FENOMENOLOGIA DELLA BOVINITE UMANA (I)

Gli Umani Bovini e i mezzi di trasporto pubblici

Uno dei sintomi o delle malattie collegate della Bovinite Umana ci si presenta in tutta la sua agghiacciante drammaticità osservando il comportamento degli umani sui mezzi pubblici e nei luoghi pubblici in generale. Il sintomo può essere definito "Catatonia post passaggio di una porta" o "SCOS – sindrome catatonica da oltrepassamento di stipiti".
Il soggetto affetto da Bovinite Umana, si trova a bloccarsi sul posto, senza alcun apparente motivo o coscienza di sè, non appena ha attraversato la soglia di un ambiente di suo interesse, come ad esempio un autobus o un vagone della metropolitana oppure un bar preferibilmente malfamato. Molti avranno potuto osservare le drammatiche immagini di questi soggetti accalcati come manzi al mattatoio, spingersi e sudarsi addosso davanti alle porte del vagone della metro, mentre altri soggetti non affetti dal morbo si godono il rimanente spazio della vettura con tornei di tennis, golf, concerti ecc. ecc.

Il fenomeno non è limitato al nostro paese, mi capita spesso di incontrare mandrie (è il termine adatto) di turisti, soprattutto americani (manzi con ormoni) che scesi dal treno urbano che prendo per raggiungere la metropolitana, si raggruppano guidati dal loro buttero-guida, che presumo essere l’unico in grado di distinguere una scala mobile da un obiettivo militare, come i pinguini che si fanno caldo al polo, aspettando che ogni singolo cazzone del gruppo si accalchi contro gli altri, creando un blocco compatto, sudaticcio e miagolante (non so voi ma l’inglese parlato dagli statunitensi pare come quando due gatti scopano). Il risultato è che questa mandria che definiremo migrante ostruisce il passaggio alla mandria autoctona, che defluisce o cerca di farlo lungo la banchina per poter imboccare ovviamente contromano l’accesso al binario, contrassegnato da un vistoso cartello "VIETATA L’USCITA". Si sono potuti osservare comportamenti analoghi anche in mandrie asiatiche (in particolare giapponesi) e centro-europee (tedesche).

Lo stesso terificante spettacolo ci appare a volte in certi bar di periferia, quando dopo aver consumato una frugale colazione, o un rapido tramezzino (o un sette-otto campari col gin) ci accingiamo ad uscire dal locale e ci si para davanti un inquietante sistema schieno-nucale: il classico esemplare di manzo da baretto, con la sigaretta in bocca, la giacca consumata dal lungo lucidare il bancone e lo stipite della porta, e le gambe larghe, quasi in spaccata frontale, nel tentativo chiaro di cercare di ostruire il passaggio quanto più possibile.

A volte il sintomo si manifesta anche in luoghi inaspettati, personalmente ho visto un caso di SCOS ad una mostra sugli aztechi: vedendo il soggetto divenire catatonico, il suo sguardo farsi simile a quello del vitellone prima della macellazione e la sua postura immobile ma ondulante, come se si fosse abbioccato improvvisamente sul posto, in un primo momento ho supposto fosse rimasto abbacinato da un qualche manufatto di straordinaria bellezza posto al centro della stanza. La consapevolezza di trovarmi di fronte a un caso di SCOS l’ho avuta solo dopo qualche minuto, quando la crisi si è  conclusa e sono potuto entrare anche io, notando che i manufatti erano posti solo ai lati della stanza e che lo sguardo del soggetto si perdeva nel vuoto verso la porta aperta sul corridoio dei gabinetti.

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2 risposte a “FENOMENOLOGIA DELLA BOVINITE UMANA (I)

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