quindi Private

– prevede di affidare a Fondazioni, sempre private, la gestione delle aree naturalistiche e dei parchi

– elimina in teoria i ticket, ma non copre completamente la cifra che non arriverebbe alle casse delle Regioni, lasciando loro la possibilità di mantenere i ticket, ma anche per chi prima ne era esente

– dà un taglio generalizzato ai finanziamenti all’editoria, facilitando la concentrazione dell’informazione nelle mani dei grandi gruppi finanziari e di Potere, dato che per loro qualche soldo in meno non fà la differenza, anzi, eliminandogli un po’di concorrenza…..

mentre si fa tutto questo, dicevamo, i media parlano delle cazzate di Bossi, l’ "Opposizione" parla delle cazzate di Bossi, la Maggioranza risponde sulle cazzate di Bossi, e i media riportano le polemiche fra Maggioranza e "Opposizione" sulle cazzate di Bossi. Un copione perfetto, no? Funziona da 15 anni….

Adesso aspettiamo la prossima gaffe del Premier, la prossima credo tocchi a lui, vediamo, quando ci sarà da votare qualche altra porcata si inventerà qualcosa.

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5 risposte a “IL GIOCO DELLE PARTI

  1. certo che se l’inno italiano fosse bella ciao credo che il mio sentimento patriottico, che comunque non è inesistente, aumenterebbe un pochino.
    oh comunque giorgio chinaglia è il grido di battaglia eh

    stefano

  2. certo che se l’inno italiano fosse bella ciao credo che il mio sentimento patriottico, che comunque non è inesistente, aumenterebbe un pochino.
    oh comunque giorgio chinaglia è il grido di battaglia eh

    stefano

  3. certo che se l’inno italiano fosse bella ciao credo che il mio sentimento patriottico, che comunque non è inesistente, aumenterebbe un pochino.
    oh comunque giorgio chinaglia è il grido di battaglia eh

    stefano

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