ODIO IL NATALE E LE CENE AZIENDALI




Odio le cene aziendali, soprattutto quelle di Natale.
Chi ha la fortuna/sfortuna (oggi nemmeno si può più essere sicuri) di lavorare in un ufficio sopra un certo numero di dipendenti sa di che parlo, Villaggio docet .
In occasione del Natale (e della fine dell’anno fiscale) o delle imminenti ferie estive (e della chiusura del Semestre, anzi "Secondo Quarter", come si usa oggi) si organizzano agghiaccianti meeting/feste aziendali in cui ci si presentano i risultati fallimentari ottenuti, si ipotizzano determinanti e inverosimili cambiamenti di strategie e di organizzazione, per poi passare alla parte "ludica" della serata, fondamentale per cementare lo spirito di gruppo del personale e per far apparire un po’più umani i dirigenti, per quanto carogne posano essere. Ah, e poi ci si scambia gli auguri, ovviamente.
Quanto sia utile per lo spirito di gruppo e l’attaccamento all’azienda costringere subdolamente (con pressioni psicologiche, usure e telefonate anonime, fino alla classica testa di cavallo mozzata nel letto) gli impiegati a passare una piccola parte del proprio tempo libero a fare da scimmiette ammaestrate per la dirigenza è ovvio e scontato.

Nel caso dell’azienda dove perdo gran parte del mio tempo, ieri sera si è consumato questo tragico evento, iniziato con il classico aperitivo nel locale affittato per l’occasione. Nella sala c’era la prevedibile calca davanti al Bar, dove la vicinanza coatta con i vari colleghi, noti e non, offre l’occasione di imbastire interessantissime conversazioni tipo "Oh, Ciao! Come va? Tuttapposto?" "Ciao, sì, tuttapposto" "Allora?" "Eh, tuttapposto" "Vabbè, io mi vado a bere una cosa, ciao" "Ciao".

"Tuttapposto" è l’architrave di ogni conversazione a Roma.

E così il tempo trascorre fino al momento del discorso del Boss, a cui si arriva già provati dai 12 prosecchi trangugiati al solo scopo di evitare troppe conversazioni sul "tuttapposto". Stavolta, per destare l’uditorio dal coma etilico, la Dirigenza ha ben pensato di assoldare una "presentatrice": una Zoccola di professione con tette e culo in mostra, assoldata con il compito di sorridere, non capire un cazzo di quello di cui si sarebbe parlato nella parte "seria" della serata, e far vedere un po’ le tette (solo dalla scollatura, che ci sono le famiglie).

Però c’è da dire che è stata una vera professionista. Innanzitutto non deve essere facile stare in una sala con 70 persone che ti guiardano le tette (siamo più o meno 120, levando le donne, i frustoni e gli ingegneri gli altri guardavano le tette. Gli ingegneri vedono solo in termini di codice binario, quindi vedevano solo "11", per loro guardare due tette o due carabinieri è uguale: una tetta o un carabiniere solo sarebbe "01"). Poi per un momento ci ho quasi creduto mentre delirava su "la Nostra azienda che compie tredici anni" come se davvero ci lavorasse e sapesse di che si tratta, giuro, per un secondo ci ho creduto. Saranno state le tette.

Lo scopo della presentazione che viene ogni volta fatta dal Boss è quello di dire sostanzialmente "dovete darci più culo, ma tranquilli che almeno per quest’anno non scappiamo con i soldi a Santo Domingo da Gaucci". Momento topico della Presentazione, la parte sul concetto di "grinta e cuore" (quello che secondo le moderne teorie di gestione aziendale deve sostituire vecchi arnesi sovietici quali pianificazione, competenza, accorta gestione delle risorse e formazione), in cui sono state mostrate delle foto di Gattuso….praticamente un film dell’Orrore…

Dopo la presentazione finalmente vengono "aperti i cancelli" verso gli antipasti, ovviamenet buffet, un ricco assortimento di affettati dozzinali e fritti riciclati sul quale gli stremati impiegati si lanciano come gli Uruk-Hai all’assalto del Fosso di Helm. Tripudio di colesterolo, vino scadente e "tuttapposto".

