LA CINA E' IN CINA

Quello che sta succedendo in Tibet è sotto gli occhi di tutti, o meglio, non è sotto gli occhi di tutti, nel senso che ci arrivano notizie da fonti non affidabili, dato che sono le due parti in causa (Governo Cinese e Governo Tibetano in Esilio).
Sembra di sentire il balletto di cifre fra questura e organizzazione delle manifestazioni, quando si vedono cose ridicole tipo "2.000.000 di partecipanti per gli organizzatori, 30.000 per la questura". Diciamo che fra 15 morti tutti negozianti cinesi dichiarati dai Cinesi, e 150 tutti pacifici dichiarati dai Tibetani mi sembra ci si possa regolare su qualche decina di morti, la maggior parte tibetani più o meno pacifici (non so voi, ma a me ha fatto un’impressione quantomeno strana vedere i monaci che sfasciavano i negozi e ribaltavano le auto).

Dico subito che non ho una gran simpatia per il Dalai Lama, dipende dal fatto che non ho simpatia per i religiosi in generale e che soprattutto non ho simpatia per gtli amici di Richard Gere.
Credo che anche Totti mi starebbe un po’sul cazzo se si facesse fare gli spot dalle starS di Hollywood. Così come non ho simpatia per le teocrazie (come Iran e Vaticano), specie se basate su un sistema schiavistico e di stampo feudale quale era quella tibetana prima dell’invasione cinese.

Ma…

Ma se i tibetani vogliono vivere sotto una monarchia feudale in fondo sono cavoli loro, giusto? E’ il limite della Democrazia: ognuno ha il diritto di scegliere da chi farsi comandare. Mi fermo qui sennò si andrebbe su discorsi troppo ampi, vorrei solo che la prospettiva di una auspicabile indipendenza del Tibet non fosse il ritorno di una Monarchia Feudale e Teocratica (tra l’altro, il Dalai Lama chiede solo una maggiore autonomia, pragmaticamente rivorrebbe solo il suo feudo, anche sotto "tutela" cinese), ma una vera democrazia, libera e laica.

C’è ancora da aggiungere un paio di considerazioni. Innanzitutto non capisco perchè i Diritti Umani in Cina sono un problema solo in due circostanze: quando si parla del Tibet (potere di Richard Gere) e quando si parla di mettere improbabili dazi per difendere il nostro settore tessile (che ha le sue colonne portanti negli stabilimenti di Prato e della Campania dove Operai Cinesi lavorano per 10-12 ore al giorno per fare le parti dei capi che poi vengono venduti nelle boutiques del Made in Italy, come mostrato tempo fa da Report).

I Diritti non sono più un problema quando si tratta di esportare i nostri prodotti, non c’è altrettanta indignazione quando i minatori cinesi, trattati come schiavi, schiattano a centinaia nelle miniere. Perchè i diritti dei Tibetani sì e quelli dei Cinesi no? Mi fa un po’incazzare che come in troppi casi sono le "amicizie importanti" e la "buona stampa" a fare la differenza fra la versione pelata del Papa e un minatore e mi fa anche pensare a un bel po’di ipocrisia da parte di chi ora si straccia le vesti per i Tibetani, ma poi guadagna facendo ottimi affari con i Cinesi, sia che siano i nuovi ricchi di là (grandi consumatori di prodotti occidentali, ad esempio vini Italiani di Qualità) che invece si tratti dei nuovi poveri di qua, che lavorano come schiavi per i grandi marchi del Made in Italy.

E da qui arrivo alle Olimpiadi. Boicottare le Olimpiadi è una cazzata. Non parlo dei valori sportivi, dei quali non frega a nessuno, ma di opportunità politica. Le Olimpiadi sarebbero una enorme cassa di risonanza per determinati messaggi, e il Governo Cinese non potrebbe permettersi di esagerare nei confronti di Atleti stranieri che volessero testimoniare solidarietà ai Tibetani, magari portando sul podio di una premiazione una bandiera tibetana o qualcosa del genere (sicuramente avrete riconosciuto la foto, Olimpiadi di Città del Messico 1968, tutti si ricordano di Tommie Smith e John Carlos, nessuno si ricorda del boicottaggio di 32 paesi Africani).


Poi, secondo voi al governo Cinese cambierebbe qualcosa se qualche maratoneta Kenyano resta a casa a guardare le Olimpiadi in TV? Secondo me no. E’ solo comodo dirlo, sapendo che non verrà fatto, per poter dire "io però ero per il boicottaggio".

Perchè invece non prendersela con chi i soldi ce li mette davvero? Quegli sponsor, occidentali, che verseranno miliardi su miliardi nelle casse cinesi, e che non permetteranno, sicuramente, agli atleti di grido di dire o fare nulla, tanto meno boicottare i giochi?

http://en.beijing2008.cn/bocog/sponsors/sponsor

non manca proprio nessuno…

P.S. Comunque, io da domani fondo il Movimento di Liberazione Arnanandiana, e rivendico che l’Italia diventi una teocrazia governata da un triumvirato formato dal guru Arnananda e dal Mago Otelma.

P.P.S. Non so se ci avete fatto caso, ma la stampa cinese tratta i fatti come vennero trattati quelli di Genova dalla maggior parte dei media italiani: mostrano solo gli episodi violenti, parlano solo dei danni fatti dai manifestanti, escludono completamente le ragioni delle proteste e i manifestanti pacifici, dicono che era tutto pianificato, minimizzano i pestaggi e le uccisioni da parte della Polizia…. stai a vedere che è il Partito Comunista Cinese in realtà a controllare il Giornale, Libero, il Foglio, i TG Rai e Mediaset….

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10 risposte a “LA CINA E' IN CINA

  1. ..non credo, però “dice” che hanno visto Gianfranco Fini nella questura di Pechino a organizzare la repressione..vestito da cinese.
    😉

  2. E da qui arrivo alle Olimpiadi. Boicottare le Olimpiadi è una cazzata. Non parlo dei valori sportivi, dei quali non frega a nessuno, ma di opportunità politica. Le Olimpiadi sarebbero una enorme cassa di risonanza per determinati messaggi, e il Governo Cinese non potrebbe permettersi di esagerare nei confronti di Atleti stranieri che volessero testimoniare solidarietà ai Tibetani, magari portando sul podio di una premiazione una bandiera tibetana o qualcosa del genere. Forse è questa la risposta al mio blog che ti invito a leggere ed è la stessa posizione di amnesty international

  3. se avessi una ditta non li avrei sponsorizzati…. speriamo nel lancio del giavellotto sarebbe un bel gesto di protesta se centrasse qualcuno!!!!

  4. jarma sei maleinformato. Fini era sì nella questura di Pechino ebbro di sakè a presenziare i pestaggi, ma travestito da pacifista tibetano facinoroso…i famosi “Dalai blocks”…il tutto coordinato dal questore di Pechino, tale Manh-Gah-Nell agli ordini del ministro degli interni cinese Scah-Jho-lhai…
    P.s.-Grande cmque Syd! Hai centrato DUE cose fondamentali passate sotto silenzio : 1-ci sono massacri etnici e culturali sponsorizzati e altri no 2-Richard Gere Sucks!!!!
    Bard

  5. Rimando all’ultimo post su mazzetta.splinder.com che mi pare molto ragionevole.

    Cachorro Quente

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