DECRETO ANTI LOBBY

Devo dire che sono sorpreso, non mi aspettavo da questo governo un provvedimento economico che posso giudicare positivo. Mi aspettavo la solita spremuta di sangue con la complicità della triplice (CGIL CISL e UIL) ai danni del Lavoratori, e invece questi se ne escono con un decreto che timidamente, molto timidamente, va a toccare qualche privilegio di alcune categorie che in italia vivono una situazione paragonabile alle caste elevate indiane, le più classiche delle lobbies.

Premesso che non sono convinto del tutto che il libero mercato sia la migliore maniera possibile di gestire le risorse e i servizi, se si vuole il mercato questo deve essere libero davvero, aperto alla concorrenza e non gestito da caste. Mi space che i tassinari si incazzino, ma a Roma le licenze se le vendono dopo qualche anno a prezzi paragonabili a quelli delle case, quindi forse un po’di concorrenza non farebbe male, visto anche che una corsa in taxi a Roma costa più cara che a Londra, dove tutto il resto costa il doppio.

Sulla vendita di beni o servizi non essenziali (quindi esclusi quei servizi indispensabili per tutta la popolazione come acqua, trasporti, energia, sanità, scuola ecc. ecc.) la concorrenza è positiva, immaginate se come per le parcelle degli avvocati anche "l’ordine degli idraulici" concordasse delle tariffe minime, o "l’ordine dei venditori di vestiti".

Naturalmente dove si poteva e doveva menare davvero il governo è stato morbido, non sia mai che qualcuno pensasse che sono davvero di sinistra. Le Banche.

Il decreto prevede che una banca non possa cambiare le condizioni di un conto senza prima comunicarlo con 30gg di anticipo al cliente, e senza che il cliente abbia accettato i cambiamenti (per dire, fino ad ora potevano fare il cazzo che gli pare). Qualora il cliente non accettasse, potrebbe chiudere il conto senza pagare le spese di chiusura. Tutto giusto, ma era il caso di vietare le spese di chiusura conto in generale ( nel resto d’europa non esistono) e magari obbligare le banche ad allinearsi al resto d’europa anche sulle spese di tenuta e sulle commissioni sui bancomat (per farsi un’idea, intervistato da report un dirigente di ABN AMRO diceva sorpreso che no, da loro non ci sono spese di chiusura nè commissioni sui bancomat di altri istituti, e che le spese di tenuta sono circa la metà, solo per coprire le loro spese, perchè in finale a dargli i soldi da tenere, che poi loro investono e sui quali guadagnano, il cliente gli fa un favore….. trovate la trascrizione della puntata sul sito di Report, vi invito a leggerla perchè è inquietante: http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%255E95059,00.html ).

Comunque è un piccolo, piccolo passo in una direzione se non giusta, almeno coerente con le dottrine che ci impongono, anche se io sarei molto più drastico…..anche se da pessimista spero che non sia un contentino preventivo per la prossima inculata che ci toccherà….

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