Continua lo squallido spettacolo, con la Tettona che chiama in causa un comico del Seven Show, che fa il suo, senza infamia, senza lode e soprattutto senza far ridere, almeno me che non sopporto la nuova ondata di comici cretini alla Zelig. Meglio la merda di Luttazzi.
Poi la premiazione per i dipendenti anziani, 5 e 10 anni, che hanno ricevuto un grazioso Cock Ring (ok non era un cock ring, credo fosse tipo un pendaglio dontacc maibreil, una cosa orrenda e inutile). Io ho un ottimo rapporto con queste premiazioni: lavoro qui da 7 anni, quindi non mi tocca mai il cock ring, l’unico anno in cui ne facevo 5 non hanno fatto la premiazione. Quando farò 10 anni daranno un Dildo. Tanto per pigliarlo sempre in culo…

Durante la premiazione, l’ingresso di due carrelli con vassoi di pasta e carne distolgono l’attenzione dell’uditorio, per un attimo, dalle tette. Il cibo viene ordinatamente sistemato sul tavolo per restare lì a freddarsi e a diventare immangiabile fino a che un pietoso omino del ristorante a metà premiazione si avvicina al palco a dire alla presentatrice "la cena è servita, si fredda…". Chiaramente era una scusa per guardare le tette, ma se non altro è servita a qualcosa.

Altro assalto, stavolta più difficoltoso, visto che qualche boccia di vino era già partita:

 

Non ho resistito oltre, dopo aver mangiato un po’di pasta scotta e di carne fredda, ho agguantato il panettone di merda che mi spettava e sono scappato, perdendomi il Comico che faceva fare il presepe sul palco a dei miei colleghi…

Sinceramente fare pure la scimmietta ammaestrata mi pare troppo, no? A me non mi pagano per fare il buffone, almeno non su un palco.
Ho perso anche il fondamentale momento degli Auguri e del brindisi. M’importa ‘na sega a me del Natale….

Stamattina i miei colleghi si scambiavano i regali, io ho grugnito leggermente per esprimere una pacata ma ferma disapprovazione. Nessuno ovviamente aveva un regalo per me. Vorrei anche vedere…

*****


vabè, dai per stavolta vi faccio anche io gli Auguri, torno in ufficio il 27:

se non sapete cosa significa "Fist Me" leggete qui

se non sapete cosa è il "Crisco" leggete qui

Andate in culo e sia lodato Coso, lì..

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18 risposte a “ODIO IL NATALE E LE CENE AZIENDALI

  1. allora tuttapposto?? buon natale a tutti!!! fottetevi finché potete mi raccomando… fanculo
    ludo

  2. allora tuttapposto?? buon natale a tutti!!! fottetevi finché potete mi raccomando… fanculo
    ludo

  3. La canzone è stupenda (e anche l’altro video non è male… non per niente è uno dei dieci film più belli della storia del cinema), complimenti per il post.
    Questo Natale si preannuncia veramente di merda, per cui piena solidarietà.

    Cachorro Quente

  4. La canzone è stupenda (e anche l’altro video non è male… non per niente è uno dei dieci film più belli della storia del cinema), complimenti per il post.
    Questo Natale si preannuncia veramente di merda, per cui piena solidarietà.

    Cachorro Quente

  5. Huhu, a me il buffet natalizio m’è capitato solo una volta…ero un interinale del cazzo addetto all’imballaggio (un lavoro che non svolgono gli scimpanzè perchè offenderebbe la loro intelligenza: 1- riempi cartone 2- chiudi cartone 3- metti cartone su bancale 4- sposta bancale 5- go to 1) lì per tre mesi per pagarmi un viaggio primaverile. Mi danno la busta paga e il capo-operaio (si era più o meno al 20 dicembre) mi dice “saremmo lieti che venissi al buffet di Natale del 23, ci teniamo che vengano anche i nuovi della famiglia”. Anche se ero palesemente sotto mescalina, ero perplesso: 1-aveva beccato un congiuntivo 2-era un sadico aguzzino cagacazzi il cui lavoro consisteva nel sorvegliare che non sprecassimo troppe grappette per chiudere i cartoni, checcazzo voleva dire “saremmo lieti” ?? 3-Quale famiglia? I BaNbini di Satana?
    Accetto.
    Mi trovo a ‘sto buffet in tutto simile a quello da te descritto (mancava la tettona). I vegetariani nn erano previsti (forse perchè carenti di “grinta e cuore”, chissà), per cui mentre trangugiavo 3 bottiglie di proseccazzo del discount avevo buttato giù solo un po’ di patate fredde. ToNbola aziendale con ricchi premi. Famigliole esaltate da questo brivido imprevisto. Incredibilmente , dopo un ambo d’acchito becco anche la tombola. Il primo premio erano 4 prosciutti di un rosa che mi dava vertigini e nausea (vabbuò, forse era stato il proseccazzo)…mi chiamano sul palchetto.
    Uno dei capetti, impeccabile, mi porge il microfono e dice “la fortuna ha premiato un membro giovane della nostra famiglia. E’ un bel segno, perchè ci stiamo allargando”.
    Un minuto di applauso scrosciante e demenziale, mentre il detentore del secondo premio mi guarda con odio (il prosciutto gli faceva comodo). Barcollando farfuglio: “Sì, è vero: ho un MEMBRO GIOVANE. Ed è vero anche CHE TI STAI ALLARGANDO…A proposito, cos’ era il secondo premio?”
    Una luce speranzosa si accende negli occhi dello sconfitto “Una cassa di Chardonnay”.
    La transazione è presto fatta.
    Imbraccio la mia cassa come un’arma e me ne vo senza salutare, mentre il presentatore mugola “Un po’ più di SPIRITO DELLA FESTA, suvvia!”

    Un bel fanculo di natale anche ta parte mia, syd!
    Bard

  6. Huhu, a me il buffet natalizio m’è capitato solo una volta…ero un interinale del cazzo addetto all’imballaggio (un lavoro che non svolgono gli scimpanzè perchè offenderebbe la loro intelligenza: 1- riempi cartone 2- chiudi cartone 3- metti cartone su bancale 4- sposta bancale 5- go to 1) lì per tre mesi per pagarmi un viaggio primaverile. Mi danno la busta paga e il capo-operaio (si era più o meno al 20 dicembre) mi dice “saremmo lieti che venissi al buffet di Natale del 23, ci teniamo che vengano anche i nuovi della famiglia”. Anche se ero palesemente sotto mescalina, ero perplesso: 1-aveva beccato un congiuntivo 2-era un sadico aguzzino cagacazzi il cui lavoro consisteva nel sorvegliare che non sprecassimo troppe grappette per chiudere i cartoni, checcazzo voleva dire “saremmo lieti” ?? 3-Quale famiglia? I BaNbini di Satana?
    Accetto.
    Mi trovo a ‘sto buffet in tutto simile a quello da te descritto (mancava la tettona). I vegetariani nn erano previsti (forse perchè carenti di “grinta e cuore”, chissà), per cui mentre trangugiavo 3 bottiglie di proseccazzo del discount avevo buttato giù solo un po’ di patate fredde. ToNbola aziendale con ricchi premi. Famigliole esaltate da questo brivido imprevisto. Incredibilmente , dopo un ambo d’acchito becco anche la tombola. Il primo premio erano 4 prosciutti di un rosa che mi dava vertigini e nausea (vabbuò, forse era stato il proseccazzo)…mi chiamano sul palchetto.
    Uno dei capetti, impeccabile, mi porge il microfono e dice “la fortuna ha premiato un membro giovane della nostra famiglia. E’ un bel segno, perchè ci stiamo allargando”.
    Un minuto di applauso scrosciante e demenziale, mentre il detentore del secondo premio mi guarda con odio (il prosciutto gli faceva comodo). Barcollando farfuglio: “Sì, è vero: ho un MEMBRO GIOVANE. Ed è vero anche CHE TI STAI ALLARGANDO…A proposito, cos’ era il secondo premio?”
    Una luce speranzosa si accende negli occhi dello sconfitto “Una cassa di Chardonnay”.
    La transazione è presto fatta.
    Imbraccio la mia cassa come un’arma e me ne vo senza salutare, mentre il presentatore mugola “Un po’ più di SPIRITO DELLA FESTA, suvvia!”

    Un bel fanculo di natale anche ta parte mia, syd!
    Bard

  7. ahahaha Bard, solidarietà, anche tu ci sei passato…. 🙂

    a me purtroppo dovrebbe capitare due volte l’anno (fanno anche il meeting di fine semestre), ma cerco di farmene massimo uno all’anno

    cmq la cassa di chardonnay è ‘na bella presa

    bella!

  8. ahahaha Bard, solidarietà, anche tu ci sei passato…. 🙂

    a me purtroppo dovrebbe capitare due volte l’anno (fanno anche il meeting di fine semestre), ma cerco di farmene massimo uno all’anno

    cmq la cassa di chardonnay è ‘na bella presa

    bella!

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